Giacomo II di Maiorca

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Giacomo II
Giacomo II
Giuramento dei privilegi del regno di Giacomo II di Maiorca di fronte al padre Giacomo I di Aragona;
Re di Maiorca
In carica 1276 - 1311
Predecessore Giacomo I il Conquistatore
Successore Sancho I
Nome completo Giacomo di Giacomo
Altri titoli conte di Rossiglione e di Cerdagna e signore di Montpellier
Nascita Montpellier, 31 maggio 1243
Morte Palma di Maiorca, 29 maggio 1311
Casa reale casato di Barcellona
Padre Giacomo I il Conquistatore'
Madre Iolanda d'Ungheria
Consorte Esclarmonde di Foix
Figli Giacomo
Sancho
Ferdinando
Isabella
Sancha e
Filippo, legittimi e
Saura, illegittima

Giacomo d'Aragona, Jaume in catalano (Montpellier, 31 maggio 1243Palma di Maiorca, 29 maggio 1311), fu re di Maiorca, conte di Rossiglione e di Cerdagna e signore di Montpellier dal 1276 al 1311.

Origine[1][2][3][modifica | modifica sorgente]

Figlio del re d'Aragona, di Valencia e Maiorca e conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione, signore di Montpellier e Carladès, Giacomo I il Conquistatore, e di Violante, figlia del re di Ungheria, Andrea II e della principessa di Costantinopoli, Iolanda de Courtenay.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Secondo la Crónica de San Juan de la Peña (Cronaca piniatense)[4], Giacomo era il figlio secondogenito[5] dei tre figli maschi ancora in vita (gli altri due erano Pietro, primogenito e Sancho; mentre altri due Ferdinando e Sancho erano morti bambini) di Giacomo I il Conquistatore e della sua seconda moglie, Violante[1].

Nel progetto di spartizione del regno (Corona d'Aragona), del 1244, era previsto che Giacomo, alla morte del padre, ottenesse i regni di Valencia e Maiorca e la signoria di Montpellier[1].Infine, nel 1262, dopo la morte del fratellastro, Alfonso, a Giacomo furono destinati il regno di Maiorca, le contee di Rossiglione e di Cerdagna e la signoria di Montpellier, confermati nel testamento di Giacomo I (Jacobus…Rex Aragoniæ, Majoricarum et Valenciæ, Comes Barchinonæ et Urgelli, et Dominus Montispessulani), del 26 agosto 1272[1].

Giacomo fu fidanzato a Beatrice di Savoia (1245-1292), figlia del conte di Savoia, Amedeo IV e di Cecilia del Balzo (o di Baux) († 1275), (figlia di Barral di Baux), come si può intuire da una lettera scritta da papa Clemente IV, l'11 agosto 1266, dove esorta Giacomo (Jacobo…filii…Regis Aragonum) a mantenere l'impegno con Beatrice, figlia di Amedeo IV (filiam B. natam bonæ memoriæ Comitis Sabaudiæ[6])[7]. In quella data, molto probabilmente il contratto di matrimonio era già stato rigettato[7].

Nel 1275, il 12 ottobre, Giacomo sposò Esclarmonde di Foix, figlia del conte di Foix, Ruggero IV e di Brunisenda di Cardona. Il contratto di matrimonio era stato firmato il 1 settembre 1275[7].

Nel 1276, alla morte del padre, mentre il fratello Pietro il Grande ereditò i Regni di Aragona (con il nome di Pietro III) e di Valencia (con il nome di Pietro I), la contea di Barcellona (con il nome di Pietro II) e le altre contee catalane, Giacomo ereditò il Regno di Maiorca (assumendo il nome di Giacomo II), che comprendeva anche le isole Pitiuse, Ibiza e Formentera e i territori occitani rimasti a Giacomo I, tra cui la signoria di Montpellier (Giacomo II)[1], mentre l'altra isola delle Baleari, Minorca, ancora occupata dai musulmani, era sua vassalla.
Giacomo, volendo rendersi indipendente dal regno d'Aragona, rifiutò di rendere omaggio al fratello Pietro. Egli riuscì a mantenere la sua indipendenza sino al 20 gennaio 1279 quando, con il trattato di Perpignano, si dovette riconoscere vassallo del fratello e si impegnò a partecipare ogni anno alle cortes (assemblea) catalane, ricostituendo l'unità politico-economica della Corona d'Aragona[7].

Dopo i Vespri siciliani, nella contesa che oppose il fratello Pietro a papa Martino IV, Giacomo si schierò dalla parte del Papa e, quando quest'ultimo esautorò Pietro e indisse la crociata contro l'Aragona, Giacomo appoggiò il re di Francia, Filippo III l'Ardito, nell'invasione della Catalogna[7].
Ma dopo la vittoria della flotta siciliana-aragonese, comandata dall'ammiraglio Ruggero di Lauria, gli invasori, in preda alle malattie dovute al gran caldo, privi degli approvvigionamenti e non più garantiti dalla flotta francese, si dovettero ritirare. Pietro allora ordinò al figlio, Alfonso, di conquistare il regno di Maiorca. Prima di iniziare l'impresa, nel novembre del 1285, Alfonso successe al padre Pietro sul trono d'Aragona (con il nome di Alfonso III). Nel corso del 1286 Alfonso portò a termine l'incarico ricevuto dal padre, depose lo zio Giacomo II[7], e, oltre a Maiorca, conquistò anche l'isola delle Pitiuse, Ibiza. Poi passò all'isola di Minorca e, nel 1287, ne portò a compimento la conquista, togliendola all'emiro Abû'Umar, vassallo dal 1231 prima di Giacomo I e poi di Giacomo II. Quest'ultimo fu accusato di essersi alleato con gli Angioini e poi coi crociati francesi. Minorca fu ripopolata con popolazioni catalane.[8]

Giacomo II detronizzato dal nipote Alfonso dal regno di Maiorca, mantenne gli altri feudi continentali, mentre, per la signoria di Montpellier, dovette riconoscere l'autorità del re di Francia, Filippo IV il Bello.

Nel 1295 ad Alfonso III successe sul trono di Aragona Giacomo II il Giusto, che accettò il suggerimento di papa Bonifacio VIII, che in calce al Trattato di Anagni, del 1295, che siglava la pace tra Giacomo II d'Aragona e Carlo II d'Angiò, suggeriva a Giacomo II d'Aragona il Giusto di rispettare il volere del nonno Giacomo I di restituire il regno di Maiorca allo zio Giacomo II di Maiorca[7]. Finalmente, nel 1298, con il trattato di Argilers, Giacomo II di Maiorca, richiamandosi al trattato di Perpignano del 1279, si riconosceva vassallo del re d'Aragona, Giacomo II e rientrava in possesso del regno.

Giacomo II regnò ancora per circa tredici anni, dando impulso ad una politica agraria, che prevedeva la colonizzazione delle aree rurali, incrementò le rendite della casa reale, favorì la creazione di consolati in Nordafrica e nel regno di Granada, creò un nuovo sistema monetario, diede impulso alla creazione dell'industria tessile, rafforzò il potere reale nei confronti della nobiltà e del clero, diede impulso alla costruzione di palazzi e castelli, come il palazzo castello di Perpignano e Palazzo reale La Almudaina, la cattedrale ed il castello di Bellver a Palma di Maiorca.

Regno di Maiorca
Casato di Barcellona
Royal Coat of Arms of the Monarchs of Majorca since the 14th Century.svg

Giacomo I
Giacomo II
Sancho I
Giacomo III
Giacomo IV
Elisabetta
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Giacomo II approfittò della soppressione dell'ordine dei templari, per impossessarsi di tutti i loro beni nelle isole Baleari e Pitiuse.

Fu protettore di artisti ed uomini di cultura, tra cui il filosofo, Raimondo Lullo.

Giacomo II morì a Palma di Maiorca, il 29 maggio 1311[7] e gli successe il figlio secondogenito, Sancho.
Giacomo II fu tumulato a Maiorca e, dal 1947 circa, si trova nella Cappella della Trinità nella Cattedrale di Santa Maria di Palma di Maiorca, a lato della tomba del nipote, Giacomo III.

Discendenza[2][7][9][modifica | modifica sorgente]

Giacomo ed Esclarmonda ebbero sei figli:

Da un'amante, che lo storico Hasso Rüdt von Collenberg suggerisce essere Saura de Monreal, Giacomo II ebbe una figlia:

  • Saura (?-1333), che sposò, nel 1299, Pietro de Pinos (?-1312), e, dopo aver ottenuto la dispensa papale, nel 1319, Berengario di Villaragut.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (EN) Dinastie reali d'Aragona
  2. ^ a b (EN) Barcellona - Genealogy
  3. ^ (DE) Giacomo I d'Aragona genealogie mittelalter
  4. ^ La Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona)
  5. ^ In realtà Giacomo era il terzogenito in quanto il primogenito di Giacomo I il Conquistatore era Alfonso, fratellastro di Giacomo, figlio della prima moglie di Giacomo I, Eleonora di Castiglia (1202-1244)
  6. ^ Degli ultimi tre conti di Savoia defunti, l'unico ad avere una figlia il cui nome iniziava per B. era Amedeo IV.
  7. ^ a b c d e f g h i (EN) Dinastie reali d'Aragona-Maiorca
  8. ^ «de bona gent de catalans», secondo il cronista Raimondo Muntaner (Crònica de Ramon Muntaner)
  9. ^ (DE) Giacomo II di Maiorca genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hilda Johnstone, Francia: gli ultimi capetingi in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 569 – 607

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore re di Maiorca Successore Armoiries Majorque.png
Giacomo I 1276-1311 Sancho I

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]