Teopompo di Chio

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Teopompo (Chio, 380 a.C. – ...) è stato uno storico greco antico.

Teopompo fu scolaro di Isocrate e visse a lungo alla corte di Filippo II di Macedonia.

Le sue Elleniche sono un proseguimento della storia di Tucidide, dal 411 al 394 a.C. La narrazione di Teopompo è molto dettagliata e assai più ampia di quella parallela di Senofonte. Ci sono però rimasti pochissimi frammenti di quest’opera.

Più ampia è la parte rimastaci della Philippikà, che è una storia universale al cui centro c'è Filippo. Opera estremamente vasta con una grande quantità di excursus anche geografici, culturali, mitologici e persino storie fantastiche e racconti favolosi. In questo Teopompo si pone sulla scia di Erodoto. Un aspetto moralistico pervade l’intera opera: numerosi politici sono accusati di depravazione morale, in particolare i demagoghi ateniesi. Si rivelano così le tendenza aristocratico-conservatrici di Teopompo, abbinata a sentimenti filospartani. Più avanti egli vide concretizzarsi il suo ideale politica in una monarchia patriarcale, il cui rappresentante ideale era Filippo.

Teopompo ebbe vastissima fortuna nell’antichità e divenne uno degli storici greci più letti. In età moderna si dà invece un giudizio meno positivo riconducibile soprattutto all’interesse per il meraviglioso, alla forma retorica e alle esagerazione moralistiche.

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