Martino I di Sicilia
| Martino I | |
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Martino I il Giovane; (Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400); |
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| Re di Sicilia | |
| In carica | 1392 - 1409 |
| Predecessore | Maria di Sicilia |
| Successore | Martino II il Vecchio |
| Nome completo | Martino Martinez |
| Altri titoli | Conte di Luna, Signore di Segorbe e Ejérica e Duca di Atene e Neopatria |
| Nascita | 25 luglio 1374 |
| Morte | Cagliari, 25 luglio 1409 |
| Casa reale | casato di Barcellona |
| Padre | Martino II il Vecchio |
| Madre | Maria de Luna |
| Consorte | Maria di Sicilia Bianca di Navarra |
| Figli | Pietro, di primo letto Martino, di secondo letto Violante e Federico di Luna, illegittimi |
Martino Martinez, o Martino di Aragona detto il Giovane (el Joven) . Martín in aragonese, in spagnolo, in galiziano e in asturiano, Martí, in catalano, Martin in basco, in francese, in inglese e in tedesco, Martim in portoghese, Martinu in siciliano e Martinus in fiammingo (25 luglio 1374 – Cagliari, 25 luglio 1409), fu re consorte di Sicilia (o di Trinacria) dal 1392 al 1402 e re di Sicilia dal 1402 alla morte.
Indice |
[modifica] Origini familiari[1][2][3]
Figlio primogenito del re di Aragona, di Valencia, di Maiorca,di Sardegna e di Corsica e Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Martino I il Vecchio[4] (1356-1410), e della sua prima moglie Maria de Luna, figlia del conte de Luna e signore di Segorbe (Castellón), don Lope de Luna, e di Brianda d'Agaout.
[modifica] Biografia
Tra il 1389 e il 1392 (1389[1] o 1390[5] o 1392[2]), grazie ad una congiura Martino sposò Maria di Sicilia, regina titolare del regno di Trinacria in quanto figlia di Federico il Semplice. L'unione, frutto del rapimento di Maria da parte di Guglielmo Raimondo III Moncada e con la segreta approvazione di Pietro IV, (affinché Maria non fosse unita in matrimonio col duca di Milano, Giangaleazzo Visconti, con cui erano stati avviati degli accordi) era fortemente osteggiata da Artale II Alagona, Manfredi Chiaramonte e da diversi baroni siciliani che, con l'appoggio di papa Bonifacio IX riuscirono a far dichiarare nullo il suo matrimonio in quanto Martino e Maria erano cugini (Maria era cugina prima del padre di Martino, Martino il Vecchio). L'unico disposto a concedere la necessaria dispensa per il matrimonio fu l'antipapa Clemente VII, che celebrò il matrimonio.
Nel 1392 Martino sbarcò in Sicilia per prendere possesso dell'isola e fu incoronato insieme a Maria nella cattedrale di Palermo. Molti dei signori che gli si erano opposti prestando il giuramento di Castronovo fecero atto di sottomissione ed i Chiaramonte si ritrovarono insieme ai soli Alagona a fronteggiare l'esercito catalano di Bernat (o Bernardo) Cabrera. Andrea Chiaramonte, (discendente di Manfredi), venne sconfitto e tradito, fu catturato e condannato alla pena capitale. Fu giustiziato per decapitazione il 1 giugno 1392 a Palermo davanti al palazzo Chiaramonte-Steri. Con lui la famiglia Chiaramonte si estinse: i beni furono confiscati e divisi fra Guglielmo Raimondo Moncada e il Cabrera.
Dopo le prime sollevazioni, il re di Aragona, Giovanni I, inviò il padre di Martino, Martino il Vecchio in aiuto del figlio. L'arrivo in Sicilia di Martino il Vecchio portò alla conquista di Trapani e Palermo, ma non riuscì a sconfiggere gli oppositori, che avrebbero resistito sino al 1398, anno in cui ritornò la pace e Maria e Martino il Giovane poterono governare nuovamente tutta l'isola[1].
Gli Alagona risposero all'intervento di Martino con la sollevazione dei centri sotto la loro signoria, fra cui Piazza Armerina, Lentini, Paternò, Catania ed il territorio di Aci. Si narra che Martino assediò per più tempo Artale nel Castello di Aci, cercando anche di dissuaderlo con allettanti promesse ma senza però riuscire ad averne ragione. Martino allora propose ad Artale la signoria su Malta, in cambio della sua fedeltà. Artale che era molto accorto avrebbe accettato, senza però consegnare il castello di Aci. Così Martino, che iniziava a vedere il proprio prestigio offuscato dal nobile siciliano approfittò dell'assenza di Artale, che si era recato a Malta, per espugnare la fortezza acese e dichiararla bene demaniale (1396). Si narra che il re di Sicilia riuscì nell'impresa guastando il sistema di approvvigionamento idrico del castello (una serie di cisterne). Artale che tentò invano di raggiungere con la propria flotta il castello subirà l'arresto della moglie e del figlio, la confisca totale dei beni, l'annullamento di buona parte dei privilegi di cui aveva usufruito e l'esilio a Malta. Anche i degli Uberti si opposero ed il rampollo Giovanni assediato da Martino nel 1396 all'interno del castello di Assoro perì.
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Nel 1396, Martino il Vecchio successe al fratello maggiore Giovanni I (morto senza figli maschi viventi) sul trono di Aragona[1]. Al momento della successione Martino si trovava in Sicilia[1], a causa della rivolta ancora in corso, e sua moglie, Maria di Luna, aveva reclamato il trono in suo nome, ed aveva agito quale sua rappresentante[1], in attesa del suo ritorno. Martino il Vecchio poté fare ritorno in Aragona solo nel 1397, quando la Sicilia si stava pacificando
Martino il Giovane regnò sulla Sicilia assieme a Maria fino alla morte di lei, nel 1401. A quell'epoca ripudiò il trattato di Avignone e governò la Sicilia da solo, senza più considerarsi vassallo dei Re di Napoli.
Dopo la morte di Maria, Martino fu riconosciuto re di Trinacria (re di Sicilia), senza incontrare particolari resistenze[1].
Martino il Giovane, nel 1401, si fidanzò con Giovanna[1], la figlia primogenita del re di Navarra, Carlo III e di Eleonora di Trastamara, figlia di Enrico II di Castiglia; non si arrivò al matrimonio, ma Martino poi sposò, in seconde nozze, nel 1402, il 21 maggio, a Catania, per procura[1], la sorella minore di Giovanna, Bianca di Navarra, che dopo la morte di Giovanna, divenne l'erede della famiglia Evreux e fu poi regina di Navarra. Il matrimonio fu poi celebrato di persona il 26 dicembre di quello stesso anno[2].
Alla morte della madre, nel 1406, Martino ereditò i titoli di Conte di Luna, Signore di Segorbe e Ejérica[1].
Martino il Giovane arrivò in Sardegna, nell'ottobre del 1408, con l'incarico da parte del padre Martino il Vecchio di riconquistare alla corona d'Aragona l'isola che dopo la morte, senza eredi, del giudice di Arborea Mariano V e col giudicato in piena crisi di successione; nel mese di dicembre fu chiamato in Sardegna il duca di Narbona, Guglielmo III che fu incoronato giudice, il 13 gennaio, a Oristano.
Guglielmo marciò verso il cagliaritano e gli eserciti si scontrarono a Sanluri, il 30 giugno del 1409, dove Martino vinse la battaglia[1] e gli alleati del giudice, i genovesi, dovettero lasciare l'isola. Il giudicato tornò ad essere vassallo dell'Aragona, però Martino il Giovane contrasse la malaria ed il 25 luglio morì[1]. Morendo lasciò un testamento in cui ricordava i due figli illegittimi con le rispettive madri e la moglie, Bianca (filium nostrum don Fredericum natum ex…Tarsie muliere…Blanca consors nostra…filiam nostrum naturalem…Violanti… Agatuciam matrem dicte Violantis)[1]
Martino fu sepolto nella cattedrale di Cagliari[1].
Nessuno dei figli nati dai due matrimoni era sopravvissuto all'infanzia, l'unico discendente maschio di Martino fu quindi un figlio bastardo, Federico di Luna, che il nonno, Martino il Vecchio, cercò di far legittimare per nominarlo suo successore della Corona d'Aragona, senza riuscire a portare a termine l'operazione, ed il successivo arbitrato che è passato alla storia come Compromesso di Caspe, lo escluse dalla successione.
Dopo la sua morte, avvenuta a Cagliari, suo padre, Martino I di Aragona, divenne re di Sicilia col nome di Martino II.
[modifica] Discendenza[1][2]
Martino e Maria di Sicilia ebbero un solo figlio:
Martino e Bianca ebbero un solo figlio:
- Martino d'Aragona (1403- Valencia, agosto 1407).
Martino dalla sua amante Agata de Pesce ebbe una figlia:
- Violante (?-ca. 1428), che sposò prima Enrico Perez di Guzmán Conte di Niebla, e poi Martino di Guzmán, signore di Orgaz
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Martino dalla sua amante Tarsia Rizzari ebbe un figlio:
- Federico di Luna (tra il 1400 e il 1403- Urena, 29 maggio 1438), Conte di Luna, Signore di Segorbe e Ejérica, che sposò Violante Luisa de Mur. Federico fu uno dei cinque pretendenti al trono di Aragona, nel 1410, alla morte del nonno, Martino il Vecchio.
| Per approfondire, vedi la voce Compromesso di Caspe. |
[modifica] Note
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o (EN) Reali di Aragona
- ^ a b c d (EN) Casa di Barcellona- genealogy
- ^ (DE) Martino I di Aragona genealogie mittelalter
- ^ Martino I il Vecchio era il figlio maschio secondogenito del re d'Aragona, di Valencia e di Sardegna, conte di Barcellona, di Urgell, di Empúries e delle altre contee catalane, Pietro IV il Cerimonioso e della sua terza moglie, Eleonora di Sicilia, figlia terzogenita del re di Trinacria, Pietro II, quarto re della dinastia aragonese e di Elisabetta di Carinzia, figlia di Ottone III del Tirolo e di Eufemia di Slesia-Liegnitz..
- ^ (DE) Maria di Sicilia genealogie mittelalter
[modifica] Bibliografia
- Guillaume Mollat, I papi di Avignone il grande scisma, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 531-568.
- Rafael Altamira, Spagna, 1412-1516, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 546-575.
[modifica] Voci correlate
- Compromesso di Caspe
- Tabella cronologica dei regni della Penisola iberica
- Conti di Barcellona
- Elenco dei monarchi di Napoli e Sicilia
- Sovrani d'Aragona
[modifica] Altri progetti
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| Predecessore: | re di Trinacria | Successore: | |
|---|---|---|---|
| Maria | 1392-1409 | Martino II |