Santa Flavia

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Santa Flavia
comune
Santa Flavia – Stemma
La baia di Sant'Elia
La baia di Sant'Elia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Palermo-Stemma.png Palermo
Amministrazione
Sindaco Salvatore Sanfilippo (lista civica) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 38°05′00″N 13°32′00″E / 38.083333°N 13.533333°E38.083333; 13.533333 (Santa Flavia)Coordinate: 38°05′00″N 13°32′00″E / 38.083333°N 13.533333°E38.083333; 13.533333 (Santa Flavia)
Altitudine 55 m s.l.m.
Superficie 14 km²
Abitanti 11 029[1] (31-05-2012)
Densità 787,79 ab./km²
Frazioni Porticello, Sant'Elia, Solanto
Comuni confinanti Bagheria, Casteldaccia, Misilmeri
Altre informazioni
Cod. postale 90017
Prefisso 091
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 082067
Cod. catastale I188
Targa PA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti flavesi
Patrono sant'Anna
Giorno festivo 26 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Santa Flavia
Posizione del comune di Santa Flavia all'interno della provincia di Palermo
Posizione del comune di Santa Flavia all'interno della provincia di Palermo
Sito istituzionale

Santa Flavia è un comune italiano di 11.029 abitanti della provincia di Palermo in Sicilia.

Si trova a circa 17 km ad Est del capoluogo, sulla costa tirrenica. Costituisce un'unica conurbazione con la vicina Bagheria. È conosciuta come località balneare che si affaccia su uno dei golfi più belli della Sicilia. Presenta molti porticcioli come l'Olivella e Santa Nicolicchia. Il suo porto è il secondo in Sicilia come numero di pescherecci.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Santa Flavia è situato su un promontorio tra il golfo di Palermo e quello di Termini Imerese. Sorge su una zona litoranea bassa e sabbiosa alternata da formazioni in calcarenite.

Distanze dai capoluoghi[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

I principali prodotti agricoli coltivati nel suo territorio sono gli agrumi e gli ortaggi. È rilevante la produzione ittica per la cospicua pesca di pesce fresco di vario genere. Santa Flavia è molto importante per il turismo, specie quello balneare.

Nel porto peschereccio di Porticello stazionano 266 imbarcazioni per la pesca.[2] .

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1880 si chiamò Solanto.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Basilica Soluntina di Sant'Anna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica Soluntina di Sant'Anna.

Chiesa di Maria Santissima del Lume - Porticello[modifica | modifica sorgente]

I lavori di costruzione iniziarono intorno al 1800 per volere dei pescatori, ma subito dopo vennero interrotti per ragioni economiche. Nel 1805 i lavori ripresero grazie alla donazione di Antonia Joppolo Filangeri principessa di Santa Flavia e baronessa di Solanto, della Regina Carolina di Napoli e dell'arciprete di Santa Flavia don Gaetano De Dominici. Di grande pregio il quadro della Madonna del Lume, dipinto su ardesia probabilmente nel 1722 dal missionario gesuita padre Giovanni Antonio Genovesi (o Genovese; Palazzo Adriano, 4 maggio 1684 - ?, 1743). L'aspetto attuale della Chiesa si deve alla ristrutturazione novecentesca.

Chiesa di Maria Santissima Addolorata (Sant'Elia)[modifica | modifica sorgente]

Sostituì una piccola cappella eretta da pescatori del luogo, provenienti da Palermo, che vi sostavano per la pesca annuale del tonno. La festività ricorre il 15 settembre.

Le ville[modifica | modifica sorgente]

Altre ville[modifica | modifica sorgente]

  • Villa Campofranco è una residenza di villeggiatura, costruita agli inizi del XVIII secolo dai Lucchesi Palli, Principi di Campofranco. (Proprietà privata)
  • Villa Oliva è una residenza di villeggiatura, incompleta, voluta da un membro cadetto dei Branciforte, Principi di Butera. (Proprietà privata) Probabilmente costituita originariamente da una vasta corte su cui si elevava un torrione che si doveva concludere come torre dei venti. Mai completata, nell'Ottocento è posseduta dal barone Riso che la vende alla contessa di Asaro (presso Mazzarino). Caratteristica della villa è la grande scuderia a forma di ferro di cavallo su modello francese. Nel XX secolo la villa, ormai rudere, è acquistata da un industriale alimentare che la ristruttura radicalmente pur mantenendo sia la scuderia che il grandioso viale di leccio che ne costituiva l'accesso aulico.
  • Villa Cefalà venne fatta costruire dai conti Pilo di Capaci, per gestire un lussureggiante agrumeto. Il portale in tufo riporta inciso nella chiave di volta l'anno 1778. Nel XX secolo l'edificio venne sottoposto a interventi. Oggi il complesso è stato convertito in agriturismo.
  • Villa Torremuzza era la residenza villeggiatura dei principi Castelli di Torremuzza. Settecentesca, venne distrutta nel secondo dopoguerra.

Altre residenze d'epoca[modifica | modifica sorgente]

Villino Basile[modifica | modifica sorgente]

Prima opera di Ernesto Basile, realizzato tra il 1874 e il 1878 con la collaborazione del padre Giovan Battista Filippo, il villino era la bizzarra residenza per la villeggiatura estiva della famiglia, che coniuga una struttura di stile neorinascimentale, con vivaci decorazioni fitomorfe che ornano la torre cilindrica sul lato sinistro, che anticipano lo stile Liberty. Gli esterni sono ravvivati dal contrasto cromatico tra le superfici lisce rivestite con piastrelle esagonali rosse, e le decorazioni e i bugnati in tufo giallo-dorato. Attualmente l'edificio versa in un preoccupante stato d'abbandono. (Proprietà privata)

Castello e Palazzo Reale di Sòlanto[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Sòlanto diede il nome alla baronia omonima, antica divisione amministrativa di parte del territorio di Santa Flavia ,si trova sul mare. Edificato al tempo di Re Ruggero sopra una grande scogliera, era anticamente destinato, come tanti altri, a protezione di una attigua tonnara. Quale proprietà demaniale il castello venne assegnato da Federico III a Manfredo Layhabixa, dietro compenso sugli introiti della tonnara. Successivamente re Martino, nel 1392, concesse castello e tonnara a Francesco de Casaya. Il figlio di questi nel 1415 vendette il castello a Corrado Spadafora e nel 1500 circa apparteneva ancora a questa famiglia, nella persona di Giovanni Antonio Spadafora barone di Solanto. In seguito esso pervenne a Gerardo Alliata, genero dello Spadafora (1517) alla cui famiglia rimase fino al 1660 circa con Ludovico Alliata barone di Solanto. In quell'epoca venne venduto ad asta pubblica ed acquistato da Asdrubale Termini duca di Vatticani. Al tempo di Carlo II furono signori del castello Francesco Catena (1666) e poi Mario Antonio Joppolo Colnago principe di Sant'Elia (1682). In seguito, per linea femminile pervenne a Cristoforo Riccardo Filangeri principe di Santa Flavia (1765). Interessanti, in una piccola sala del castello, gli stemmi dei signori che lo possedettero da Re Ruggero fino al 1879, anno in cui pervenne a Benedetto Mantegna principe di Gangi. Il cosiddetto Palazzo Reale di Sòlanto è un'ala del castello che fu restaurata agli inizi del XIX secolo in stile Neogotico, per ospitare Ferdinando I di Borbone. (Proprietà privata)

Palazzina Perez-Raimondi[modifica | modifica sorgente]

Era la casa per la villeggiatura estiva dello statista Francesco Paolo Perez, costruita alla fine del XIX secolo.

Altri edifici d'interesse[modifica | modifica sorgente]

ex Orfanotrofio Giuseppe Pezzillo[modifica | modifica sorgente]

Grande edificio della fine del XIX secolo, parzialmente alterato da interventi della metà del Novecento.

Cimitero[modifica | modifica sorgente]

Realizzato su progetto dell'ingegnere Mario Umiltà negli anni 1934/35 con un'estensione di 9000 m2, sostituì il precedente camposanto del tardo Settecento voluto dai principi Filangeri, che sorgeva nell'area oggi occupata dalla Scuola Media Statale Giovan Battista Filippo Basile. L'ingresso monumentale con esedra, situato sulla strada statale 113, mostra un'impostazione aulica fedele ai canoni dell'architettura del Ventennio Fascista; al centro del camposanto si erge una cappella circolare in marmo grigio; interessanti alcune sepolture e cappelle, con architetture, sculture e decori dallo stile eclettico, Liberty, Decò. Nel 1981, il cimitero ha subito un ampliamento.

Stazione ferroviaria[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Santa Flavia-Solunto-Porticello.

Progettata da Roberto Narducci nel 1932, presenta un linguaggio aderente all'architettura fascista, tuttavia alleggerito nel razionale prospetto con una torre-orologio asimmetrica. Nella piazza antistante, degno di nota il Monumento a Francesco Paolo Perez, busto marmoreo degli anni Dieci dello scultore Francesco Sorgi, posto su un alto basamento con fregi a nastro Liberty.

Archeologia[modifica | modifica sorgente]

Solunto[modifica | modifica sorgente]

Area archeologica della cittadina fenicia di Solunto.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Solunto.

Oltre alle rovine dell'antico sito, è visitabile un piccolo museo, l'Antiquarium, situato all'ingresso degli scavi; in esso trovano esposizione materiali di varia tipologia: ceramiche, frammenti d'intonaci dipinti, steli, statuette, rilievi votivi, capitelli e monete soluntine e di altra provenienza.

Geologia[modifica | modifica sorgente]

Tra la fine del Trias e l'inizio del Giurassico (200 ma) si depositano dolomie e calcari dolomitici ossia la ciaca ri Palermu in acqua basse e costiere. Durante il Giurassico superiore/Cretaceo (65 ma) si depositano calcari marnosi, calcari con selce, argille silicee in acque più profonde. Intensa è l'attività tettonica, sismica e vulcanica. Fino all'Eocene si depositano calcari marnosi verdi e rossi, la ben nota scaglia che indica un crescente apporto di argilla dovuto all'alterazione ed erosione dei continenti emersi di composizione granitica e/o sialica (Si = silicio Al = alluminio). Nell'Oligocene - Miocene (28 ma) si formano le Alpi e gli Appennini, e il bacino pelagico siciliano diventa una avanfossa che comincia a riempirsi di sedimenti erosi dalle terre emerse, alterati e trasportati a mare dai fiumi. Sono il flysch numidico, così chiamato perché simile a quello nord-africano, cioè sedimenti come argille brune il cosiddetto ginolfo e quarzareniti (petra mola). In questa zona mancano i gessi, i calcari solfiferi, i sali del Miocene superiore e le marne del Pliocene inferiore, causa locali emersioni ed erosione dell'area settentrionale sicula. Durante le glaciazioni si depositano calcareniti e sabbie gialle (pietra d'Aspra) con lamellibranchi e gasteropodi (fauna fredda baltica o fauna calda senegalese) recenti del Pleistocene (2 ma). Il promontorio di Capo Zafferano, come i monti di Palermo, è costituito da ciaca, una dolomia massiccia, grigia e vaculare del Lias o Giurassico inferiore (200 ma).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capo Zafferano.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

A Santa Flavia è nato nel 1910 Vincenzo D'Acquisto, giornalista, saggista, scrittore, ufficiale dei Carabinieri e autore di oltre 350 brani. Suo è il famoso L'edera, interpretato da Nilla Pizzi e ripetuto da Tonina Torrielli, giunto al secondo posto nell'ottava edizione del Festival di Sanremo del 1958. Santa Flavia ha anche dato i natali al noto filosofo Marco Canzoneri.

Media[modifica | modifica sorgente]

Santa Flavia non è nient'altro che l'immaginaria Lumera della soap-opera Agrodolce.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Sindaci[modifica | modifica sorgente]

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2012.
  2. ^ Parlamento Europeo- politiche comunitarie e di coesione - Pesca. URL consultato il 06 luglio 2014.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

G.Longo, Quando i Fenici navigavano sul mare di Santa Flavia, Sicilia Tempo, anno XLVII n.468 novembre 2009, pp. 26-29.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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