Peccato mortale

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Il peccato mortale è un atto grave e illecito, secondo le convinzioni della Chiesa cattolica e di alcune chiese protestanti, che condanna l'anima di una persona all'inferno dopo la morte. Questi peccati sono considerati "mortali" poiché costituiscono una rottura con la grazia salvifica di Dio: l'anima del peccatore diventa "morta", non solo indebolita.[1]

La frase è usata nella prima lettera di Giovanni (I Gv 5,16-17): "Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non conduce alla morte, preghi, e Dio gli darà la vita; s'intende a coloro che commettono un peccato che non conduce alla morte: c'è, infatti, un peccato che conduce alla morte; per questo dico di non pregare. Ogni iniquità è peccato, ma c'è il peccato che non conduce alla morte".

Chiesa cattolica[modifica | modifica sorgente]

Nella teologia della chiesa Cattolica romana, il peccato mortale, a differenza del peccato veniale, deve soddisfare tutte le seguenti condizioni:

  1. il suo oggetto deve essere una materia grave, precisata dai dieci comandamenti;
  2. deve essere compiuto con piena consapevolezza;
  3. deve essere compiuto con deliberato consenso.[1]

Nel tardo XX secolo, dopo il Concilio Vaticano II, l'insegnamento cattolico-romano sul peccato mortale è stato oggetto di dubbi, in risposta ai quali papa Giovanni Paolo II ha ribadito l'insegnamento tradizionale con l'enciclica Veritatis splendor. Nell'attuale Catechismo della Chiesa Cattolica si afferma: "Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l'esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell'inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio."(N° 1861) e che "Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte discendono immediatamente negli inferi" (N° 1035).

I Peccati Mortali, anche se rappresentano la morte dell'anima e quindi una interruzione della relazione di grazia con Dio, possono essere perdonati solo ed esclusivamente se confessati in vero spirito di penitenza e solo se ricevono l'assoluzione sacramentale (cioè il sacramento della Riconciliazione).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Catechismo della Chiesa Cattolica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa cattolica, Catechismo della Chiesa cattolica, Città del Vaticano, 1992 (ISBN 88-209-1888-9).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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