Teopompo

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Teopompo, figlio di Damasistrato (in greco antico Θεόπομπος, traslitterato in Theòpompos; Chio, anno discusso320 a.C.), è stato uno storico greco antico.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Teopompo nacque a Chio forse nel 404/3 a.C. o forse nel 378/7 a.C.[1] e visse a lungo alla corte di Filippo II di Macedonia. Secondo Fozio sarebbe stato cacciato insieme al padre per essere filospartano e solo grazie ad una lettera di Alessandro il Grande sarebbe riuscito a riottenere la cittadinanza.[2] Alla morte di Alessandro, venendo a mancare i vincoli della sua intercessione, sarebbe dovuto ripartire da Chio e si sarebbe presentato alla corte dei Tolemei senza esservi accettato. Secondo una lunga tradizione, ormai spesso messa in dubbio Teopompo, insieme ad Eforo di Cuma fu scolaro di Isocrate.[3] Fu certamente celebre e prolifico retore oltre che storico.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Teopompo vantava per se stesso, secondo i frammenti a nostra disposizione,[4] una certa fama e produttività: 20000 righe di discorsi epidittici, e 150000 di Storia

L’Epitome di Erodoto di cui parla la tradizione pare in realtà essere un estratto composto con digressioni presenti nelle sue opere principali.[5]

Le sue Elleniche (in XII libri) sono un proseguimento della storia di Tucidide, dal 411 al 394 a.C., data della Battaglia di Cnido, che segna la fine dell'egemonia spartana sul mare Egeo. La narrazione di Teopompo è molto dettagliata e assai più ampia di quella parallela di Senofonte. Ci sono però rimasti pochissimi frammenti di quest’opera. Per alcuni le Elleniche di Ossirinco o almeno alcuni dei frammenti papiracei che ce le tramandano, sono manoscritti di quest'opera di Teopompo.

Più ampia è la parte rimastaci delle Storie Filippiche (Philippikà), opera intrapresa verso la metà del IV secolo, interrompendo le Elleniche. Questa è una storia universale al cui centro si trova la controversa figura di Filippo II di Macedonia. Copriva gli eventi dall'ascesa al potere di Filippo, nel 359 fino alla sua morte nel 336. Era un'opera estremamente vasta (ben LVIII libri), con una grande quantità di digressioni anche geografici, culturali, mitologici e persino storie fantastiche e racconti favolosi (in questo Teopompo si pone sulla scia di Erodoto), come diceva anche Cicerone.[6] In queste digressioni Teopompo trattava anche delle vicende della Sicilia, dell'Italia, della Spagna, della Persia e di fenomeni straordinari e misteriosi.

Scrisse anche, secondo le testimonianze antiche, un'opera Sulle ricchezze saccheggiate a Delfi e uno Contro Platone. Anche questi tuttavia potrebbero essere estratti dalle digressioni nei Philippikà. Molto nota è la digressione sui Demagoghi ateniesi del X libro, che ebbe forse una propria indipendente fortuna e prendeva spunto dall'opera di Stesimbroto di Taso.

Metodo e Stile[modifica | modifica sorgente]

Per Teopompo il lavoro di Storico non è secondario rispetto a quello di retore.[7] Sappiamo della meticolisità messa nella ricerca, dell'attenzione all'autopsia[8] come metodo di accertamento delle fonti e di un interesse per l'epigrafia e i documenti come fonte per la storiografia. D'altro canto, Teopompo era noto per aver preso parti di opere da altri e per raccontare fatti cambiando di volta in volta i nomi dei protagonisti. Nelle opere di Teopompo era riconosciuta una certa abilità nell'introspezione dei personaggi e delle loro sofferenze.

Un aspetto moralistico pervade l’intera opera: numerosi politici sono accusati di depravazione morale, in particolare i demagoghi ateniesi; si rivelano così le tendenza aristocratico-conservatrici di Teopompo, abbinata a sentimenti filospartani. Più avanti egli vide concretizzarsi il suo ideale politico in una monarchia patriarcale, il cui rappresentante ideale era Filippo.

Teopompo ebbe vastissima fortuna nell’antichità e divenne uno degli storici greci più letti; nonostante ciò, ad un certo punto, le sue opere andarono quasi completamente perdute. In età moderna si dà invece un giudizio meno positivo, riconducibile soprattutto all’interesse per il meraviglioso, alla forma retorica e alle esagerazione moralistiche.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cfr. New Pauly.
  2. ^ Syll3 283. Immagine del calco, testo e traduzione disponibili su questo sito
  3. ^ L'edizione di Jacoby, FGrHist 115 conta 51 Testimonia.
  4. ^ FGrHist 115 F 25.
  5. ^ Christ 1993.
  6. ^ quamquam et apud Herodotum patrem historiae et apud Theopompum sunt innumerabiles fabulae (Cic. De legibus, 1.1.5)
  7. ^ Ad Pomp. 6, 2-3 FGrHist 115 T 20 e F 26
  8. ^ Dionigi di Alicarnasso, ad Pompeium 6

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • Teopompo, Elleniche: Libro II, a cura di Luciano Canfora, Rosa Otranto, Aldo Corcella e Giuseppe Carlucci, Bari, Dedalo, 2013, ISBN 978-88-220-5820-1.
  • Paul Pédech, Trois Historiens Méconnus: Théopompe, Duris, Phylarque, Collection d'études anciennes, Paris, Les Belles Lettres, 1989, ISBN 2-251-32637-5.
  • Gilbert Murray, Theopompus: or the Cynic as Historian in Greek Studies, Oxford, 1964, pp. 149–170.
  • Gordon Spencer Shrimpton, Theopompus the Historian, Montreal, McGill-Queen's University Press, 1991, ISBN 077350837 .
  • Michael Attyah Flower, Theopompus of Chios: History and Rhetoric in the Fourth Century BC, Oxford, Clarendon Press, 1994, ISBN 0-19-814079-7.
  • Kathleen Reed, Theopompus of Chios: history and oratory in the fourth century, 1979.
  • W. Rhys Roberts, Theopompus in the Greek Literary Critics in The Classical Review, vol. 22, nº 4, 1908, pp. 118–122, ISSN 0009-840X, JSTOR 694949. URL consultato il 6 aprile 2012.
  • M. R. Christ, Theopompus and Herodotus: A Reassessment in The Classical Quarterly, New Series, vol. 43, nº 1, 1993, pp. 47–52, ISSN 0009-8388, JSTOR 639451. URL consultato il 20 febbraio 2012.
  • W. R. Connor, Theopompus and Fifth-Century Athens, Publications of the Center for Hellenic Studies, Washington, Center for Hellenic Studies; distributed by Harvard University Press, Cambridge, 1969.
  • I. A. F. Bruce, Theopompus and Classical Greek Historiography in History and Theory, vol. 9, nº 1, 1º gennaio 1970, pp. 86–109, DOI:10.2307/2504503, ISSN 0018-2656, JSTOR 2504503. URL consultato il 5 gennaio 2014.
  • W. Robert Connor, Theopompos’ Treatment of Cimon in Greek, Roman, and Byzantine Studies, vol. 4, nº 2, 1963, pp. 107–114. URL consultato il 10 gennaio 2014.
  • Peter Krentz, The Athenian Treaty in Theopompos F 153 in Phoenix, vol. 63, 3-4, 2009, pp. 231–238, ISSN 0031-8299. URL consultato il 14 aprile 2012.
  • Carla Ferretto, La Città Dissipatrice: Studi Sull'excursus Del Libro Decimo Dei Philippika Di Teopompo, Università ; Series historica, Genova, Il Melangolo, 1984, ISBN 88-7018-037-9.
  • Bernard P Grenfell, Arthur S Hunt, Hellenica Oxyrhynchia: Cvm Theopompi Et Cratippi Fragmentis, Scriptorum classicorum bibliotheca Oxoniensis. [S.g.], Oxonii, e typographeo Clarendoniano, 1909.
  • Barbara Gauger, Fragmente der Historiker: Theopomp von Chios, Bibliothek der griechischen Literatur ; Bd. 70 : Abteilung Klassische Philologie ; Bibliothek der griechischen Literatur, Stuttgart, Hiersemann, 2010, ISBN 978-3-7772-1000-1.
  • A. Chávez Reino, Echos de Theopompo en la Suda, a cura di G. Vanotti (ed.), Atti dell’incontro internazionale (Vercelli, 6-7 novembre 2008), Roma, 2010, pp. 207–266.
  • Giovanni Parmeggiani, Between Thucydides and Polybius: The Golden Age of Greek Historiography, Cambridge, Massachusetts ; London, England, Center for Hellenic Studies, 5 maggio 2014, ISBN 978-0-674-42834-8.
  • Tradizione E Trasmissione Degli Storici Greci Frammentari in Ricordo Di Silvio Accame: Atti Del II Workshop Internazionale, Roma, 16-18 Febbraio 2006, Silvio Accame, Eugenio Lanzillotta, Virgilio Costa, Gabriella Ottone (eds.), Themata, Tivoli (Roma), Tored, 2009, ISBN 88-88617-16-7.
  • Gabriella Ottone, Per una nuova edizione dei frammenti di Teopompo di Chio: riflessioni su alcune problematiche teoriche e metodologiche in Ktèma, nº 29, 2004, pp. 129–144. URL consultato il 6 gennaio 2014.
  • Michael Attyah Flower, Theopompus of Chios: History and Rhetoric in the Fourth Century BC, Oxford, Clarendon Press, 1994, ISBN 0-19-814079-7.
  • Delfino Ambaglio, Storia Della Storiografia Greca, Bologna, Monduzzi, 2007, ISBN 88-323-6120-5.
  • John Marincola, A Companion to Greek and Roman Historiography, 1 edition, Malden, MA ; Oxford, Wiley-Blackwell, 10 dicembre 2010, ISBN 978-1-4443-3923-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]