Battaglia del golfo di Napoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 40°42′00″N 14°29′00″E / 40.7°N 14.483333°E40.7; 14.483333

Battaglia del golfo di Napoli
parte della guerra dei Vespri siciliani
Ruggiero di Lauria cattura Carlo lo zoppo, dipinto di Ramón Tusquets, 1885
Ruggiero di Lauria cattura Carlo lo zoppo, dipinto di Ramón Tusquets, 1885
Data 5 giugno 1284
Luogo golfo di Napoli, Castellammare
Esito vittoria degli Aragonesi
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Corona d'Aragona 29 galere Image-Blason Sicile Péninsulaire.svg 28 galere di cui 10 genovesi
Perdite
sconosciute 13 galere catturate
Voci di guerre presenti su Wikipedia

La battaglia navale del golfo di Napoli fu una di quelle combattute durante le guerre dei Vespri siciliani. Ha avuto luogo il 5 giugno 1284 di fronte a Castellammare, vinta dagli aragonesi, che riuscirono anche a catturare il comandante avversario Carlo II d'Angiò, "lo zoppo".[1]

Premesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vespri siciliani.

Papa Clemente IV, preoccupato per l'avanzata dei ghibellini ha cercato aiuto da Carlo I d'Angiò, fratello minore del suo alleato Luigi IX di Francia (il santo), al quale ha concesso il Regno di Sicilia in cambio della cacciata di Manfredi di Sicilia dai feudi papali del sud Italia. Le truppe di Carlo d'Angiò sono entrate nell'isola e Manfredi morì nella battaglia di Benevento, mentre Carlo d'Angiò fu incoronato re di Sicilia a Roma nel 1266. Sotto Carlo d'Angiò, e il suo successore Carlo II, lo zoppo, è stato favorito il nord del Regno e spostata la capitale da Palermo a Napoli.

Nel 1282 l'influente nobile siciliano Giovanni da Procida, che fu medico di re Manfredi, ha organizzato una rivolta generale contro gli angioini scoppiata il 30 marzo 1282 nota come Vespri Siciliani. I francesi sull'isola sono stati uccisi e i ribelli hanno proclamato il governo della Chiesa ma ottennero un rifiuto da Papa Martino IV. Carlo d'Angiò sbarcò sull'isola e assediò Messina per cercare di avanzare poi verso il centro dell'isola, mentre una delegazione di ribelli andò in cerca di Pietro III d'Aragona, che si trovava in nord Africa, a Djerba per la spedizione di Tunisi, e gli offrì la corona del Regno di Sicilia, visto che era sposato con Costanza II di Sicilia, figlia di Manfredi. Pietro sbarcò a Trapani il 29 agosto quando la città stava per arrendersi ed è entrato a Palermo il giorno successivo, levando l'assedio a Messina. Carlo di Valois tornò a Napoli il 26 settembre 1282. Le truppe angioine furono sconfitte nella battaglia di Nicotera dalla flottiglia di Pedro de Queralt i Anglesola, perdendo ventidue galere francesi e quattromila uomini,[2] e il controllo sullo Stretto di Messina.[3]

Gualtiero di Caltagirone, contrario sia al dominio aragonese che angioino e fautore di una repubblica sotto la tutela della chiesa,[4] si ribellò Castello di Butera, dove fu fatto prigioniero da Alaimo di Lentini,[5] è stato condannato a morte e decapitato alla presenza di Pietro III d'Aragona, il 22 maggio del 1283, segnando il predominio della Corona d'Aragona in Sicilia. Il confronto di Pietro III con il papa, che lo scomunicò, provocò la crociata contro la Corona d'Aragona, e l'incoronazione di Carlo di Valois come re della Corona d'Aragona.

Dopo la vittoria nella battaglia di Malta, Ruggero di Lauria, con le proprie galee e quelle catturate, va a provocare gli angioini attaccando la costa calabrese, Napoli e Posillipo.[6] Infine, in assenza di Carlo I d'Angiò, il Principe di Salerno Carlo II d'Angiò arma una flotta e va a combattere.

La battaglia[modifica | modifica sorgente]

Il 5 giugno del 1284[7] la flotta di Ruggero di Lauria è stata attaccata nei pressi di Napoli dagli angioini sotto il comando di Carlo di Napoli lo zoppo e, dopo il primo contatto, Ruggiero ha finto di ritirarsi a Castellammare, ma si fermò per iniziare la battaglia in mezzo alle acque del golfo di Napoli.

La flotta catalana, armata con soldati addestrati al combattimento e più abili nelle manovre navali che i cavalieri e i cortigiani francesi, ha speronato le galee nemiche, tranne le dieci comandate da Enrico De Mari, che è fuggito ed è stato poi catturato dagli aragonesi che hanno preso le navi.

Gli alleati genovesi di Carlo II avevano raccolto grandi flotte di galee. Ruggiero di Lauria era determinato ad attaccare le galee di Carlo II che erano a Napoli, prima che queste potessero unirsi a quelle alleate e dargli la caccia. Ha usato la copertura delle tenebre per arrivare a Napoli, dove ha fatto diverse incursioni a terra per cercare di attirare Carlo II in mare aperto dove poteva essere combattuto. La notte prima della battaglia Lauria ha catturato due galee provenzali in avanscoperta degli alleati di Carlo e del padre Carlo I, che nel frattempo si stava dirigendo a sud proveniente da Genova. Carlo "lo zoppo" aveva ordini precisi di rimanere in porto e attendere i suoi alleati, ma la sua irruenza vinse la sua riluttanza iniziale e dopo che le galere di Lauria si erano molto avvicinate ai napoletani è uscito fuori in fila e le ha inseguite in modo disorganizzato verso sud. Lauria finse una ritirata e si mantenne davanti a loro fino a quando non si avvicinò a 10 galee, o giù di lì, che aveva lasciato nei pressi di Castellammare, poi si girò e formò una formazione a mezzaluna, con le galere riunite dietro a lui, e attaccò la flotta di Carlo II dai lati, dove galee erano più vulnerabili. 15-18 galere di Carlo II, quelle del Regno, fuggirono di nuovo a Napoli, lasciando che le 9-13 galere con equipaggio francese finissero per essere catturate. Nel frattempo hanno combattuto ferocemente nella galea di Capua, comandata da Carlo lo zoppo, fino a quando Ruggiero di Lauria fece attaccare la galera da subacquei per affondarla e gli angioini si arresero. Carlo II d'Angiò fu tenuto prigioniero fino a quando Edoardo I d'Inghilterra intervenne nel 1288. A Canfranc, nel nord dell'Aragona, fu trovato un accordo e Carlo II venne liberato sulla parola in cambio di tre dei suoi figli, che rimasero in ostaggio al suo posto.

imbarcazioni coinvolte:

Aragonesi-Siciliani (Ruggiero di Lauria)[modifica | modifica sorgente]

  • circa 29 galee
  • qualche naviglio da carico
  • qualche piccolo vascello

Angioini di Napoli (Carlo di Napoli)[modifica | modifica sorgente]

  • 15-18 galee del Regno di Napoli
  • 9-13 galee francesi con equipaggio
  • (circa 28 galee totali, probabilmente anche di più)

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Nei primi mesi del 1285 morì a Foggia Carlo I d'Angiò e Carlo II lo zoppo fu proclamato successore, ma siccome era ancora prigioniero in Catalogna ha esercitato la reggenza il nipote Roberto d'Artois e Gerardo di Parma. Carlo II d'Angiò è stato rilasciato in forza dei trattati d'Oloron[8] e di Canfranc e fu incoronato a Rieti il 29 maggio del 1289 ricevendo dal Papa i titoli di Carlo di Palermo e di re di Sicilia, ed è stata firmata una tregua di due anni, imposta però a causa dei mamelucchi che minacciavano Acri.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Castellemmare", A manual of dates, George Henry Townsend, Warne, 1867
  2. ^ (ES) M.J.Quintana, General victorioso de la Escuadra Aragonesa en el Mediterraneo
  3. ^ Bolòs, Jordi (2000) p.183.
  4. ^ Chi era Gualtiero ?
  5. ^ Perraccio D'Agosta, Inviato da Gaetano Arezzo Officina degli antichi archivi
  6. ^ (ES) M.J.Quintana, General victorioso de la Escuadra Aragonesa en el Mediterraneo Roger de Lauria. Personajes. Aragón. exposición Arte Mudéjar, Huesca Zaragoza Teruel Arquitectura España. Spain..
  7. ^ Històries de Catalunya, Roger de Llúria Enllaç.
  8. ^ oggi Oloron-Sainte-Marie.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]