Petralia Sottana

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Petralia Sottana
comune
Petralia Sottana – Stemma
Petralia Sottana – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Santo Inguaggiato (centrosinistra) dal 15/05/2007
Territorio
Coordinate 37°48′00″N 14°05′00″E / 37.8°N 14.083333°E37.8; 14.083333 (Petralia Sottana)Coordinate: 37°48′00″N 14°05′00″E / 37.8°N 14.083333°E37.8; 14.083333 (Petralia Sottana)
Altitudine 1.039 m s.l.m.
Superficie 178 km²
Abitanti 2 980[1] (31-12-2010)
Densità 16,74 ab./km²
Frazioni Piano Battaglia, Landro, Tudia, Recattivo
Comuni confinanti Alimena, Blufi, Caltanissetta (CL), Castelbuono, Castellana Sicula, Geraci Siculo, Isnello, Marianopoli (CL), Petralia Soprana, Polizzi Generosa, Resuttano (CL), Santa Caterina Villarmosa (CL), Villalba (CL)
Altre informazioni
Cod. postale 90027
Prefisso 0921
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082056
Cod. catastale G511
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti Petralesi o Petraliesi
Patrono san Calogero
Giorno festivo 18 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Petralia Sottana
Posizione del comune di Petralia Sottana all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Petralia Sottana all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Petralia Sottana (Pitralia Suttana in siciliano[2]) è un comune italiano di circa 3.087 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Fa parte del Parco delle Madonie.

Geografia e territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato è collocato sul versante meridionale della catena delle Madonie e nell'omonimo parco, in una posizione strategica sull'alta valle del fiume Imera Meridionale, sviluppandosi su un pendio fra i 900 e i 1100 m s.l.m.

Il territorio comunale, vasto ben 178 km² (quasi tutti in zona montana), si estende soprattutto in latitudine, indicativamente dallo spartiacque della catena delle Madonie a Nord fino a raggiungere la provincia di Caltanissetta a Sud. Nella parte settentrionale, ricompresa quasi per intero nel Parco delle Madonie, si trovano estese formazioni boschive di latifoglie (con prevalenza di faggi, querce e castagni) e di conifere (in gran parte frutto di rimboschimenti), nonché ampie zone destinate al pascolo. Nella parte meridionale prevalgono le coltivazioni seminative di tipo estensivo.

Il territorio è parte della Regione agraria 3 ("Montagna interna - Madonie Orientali")[3].

Il comune è classificato come zona sismica di tipo "2" (sismicità medio-alta). Molti sono i terremoti che hanno colpito la località nel tempo, arrecando a volte danni e vittime, pur senza raggiungere mai livelli di grande catastrofe.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Petralia Sottana.

Il clima, tipicamente mediterraneo-montano, presenta inverni abbastanza rigidi e piovosi, con abbondanti nevicate ed estati calde e secche.

Il comune è classificato nella zona climatica "E".

Quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Tradizionalmente l'abitato è diviso in cinque quartieri ma ai giorni odierni ne contiamo sette:

  • Pusterna, l'area più antica intorno al castello;
  • Carmine, collocato più in alto, è stato per secoli il quartiere degli artigiani come testimonia la toponomastica;
  • San Salvatore, accanto al Carmine, sembra sia sorto intorno al Quattrocento, oggi pressoché disabitato;
  • Provvidenza, quartiere medioevale contadino, caratterizzato da stradine strettissime sotto la Chiesa Madre;
  • Casale, sorto fra il Seicento ed il Settecento sulla base di una razionale programmazione, in parte sull'area che, probabilmente, ospitava il quartiere ebraico;
  • San Giovanni, quartiere antico dove prima sorgeva solo la chiesa di San Giovanni, la chiesa di San Rocco, la Chiesa della SS Croce e il Convento, in questo sito veniva fatta la fiera del bestiame in onore del Santo Patrono San Calogero, in seguito sono sorte numerose case intorno, il Calvario e l'ex ospedale.
  • San Giuseppe, periferia dove sorgeva la chiesetta di San Giuseppe di campagna, in seguito all'ampliazione della popolazione ed svariate esigenze sono sorti numerose palazzine.

Negli anni sessanta sorge il quartiere, di edilizia popolare, di San Giuseppe, separato dal resto dell'abitato e realizzato, in scala evidentemente ridotta, sul modello allora in voga, delle new towns.[senza fonte]

Negli anni ottanta e novanta, a dispetto del continuo calo demografico, si sono sviluppati gli insediamenti residenziali nelle aree di Pirilla e Petragrossa.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Numerose, nel grande territorio comunale, sono le frazioni agricole: borghi rurali costruiti intorno alla residenza del feudatario, dotati di una relativa autonomia dal centro abitato. Ad oggi hanno assunto l'aspetto di città fantasma: solo qualche attività agrituristica utilizza gli antichi fabbricati in disuso.

Piano Battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Completamente diversa è l'origine della frazione di Piano Battaglia. Collocata a circa 1600 metri sul livello del mare in un'ampia conca carsica nel cuore della catena montuosa delle Madonie, è inserita in una pregevole cornice naturalistica, circondata da un'antica faggeta. Il suo sviluppo risale agli anni sessanta, quando assunse l'aspetto di vivace e frequentata località turistica invernale, ospitando sia strutture per la pratica degli sport invernali (piste da sci ed impianti di risalita) sia numerose strutture ricettive e case vacanza.

Bilice

Santuario del Crocefisso di Bilice.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Le prime tracce di insediamento umano risalgono al IV/III millennio a.C. (periodi del neolitico e dell'eneolitico) come testimoniato dai reperti archeologici della vicina Grotta del Vecchiuzzo. In tempi assai più vicini dovette esistere un insediamento indigeno, fortemente influenzato dalla vicina colonia greca di Himera, nei cui scavi è stata rinvenuta una moneta bronzea, il Petrinon che reca appunto il nome della città di Petra.

Nel III secolo a.C., con la conquista romana, Petra divenne città "decumana" e centro di un qualche rilievo come presidio militare e mercato agricolo, come testimoniato da diversi scritti dell'epoca (tra gli altri Cicerone nelle "Verrine" e Diodoro Siculo) e da pochi ritrovamenti archeologici. Il paese seguì poi le sorti del resto dell'isola subendo le invasioni barbariche prima e la successiva riconquista bizantina.

Con la conquista araba, nel IX secolo, venne ribattezzata "Batarliah" o "Batraliah" e divenne importante piazzaforte militare strategica e mercato. Gli storici Edrisi ed al-Muqaddasi raccontano di una città murata collocata sotto una rocca, con grande abbondanza di risorse idriche e che ospitava un mercato, un castello, una chiesa ed una moschea, segno della presenza di una pluralità di comunità etnico-religiose. Della presenza araba sono sopravvissute talune espressioni dialettali o denominazioni di contrade ed un prezioso candelabro bronzeo, parte del ricco tesoro della Chiesa Madre.

I normanni conquistarono Petralia intorno al 1062, fondandovi un Castello. Il centro, dapprima infeudato a tale Maimun Gaito, forse già emiro arabo, fu poi terra demaniale per finire a Gilberto di Monforte (1201) e, durante il periodo svevo, ai Ventimiglia di Geraci. Dopo vennero i Moncada, i Cardona e gli Alvarez de Toledo, fino all'abolizione della feudalità nel 1817. Fino alla fine del XV secolo (prima dell'Editto di espulsione del 1492) vi era insediata una comunità ebraica.[4]

In un documento del 1258 appaiono per la prima volta distinte Petra "inferior" (Petralia Sottana) e Petra "superior" (Petralia Soprana) in origine quasi certamente un'unica comunità. Su quale delle due sia la più antica esiste un'antica contesa, a tutt'oggi di difficile soluzione, che s'innesta su una storica rivalità di campanile, superata solo in tempi recenti. Il centro, a partire dalla conquista normanna, acquisì progressivamente i caratteri della "città rurale" con un'economia piuttosto chiusa fondata sull'agricoltura (soprattutto latifondo cerealicolo) e la pastorizia, con una forte stratificazione sociale che divideva la grande massa di contadini ed allevatori da artigiani, aristocrazia e clero. La Controriforma portò con sé oltre a numerosi insediamenti monastici (alcuni di notevole pregio artistico e architettonico) anche un discreto numero di condanne emanate dall'Inquisizione.

Il XIX secolo portò una notevole vivacità economica, sociale e culturale: dopo l'impresa garibaldina (cui il paese partecipò con un gruppo di volontari) vi s'insediarono gli uffici pubblici a servizio del comprensorio delle Alte Madonie ed opifici vari, facendola diventare un po' il capoluogo (era sede anche del collegio elettorale) ed "il centro più progredito" della zona (come ricorda lo scrittore polizzano Giuseppe Antonio Borgese). Sulle sue strade passava il percorso della Targa Florio.

Pur essendo rimasta ai margini dell'esperienza dei Fasci siciliani, negli anni dieci si svilupparono le presenze politiche e sociali (cooperative) socialiste e repubblicane, affiancate da un attivo ruolo della Chiesa in favore delle organizzazioni cattolico-democratiche. Dopo la prima guerra mondiale e prima dell'avvento del Fascismo, infatti, venne eletta la prima amministrazione cittadina di carattere democratico e popolare (ne fece parte, tra gli altri, Francesco Musotto, futuro deputato socialista alla Camera ed Alto Commissario per la Sicilia), destituita successivamente dal regime.

Già prima della Grande Guerra iniziò un consistente flusso di emigrazione diretta dapprima verso le Americhe, poi (secondo dopoguerra) verso l'Europa centro-settentrionale ed il Nord Italia e, per altri versi, verso Palermo e le città della fascia costiera, che hanno ridotto gli abitanti dagli oltre 10.000 dei primi del Novecento (comprendendo allora anche l'attuale comune di Castellana Sicula) ai numeri odierni. Dopo la Liberazione, avvenuta ad opera degli anglo-americani nel 1943 e con la fine della seconda guerra mondiale esplose il conflitto sociale: la battaglia per la riforma agraria, con l'occupazione delle terre, costò la vita al sindacalista Epifanio Li Puma, nella vicina Raffo, ucciso dalla mafia al soldo dei baroni.

Principali monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa madre[modifica | modifica wikitesto]

Portale secondario della Chiesa madre.

La principale chiesa del paese, comunemente definita come "Madrice", sorge, probabilmente già nel IX secolo. Dell'antico tempio sopravvive solo il portale secondario trecentesco in stile gotico-catalano. L'attuale struttura, a tre navate ed impianto basilicale, venne realizzata fra il 1632 ed il 1790, assieme all'attiguo campanile in pietra bianca con sottopasso a sesto acuto. Ospita opere dello Zoppo di Gangi e dei Gagini, nonché un pregevole trittico attribuito a Gaspare da Pesaro, allievo del più famoso Gentile da Fabriano. Nella stessa Chiesa Madre si trova la statua di San Calogero, patrono del paese, opera di frate Umile da Petralia e numerose statue e tele di un arco temporale che va dal Seicento all'Ottocento. La Chiesa conserva un notevolissimo "tesoro", comprendente opere di oreficeria ed argenteria barocche e neoclassiche, ed un interessante ed antico archivio, recentemente riordinato e reso fruibile.

Chiesa di San Francesco d'Assisi[modifica | modifica wikitesto]

Sorta, assieme all'annesso Convento (oggi sede del Museo Civico), nel Quattrocento, la sua attuale configurazione risale al XVII secolo. Adornata da pregiati affreschi barocchi, ospita tele dello Zoppo di Gangi e della scuola del Novelli, oltre ad un pregevolissimo pulpito barocco in legno dorato.

Chiesa della Santissima Trinità (Badia)[modifica | modifica wikitesto]

Sorge a partire dal 1531 assieme all'attiguo Convento delle Suore Domenicane di Clausura (oggi Istituto Magistrale). Ospita una grande icona marmorea di Giandomenico Gagini, tele del Visalli e del D'Antona ed un rarissimo organo barocco.

Chiesa di Santa Maria alla Fontana[modifica | modifica wikitesto]

Sorta nel Seicento sul luogo in cui un tempo, probabilmente, sorgeva una moschea, alle spalle della rocca che attraversa il paese e da cui sgorga acqua di fonte, essenziale per le abluzioni prescritte dal corano, e convogliata, fino ai primi decenni del Novecento in una grande fontana semicircolare con quattro bocche di uscita dell'acqua, che dava il nome alla chiesa, ed oggi sostituita da due piccole fontane a coppa con mascherone poste ai lati del monumento ai caduti. Ospita pregevoli sculture seicentesche e tele di scuola siciliana.

Museo civico[modifica | modifica wikitesto]

Ospitato nei locali dell'ex-convento dei Minori francescani, al centro del paese, è costituito da una collezione geologica. Il 26 aprile 2008 è stata inaugurata la sezione archeologica, che accoglie i reperti della preziosa collezione Collisani.

Palazzo del Giglio (Municipio)[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo del Giglio, sede del Municipio.

Sorge nel XIX secolo sul luogo dell'antico Ospedale. Custodisce affreschi ottocenteschi, tele dello Zoppo di Gangi ed un notevole archivio storico.

Ex convento dei Frati Minori Riformati[modifica | modifica wikitesto]

La sua notevole struttura, posta nella parte più alta del paese, viene realizzata nel XVII secolo. Passato dal XIX secolo nel patrimonio del Comune, è diventato per lunghi decenni caserma militare. Ospita oggi una sede dell'Università di Palermo.

Archeologia industriale[modifica | modifica wikitesto]

Centrale idroelettrica[modifica | modifica wikitesto]

Completata nel 1908, è sita in contrada Catarratti, non lontano dal paese. Rimasta in produzione fino al 1976 la struttura è tra le meglio conservate, anche grazie ad un recente intervento di restauro compiuto volontariamente da alcuni cittadini.

Pastificio[modifica | modifica wikitesto]

Sorto nei primissimi anni del Novecento come Pastificio "Pucci e Calascibetta", operava fino a pochi anni fa come Pastificio "Castagna".

Produzione del gesso[modifica | modifica wikitesto]

La rocca "Balate", di fronte al paese, è luogo di estrazione della pietra da gesso, attività proseguita fino agli anni cinquanta. Dell'attività estrattiva permangono diverse tracce, specialmente nei piccoli fabbricati dei primi del Novecento impiegati per la cottura e la macinazione.

Economia e società[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente l'economia del paese, che mantiene un'importante posizione di centralità nel comprensorio madonita, si regge su un forte apporto dell'impiego pubblico, su modeste attività agricole e commerciali con un settore turistico in crescita, anche grazie alla stazione turistica di Piano Battaglia.

Dal punto di vista sociale vi è una forte incidenza della popolazione anziana, nonostante ciò i tassi di scolarizzazione e d'istruzione superiore sono al di sopra della media nazionale.


Nel paese ha sede la Banca di Credito Cooperativo "San Giuseppe".


Dal 2014 Petralia Sottana è stata insignata dell'importante marchio della "Bandiera Arancione "del touring club Italiano, che attesta e valorizza le qualità turistiche e culturale del paese.

Persone legate a Petralia Sottana[modifica | modifica wikitesto]

Folklore e tradizioni popolari[modifica | modifica wikitesto]

Ballo della Cordella[modifica | modifica wikitesto]

Il Ballo della Cordella è rievocazione di antichissime tradizioni contadine, di origine pre-cristiana. Si fondono infatti il ringraziamento per il raccolto e l'augurio di fecondità rivolto alla terra e agli sposi. In antico il ballo doveva essere dedicato alla dea pagana Cerere, protettrice delle messi e dei raccolti, poi sostituita dopo l'avvento del cristianesimo dalla Madonna dell'Alto (venerata nel vicino Santuario). Il ballo è preceduto da un corteo nuziale e da uno sposalizio simbolico. Le dodici coppie di ballerini, simboleggianti i mesi dell'anno, ballano intorno ad un palo sormontato da spighe di grano reggendo dei nastri di vari colori, che vengono intrecciati a simboleggiare le stagioni. Canti ed invocazioni accompagnano il tutto. La manifestazione, rievocata fin dagli anni trenta, si tiene la terza domenica d'agosto di ogni anno.

Festa della Castagna[modifica | modifica wikitesto]

La Festa della Castagna si tiene, di solito, nell'ultima settimana del mese di ottobre di ogni anno. La manifestazione, che prende il via negli anni settanta, più che una sagra legata ad un prodotto tipico (la castagna, che pure abbonda nei boschi intorno alla località) è espressione dell'"essere pungenti" come il riccio che accoglie la castagna. Sfilata di carri allegorici, distribuzione di prodotti tipici e spettacoli di satira locale. Negli ultimi anni ha assunto la denominazione di Festa dei sapori madoniti dell'autunno.

Riti della Settimana Santa[modifica | modifica wikitesto]

Tuttora molto sentiti e partecipati sono i riti della Settimana Santa. La processione del Venerdì Santo vede la partecipazione di alcuni figuranti in costume e di tutte le confraternite e congregazioni religiose, coi loro membri che indossano gli antichi abiti penitenziali.

La Veglia Pasquale tra il sabato e la domenica di Pasqua trova il suo culmine, alla Mezzanotte, con la Caduta d'u Tiluni: un'immensa tela dipinta, che viene posta verticalmente a chiusura dell'abside della Chiesa Madre durante tutto il periodo quaresimale, viene fatta cadere scoprendo l'altare ed il Cristo Trionfante.

Nella mattinata della domenica di Pasqua si svolge una processione, anche questa con la partecipazione delle confraternite cittadine, nella quale vengono separatamente portate (a spalla) per le strade del paese, le statue della Madonna e di Gesù. Le effigi, a Mezzogiorno, s'incontrano (in dialetto locale si parla di U N'cuontru) simbolicamente, con la statua mariana che corre ad abbracciare quella del figlio, lasciando cadere il manto nero che simboleggia il lutto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Stemma civico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma civico è il Giglio di roccia ricollegato alla probabile origine della denominazione del paese (Lilium Petrae). Lo stemma è sormontato dalla corona di città.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2010 risultavano regolarmente residenti 30 stranieri, di cui 15 romeni, 8 albanesi, 2 brasiliani, 1 cubano, 1 francese, 1 tedesco, 1 britannico e 1 russo.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 485.
  3. ^ GURS Parte I n. 43 del 2008
  4. ^ e-brei.net - Gli ebrei di Petralia
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ http://demo.istat.it/str2009/query.php?lingua=ita&Rip=S5&Reg=R19&Pro=P082&Com=56&paese=A9999&submit=Tavola Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2010 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza Comune: Petralia Sottana

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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