Stesicoro

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Busto di Stesicoro presente nel giardino Bellini di Catania

Stesicoro (pseudonimo, dal greco colui che gestisce il coro, di Tisia di Imera; Metauros, 630 a.C. [senza fonte]Catania, 555 a.C. [senza fonte]) è stato un poeta greco antico siceliota.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Come spesso accade per gli autori antichi, poco si sa della sua vita. Se ne è ipotizzata, tra le altre, la nascita a Metauros (l'odierna Gioia Tauro)[1]. Col nome di Tisia si trasferì in Sicilia, dapprima ad Imera, dove avrebbe narrato la favola del cavallo e del cervo, chiara metafora della politica del suo tempo. A causa di questa storia venne espulso dalla città e trovò asilo politico a Catania, dove morì per mano del brigante Nicànore. La tradizione vuole che in questa città fosse stato eretto in suo onore un grande sepolcro a pianta ottagonale, in quanto otto erano le opere a lui attribuite[2]. Tuttavia tale identificazione è stata messa in discussione anche dal semplice confronto tra la struttura esistente (il mausoleo romano del Carmine) che risalirebbe al II secolo e la descrizione che le fonti forniscono del sepolcro di Stesicoro[3].

Considerato dagli antichi come l'Omero della lirica corale, il grande poeta dei miti, Stesicoro era un poeta detto citaredo, che declamava cioè le sue opere accompagnandosi con la cetra.

La sua produzione si articola in venticinque libri giuntici tutti incompleti (di alcuni di essi non ci restano che semplici titoli). Si cimentò nei generi più diversi, dall'epica alla poesia pastorale, passando per composizioni di natura erotica.

La particolarità delle sue opere si nota dall'alto interesse per la psicologia dei personaggi: egli si sofferma spesso sui pensieri dei protagonisti, rallentando l'azione ma accentuando la drammaticità degli eventi. Questo metodo particolare gli attirò numerose critiche anche tra i contemporanei tuttavia il giudizio che la letteratura dà oggi sulle sue opere è positivo, apprezzandone lo sperimentalismo. Stesicoro ispirò anche alcuni autori tragici di età ellenistica.

Politica[modifica | modifica sorgente]

La sua prima opera siciliana è stata appunto la favola del cavallo e del cervo.

In quest'opera Stesicoro racconta come tra i due animali esisteva sempre astio. Il cavallo per battere il suo antico rivale chiese aiuto all'uomo. Quest'ultimo cacciò il cervo, ma per essere ripagato rese schiavo il cavallo.

In quel periodo Falaride, tiranno di Agrigento, prometteva agli Imeresi l'aiuto necessario per sconfiggere i Selinuntini, antichi rivali della colonia Zancloa, ed in cambio avrebbero sicuramente subìto la schiavitù di Falaride. La favola raccontata volle essere un monito per i suoi concittadini, ma nonostante i suoi propositi il tiranno Akragantino entrò in città e Stesicoro dovette fuggire perseguitato dai suoi stessi concittadini[4].

Opere[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi ad esempio Laboratorio di cultura mediterranea; "Gioia Tauro: storia, cultura, economia" a cura di Fulvio Mazza; Stesicoro: testimonianze - Edizione critica, traduzione e commento Università di Bologna - Dip.mento di Filologia Classica e Medioevale; Stesicoro – Colui che gestisce il Coro; Busto a Stesicoro; Informazioni su Eliodoro.net; "I greci a banchetto e le regole del simposio" sui vasi del Museo archeologico nazionale di Firenze
  2. ^ Tracce del sepolcro, ricordate dal Fazzello nel Cinquecento, sarebbero state individuate dal Libertini all'interno della Caserma A. Santangelo-Fulci; cfr. A. Holm, Catania Antica, traduzione e note di G. Libertini, pp. 62-63, nota seconda.
  3. ^ Oltre al Sepolcro come opere alla memoria ricordiamo il busto dedicatogli nel "Viale dei Personaggi Illustri" al Giardino Bellini, l'intitolazione al poeta della piazza omonima (un tempo Piano di Porta Acj), nonché la dedica della strada che da qui portava all'Etna (continuazione della centralissima via Uzeda) oggi ribattezzata via Etnea.
  4. ^ Antonino Scifo, Catania Urbs Clarissima. 728 a.C. - 1693, Enna 2003, p.14.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 79398301 LCCN: n81003957