Pietro II di Aragona

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Pietro II
Pietro II il Cattolico; (Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Pietro II il Cattolico;
(Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Re della Corona d'Aragona
In carica 1196 - 1213
Predecessore Alfonso II
Successore Giacomo I il Conquistatore
Nome completo Pietro Alfonso
Altri titoli conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione
Nascita 1174
Morte Muret, 1213
Casa reale casato di Barcellona
Padre Alfonso II il Casto o il Trovatore
Madre Sancha di Castiglia
Consorte Maria di Montpellier
Figli Sancha e
Giacomo, legittimi
Pietro
Costanza e
Maria, illegittimi

Pietro II di Aragona, detto il Cattolico, Pero in aragonese, Pere in catalano (1174Muret, 14 settembre 1213), fu re Aragona e conte di Barcellona, Girona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione, dal 1196 al 1213.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Era figlio del re d'Aragona e conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione, Alfonso il Casto e di Sancha di Castiglia (1154-1208).[1][2][3]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Pietro II di Aragona

Secondo le Cronache di Navarra[4], Pietro, re d'Aragona con Alfonso Berengario, marchese di Provenza, Ferrante, abate nel monastero di Montearagón e una figlia (Costanza), sposata in Ungheria al yfant don Pedro, rey d'Aragón, et al marqués de Provença don Alfonso, et a don Ferrando, abbat de Mont aragón, et una filla que casaron en Ongría erano figli legittimi del re Alfonso il Casto[1].

Secondo il Gesta Comitum Barchinonensium[5] Pietro era il più anziano dei tre figli di Alfonso il Casto e succedette al padre in tutti i suoi titoli (regnum Aragoniæ et Comitatus Barchinonæ, Bisuldini, Cerritaniæ et Rossilionis, ac Palearensem)[1].

Anche secondo la Cronaca piniatense[6], Pietro era il più anziano dei tre figli di Alfonso il Casto[1].

Nell'aprile del 1196, alla morte del padre, gli succedette sul trono di Aragona e nelle contee di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione[1].

L'anno dopo (1197) emanò un editto contro gli eretici che dovevano lasciare il regno di Aragona (con l'eccezione della città di Barcellona) o sarebbero stati messi al rogo.

Nel 1200 Pietro II propiziò l'accordo tra i re di Castiglia, Alfonso VIII e di León, Alfonso IX, che congiuntamente assalirono la Navarra, sottraendo diversi territori al re Sancho VII, a tutto vantaggio della Castiglia.

Dopo la sua incoronazione per mano del papa Innocenzo III avvenuta l'11 novembre del 1204, nella Basilica di San Pancrazio a Roma[7], Pietro II giurò obbedienza feudale al papa stesso riconoscendo quindi la supremazia del papato sulla Corona d'Aragona, impegnandosi a pagargli un tributo annuo e a combattere le eresie; in cambio fu dichiarato defensor fidei sotto la cui guida si doveva portare a termine la riscossa cristiana contro i musulmani della penisola iberica e per questo venne soprannominato il Cattolico.
Fu il primo monarca del Regno di Aragona ad esser stato incoronato. A partire da lui tutti i re aragonesi vennero incoronati per concessione della Santa Sede (in una bolla emanata il 6 giugno 1205) nella Cattedrale di Saragozza, per mano dell'arcivescovo di Tarragona. La concessione venne estesa anche alle regine.

Corona d'Aragona
Casa di Barcellona
Arms of Aragonese Monarchs (13th-15 centuries).svg

Alfonso II (1164 - 1196)
Pietro II (1196 - 1213)
Giacomo I (1213 - 1276)
Pietro III (I di Valencia) (1276 - 1285)
Alfonso III (I di Valencia)
Giacomo II (I di Sicilia)
Alfonso IV (II di Valencia)
Pietro IV (II di Valencia)
Giovanni I
Martino I (II di Sicilia)
Denaro, del 1196, di Pietro II
Denaro di Pietro II, del 1205 circa

Durante il suo soggiorno romano ebbe modo di concordare col papa Innocenzo III il matrimonio di sua sorella Costanza d'Aragona con il pupillo del papa, Federico II di Svevia, figlio di Enrico VI (e nipote di Federico Barbarossa), e di Costanza d'Altavilla (figlia del re di Sicilia Ruggero II il Normanno), re di Sicilia, sotto la tutela del papa.

Il 15 giugno del 1204 Pietro, a Montpellier, sposò Maria di Montpellier[8], figlia del signore di Monpellier, Guglielmo VIII (?- settembre 1203) e di Eudocia Comnena, nipote dell'imperatore di Costantinopoli Manuele Comneno. Gli abitanti di Montpellier, in quello stesso anno, avevano cacciato il successore di Guglielmo VIII, Guglielmo IX, fratellastro illegittimo di Maria e, con l'approvazione di papa Innocenzo III, avevano spinto Maria a sposare Pietro II, con la clausola che il primo figlio della coppia, o maschio o femmina, sarebbe stato signore di Montpellier. Pietro accettò per i suoi interessi nel sud della Francia. Maria per poter restare incinta dovette introdursi, nell'oscurità, nel letto del marito, al posto di una sua amante; ed il frutto di questo incontro fu la nascita del principe Giacomo[senza fonte].
La vita familiare della coppia fu la causa di una crisi di successione e il preludio alla futura separazione delle corone di Aragona e Catalogna, dai possedimenti francesi (gli abitanti di Montpellier erano per la regina Maria e contro Pietro); la nascita dell'erede, Giacomo consentì alla dinastia di proseguire nel controllo di entrambi i territori.
Tra il 1209 e il 1210, dopo la nascita dell'erede, Pietro avrebbe voluto divorziare per sposare Maria del Monferrato, erede del regno di Gerusalemme. Per opporsi alle richieste del marito, allora Maria di Montpellier si recò a Roma per avere giustizia dal papa, ottenendola. Ma mentre si trovava a Roma a perorare la sua causa, Maria morì il 21 aprile del 1213.

La Penisola Iberica e i domini della corona d'Aragona, nel 1210

Nel 1209, Pietro II era entrato in possesso della contea di Urgell, dopo la morte del conte, Ermengol VIII, senza eredi maschi, a nome del figlio Giacomo, fidanzato con la figlia di Ermengol[1].

Nel 1212, dopo che papa Innocenzo III aveva ordinato di predicare una crociata contro i musulmani, Pietro II riuscì a preparare un esercito congiunto con gli altri sovrani cristiani della penisola iberica (escluso il re di León, Alfonso IX), i re di Navarra, Sancho VII, Castiglia, Alfonso VIII, e re di Portogallo, Alfonso II il Grasso che inflissero agli Almohadi, guidati dal califfo in persona, nella storica battaglia di Las Navas de Tolosa (16 luglio 1212) una decisiva sconfitta, a partire dalla quale ebbe inizio l'irreversibile declino dei regno Almohade nella penisola iberica.
La presenza di Sancho VII di Navarra fu determinante, le sue truppe navarresi arrivarono sino alla tenda del califfo Yacub ben Yussuf (detto Miramamolin) dopo aver tagliato le catene che la proteggevano.

Per quello che concerne gli albigesi, Pietro II, così come il conte di Tolosa Raimondo VI erano propensi a non perseguirli, mentre il papa e la gerarchia ecclesiastica li consideravano eretici, quindi perseguibili; verso il 1204, erano iniziate le diatribe e diversi predicatori erano giunti in Provenza e nel Tolosano a sostenere il verbo del papa (tra questi vi era anche Domenico Guzmán).
Nel 1208, dopo l'assassinio di Pietro di Castelnuovo, missionario inviato dal papa Innocenzo III, fu indetta una crociata (crociata albigese), sotto la guida di Arnaud Amaury, e nell'agosto del 1209, il comando militare fu affidato a Simone di Montfort, dopo che era già stato attaccato il feudo della famiglia Trencavel, conquistando Béziers e Carcassonne, dove erano stati commessi brutalità ed eccidi, condannati da Domenico Guzmán; anche sotto il comando di Simone di Montfort le brutalità continuarono; cessarono solo per l'intervento di papa Innocenzo.
Si giunse ad un compromesso, Pietro II cedette a Simone il feudo di Trencavel (Béziers e Carcassonne) e accettò la trattativa di un matrimonio tra suo figlio Giacomo ed una figlia di Simone, in cambio della pace.
Nello stesso periodo, dato che la crociata era sostenuta dal re di Francia, Filippo Augusto, Pietro si schierò a fianco del re d'Inghilterra Giovanni senza Terra.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crociata albigese.
Territori vassalli di Pietro II il Cattolico ed alleati tolosani per i giuramenti del 27 gennaio 1213, prima della Battaglia di Muret

Intanto nel Tolosano erano riprese le usurpazioni di Simone di Montfort contro Raimondo di Tolosa ed i suoi vassalli; Pietro II, sempre, nel 1212, intervenne presso il papa perché fermasse il Montfort, ma ormai la situazione era incontrollabile e la crociata riprese.
Pietro II si schierò apertamente col conte di Tolosa ed affrontò i crociati, nel tentativo di conquistare il paese di Muret, dove Pietro morì, il 14 settembre 1213, durante la battaglia che si accese a seguito della controffensiva delle truppe francesi comandate da Simone IV di Montfort, Conte di Leicester.
La salma di Pietro II fu riportata in Aragona e fu tumulata nel Monastero di Santa Maria a Sijena[1].

Il figlio di Pietro, Giacomo, ancora bambino, di circa cinque anni, suo legittimo erede, che viveva nel feudo aragonese di Carcassonne, governato da Simone di Montfort, rimase nelle mani di Simone e fu liberato e poté rientrare in Aragona, solo nel 1214, dopo ripetute pressioni del papa. Rientrato in Aragona, Giacomo, come da espresso desiderio della madre[1], rimase sotto la tutela dei Cavalieri templari, il cui gran Maestro era Guglielmo di Montredò, nel castello di Monzón, ed ebbe come reggente il Conte di Rossiglione, Sancho Raimúndez, prozio di Giacomo e figlio del Conte di Barcellona, Ramón Berenguer IV.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

La Battaglia di Muret da una miniatura del XIV secolo

Pietro ebbe figli sia dalla moglie sia da varie amanti.[1][2][9]

Dalla moglie Maria ebbe:

Da diverse amanti, delle quali non si conoscono né i nomi né gli ascendenti, ebbe tre figli illegittimi:

  • Pietro (?-1254) sacerdote a Lérida
  • Costanza (?-dopo il 1250), che sposò, nel 1212, dopo la battaglia di Las Navas de Tolosa, Guglielmo Raimondo di Montcada, siniscalco d'Aragona, che era stato a fianco di Pietro II durante la battaglia e ne aveva ricevuto in dono la signoria sui castelli e le città di Seròs, Aitona e Soses, nella Segrià
  • Maria (?-?), che sposò Ugo Goffredo, visconte di Rocaberti

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) Dinastie reali d'Aragona
  2. ^ a b (EN) Barcellona - Genealogy
  3. ^ (DE) Alfonso II d'Aragona genealogie mittelalter
  4. ^ Le Cronache di Navarra sono un insieme di narrazioni storiche, scritte in parte in latino e in parte in una lingua romanza, aragonese, inerente alla regione navarro-aragonese, a partire dal primo secolo, sino al 1186; la cronaca è divisa in 6 parti, la prima riguarda i re di Aragona dal regno di Ramiro I di Aragona a quello di Alfonso II il Casto o il Trovatore, mentre la seconda è dedicata alla dinastia di Rodrigo Diaz (il Cid)
  5. ^ Il Gesta Comitum Barchinonensium è una cronaca scritta in latino dai monaci del monastero di Ripoll, nella seconda metà del XII secolo ed inizia con la presa del potere di Goffredo il Villoso e arriva sino alla morte di Raimondo Berengario IV di Barcellona. In un secondo tempo e poi in un terzo la cronaca fu ampliata con le gesta dei primi re della Corona d'Aragona, sino a Giacomo I d'Aragona
  6. ^ La Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona)
  7. ^ 1. D. J. Smith, Motivo y significado de la coronación de Pedro II de Aragón, in Hispania: Revista española de historia, 60 (204), 2000, pp. 163–179.
  8. ^ Per Maria di Montpellier era il terzo matrimonio, poiché era divorziata, nel 1201, da Bernardo IV conte di Comminges, essendo rimasta vedova il 13 dicembre 1192 di Raimondo Goffredo detto Barral, visconte di Marsiglia
  9. ^ (DE) Pietro II d'Aragona genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, (pp. 865–896)
  • E.F. Jacob, Innocenzo III, op. cit., vol. V, 1999 (pp. 5–53)
  • Michelangelo Schipa, L'Italia e la Sicilia sotto Federico II, op. cit., vol. V, 1999 (pp. 153–197)
  • A.S. Turbeville, Le eresie e l'Inquisizione nel medioevo: 1000-1305 circa, op. cit., vol. V, 1999 (pp. 568–598)
  • Frederick Maurice Powicke, Inghilterra: Riccardo I e Giovanni, op. cit., vol. VI, 1999 (pp. 143–197)
  • Edgar Prestage, Il Portogallo nel medioevo, op. cit., vol. VII, 1999 (pp. 576–610)
  • Domenico Dante, Il tempo interrotto. Breve storia dei catari in Occidente, Palomar, Bari 2009.

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Pietro II d'Aragona Padre:
Alfonso II d'Aragona
Nonno paterno:
Raimondo Berengario IV di Barcellona
Bisnonno paterno:
Raimondo Berengario III di Barcellona
Trisnonno paterno:
Raimondo Berengario II di Barcellona
Trisnonna paterna:
Matilde d'Altavilla
Bisnonna paterna:
Dolce I di Provenza
Trisnonno paterno:
Gilbert I, conte di Gévaudan
Trisnonna paterna:
Gerberga di Provenza
Nonna paterna:
Petronilla di Aragona
Bisnonno paterno:
Ramiro II di Aragona
Trisnonno paterno:
Sancho Ramírez di Aragona
Trisnonna paterna:
Felicia di Roucy
Bisnonna paterna:
Agnese d'Aquitania
Trisnonno paterno:
Guglielmo IX d'Aquitania
Trisnonna paterna:
Filippa di Tolosa
Madre:
Sancha di Castiglia
Nonno materno:
Alfonso VII di León
Bisnonno materno:
Raimondo di Borgogna
Trisnonno materno:
Guglielmo I di Borgogna
Trisnonna materna:
Etiennette de Longuy
Bisnonna materna:
Urraca I di León
Trisnonno materno:
Alfonso VI di León
Trisnonna materna:
Costanza di Borgogna
Nonna materna:
Richenza di Polonia
Bisnonno materno:
Ladislao II l'Esiliato
Trisnonno materno:
Boleslao III di Polonia
Trisnonna materna:
Zbyslava di Kiev
Bisnonna materna:
Agnese di Babenberg
Trisnonno materno:
Leopoldo III di Babenberg
Trisnonna materna:
Agnese di Waiblingen

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Predecessore re della Corona d'Aragona Successore Stendardo del re d'Aragona.png
Alfonso II 1196-1213 Giacomo I

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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