Costanza II di Sicilia

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Costanza II di Sicilia
Regina di Sicilia
La regina Costanza II
In carica 1282-1285
insieme al consorte
Pietro III di Aragona
Predecessore Carlo I d'Angiò
Successore Giacomo I
Regina consorte di Aragona
In carica 1276-1285
Predecessore Teresa Gil di Vidaure
Successore Eleonora d'Inghilterra
Altri titoli regina consorte di Valencia, contessa consorte di Barcellona
Nascita Catania, 1249
Morte Barcellona, 9 aprile 1302
Sepoltura Cattedrale di Barcellona
Dinastia
Blason Sicile Insulaire.png
Aragona e Hohenstaufen
Padre Manfredi di Sicilia
Madre Beatrice di Savoia
Consorte Pietro III di Aragona
Figli Alfonso, Giacomo, Isabella, Federico, Violante, Pietro

Costanza II di Sicilia, o Costanza di Svevia o Costanza di Hohenstaufen[1] o Costanza d'Aragona (Catania, 1249Barcellona, 9 aprile 1302), figlia del re di Sicilia Manfredi di Hohestaufen (figlio naturale dell'imperatore Federico II) e di Beatrice di Savoia[2][3][4], fu moglie di Pietro III e regina consorte di Aragona (1276-1285) e, dopo l'intervento aragonese durante i Vespri siciliani, regina di Sicilia (1282-1285) insieme al marito,[5] poi, lasciata la corona al figlio, regina madre. Costanza II di Sicilia non deve essere confusa con Costanza d'Altavilla, detta I di Sicilia, sua bisnonna, in quanto madre di Federico II, il genitore di Manfredi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della regina
Pietro III d'Aragona, marito di Costanza
Costanza di Svevia
Duomo di Barcellona: sarcofago di Costanza II di Hohenstaufen

Il 15 luglio 1262 a Montpellier Costanza sposò Pietro III d'Aragona[2], figlio di Giacomo I il Conquistatore (re d'Aragona, di Valencia e Maiorca e conte di Barcellona, Gerona, Osona, Besalú, Cerdanya e di Rossiglione, signore di Montpellier e Carladès) e di Violante, figlia del re di Ungheria Andrea II e della principessa di Costantinopoli, Iolanda de Courtenay. Il cronista Raimondo Muntaner riferisce che Costanza (la fille de Mainfroi roi de Sicile, Constance) sposò l'erede al trono d'Aragona, Pietro (le seigneur infant Pierre) e che Costanza aveva 14 anni[2].

Molto devota al francescanesimo la principessa nel 1266 fondò il monastero di Santa Chiara di Huesca: nel 1294 ne farà costruire un altro a Messina.

Nel 1266, il padre, Manfredi di Sicilia, nella battaglia di Benevento contro Carlo I d'Angiò, oltre che il regno perse la vita, mentre le più influenti famiglie siciliane come i Lauria, i Lanza (la famiglia della nonna di Costanza) e i Procida si rifugiarono in Aragona.

Dopo la morte del cugino Corradino, nel 1268, Costanza come unica e legittima discendente della casata sveva, cercò di riprendere possesso del Regno di Sicilia spingendo il marito Pietro a intervenire nelle vicende del regno di Sicilia.[6]

Nel 1276 Costanza, insieme al marito, fu incoronata regina d'Aragona a Saragozza.

Pietro III, che mirava a riconquistare per la moglie il regno di Sicilia e aveva contatti con la nobiltà che era scontenta della dominazione angioina, nel 1281 promosse una crociata contro i territori musulmani del Nordafrica e, senza aver ottenuto né l'approvazione né i soldi chiesti a papa Martino IV, nel giugno del 1282 sbarcò in Barberia, non lontano da Tunisi. A seguito dell'insurrezione dei Vespri Siciliani della primavera del 1282, Costanza indusse il marito Pietro a intervenire al fianco dei siciliani. Pietro accettò e in agosto sbarcò a Trapani, con 600 armigeri e 8000 almugaveri (fanteria da guerriglia che sarebbe divenuta famosa per coraggio e crudeltà). Carlo I d'Angiò, che il 25 luglio aveva messo l'assedio a Messina, dopo lo sbarco aragonese tentò un ultimo vano assalto alla suddetta città e poi si ritirò. Pietro occupò di lì a poco tutto il resto dell'isola. Costanza fu incoronata regina di Sicilia a Palermo il 30 agosto del 1282, insieme al consorte. Regnarono congiuntamente (anche se i siciliani consideravano lei come vera sovrana)[7] e le monete in circolazione erano in nome di entrambi. Di fatto, comunque, governò soprattutto il marito.

Pietro, nel maggio del 1283, dopo essere stato scomunicato e dichiarato decaduto dal trono d'Aragona dal papa Martino IV, rientrò in Aragona, lasciando la moglie Costanza in Sicilia come reggente.

La regina, donna intelligente e mite, ebbe dei contrasti con la baronessa Macalda di Scaletta, moglie del gran giustiziere Alaimo di Lentini, uno dei protagonisti dei Vespri: la spregiudicata e volitiva nobildonna pretendeva di primeggiare anche sulla sovrana.[8]

Dopo la morte del marito (1285) Costanza continuò a occuparsi della Sicilia, per conto del figlio Giacomo, a cui preferì lasciare la titolarità della corona dei suoi antenati.

Solo dopo la scomparsa del primogenito Alfonso (1295), quando, nel 1297, Giacomo concluse la pace con i francesi e abbandonò la Sicilia e il fratello Federico al loro destino, Costanza, lasciando in Sicilia il figlio prediletto, dovette rientrare in Aragona. Decise, secondo un suo personale desiderio, di ritirarsi nella clausura di un convento di monache clarisse, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.[9]

L'ultimo intervento pubblico che la regina madre fece prima del ritiro fu quello di permettere le nozze di sua figlia Violante con Roberto d'Angiò, nipote del nemico Carlo I e re di Napoli, con la speranza di una duratura pace tra le due dinastie regnanti.

Costanza morì a Barcellona il 9 aprile 1302[2] e fu tumulata nel Convento de San Francisco de Barcelona, dove era già sepolto il figlio, Alfonso III. Dal 1852 le spoglie di Costanza riposano nella cappella dei Santi Innocenti della cattedrale di Barcellona, per volere della regina Isabella II di Spagna, sua discendente.

Gli attuali Borbone di Spagna, Borbone di Napoli e Borbone di Parma, sono gli unici a discendere, attraverso Costanza, da Federico II e dagli Altavilla: l'ultimo maschio degli Hohenstaufen era stato, infatti, Corradino, giustiziato a Napoli il 29 ottobre 1268.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa cattolica la venera come beata e a Barcellona viene ricordata il 17 luglio.

Costanza nella Divina Commedia[modifica | modifica wikitesto]

Nella Divina Commedia Dante cita Costanza di Hohenstaufen, nel Terzo canto del Purgatorio, incontrando suo padre Manfredi, con le altre anime degli scomunicati, che vagano ai piedi della montagna del Purgatorio, fuori dai cancelli del Purgatorio, nel primo ripiano dell'antipurgatorio, chiamandola la «buona Costanza».

« Poi sorridendo disse: "Io son Manfredi,

nepote di Costanza imperadrice;
ond’io ti priego che, quando tu riedi,
vadi a mia bella figlia, genitrice
de l’onor di Cicilia e d’Aragona,
e dichi ’l vero a lei, s’altro si dice.
...
Vedi oggimai se tu mi puoi far lieto,
revelando a la mia buona Costanza
come m' hai visto, e anco esto divieto;
ché qui per quei di là molto s'avanza".
 »

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purg. c. III, vv. 112-117 e 142-145)

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Dall'unione con Pietro nacquero sei figli:[10][11][12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gonstanza in aragonese, Constança, in catalano e in portoghese, Constanza in spagnolo, in asturiano e in galiziano, Konstantza in basco, Custanza in siciliano, Kostanze in tedesco e Constance in francese, in fiammingo e inglese
  2. ^ a b c d (EN) Dinastie di Sicilia
  3. ^ (EN) Hoenstaufen - Genealogy
  4. ^ (DE) Manfredi di Sicilia genealogie mittelalter
  5. ^ Pierotti Cei, p.214
  6. ^ Pierotti Cei, p.22
  7. ^ Runciman, p. 55
  8. ^ Runciman, p.41
  9. ^ Pierotti Cei, p.120
  10. ^ (EN) Dinastie reali d'Aragona
  11. ^ (EN) Barcellona - Genealogy
  12. ^ (DE) Pietro III d'Aragona genealogie mittelalter

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Edward Amstrong, L'Italia al tempo di Dante, in Storia del mondo medievale, vol. VI, pp. 235-296, 1999.
  • Hilda Johnstone, Francia: gli ultimi Capetingi, in Storia del mondo medievale, vol. VI, pp. 569-607, 1999.
  • Lia Pierotti Cei, Madonna Costanza Regina di Sicilia e d'Aragona, Milano 1995.
  • C.W. Previté-Orton, L'Italia nella seconda metà del XIII secolo, in Storia del mondo medievale, vol. V, pp. 198–244, 1999.
  • Steven Runciman, I Vespri siciliani, Milano 1975.
  • Vittoria Vandano, Gli Svevi, Mondadori, Milano 1972.
  • Wolfgang Sturner, Federico II, Edizioni De Luca, 1998, Roma

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Regina consorte di Aragona e di Valencia
e contessa consorte di Barcellona
Successore Stendardo del re d'Aragona.png
Teresa Gil di Vidaure 1276-1285 Eleonora d'Inghilterra
Predecessore Regina di Sicilia Successore Blason Sicile Insulaire.png
Carlo I d'Angiò 1282-1285
insieme a Pietro III
Giacomo I d'Aragona

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