Alfonso IV di Aragona

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Alfonso IV
Alfonso IV il Benigno; (Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Alfonso IV il Benigno;
(Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Re della Corona d'Aragona
In carica 1327 - 1336
Predecessore Giacomo II il Giusto
Successore Pietro IV il Cerimonioso
Nome completo Alfonso Jaimez
Altri titoli Re di Valencia e di Sardegna e Conte di Barcellona, di Urgell e delle altre contee catalane
Nascita Napoli, gennaio 1299
Morte Barcellona, 24 gennaio 1336
Casa reale casato di Barcellona
Padre Giacomo II il Giusto
Madre Bianca di Napoli
Consorte Teresa di Entenza
Eleonora di Castiglia
Figli Alfonso
Costanza
Pietro
Giacomo
Isabella
Federico e
Sancho, di primo letto
Ferdinando e
Giovanni, di secondo letto
Ritratto immaginario di Alfonso IV d'Aragona, eseguito da Manuel Aguirre y Monsalbe nel 1885
Alfonso il Benigno rappresentato in una delle chiavi di volta della Chiesa di Santa Maria del Mar a Barcellona.
Alfonsino del regno di Sardegna
Sepolcro di Alfonso il Benigno nella cattedrale a Lleida.
Corona d'Aragona
Casa di Barcellona
Arms of Aragonese Monarchs (13th-15 centuries).svg

Alfonso II (1164 - 1196)
Pietro II (1196 - 1213)
Figli
Giacomo I (1213 - 1276)
Pietro III (I di Valencia) (1276 - 1285)
Alfonso III (I di Valencia)
Giacomo II (I di Sicilia)
Alfonso IV (II di Valencia)
Pietro IV (II di Valencia)
Figli
Giovanni I
Martino I (II di Sicilia)
Figli

Alfonso d'Aragona, detto il Buono o il Benigno (el Benigno). Alfonso anche in spagnolo e in asturiano, Alfons in catalano, Afonso in galiziano e in portoghese, Alifonso in aragonese e Alfontso in basco.Adefonsus o Alfonsus in latino (Napoli, gennaio 1299Barcellona, 27 gennaio 1336), fu Alfonso IV Re di Aragona, Alfonso II Re di Valencia, Alfonso I di Re di Sardegna e Alfonso IIIConte di Barcellona e di Urgell (1327-1336).

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Figlio secondogenito del re d'Aragona e di Valencia, Conte di Barcellona e delle altre contee catalane Giacomo II il Giusto[1] e di Bianca di Napoli.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1314, il 10 novembre Alfonso sposò, nella cattedrale di Lérida la contessa di Urgell, Teresa di Entenza (circa 1300 - † Saragozza 1327), figlia di Gombaldo, barone di Entença e signore di Alcolea e di Costanza d'Antillón[2], erede della contea di Urgell[3]. Il matrimonio fu celebrato dopo la morte dello zio di Teresa il conte Ermengol X d'Urgell, che, non avendo diretti discendenti, lasciò la contea a Teresa, figlia di sua sorella. Con questo matrimonio anche l'ultima contea della Catalogna che non ne faceva parte, entrò a far parte della corona d'Aragona (escludendo le contee di Rossiglione e Cerdagna che erano legate al regno di Maiorca). Teresa morì, a Saragozza, il 27 ottobre 1327[3], cinque giorni prima del suocero Giacomo II il Giusto, per cui non fu mai regina consorte.

Nel 1319, il fratello primogenito, Giacomo d'Aragona (1296-1334), procuratore generale di Catalogna, il 18 ottobre, a Gandesa, il giorno delle nozze con Eleonora di Castiglia, la figlia del re di Castiglia, Ferdinando IV e di Costanza del Portogallo, rifiutò di consumare il matrimonio con Eleonora, fuggendo via da Gandesa, e rinunciò al suo diritto di pretendente al trono[3], per ritirarsi in monastero[4], innescando una situazione di malessere col vicino regno. Alfonso divenne così l'erede della corona d'Aragona.

Nel (1323-1324), per conto di suo padre, conquistò la Sardegna con l'aiuto di del ceto feudale aragonese: tra questi i Carroz; Alfonso invase la Sardegna nel 1323 per far rispettare i diritti della corona d'Aragona e Cagliari cadde 12 luglio 1324[3].
Ma nuove rivolte organizzate dai Genovesi e dai Pisani fecero rinviare la soluzione definitiva fino al giugno del 1326[5] quando Pisa rinunciò definitivamente a tutti i diritti sulla Sardegna[3].
In questo periodo, pur essendo era ancora infante, Alfonso concesse alla città di Cagliari il diritto di battere moneta. Da lui prese nome l'alfonsino d'argento e l'alfonsino minuto, monete aragonesi di Sardegna, battute poi anche dai suoi successori sino a Alfonso V il Magnanimo.

Nel 1327, alla morte del padre, Alfonso, che da soli cinque giorni era rimasto vedovo, gli subentrò nei titoli di re d'Aragona e di Valencia e di conte di tutte le contee catalane, escluse quelle di Rossiglione e Cerdagna e si premurò di riallacciare i rapporti con la Castiglia, per riparare all'offesa fatta, nel 1319, da suo fratello maggiore, Giacomo e anche con lo scopo di poter conquistare Granada[3].

Infatti il 5 febbraio 1329, nella cattedrale di Tarragona, Alfonso si sposò, in seconde nozze, Eleonora di Castiglia.
Secondo il Chronicon Domini Joannis Emmanuelis il contratto di matrimonio fu siglato ad Agreda, nel gennaio di quello stesso anno e secondo la Cronaca pinatense[6] Alfonso IV sposò Eleonora (la filla de Don Ferrando rey de Castiella…Alionor) che era già stata sposata con Giacomo (su hermano el infant Don Jayme)[3], mettendo così fine ai contrasti con la Castiglia sorti nel 1319, per il mancato matrimonio tra Eleonora stessa ed il fratello maggiore di Alfonso, Giacomo d'Aragona.

Ristabiliti i buoni rapporti con la Castiglia, Alfonso IV propose al cognato, il re di Castiglia, Alfonso XI, una crociata contro il Sultanato di Granada, che Alfonso XI rifiutò in quanto intratteneva buoni rapporti col re di Granada, che, nel 1331, sarebbe divenuto suo vassallo. Allora Alfonso IV, nel 1329, iniziò la crociata da solo, senza ottenere risultati di rilievo; ma, nel 1331, i Mori attaccarono il regno di Valencia, riuscendo ad occupare le città di Orihuela ed Elche, che furono, con fatica, riconquistate. Nello stesso anno iniziò un tentativo di conquista di Almeria che si protrasse sino al 1333 e si risolse con una disastrosa sconfitta. Dopo questa disfatta Alfonso venne a più miti consigli e, nel 1335, firmò la pace col Sultanato di Granada.

Ritratto immaginario di Alfonso IV, eseguito da Filippo Ariosto tra il 1587 e il 1588

Durante il suo regno la politica mediterranea del Regno di Aragona ricevette un forte impulso: Alfonso IV, tra il 1329 e il 1336, condusse una guerra con la Repubblica di Genova[7] ed in misura minore con la Repubblica di Pisa, durante la quale occupò Sassari, chiave per mantenere il dominio della Sardegna. Tra il 1329 ed il 1330, Alfonso ripopolò la Sardegna con popolazioni provenienti dalla penisola iberica. Durante la guerra la flotta genovese mise un blocco ai porti catalani, in special modo a Barcellona; la cosa determinò una riduzione dei traffici, che portò ad un situazione di grave penuria di generi alimentari, che sommata ad un cattivo raccolto determinò una carestia nel biennio 1333-1334, che nella sola Barcellona causò circa 10.000 morti. Sempre durante la guerra la città di Sassari si ribellò tre volte e per tre volte fu domata.

Nel 1331, dopo la nascita del secondo figlio avuto da Eleonora di Castiglia, Alfonso dotò i due bambini di una parte del regno di Valencia, confinante con la Castiglia; ma questo frazionamento del regno scontentò oltre che l'erede al trono, il figlio di primo letto, Pietro IV il Cerimonioso anche i Valenzani che si opposero e che, nel 1333, approfittando che Alfonso e la sua corte si trovavano a Valencia, fecero su di lui una tale pressione (sostenendo che le donazioni erano contrarie ai loro fueros ed ai loro privilegi), che il re appellandosi all'ordinanza di suo padre, Giacomo II, che dichiarò il regno indivisibile, non fece più le donazioni ai due figli più giovani.

Durante il suo regno Alfonso annesse, nell'attuale Grecia, alla corona d'Aragona il ducato di Atene ed il ducato di Neopatria, situato nelle attuali regioni della Macedonia e della Tessaglia. Inoltre promosse la cultura e si interessò all'università di Lérida, fondata da suo padre, dotandola di quattro nuove aule per lo studio del diritto, dopo che, nel 1328, si era adoperato affinché ai professori dell'università fosse corrisposto un giusto salario. Adottò una politica molto tollerante (da cui il soprannome) nei confronti dei musulmani, più di suo padre e più dei suoi successori. Infine continuò la politica matrimoniale del padre di realizzare matrimoni con esponenti della casa reale e dell'aristocrazia, per ridurne il potere.

Nell'ottobre-novembre del 1335, pochi mesi prima di morire, essendo già ammalato, la sua seconda moglie Eleonora, con i due bambini nati dal loro matrimonio, si rifugiarono nel regno di Castiglia, per paura di un'eventuale rappresaglia dell'erede al trono, il figlio di primo letto, Pietro.

Alfonso morì il 27 gennaio 1336, a Barcellona e fu inumato nel monastero francescano della stessa Barcellona e solo in un secondo tempo la salma fu trasferita a Lérida, nella cattedrale. Essendo il suo primogenito morto bambino, il figlio secondogenito, Pietro gli succedette sul trono di Aragona come Pietro IV il Cerimonioso ereditando anche i regno di Valencia e Sardegna e tutte le contee catalane ad eccezione della contea di Urgell, che andò al terzogenito Giacomo.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso da Teresa di Entenza ebbe sette figli:[3][8][9]

Alfonso da Eleonora ebbe due figli:

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Alfonso IV di Aragona Padre:
Giacomo II di Aragona
Nonno paterno:
Pietro III di Aragona
Bisnonno paterno:
Giacomo I di Aragona
Trisnonno paterno:
Pietro II di Aragona
Trisnonna paterna:
Maria di Montpellier
Bisnonna paterna:
Iolanda d'Ungheria
Trisnonno paterno:
Andrea II d'Ungheria
Trisnonna paterna:
Iolanda di Courtenay
Nonna paterna:
Costanza di Sicilia
Bisnonno paterno:
Manfredi di Sicilia
Trisnonno paterno:
Federico II di Svevia
Trisnonna paterna:
Bianca Lancia
Bisnonna paterna:
Beatrice di Savoia
Trisnonno paterno:
Amedeo IV di Savoia
Trisnonna paterna:
Anna (o Margherita) di Borgogna
Madre:
Bianca di Napoli
Nonno materno:
Carlo II d'Angiò
Bisnonno materno:
Carlo I d'Angiò
Trisnonno materno:
Luigi VIII di Francia
Trisnonna materna:
Bianca di Castiglia
Bisnonna materna:
Beatrice di Provenza
Trisnonno materno:
Raimondo Berengario IV di Provenza
Trisnonna materna:
Beatrice di Savoia
Nonna materna:
Maria Arpad d'Ungheria
Bisnonno materno:
Stefano V d'Ungheria
Trisnonno materno:
Béla IV d'Ungheria
Trisnonna materna:
Maria Laskarina
Bisnonna materna:
Elisabetta dei Cumani
Trisnonno materno:
Köten, re dei Cumani
Trisnonna materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giacomo II il Giusto era stato anche re di Sicilia e re di Maiorca e divenne poi conte di Urgell, conte di Empúries e Re di Sardegna
  2. ^ Costanza d'Antillón ( † prima del 1314) era figlia di Eleonora d'Urgell, a sua volta figlia del conte Alvaro I d'Urgell e sorella dell'ultimo conte della casa di Urgell, Ermengol X d'Urgell, (1260-luglio 1314)
  3. ^ a b c d e f g h (EN) Reali di Aragona
  4. ^ Giacomo d'Aragona divenne Cavaliere dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme ed in un secondo tempo ne divenne Gran Maestro
  5. ^ Ne parlano le cronache catalane: vedi Giuseppe Meloni, Ramon Muntaner – Pietro IV d’Aragona, La conquista della Sardegna nelle cronache catalane, Nuoro, 1999.
  6. ^ La Cronaca pinatense è una cronaca voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona)
  7. ^ Giuseppe Meloni, Genova e Aragona all'epoca di Pietro il Cerimonioso, I (1336-1354), Padova, 1971.
  8. ^ (EN) Casa di Barcellona- genealogy
  9. ^ (DE) Alfonso IV di Aragona genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giuseppe Meloni, Aspetti della politica di Alfonso il Benigno nei confronti dei Doria in Sardegna, in "Studi Sardi", XXII, 1971-72, Sassari, 1973.
  • Hastings Rashdall, Le università meridionali, in Storia del mondo medievale>, vol. V, 1999, pp. 657–704
  • Edwards Amstrong, L'Italia al tempo di Dante, in Storia del mondo medievale, vol. VI, 1999, pp. 235 – 296

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re di Aragona,
re di Valencia,
conte di Barcellona
re di Sardegna
Successore Stendardo del re d'Aragona.png
Giacomo II 1327-1336 Pietro IV

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