Alfonso II di Provenza

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Alfonso II
Statua di Alfonso II di Provenza, Aix-en-Provence
Statua di Alfonso II di Provenza, Aix-en-Provence
Conte di Provenza
In carica 1195 - 1209
Predecessore Alfonso il Casto
Successore Raimondo Berengario IV
Nome completo Alfonso Berengario
Nascita 1180
Morte Palermo, febbraio 1209
Luogo di sepoltura Cattedrale di Palermo
Dinastia Casato di Barcellona
Padre Alfonso il Casto
Madre Sancha di Castiglia
Coniuge Garsenda di Sabran
Figli Raimondo Berengario e
Garsenda

Alfonso Berengario (1180Palermo, febbraio 1209) fu principe d'Aragona, consorte dell'erede della contea di Forcalquier dal 1193 e conte di Provenza dal 1195 sino alla morte.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium era il figlio maschio secondogenito del conte di Barcellona (la contea includeva quasi tutte le contee della Catalogna), re di Aragona (il regno includeva anche le contee di Sobrarbe e di Ribagorza) che aveva riunito i due domini nella Corona d'Aragona, conte di Provenza e conte di Rossiglione, Alfonso II il Casto e della sua seconda moglie Sancha di Castiglia[1], che, secondo le Crónicas navarras (Crónicas navarras)[2] e le Ex Gestis Comitum Barcinonensium (Gesta comitum barchinonensium)[3] era figlia del re di León e Castiglia Alfonso VII l'Imperatore[4] e di Richenza di Polonia, figlia del principe di Polonia, duca di Cracovia e di Slesia, Ladislao II (fuggito da Cracovia, nel 1146[5]), detto l'Esiliato[6] (1105-1159) e di Agnese (Cristina) di Babenberg[7](11111157 figlia del Margravio d'Austria, Leopoldo III[8], e di Agnese di Waiblingen, figlia dell'imperatore, Enrico IV e sorellastra dell'imperatore, Corrado III e del duca Federico II di Svevia[1]). Richenza era quindi la cugina dell'imperatore, Federico Barbarossa.
Alfonso II il Casto, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlio della regina d'Aragona e contessa di Sobrarbe e Ribagorza, Petronilla e del principe d'Aragona e conte di Barcellona, Girona, Osona e Cerdagna, Raimondo Berengario IV[9] che, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlio del conte di Barcellona, Girona, Osona e Cerdagna, Raimondo Berengario III e della contessa di Provenza e Gévaudan, Dolce I[10], figlia primogenita del Visconte di Millau, di Gévaudan, e di Carlat, Gilberto I di Gévaudan e della Contessa di Provenza, Gerberga (come ci viene confermato dalle Note dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome II[11]), figlia secondogenita del conte di Provenza, Goffredo I e della moglie Stefania o Dolce (?- dopo il 1096, anno in cui Stefania fece una donazione per l'anima del figlio Bertrando[12]), come viene riportato a pagina 529 delle Note dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome II[11]; secondo lo storico Szabolcs de Vajay, Stefania era viscontessa di Marsiglia, figlia del visconte di Marsiglia, Guglielmo II.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

In un passo delle Crónicas navarras (Crónicas navarras)[2], viene confermato che Alfonso era il maschio secondogenito, in quanto, elencando i figli di Alfonso II e della moglie Sancha, viene nominato per secondo (al yfant don Pedro, rey d'Aragón, et al marqués de Provença don Alfonso, et a don Ferrando, abbat de Mont aragón, et una filla que casaron en Ongría)[13].
Anche le Ex Gestis Comitum Barcinonensium (Gesta comitum barchinonensium)[3], citano i due figli maschi maggiori ed Alfonso è nominato per secondo e viene precisato che ebbe la contea di Provenza (habuit Ducatum Provinciæ)[1].

Corona d'Aragona
Casa di Barcellona
Arms of Aragonese Monarchs (13th-15 centuries).svg

Alfonso II (1164 - 1196)
Figli
Pietro II (1196 - 1213)
Figli
Giacomo I (1213 - 1276)
Pietro III (I di Valencia) (1276 - 1285)
Alfonso III (I di Valencia)
Giacomo II (I di Sicilia)
Alfonso IV (II di Valencia)
Pietro IV (II di Valencia)
Figli
Giovanni I
Martino I (II di Sicilia)
Figli

Nel 1185, suo padre, Alfonso II il Casto, per porre fine alle lotte tra la contea di Provenza e la contea di Tolosa, tolse al proprio fratello (e zio di Alfonso II di Provenza), Sancho, la contea di Provenza[14] e siglò la pace col il conte di Tolosa, Raimondo V.
Sancho venne però compensato con Contea del Rossiglione[14], mentre la contea di Provenza fu tenuta da Alfonso II il Casto, fino al 1195, anno in cui fu assegnata al suo figlio terzogenito (secondo maschio), Alfonso II di Provenza[15], al raggiungimento della maggior età. Anche le Ex Gestis Comitum Barcinonensium ci confermano che Alfonso II di Provenza divenne conte di Provenza[1].
Ci narra la Crónica de San Juan de la Peña, che, alla morte di Alfonso II il Casto, nel 1196, la contea di Provenza fu confermata ad Alfonso II di Provenza, mentre la corona d'Aragona andò al figlio primogenito di Alfonso II, Pietro II, secondo il volere del padre, espresso, nel testamento redatto quando, a Perpignano, contrasse la grave malattia, che lo portò alla morte[16].

Aveva tredici anni quando, nel 1193, secondo la Histoire générale des Alpes Maritimes ou Cottiènes par Marcellin Fornier, Continuation, Tome I, suo padre, Alfonso II il Casto, col trattato di Aix, concordò con il Conte di Forcalquier, Guglielmo IV d'Urgell il matrimonio tra Alfonso Berengario e la nipote di Guglielmo IV, l'erede della contea di Forcalquier, anche lei tredicenne, Garsenda di Sabran[17], figlia del Signore di Caylar e d'Ansouis, Raniero († dopo il 1209) appartenente alla famiglia de Sabran e di Garsenda di Forcalquier ( - prima del 1193), l'unca figlia del Conte di Forcalquier, Guglielmo IV d'Urgell e di Adelaide di Bezieres[17], di cui non si conoscono gli ascendenti. Il trattato prevedeva che Garsenda avrebbe ereditato la Contea di Forcalquier[18], mentre Alfonso Berengario avrebbe ereditato la contea di Provenza, nel 1195, al raggiungimento della maggior età[19]. Il matrimonio fu celebrato, ad Aix-en-Provence nel luglio di quello stesso anno (1193)[19]. Il matrimonio è confermato dall'arcivescovo di Toledo, che fu anche storico, Rodrigo di Toledo nel suo De rebus Hispaniæ dove Garsenda è citata come nipote del conte di Forcalquier (neptem comitis Folocalquerii)[20] e dalla Historia Comitum Provinciae[21]. La Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1213, invece cita Garsenda (neptem…comitis de Forcalcarie) attribuendogli erroneamente come marito lo zio di Alfonso II, Sancho[22].

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi de Sabran (famiglia).

Nel 1195, Alfonso Berengario, con la maggior età divenne il conte di Provenza, Alfonso II[15].

Nel maggio del 1199, il documento n° XVII delle Instrumenta della Gallia Christiana Novissima, Tome I, Aix, ci documenta di una donazione di Alfonso Berengario alla chiesa di Aix-en-Provence[15].

Nel 1204, secondo il III volume dello Spicilegium, Alfonso Berengario, il 15 giugno, a Montpellier, fu il testimone di nozze[13]del fratello, il re della corona d'Aragona, Pietro II con Maria di Montpellier; il matrimonio è confermato dalla Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1213[22].

Alfonso Berengario morì nel mese di febbraio 1209, a Palermo, dove era sbarcato il 2 febbraio, avendo accompagnato la sorella maggiore, Costanza (1179-1222), in Sicilia, per il matrimonio con il re di Sicilia, Federico II[23]; Costanza, vedova, dal 1204, del re d'Ungheria, Emerico, senza figli, era tornata in Aragona[1] ed il fratello Pietro II secondo la Crónica de San Juan de la Peña, era riuscito ad organizzare il matrimonio della sorella[16]; il seguito di del conte di Provenza, Alfonso Berengario, era costituito da nobili aragonesi, catalani e provenzali, più 400 lancieri che, dopo il matrimonio, sarebbero rimasti al servizio del re di Sicilia[23], ma, a causa di una epidemia, subito dopo l'arrivo a Palermo, il contingente che accompagnava Costanza, fu annientato[23].
Tra coloro che persero la vita vi fu anche Alfonso Ii di Provenza[23], che lasciò il titolo di conte di Provenza al figlio Raimondo Berengario, con la reggenza della moglie, Garsenda, che in quell'anno, nel mese di settembre avrebbe ereditato la contea di Forcalquier.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Alfonso e Garsenda ebbero due figli[15][24]:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 380
  2. ^ a b Le Crónicas navarras (Crónicas navarras) sono un insieme di narrazioni storiche, scritte in parte in latino e in parte in una lingua romanza, aragonese, inerente alla regione navarro-aragonese, a partire dal primo secolo, sino al 1186; la cronache sono divise in 6 parti, la prima riguarda i re di Aragona dal regno di Ramiro I di Aragona a quello di Alfonso II il Casto o il Trovatore, mentre la seconda è dedicata alla dinastia di Rodrigo Diaz (el Cid) (Linage de Rodric Díaz)
  3. ^ a b Le Ex Gestis Comitum Barcinonensium (Gesta comitum barchinonensium) sono cronache scritta in latino dai monaci del monastero di Ripoll, nella seconda metà del XII secolo ed inizia con la presa del potere di Goffredo il Villoso e arriva sino alla morte di Raimondo Berengario IV di Barcellona. In un secondo tempo e poi in un terzo la cronaca fu ampliata con le gesta dei primi re della Corona d'Aragona, sino a Giacomo I d'Aragona
  4. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 379
  5. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XIX, Annales Capituli Cracoviensis, anno 1146, pag 590
  6. ^ Ladislao II fu detto l'Esiliato, perché passò gli ultimi anni di vita in esilio in Germania. Però, prima di morire, nel 1157, al seguito di Federico Barbarossa, sottomise i suoi fratellastri e fu l'arbitro della suddivisione dei domini polacchi tra i fratellastri
  7. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 377, nota b
  8. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus IX, Continuatio Claustroneoburgensis I, anno 1106, pag 612, riga 1
  9. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 363
  10. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 361
  11. ^ a b (FR) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus II, pagina 529
  12. ^ (LA) Cartoulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille tome I, documento 220, pagg. 242 e 244
  13. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re d'Aragona - Infante don ALFONSO BERENGUER de Aragón
  14. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re d'Aragona - Infante don SANCHO de Aragón
  15. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Nobiltà di Provenza - Infante don ALFONSO BERENGUER de Aragón
  16. ^ a b (ES) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 33, righe 120 - 125, pag. 495
  17. ^ a b (FR) #ES Histoire générale des Alpes Maritimes ou Cottiènes par Marcellin Fornier, Continuation, Tome I, pag. 742 e 743 e nota 1 di pag 743
  18. ^ La Contea di Forcalquier, in quegli anni, era governata dal prozio, Bertrando II d'Urgell, e dal nonno, Guglielmo IV d'Urgell, di Garsenda
  19. ^ a b (FR) Histoire générale des Alpes Maritimes ou Cottiènes par Marcellin Fornier, Continuation, Tome I, pag. 711, nota 2
  20. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XIX, Ex Roderici archiepiscopi Toletani, De rebus Hispaniæ, Liber VI, cap.III, pag. 229
  21. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XIX, Ex brevi historia comitum Provinciæ ex familia comitum Aragonensium, pag. 231
  22. ^ a b (LA) Monumenta germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, anno 1213, pag. 898
  23. ^ a b c d Michelangelo Schipa, L'Italia e la Sicilia sotto Federico II, pag. 158
  24. ^ (EN) #ES Genealogy : Re d'Aragona - Alfonso II of Provence

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Letteratura storiografica[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte di Provenza Successore Aragon.png
Alfonso il Casto 1195–1209 Raimondo Berengario IV