Diodoro Siculo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Diodoro Siculo (in greco antico Διόδωρος, traslitterato in Diódōros; Agira , antica Agyrion, 90 a.C. circa – 27 a.C. circa) è stato uno storico siceliota, autore di una monumentale storia universale, la Bibliotheca historica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Girolamo scrive che Diodoro fiorì (cioè ebbe 40 anni) nel 49 a.C. e questa data pare confermata dalle stesse parole dello storico greco. Il più antico tratto autobiografico che egli segnala nella sua opera è il suo viaggio in Egitto durante la 180ª Olimpiade (fra il 60 e il 56 a.C.). In quell'occasione egli fu testimone della rabbia della gente che chiedeva la pena di morte per un cittadino romano reo di aver ucciso accidentalmente un gatto, animale sacro agli Egizi (Bibliotheca historica, 1, 41 e 1, 83). Il dato storico più recente invece è la menzione della vendetta di Ottaviano sulla città di Tauromenium, colpevole di avergli rifiutato l'aiuto che sarebbe stato necessario ad evitare la disfatta sul mare attorno al 36 a.C. Poiché Diodoro sembra non sapere che l'Egitto diventò una provincia dell'Impero romano - il che avvenne nel 30 a.C. - è presumibile che egli abbia scritto la sua opera prima di quella data.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bibliotheca historica.

Diodoro stesso informa di aver dedicato trent'anni della propria vita (quindi all'incirca dal 60 a poco prima del 30 a.C.) alla realizzazione della sua Biblioteca, durante i quali compì numerosi e pericolosi viaggi in Europa e in Asia, utili alle sue ricerche. Alcuni critici hanno sollevato dubbi su tale testimonianza, perché il testo di Diodoro presenta alcuni errori in cui difficilmente un testimone oculare sarebbe incorso.

Diodoro presenta la sua opera, la Bibliotheca historica, come una storia universale dalle origini del mondo alle campagne di Cesare in Gallia e in Britannia. Era composta da 40 libri, suddivisi successivamente in pentadi e decadi. L'opera non si è conservata integralmente. A noi sono giunti completi i primi 5 libri (sull'Egitto [libro I], sulla Mesopotamia, sull'India, sulla Scizia e sull'Arabia [II], sull'Africa settentrionale [III], sulla Grecia [IV] e sull'Europa [V]) e i libri XI-XX (dal 480 e dai diadochi al 301 a.C.). Possiamo tuttavia trarre alcuni dati sull'opera e ricostruirne l'impianto, grazie ai numerosi estratti di epoca medievale (contenuti negli scritti di Fozio e Costantino Porfirogenito) e ai numerosi frammenti che ne rimangono. Dal momento che la parte finale è perduta, non si sa se Diodoro tenne fede ai suoi propositi di giungere fino alle campagne di Cesare o se, come sembra probabile, vi abbia rinunciato, fermandosi al 60 a.C.

Nel proemio sono enunciate le finalità dell'opera: innanzitutto giovare a tutti gli uomini, garantendo loro la conoscenza di quella comune esperienza umana che è la storia e offrendo loro un insegnamento, esente da rischi, di ciò che è utile; quindi, secondo un'ideologia stoica, tentare di riunire sotto un unico ordinamento tutti gli uomini, tutti cittadini del mondo anche se divisi nello spazio e nel tempo.

L'ambizioso progetto proemiale, però, si risolve, come eloquentemente rivela il titolo, in una biblioteca, in un'antologia delle fonti, un repertorio di libri – riletti, revisionati o copiati – di altri autori (Ecateo, Ctesia di Cnido, Eforo, Teopompo, Timeo, Duride, Ieronimo di Cardia, Polibio, Posidonio, gli annalisti romani).

È poco corretto considerare Diodoro come mero ripetitore delle sue fonti, secondo un diffuso pregiudizio di matrice ottocentesca. In ogni caso la sua opera risulta molto utile agli studiosi moderni, poiché consente di recuperare, pressoché intatti nella loro forma originale, testi di autori altrimenti perduti. L'opera di Diodoro è infatti stata, giustamente, considerata alla stregua di un "libro-biblioteca"[1], ossia un libro fatto di altri libri, quelli che, appunto, Diodoro leggeva e che ha riassunto o epitomato nella sua opera, la quale perciò svolge un fondamentale ruolo di conservazione e trasmissione del sapere.

Il greco di Diodoro è quello della koinè, il greco colloquiale, nel quale si inseriscono talora tratti classicistici in puro attico.

L'editio princeps della Biblioteca fu la traduzione latina che Poggio Bracciolini fece dei primi cinque libri (Bologna 1472). La prima riproduzione del testo greco avvenne per opera di Vincentius Opsopoeus (Basilea 1535), ma era limitata ai soli libri XVI-XX. La prima edizione completa anche dei frammenti fu invece l'Edizione di Stephanus (Henry Estienne) (Ginevra 1559).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Luciano Canfora, Il copista come autore, Sellerio, Palermo, 2002.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Edizioni
  • Diodorus Siculus, Bibliotheca historica, ed. I. Bekker, L. Dindorf, F. Vogel, C.T. Fischer, 6 voll., Bibliotheca Scriptorum Graecorum et Romanorum Teubneriana, Leipzig 1888-1906 (rist. 1985-1991). Edizione con apparato critico in latino.
  • Diodoro Siculo, Biblioteca Storica, ll. I-V a cura di G.F. Gianotti, A. Corcella, I. Labriola, D.P. Orsi, Introduzione di L. Canfora, Palermo Sellerio 1986; ll. XI-XV a cura di I. Labriola, P. Martino, D.P. Orsi, Palermo Sellerio 1992; ll. XIV-XVII, a cura di T. Alfieri Tonini, Milano Rusconi 1985; ll. SVIII-XX a cura di A. Simonetti Agostinetti, Milano Rusconi 1988; ll. XXI-XL, a cura di G. Bejor, Milano Rusconi 1988; IX-XIII, a cura di C. Miccichè, Milano Rusconi 1992
  • Biblioteca storica di Diodoro Siculo volgarizzata dal cav. Compagnoni , Milano: dalla tipografia di Gio. Battista Sonzogno, 1820-1822, Tomi I-VII.
  • (EN) Diodorus of Sicily, Library of History, ed. C.H. Oldfather, C.L. Sherman, C.B. Welles, R.M. Geer, F.R. Wal­ton, 12 voll, Loeb Classical Librar, Londo-Cambridge (Mass.) 1933-1967 (trad. e commento in inglese).
  • (FR) Diodore de Sicile, Bibliothèque historique, ed. P. Bertrac, Y. Vernière et al. (Collection Budé), Paris 1975- (in corso) (trad. e comm. in francese).
Commenti
  • Libro 1
    • (EN) A. Burton, Diodorus Siculus Book I: a commentary (Etudes préliminaires aux religions orientales dans l'Empire romain 29), Leiden 1972.
  • Libro 2
    • (FR) J. Boncquet, Diodorus Siculus (II,1-34) over Mesopotamië: een historische kommentaar (Verhandelingen van de Koninklijke academie voor wetenschappen, letteren en schone kunsten van België. Klasse der letteren 122), Brussel 1987.
  • libro 15
    • (EN) P.J. Stylianou, A Historical Commentary on Diodorus Siculus, Book 15 (Oxford Classical Monographs), Oxford 1998.
  • Libro 16
    • Marta Sordi, Diodori Siculi Bibliothecae liber sextus decimus (Biblioteca di studi superiori 56), Firenze 1969.
    • (EN) E.I. McQueen, The reign of Philip II: the Greek and Macedonian narrative from Book XVI, Bristol 1995.

Su Diodoro[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) William Smith (a cura di), Diodorus Siculus in Dictionary of Greek and Roman Biography and Mythology, 1870.
  • AA.VV., Diodoro Siculo e la Sicilia indigena, Atti del Convegno di studi, Caltanissetta 2004 a cura di Calogero Miccichè, Simona Modeo e Luigi Santagati.
  • D. Ambaglio, La Biblioteca Storica di Diodoro Siculo. Problemi e metodo (Biblioteca di Athenaeum 28), Como 1995.
  • N.G.L. Hammond, Three Historians of Alexander the Great: the so-called Vulgate authors, Diodorus, Justin and Curtius (Cambridge Classical Studies), Cambridge 1983.
  • J. Palm, Über Sprache und Stil des Diodoros von Sizilien. Ein Beitrag zur Beleuchtung der hellenistischen Proza, Lund 1955.
  • K.S. Sacks, Diodorus Siculus and the First Century, Princeton 1990.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56608763 LCCN: n50028820