Granada

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Granada
Panorama di Granada
Granada - Bandiera
Granada - Stemma
Nome originale: Granada
Stato: bandiera Spagna
Com. autonoma: Andalusia
Provincia: Granada
Coordinate: 37°10′00″N 3°36′00″W / 37.183333, -3.6Coordinate: 37°10′00″N 3°36′00″W / 37.183333, -3.6
Altitudine: 690 m s.l.m.
Superficie: 88 km²
Popolazione:
 - Totale
 - Densità
(2003)
240.661 ab.
2734,78 ab./km²
Nome abitanti: granadini (granadinos) 
CAP: 18001-18015
Prefisso tel: (+34)958
Targa: GR
Granada (Spagna)
Granada
Granada

Coordinate: 37°10′00″N 3°36′00″W / 37.183333, -3.6

Granada (italianizzato a volte in Granata) è una città spagnola, capoluogo dell'omonima provincia andalusa. È molto vicina alle montagne della Sierra Nevada, sita sulla confluenza di due fiumi: il Darro, affluente del Genil.

Indice

[modifica] La storia

Il suo periodo migliore fu quello successivo al periodo in cui al-Andalus fu dapprima un Emirato e poi Califfato omayyade, con sede a Cordova. Con i reinos de taifas (in Arabo mulūk al-tawāʾif), la città - che ospitava una ricca e attiva comunità ebraica, stanziata soprattutto nel quartiere Realejo, tanto da far chiamare la città "Gharnāta al-Yahūd", Granata degli Ebrei - fu governata dal 1013 in modo progressivamente indipendente dagli Ziridi, una dinastia fondata da Zāwī ibn Zīrī, un Berbero giunto dal Nordafrica per partecipare alle guerre innescate in al-Andalus dal crollo del Califfato.

Durante il dominio arabo, Granada è stata una delle maggiori città commerciali per lo scambio di pietre preziose, pelli, armi e polveri da sparo. Alcuni di questi oggetti venivano anche dall'Estremo Oriente, come la Cina e la Mongolia, anche se i primi importatori di oggetti provenienti da questi territori, furono gli antichi romani, nel loro periodo di grande prosperità.

Nel corso della dominazione almoravide e almohade, Granada perse la sua indipendenza, costretta a piegarsi al volere dei signori venuti dall'Africa settentrionale, ma recuperò il proprio ruolo quando, nel 1238, Muḥammad ibn Yūsuf ibn Nāẓar (o Naṣr) entrò nella città dalla Puerta de Elvira per occupare il Palazzo del Gallo del Vento e legare la sorte della sua dinastia nasride al Sultanato di Granada. I Nasridi dettero alla città venti sultani, fino alla sua caduta nel gennaio del 1492.

I Nasridi trasformarono la loro capitale in uno dei centri più brillanti dell'intera Penisola Iberica, tanto sotto il profilo economico e sociale quanto sotto quello prettamente culturale.

Fu l'ultimo reame ad essere "riconquistato" dai cristiani che, per un lungo periodo, le consentirono di sopravvivere, sia pure in uno stato di sostanziale infeudamento, alla corona di Castiglia, fino a quando, nel 1492, Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona costrinsero alla resa e all'esilio l'ultimo Sultano Abū ʿAbd Allāh (il "Boabdil" delle cronache cristiane dell'epoca). C'è una località chiamata "Sospiro del Moro" sulla Sierra Nevada da dove, prima di procedere verso la costa, si vede per l'ultima volta il panorama della città, e qui secondo la tradizione si fermò Boabdil a rimpiangere il suo perduto regno.
Secondo la tradizione, la madre di quest'ultimo lo rimproverò dicendogli: "Piangi come una donna perché non hai saputo difendere il tuo regno come un uomo".

Il fatto che i "Cattolicissimi" re, avessero deciso di eleggere come propria sede reale a Granada, proprio il palazzo dei sultani dell'Alhambra (dall'arabo al-Ḥamrāʾ, ossia "la Rossa", a causa forse del colore rosato delle strutture murarie o, forse, del colore rossiccio della barba del primo sultano), preservò la costruzione dalla devastante damnatio memoriae dei vincitori. Oggi l'Alhambra è considerata uno dei Patrimoni dell'Umanità. Carlo V edificò anche un suo palazzo nel mezzo del'Alhambra, che non fu però terminato.

Alla fine del XVI secolo, con Filippo II al potere, scoppiò la sanguinaria ribellione dei moriscos (cristiani convertiti all'Islam) e fu costretto ad intervenire il fratellastro di Filippo II, don Giovanni d'Austria, vincitore di Lepanto, che operò una repressione durissima: il capo degli insorti Abén Humeya (il cui nome cristiano era Fernando de Córdoba y Válor mentre quello arabo era Muḥammad ibn Umayya. Questi (1520-1569) fu tradito e assassinato da Abén Abó (Ibn ˁAbbād o Ibn ʿAbbās) che, a sua volta, fu decapitato dai cristiani che esposero la sua testa sulla Porta Reale. I moriscos vennero definitivamente espulsi dal suo regno da Filippo III e ci fu un periodo di grave crisi dell'economia nazionale (originata dallo sfacelo del settore agricolo), seguito nei secoli XVII e XVIII da un periodo di grande splendore (provocato dall'oro e dall'argento delle Americhe) e vennero avviate e completate le costruzioni delle grandi opere del Barocco e del periodo successivo.

Nei secoli seguenti, Granada non fu più al centro della vita culturale del paese fino a quando, nel 1829, giunse in città Washington Irving, il quale dimorò all'Alhambra e scrisse "I racconti dell'Alhambra" che attrassero molti scrittori, artisti e viaggiatori romantici come Alexandre Dumas, Honoré Daumier, Delacroix ed altri. Nel 1889 si iniziò il restauro dell'Alhambra che fu aperta al pubblico con Alfonso XIII. Da allora Granada ha accresciuto la sua fama con Federico Garcia Lorca, Salvador Dalì, Andres Segovia e Manuel de Falla, che vi dimorarono contemporaneamente, facendo diventare la città andalusa in uno dei maggiori centri mondiali della letteratura e della musica.

[modifica] Il clima

Nonostante la vicinanza al mare, il clima è secco e continentale. La pioggia è rara e le alte montagne della Sierra Nevada impediscono che il mare mitighi il clima. Per questo in inverno le temperature scendono spesso sotto lo zero e d'estate superano quasi sempre i trenta gradi. C'è anche una grande escursione termica tra il giorno e la notte, spesso anche con una differenza di quindici gradi. Le ore di sole durante l'anno sono 2662.

[modifica] Cultura

Cattedrale di Granada
Puerta Real
Calle Reyes Católicos

Uno dei suoi figli più illustri fu il grande poeta Federico García Lorca, ucciso dai franchisti nel corso della guerra civile.

Granada è anche una delle città spagnole più visitata dai turisti per i suoi monumenti, le sue feste, per i locali caratteristici dei gitani nelle grotte del Sacromonte dove si canta e si ballano il flamenco e la zambra gitana.

Il monumento più celebre è l'Alhambra, che consta di tre parti: Alcazaba (dall'arabo al-Qaṣaba, "residenza fortificata"), Casa Reale o Alcazar (dall'arabo al-Qaṣr, "il Palazzo") con i giardini ed Alhambra alta o Quartiere degli Artigiani del Popolo, la cui estensione è di 104.000 metri quadrati. La fortezza era fiancheggiata da ben trecento torri, quattro delle quali sono ancor oggi porte d'ingresso al recinto, due strade pressoché parallele attraversavano la cittadella ed una sola si è conservata.

Interessanti sono diverse sale con le caratteristiche decorazioni geometriche arabescate, sia del palazzo pubblico (Mexuar) sia di quello privato (Diwan o Serraglio), anche se alcune sono un po' trasformate dai re cristiani. Caratteristici i cortili, uno dei quali detto "cortile dei mirti", per le piante di mirto che delimitano l'interno pieno di acqua, e un altro, al centro dell'harem, detto "dei leoni" per la fontana centrale la cui vasca è sorretta da dodici leoni. Altri edifici ospitano i bagni con diverse stanze, e poi cortili, giardini, fontanelle, piccole canalette in cui scorre l'acqua, rendono unico questo complesso.

Il palazzo di Carlo V, del 1527, sorge all'interno della struttura dell'Alhambra, simbolizzando la superiorità cristiana sui musulmani sconfitti, all'interno si può ammirare il suo suggestivo cortile porticato a forma circolare, ispirato ai palazzi rinascimentali.

Altro notevole edificio è la Cattedrale con annessa la Cappella Reale, nella cui cripta sono i sepolcri dei Re cattolici Ferdinando e Isabella, di Giovanna la Pazza (doña Juana la Loca), di Filippo il Bello e dell'infante Miguel. La Cattedrale è ricca di cappelle e altari ornatissimi e di molte opere di celebri pittori.

Il Generalife (dall'arabo Jannat al-ʿArīf, "Giardino del sovrintendente") che è non solo una villa di ricreazione, ma anche un insieme di giardini, orti, allevamento di bestiame e tenuta di caccia per i sultani e i loro ospiti, costruito e dotato di piante verso il 1315. Si trova al di sopra dell'Alhambra e si estende fino alle montagne.

Un tipico quartiere islamico-zigano di Granada è l'Albaycín, con strade strette e anguste, cortili con alberi e fiori, terrazze, cisterne e stagni. Questo quartiere deve il suo nome alla ricolonizzazione della città da parte dei cristiani, fu infatti per ordine dei re cristiani, che gli abitanti della prima città riconquistata da Isabella la Cattolica, si trasferissero a Granada per ripopolarla di Cristiani; questa città si chiama appunto Baeza. Il quartiere si trova di fronte all'Alhambra dall'altra parte del fiume Dauro (Duero), così chiamato perché nell'antichità vi si trovavano pepite d'oro. Al di sopra del quartiere musulmano si trova il Sacromonte, quartiere in cui sono scavate numerose grotte a lungo abitate dai gitani, molto ornate e ricche di artigianato e di colore locale.

Attualmente Granada è uno dei più importanti centri studenteschi di tutta la Spagna, vi confluiscono moltissimi studenti da tutta la Spagna e da tutta Europa attraverso il programma universitario Erasmus. Gli studenti provenienti da fuori città durante l'anno accademico sono circa 80000. Gli studenti Erasmus a Granada nell'anno accademico 2005/2006 furono circa 1300 di cui quasi 800 italiani. Nell'anno accademico 2006/2007 la tendenza viene confermata da una partecipazione di 1700 studenti Erasmus, aiutati nella vita di tutti i giorni da associazioni studentesche per organizzazione di viaggi culturali in Andalusia (ASEE) e di feste a tema in locali caratteristici nonché Botellón [1]. Inoltre a Granada il 17 marzo 2007, nell'ambito di una competizione spontanea nata tra le comunità studentesche di Spagna, si tenne il "macrobotellón" più grande di Spagna, con oltre 40000 giovani riuniti nella zona dell'hypercor per bere e festeggiare.

[modifica] Città gemellate

[modifica] Note

  1. ^ Erasmus Granada Students Community

[modifica] Altri progetti

[modifica] Personalità legate a Granada

  • Giovanni di Dio, religioso santo
  • Francisco Suárez (1548–1617),
  • Alonso Cano (1601–1667),
  • Pedro de Mena y Medrano (1628-1688),
  • Eugénie de Montijo (1826-1920),
  • Federico García Lorca (1898-1936),
  • María José Rienda Contreras (* 1975),
  • Francisco José Lara Ruiz (* 1977),
  • Juan Miguel Mercado (* 1978),
  • Stefanie Voigt de Lipsia (*1983),
  • Adolfo García Quesada (*1979)

[modifica] Collegamenti esterni



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