Immacolata Concezione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Immacolata concezione)
Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria
L'Immacolata concezione, di A. Cortina
Tipo di festa religiosa
Data 8 dicembre
Religione Cristiana cattolica
Oggetto della celebrazione Concepimento di Maria
Data d'istituzione 8 dicembre 1854

L'Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l'8 dicembre 1854[1] con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, con cui non ha niente a che fare. Il dogma dell'Immacolata Concezione riguarda invece il peccato originale: per la chiesa Cattolica infatti ogni essere umano nasce con il peccato originale e solo la Madre di Cristo ne fu esente.

La Chiesa cattolica celebra la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l'8 dicembre. Nella devozione cattolica l'Immacolata è collegata con le apparizioni di Lourdes (1858) e iconograficamente con le precedenti apparizioni di Rue du Bac a Parigi (1830).

Storia del dogma[modifica | modifica sorgente]

Fondamenti biblici[modifica | modifica sorgente]

Il Cattolicesimo vede in alcuni testi biblici non una prova, quanto un'avvisaglia di quella che sarà la dottrina del magistero. Bisogna ricordare che, secondo la teologia cattolica, la scrittura non è l'unica fonte della fede: anche la Tradizione della Chiesa è luogo teologico.[2]

Nell'Antico Testamento, il cosiddetto Protovangelo della salvezza presenta la donna (Eva) come prefigurazione di Maria[3]:

« Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe
e la sua stirpe:
questa ti schiaccerà la testa
e tu le insidierai il calcagno »   (Genesi 3,15)
Immacolata francescana secondo Genesi 3,15 - Terni - Chiesa di Sant'Antonio di Padova (Terni)

Maria ponendosi al servizio di Dio, permette l'entrata del Salvatore nel mondo (Luca 1,38). Maria quindi, nella lettura tradizionale della Chiesa, partecipa, anche se in forma subordinata, alla vittoria di Cristo sul peccato.

Altre suggestioni veterotestamentarie del dogma sarebbero ravvisabili nel Cantico dei Cantici e nei Proverbi[4][5]:

« Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua. »   (Proverbi 8,24)
« Tutta bella tu sei, amica mia,
in te nessuna macchia »   (Cantico 4,7)

Nel Nuovo Testamento il passo principale considerato dalla tradizione cattolica come conforme al dogma dell'Immacolata Concezione è il saluto rivolto dall'arcangelo Gabriele a Maria:

« Rallegrati, piena di grazia »   (Luca 1,28)

Il Protovangelo[modifica | modifica sorgente]

Il Protovangelo di Giacomo, composto tra il 140 e il 170, contiene in nuce l'idea che Maria fosse senza peccato[senza fonte]. Il testo presenta l'infanzia di Maria (cc. 6-8) come estremamente pia, allevata nel tempio di Gerusalemme dai 3 ai 12 anni, dove "riceveva il vitto per mano di un angelo".

Nonostante il Protovangelo, per la sua tardività e il suo stile agiografico e leggendario, difficilmente possa basarsi su fondati elementi storici, esso sembra rappresentare «una prima presa di coscienza intuitiva e mitica della santità perfetta e originale di Maria nella sua stessa concezione».[6]

Sulla base della narrazione del Protovangelo, la liturgia e la devozione della Chiesa greco orientale ha attribuito dall'antichità a Maria il titolo di Παναγία, Panaghìa, "tutta santa".

Patristica[modifica | modifica sorgente]

Francisco de Zurbarán, Immacolata Concezione

Agostino d'Ippona (354 - 430) è il primo teologo che parla della natura perfetta e speciale di Maria. Il suo pensiero va contestualizzato nella polemica anti-eretica che lo vide coinvolto: Pelagio e i suoi discepoli tendevano a ridimensionare il ruolo del peccato originale nella condotta morale dell'uomo e Agostino rispose indicando l'umanità come una "massa dannata", concetto poi ripreso nella riflessione dei padri della Riforma, in particolare Calvino. Da questo pessimismo antropologico però Agostino dissocia Maria: «...la pietà impone di riconoscere Maria senza peccato [...]. Per l'onore del Signore [...] Maria non entra assolutamente in questione quando si parla di peccati».[7]

In oriente sono diversi i padri greci che, come Agostino, attribuiscono una speciale natura a Maria. Proclo di Costantinopoli (m. 446-7) scrive che Maria «...è il santuario dell'impeccabilità, il tempio santificato di Dio [...], il paradiso verdeggiante e incorruttibile».[8] Theoteknos di Livia (VII sec.) la definisce «...tutta bella, pura e senza macchia [...] Nasce come i cherubini colei che è fatta di argilla pura e immacolata».[9] Andrea di Creta (m. 740) scrive che «...il corpo della Vergine è una terra che Dio ha lavorato, la primizia della massa adamitica che è stata divinizzata nel Cristo, l'immagine del tutto somigliante della bellezza divina, l'argilla modellata dalle mani dell'artista divino».[10] Sofronio di Gerusalemme dichiara Maria «...pura, santa, senza macchia, risplendente, dai sentimenti divini, santificata, libera da tutte le lordure del corpo, del pensiero, dell'anima.»

In occidente, secoli dopo Agostino, Pascasio Radberto (m. c.a 865) scrive che Maria "è stata esente da ogni peccato originale".[11] In seguito il benedettino inglese Eadmero (circa 1064-1124), commentando la diffusione della festa liturgica dell'Immacolata che era osteggiata da alcuni ecclesiastici, "mosso dall'affetto della pietà e della sincera devozione per la madre di Dio" si pronuncia per la concezione di Maria libera da ogni peccato: "Non poteva forse (Dio) conferire a un corpo umano [...] di restare libero da ogni puntura di spine, anche se fosse stato concepito in mezzo ai pungiglioni del peccato? È chiaro che lo poteva e lo voleva; se lo ha voluto lo ha fatto (potuit plane et voluit; si igitur voluit, fecit)".[12]

Teologia medievale[modifica | modifica sorgente]

Con la teologia scolastica medievale inizia la discussione sulle effettive modalità con cui descrivere teologicamente il concetto per cui Maria era senza peccato: i teologi precedenti, orientali e latini, sono concordi nell'affermarlo, ma non entrano nel merito della ragione teologica, lasciando dunque la cosa come una sorta di eccezione ad hoc immotivata, lasciando in filigrana il contrasto col dogma della natura umana universalmente corrotta e con la redenzione universale operata da Cristo.

Anselmo d'Aosta (m. 1109) sostenne che Maria, concepita come tutti gli uomini nel peccato originale, fu anticipatamente redenta da Cristo, prima della nascita del Salvatore. La redenzione anticipata di Anselmo è sostanzialmente ripresa dai grandi teologi scolastici: Bernardo di Chiaravalle (m. 1153); Alessandro di Hales (m. 1245); Alberto Magno (m. 1280); Tommaso d'Aquino (m. 1274); Bonaventura (m. 1274).[13]

È solo con Duns Scoto (m. 1308)[3], poi detto "Dottore dell'Immacolata", che prende forma il dogma come poi fu fissato dal magistero: il teologo francescano sostiene non la "redenzione anticipata" di Anselmo e degli scolastici, ma la "redenzione preventiva" o "preservativa". Diversamente dai predecessori infatti non dice che Maria fu concepita nel peccato originale e poi redenta, ma che fu concepita senza peccato originale. Il suo ragionamento ribaltò i termini della questione: Maria non fu un'anomala eccezione (o un caso anticipato) dell'opera redentiva di Cristo, ma la conseguenza della più perfetta ed efficace azione salvifica dell'unico mediatore. Scrive Scoto: "Cristo esercitò il più perfetto grado possibile di mediazione relativamente a una persona per la quale era mediatore. Ora, per nessuna persona esercitò un grado più eccellente che per Maria [...]. Ma ciò non sarebbe avvenuto se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale".[14]

beato Giovanni Duns Scoto - Dottore dell'Immacolata - Roma - Pontificia Università Antonianum sec. XX

Nei secoli successivi i teologi cattolici furono sostanzialmente divisi sulla questione: a grandi linee, i domenicani sostenevano la redenzione anticipata degli scolastici ("macolisti"), mentre i francescani sostenevano la redenzione preventiva di Scoto ("immacolisti").

Le dispute del XIV secolo[modifica | modifica sorgente]

Nei primi decenni del XIV secolo le controversie si erano ormai accese.

Tra il 1320 e il 1321 ebbe luogo alla Sorbona una disputa tra uno dei discepoli di Scoto, Francesco de Mayronis († 1328), e il benedettino Pietro Roger, che sarebbe poi divenuto papa con il nome di Clemente VI († 1352). Gli animi si scaldavano tra chi difendeva Scoto e chi lo accusava di eresia.

Così un carmelitano, Giovanni Baconthorp († 1345), scriveva:

« La beata Vergine, in quanto figlia di Adamo, contrasse di fatto il peccato originale. (..) Aggiungo questo contro alcuni, si pensi a Scoto, il quale dice che la beata Vergine non contrasse il peccato originale (..); e contro l'opera dell'Aureolo. »
(Quodlibet, III, q. 12; Venetiis, 1527, f. 57vb)

Nel 1387 il domenicano Giovanni da Montesono († 1412) cominciò ad insegnare alla Sorbona che la tesi sull'Immacolata Concezione era nettamente contraria alla fede della Chiesa. Ciò diede vita ad una disputa con il francescano Andrea di Novocastro († 1380) e suscitò l'opera del suo confratello Giovanni Vidal, Defensorium Beatae Mariae Virginis Adversus Joannem de Montesono, che causò l'intervento di trenta teologi della Sorbona; costoro, dopo aver preso in considerazioni gli argomenti dei due maestri, giudicarono la tesi del domenicano «scandalosa, presuntuosa e offensiva», obbligandolo a ritrattare.

Ma né la condanna, né la minaccia di scomunica da parte di Pietro d'Orgemont, vescovo di Parigi, riuscirono a far ritrattare il Monzón, che, pur ricorrendo a papa Clemente VII († 1394), ottenne solo condanne.

In ogni caso, i trenta teologi parigini, che sostenevano come "possibile" l'opinione immacolatista, riconoscevano anche l'autorevolezza che si deve avere nei confronti della teologia dell'Aquinate. Questa prudente posizione cercava di tutelare la libertà di pensiero di fronte ad un argomento non ancora definito dalla Chiesa, ma contemporaneamente ammetteva l'importanza del pensiero di San Tommaso. In effetti, è da questo momento che l'Aquinate divenne il "maestro" degli avversari dell'Immacolata Concezione, e sembra anche che si possa far risalire a questo evento la nascita ufficiale della "scuola scotista dell'Immacolata"; ebbero cioè inizio le due correnti teologiche degli Scotisti e dei Tomisti.

Le discussioni continuarono nel 1400, inaugurando tra i teologi cattolici un periodo di discussioni tanto intense e durature da ispirare artisti del secolo successivo (come Sogliani, nel 1521; o Toschi, Portelli) per la rappresentazione di quadri allegorici nominati, appunto, Disputa sull'Immacolata Concezione. Nel 1566 il succitato Carlo Portelli dipinse una chiara Immacolata Concezione per ribadire il concetto teologico, che però non trovò conferma ufficiale per altri tre secoli.

Dottrina del magistero[modifica | modifica sorgente]

L'Immacolata Concezione di Giovanni Battista Tiepolo

Lungo i secoli la posizione del magistero è stata prudente: per quanto il chiaro e definitivo pronunciamento pontificio si ebbe solo nel 1854, furono diversi gli interventi a favore della posizione immacolista.

Papa Sisto IV (m. 1484) introdusse a Roma la festa liturgica della Concezione. Sul piano dogmatico non si pronunciò, ma con le bolle Cum Praeexcelsa (1477) e Grave Nimis (1482) proibì a macolisti e immacolisti di accusarsi vicendevolmente di eresia. Papa Alessandro VII emanò nel 1661 la bolla (che non ha l'autorevolezza e il significato teologico dell'enciclica) Sollicitudo, dove si dice a favore dell'Immacolata Concezione. Clemente XI nel 1708 rende universale la festa dell'Immacolata, già localmente celebrata a Roma e in altre zone della cristianità.

Nel 1848 Pio IX mostra l'intenzione di chiudere la questione in maniera autorevole e definitiva. Istituisce una commissione di teologi e una di cardinali, dalle quali però emerge il parere contrastante circa l'Immacolata. Anche Rosmini, pur ritenendola "moralmente sicura", sconsiglia di definirla dogmaticamente. Il Papa decide allora di valutare il parere collegiale dei vescovi, che nella tradizione cattolica ha valore magisteriale subordinato a quello pontificio, e lo fa con l'enciclica Ubi Primum del 1849. 546 dei 603 vescovi consultati si dichiarano a favore del dogma. Il Papa fa preparare la bozza dell'enciclica, che dopo 8 redazioni viene promulgata l'8 dicembre 1854 col nome Ineffabilis Deus.

Queste sono le parole che concludono l'enciclica e proclamano solennemente il dogma:[15][16][17]

(LA)
« [...] declaramus, pronuntiamus et definimus, doctrinam quae tenet beatissimam Virginem Mariam in primo instanti suae conceptionis fuisse singulari omnipotentis Dei gratia et privilegio, intuitu meritorum Christi Iesu Salvatoris humani generis, ab omni originalis culpae labe praeservatam immunem, esse a Deo revelatam atque idcirco ab omnibus fidelibus firmiter constanterque credendam. »
(IT)
« [...] dichiariamo, affermiamo e definiamo la dottrina che sostiene che la beatissima Vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo Salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia del peccato originale, e ciò deve pertanto essere oggetto di fede certo ed immutabile per tutti i fedeli. »

Il dogma non afferma solamente che Maria è l'unica creatura ad essere nata priva del peccato originale - e ciò fin da 40 settimane prima della sua nascita, e cioè dal momento del suo concepimento da parte dei genitori, Anna e Gioacchino - ma aggiunge altresì che Maria, in quanto ritenuta madre di Dio, per speciale privilegio non ha commesso nessun peccato, né mortaleveniale, in tutta la sua vita.

La dottrina attuale della Chiesa è che Dio conferisca l'anima alla persona umana non appena essa si forma, nel suo primissimo istante, e cioè al momento del concepimento[18]. La dottrina sull'Immacolata Concezione di Maria dà forza, nella visione cattolica, al pensiero della Chiesa sugli embrioni, ritenuti persone umane a tutti gli effetti, dotati di anima.

Il convincimento della Chiesa in ordine alla preservazione di Maria dalla macchia del peccato originale è relazionato a questa riflessione: non sarebbe stato "conveniente" che il Figlio di Dio si incarnasse nel grembo di una donna se questa non fosse stata perfettamente monda da qualsiasi peccato.

A differenza dell'apertura verso la dottrina dell'Assunzione, questo dogma non è condiviso in nessuna sua forma dalle altre confessioni cristiane (nemmeno dalla Chiesa ortodossa che però neppure lo nega[senza fonte]),[19] in quanto non solo considerato in disaccordo con le Scritture[20] e/o non supportato dalla Tradizione,[21] ma pure poiché introduce nella religione del Nazareno quel concetto di Bene preventivo su cui Pierre Bayle (1647 - 1706) fonderà un'antiteodicea che ha condotto all'esito ateo ritenuto fin qui più convincente e dirompente.

Nella liturgia: solennità dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica sorgente]

Per sottolineare l'importanza del dogma la Chiesa cattolica celebra l'8 dicembre la solennità dell'Immacolata Concezione della Beatissima Vergine Maria con la Messa Gaudens gaudebo. Questa festività era già celebrata in Oriente nel secolo VIII, e venne importata nell'Italia meridionale da monaci bizantini, propagandosi poi a tutto l'Occidente, soprattutto su iniziativa degli ordini religiosi benedettini e carmelitani. Fu inserita nel calendario della Chiesa universale da papa Alessandro VII con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum dell'8 dicembre 1661.[22]

Nonostante il dogma cattolico sarà proclamato solo nel lontano 8 dicembre 1854 da papa Pio IX, San Francesco Antonio Fasani fu devotissimo dell’Immacolata Concezione e lui stesso spesso si definiva "il peccatore dell'Immacolata".[23]

L'8 dicembre del 1857, papa Pio IX, inaugurò e benedisse a Roma, il monumento dell'Immacolata, detto di Piazza di Spagna, in realtà nell'adiacente Piazza Mignanelli, monumento interamente pagato dal re di Napoli Ferdinando II.

Papa Pio XII, nel giorno dell'Immacolata Concezione, ha iniziato a inviare dei fiori come omaggio alla Vergine; il suo successore, papa Giovanni XXIII, nel 1958, uscì dal Vaticano e si recò personalmente in Piazza di Spagna, per deporre ai piedi della Vergine Maria un cesto di rose bianche, e successivamente fece visita alla basilica di Santa Maria Maggiore. Tale consuetudine è stata continuata anche dai papi successivi.

La visita in Piazza di Spagna prevede un momento di preghiera, quale espressione della devozione popolare. L'omaggio all'Immacolata prevede il gesto della presentazione dei fiori, la lettura di un brano della Sacra Scrittura e di un brano della Dottrina della Chiesa cattolica, preghiere litaniche e alcuni canti mariani, tra cui il Tota pulchra.

Apparizioni mariane relative al dogma dell'Immacolata Concezione[modifica | modifica sorgente]

Due apparizioni mariane riconosciute dalla Chiesa cattolica hanno a che fare con questo dogma e ne sono considerate una conferma diretta.

Nel 1830 Catherine Labouré, novizia nel monastero parigino di Rue di Bac, fece coniare una medaglia (detta poi la medaglia miracolosa) che riportava le seguenti parole, da lei viste durante un'apparizione della vergine Maria (avvenuta il 27 novembre dello stesso anno): "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a voi".[24]

Nel 1858, quindi quattro anni dopo la proclamazione del dogma, la veggente di Lourdes Bernadette Soubirous riferì che la Vergine si era presentata con le parole "Que soy era Immaculada Councepciou" ("Io sono l'Immacolata Concezione", in lingua occitana).[25]

Nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Il tema dell'Immacolata Concezione iniziò ad apparire in opere artistiche fin da quando si accese il dibattito, che vedeva schierati da una parte i Francescani e le ramificazioni dell'Ordine benedettino, legate al pensiero di Anselmo d'Aosta e Bonaventura da Bagnoregio, e dall'altra i domenicani, legati alla trattazione offerta da Tommaso d'Aquino.

Inizialmente il tema veniva affrontato dagli artisti gotici in maniera "criptica", dove cioè si rimandava allo spettatore la conclusione, mettendo magari una serie di simboli e metafore facilmente decodificabili. Nel XV secolo le opere d'arte divennero più evidenti, propendendo per una o l'altra ipotesi, ben comprensibile dalla lettura di elementi che chiarivano l'intervento divino in taluni episodi della vita di Anna e Gioacchino e dell'infanzia della Vergine. Più coraggiose furono le opere legate al tema della Disputa sull'Immacolata Concezione, dove gli artisti ritraevano, caso più unico che raro nell'arte sacra, il parere contrastante dei dottori della Chiesa: ne è un esempio la tavola agli Uffizi di Piero di Cosimo.

Con la Controriforma venne stabilita l'iconografia fissa legata al concetto dell'Immacolata, che sarà quella ratificata dal dogma.

Nella vita della Chiesa: devozione[modifica | modifica sorgente]

Congregazioni religiose[modifica | modifica sorgente]

A seguito della proclamazione del dogma, diverse congregazioni religiose hanno sottolineato fin dal loro nome una particolare devozione a Maria ricordata con il titolo di Immacolata:

Murillo, L'Immacolata Concezione
Diego Velázquez, Immacolata Concezione
Albert Küchler (frate Pietro da Copenaghen) - Immacolata con i santi Bonaventura, Francesco, Antonio e b. Giovanni Duns Scoto - Roma - Pontificia Università Antonianum

Nomi di persona[modifica | modifica sorgente]

I nomi propri Immacolata e Concetta sottolineano la devozione a Maria Immacolata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Filoramo e Menozzi, 1997, cit., p. 160.
  2. ^ Walter Kern, Franz-Josef Niemann, Gnoseologia teologica, Brescia, Queriniana, ed. or. 1981, 1ª ed. it. 1984, 3ª ed. 2005, in particolare i loci theologici di Melchior Cano, pp. 46 ss. ISBN 8839906517; ISBN 9788839906519.
  3. ^ CCC 411
  4. ^ Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus[1]
  5. ^ Presentazione del fiore Rosa Mystica [2]
  6. ^ Laurentin, R. (1972). Maria nella storia della salvezza. Torino: Marietti, p. 139.
  7. ^ Agostino, De Natura et Gratia, 42 (PL 44,267).
  8. ^ Proclo di Costantinopoli, Omelia 6 (PG 65,753-757).
  9. ^ Theoteknos di Livia, Panegerico per la festa dell'Assunzione, 5-6.
  10. ^ Andrea di Creta, Omelia 1 sulla Dormizione della Beata Vergine Maria (PG 97,1068).
  11. ^ Pascasio Radberto, De Partu Virginis (PL 120,1372).
  12. ^ Eadmero, Trattato sulla concezione della Beata Vergine Maria, 1-2.12 (PL 159,301-302.305).
  13. ^ De Fiores (1986: 616-17).
  14. ^ Duns Scoto, Ordinatio 3, d.3, q.1.
  15. ^ (LA) Denzinger-Schönmetzer 2803.
  16. ^ (LA) CCC 491.
  17. ^ CCC 491.
  18. ^ In passato vi erano altre ipotesi, legate alla conoscenza scientifica del tempo: che l'anima venisse infusa 40 giorni dopo il concepimento.
  19. ^ Cf. CCC 493.
  20. ^ Cf. Omar Stroppiana, "Immacolata concezione: cosa ne penserebbe Maria?": URL consultato il 15-12-2012.
  21. ^ Cf. Richard Bennett, "L'immacolata concezione": Il Dramma, il Dogma, e il Disastro. URL consultato il 15-06-2011.
  22. ^ E. Cattaneo, La traditio liturgica nella Chiesa: uno strumento vivo in Celebrare con il messale di san Pio V, Padova 2008, p. 30.
  23. ^ Il peccatore dell'Immacolata
  24. ^ sito ufficiale del Santuario di Rue du Bac; René Laurentin, Apparizioni, in S. De Fiores, S. Meo (a cura di), Nuovo Dizionario di Mariologia, Torino, 1996 (IV edizione), pp. 113–124.
  25. ^ sito ufficiale del Santuario di Lourdes; René Laurentin, Lourdes. Cronaca di un mistero, traduzione di Rino Camilleri, Mondadori, 1996

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Trattati di mariologia[modifica | modifica sorgente]

  • René Laurentin, Breve mariologia, Edizioni Paoline, 1964
  • Francesco Antonio Fasani - Mariale "Incipiunt Cantica canticorum: allegorice super Matrem Dei, ed moraliter super animam", Editrice Messaggero S. Antonio, Padova, 1986
  • Francesco Antonio Fasani - Mariale "Ecce nubecula, parva...", Edizioni del Comitato di Promozione Culturale "Padre Maestro", Lucera, 1998
  • Roberto Coggi, La beata Vergine. Trattato di mariologia, Edizioni Studio Domenicano, 2004, ISBN 8870945332
  • Valeria Ferrari Schiefer, Stefano De Fiores, Salvatore M. Perrella, Mariologia, San Paolo, 2009 ISBN 8821563413
  • Bruno Forte, Maria - la donna icona del Mistero, San Paolo, 2011 ISBN 8821570355

Monografie sull'Immacolata Concezione[modifica | modifica sorgente]

  • Agostino Maria De Carlo, "Theotocologia seu Institutio de V. Dei Genitrice M. Scholastica Methodo IV Libris Concinnata" -Napoli, Cirillo, 1845 - [opac SBN] [Testo a stampa] [Monografia] [IT\ICCU\BVE\0346282] SBN LIAN025513
  • Agostino Maria De Carlo, "Dialoghi istruttivi, misteri e titoli di Maria SS." pubblicati per cura e divozione del canonico don Luigi Monforte, Napoli, Stabilimento Tipografico del Dante, 1855 - SBN LIAN040723
  • Cecchin Stefano M., L'Immacolata Concezione. Breve storia del dogma, Pontificia accademia mariana internazionale, Città del Vaticano 2003, ISBN 88-900609-5-6
  • Tommaso Campanella (a cura di A. Langella), Apologia dell'Immacolata Concezione, L'epos 2004, ISBN 888302270X
  • Congresso Mariologico francescano, La Scuola Francescana e l'Immacolata Concezione, Pontificia accademia mariana internazionale, Città del Vaticano 2005, ISBN 88-89681-01-2
  • Vincenzo Sansonetti, L'Immacolata Concezione: dal dogma di Pio IX a Medjugorje, Piemme 2004, ISBN 8838484104
  • Giovanni Morello, Vincenzo Francia, Roberto Fusco, Una donna vestita di sole: l'Immacolata Concezione nelle opere dei grandi maestri, F. Motta, 2005 ISBN 8871794680
  • Diego Ciccarelli, Marisa Dora Valenza (a cura di), La Sicilia e l'Immacolata: non solo 150 anni, Biblioteca Francescana 2004, ISBN 88-88615-96-2
  • Michel Jean Claude, Immacolata Concezione, promessa di purezza, Libreria Editrice Vaticana 2001

Altro[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]