Manetone

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Manetone (Sebennito, inizio III secolo a.C. – ...) è stato uno storico e sacerdote egizio.

Manetóne (gr. Μανέθων; lat. Manĕthō), secondo le fonti, era di Sebennito, sul Delta, sulla riva occidentale del ramo di Damietta del Nilo. Sacerdote, avrebbe esercitato a Eliopoli sotto il regno di Tolomeo I Sotere e di suo figlio Tolomeo II Filadelfo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Otto opere, secondo il lessico Suda, erano attribuite a Manetone: Αἰγυπτιακά, una storia dell'Egitto; Libro di Sothis; Libro Sacro; Epitome di dottrine fisiche; Sulle feste; Sul rito antico e sulla religione; Sulla preparazazione del Kyphi [una sorta di incenso]; Critica ad Erodoto.

A noi è meglio nota la storia dell'Egitto (Aἰγυπτιακά, Aigyptiaká), conservata in 32 frammenti, provenienti da estratti di due tipi.

Estratti dal lavoro originale nella sua interezza sono conservati da Giuseppe Flavio, insieme ad altri brani pseudo-manetoniani: la conservazione di Manetone in Giuseppe dipende dal fatto che gli ebrei ellenizzati erano molto interessati alla sua opera a causa del legame dei loro antenati con l'Egitto e che cercarono di basare le loro teorie sull'origine e l'antichità degli ebrei fondandosi saldamente sulle tradizioni autentiche d'Egitto. In Manetone, infatti, anche se ritrovavano una sgradevole testimonianza della discendenza degli ebrei da colonie di lebbrosi, i giudei ellenizzati identificarono i loro antenati con gli Hyksos, e l'Esodo con l'espulsione di questi invasori.

Una Epitome della storia di Manetone fu fatta in tempi brevi - non da Manetone stesso - sotto forma di elenchi di dinastie, con brevi note su eventi importanti. I resti di questa Epitome sono preservati da cronografi cristiani, soprattutto Africano ed Eusebio, il cui scopo era quello di confrontare le cronologie delle nazioni orientali con la Bibbia. Dei due, il fondatore della cronografia cristiana, Sesto Giulio Africano, la cui Cronaca giungeva al 217 o  221, trasmette l'Epitome in una forma più precisa; mentre Eusebio, il cui lavoro si estende al 326, è responsabile di alterazioni notevoli del testo originale di Manetone.

Giorgio Sincello (761846) inserisce nella sua opera Cronografia proprio tale Epitome, ossia una lista di sovrani dell'antico Egitto, in cui suddivide tutti i sovrani tra trenta dinastie, assegnando a ciascuno di essi una durata del regno. L'epitome di Sincello è basata sui dati di Sesto Africano ed Eusebio di Cesarea, e quindi, in definitiva, di Manetone.

La composizione di una simile opera si rese necessaria per farsi comprendere dai conquistatori di Alessandro Magno, che dell'Egitto avevano l'immagine, non sempre affidabile, tramandata da Erodoto. Tuttavia, nello sforzo di compilare una storia esaustiva dei faraoni, Manetone non è sempre obiettivo, pur dichiarando di attingere alle cronache reali.

Non sempre, in effetti, è stato possibile associare ai nomi forniti da Manetone un sovrano conosciuto attraverso altre fonti, sia epigrafiche che archeologiche. Scarsamente affidabili sono le durate dei regni, che risultano spesso sovrastimate; secondo Manetone, le trenta dinastie avrebbero governato l'Egitto per oltre 5000 anni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Laqueur, in Paulys Real-Encyclopädie der classischen Altertumswissenschaft, édité par August Friedrich von Pauly, Georg Wissowa, et Wilhelm Kroll. Vol. 14 sur 24 vols. Stuttgart: Alfred Druckenmüller Verlag. 1060–1106. (ISBN 3-476-01018-X)
  • K. Meister, La storiografia greca. Dalle origini alla fine dell'Ellenismo, Roma-Bari, Laterza, 2006.
  • A. Momigliano, Intorno al Contro Apione, in Quinto contributo alla storia degli studi classici e del mondo antico, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1975, tomo II, pp. 776 ss.
  • (en) G. P. Verbrugghe, J. M. Wickersham, Berossos and Manetho, Introduced and Translated, University of Michigan Press, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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