Tétouan

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Tétouan
città
تطوان
Tétouan – Veduta
Localizzazione
Stato Marocco Marocco
Regione Tangeri-Tétouan
Provincia o prefettura Tétouan
Territorio
Coordinate 35°34′N 5°22′W / 35.566667°N 5.366667°W35.566667; -5.366667 (Tétouan)Coordinate: 35°34′N 5°22′W / 35.566667°N 5.366667°W35.566667; -5.366667 (Tétouan)
Altitudine 90 m s.l.m.
Abitanti 320 539 (2004)
Altre informazioni
Fuso orario UTC+0
Cartografia
Mappa di localizzazione: Marocco
Tétouan
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Medina di Tétouan (già nota come Titawin)
(EN) Medina of Tétouan (formerly known as Titawin)
Tetuan vista desde un tejado.JPG
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv) (v)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Tétouan, o Tetuan, (in arabo: تطوان, Tiṭṭawān) è una città arabo-berbera del Marocco, sita sulle pendici del Gebel Dersa, già capitale del protettorato spagnolo. È ancora capoluogo amministrativo del Rif occidentale e conta circa 300.000 abitanti, oltre a essere centro commerciale e industriale nei settori alimentari, del tessile e del cemento.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anticamente era una roccaforte militare per le operazioni contro Ceuta, fondata tra il 1305 e il 1307 dal sultano merinide Abu Thabit 'Amir. Diventò presto centro di guerra di corsa, tanto che nel 1399 la città fu distrutta da Enrico III di Castiglia e i suoi abitanti furono uccisi o deportati.

Rifiorì all'inizio del XV secolo grazie all'arrivo di molti ebrei rifugiatisi in Marocco dopo la cacciata dalla Spagna nel 1492 ad opera di Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia (i "re cattolici") (Decreto di Alhambra), nonché per l'arrivo di molti musulmani in fuga dall'Inquisizione spagnola. L'immigrazione continuò fino al XVII secolo, soprattutto dopo il decreto di espulsione dei Moriscos voluto da Filippo III nel 1609, ciò comportò l'introduzione delle usanze raffinate e delle eleganti forme dell'arte ispano-moresca. La città subì il blocco navale da parte di Filippo II nel 1565 e perse la raggiunta importanza commerciale, che riacquistò sotto il regno di Mulay Ismāʿīl (1672-1727) grazie allo sviluppo delle relazioni commerciali con l'Europa. Nel XIX secolo fu coinvolta nelle lotte fra Spagna e Inghilterra per la supremazia della regione, venne occupata dal 1860 al 1862 dalla Spagna e poi restituita al Marocco. Ritornò spagnola nel 1913 e tale rimase fino all'indipendenza del Marocco.

La città oltre ai mori musulmani espulsi dalla Spagna darà rifugio anche a molti ebrei sefarditi che dovettero lasciare la Spagna a causa dell'editto di espulsione emesso da Isabella di Castiglia e Ferdinando il Cattolico nel 1492, prima della fondazione dello stato di Israele la comunità ebraica era molto numerosa, oggi invece la comunità della città è ridotta a poche decine di individui.

Luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Come altre città marocchine ha quartieri di stampo europeo e la medina araba, circondata tuttora su tre lati da spesse mura e sovrastata dalla Kasba (cittadella militare), è un labirinto di scalette, di strade strette e tortuose che s'internano a volte nelle case e si slargano in piccole piazzette. Nei ai sūq ci sono botteghe artigianali di ricamatrici, armaioli, tintori, conciatori di pelli, ed altre attività varie, all'interno della medina si trova il mellah, il quartiere ebraico.

Nel Museo etnografico e d'arte marocchina, fondato nel 1926 e trasferito nel 1945 in una ex fortezza, le collezioni d'artigianato mostrano le tradizioni e le usanze del Marocco del nord, con i mobili, i tappeti, i ricami, le ceramiche, gli abiti tradizionali maschili e femminili usati nelle campagne, il vasellame, le suppellettili e gli utensili che rivelano l'influenza andalusa. Interessanti la collezione di strumenti musicali, la ricostruzione di una cerimonia nuziale e di una cucina con i forni usati per cuocere il pane, le carni e le verdure. Una sala è dedicata alle armi bianche e da fuoco compreso un piccolo cannone. Il Museo è situato attorno a un giardino andaluso con una fontana adorna di mosaici.

Un altro museo il "Museo Archeologico" raccoglie soprattutto reperti della colonia romana Lixus con il famoso mosaico raffigurante le tre Grazie, oggetti in oro, bronzetti, fra i quali le statuette di Leda, di Ercole che solleva Anteo, di Teseo che abbatte il Minotauro, che risalgono al I secolo.

Interessanti anche molti altri oggetti provenienti da scavi in località presso Tetuan: frammenti di ceramiche, bruciaprofumi punici, una collezione di monete romane, un'altra di ceramiche puniche, preromane e romane e serie di pesi romani, gioielli, lampade ad olio, strumenti vari per la pesca, la tessitura, la chirurgia ed altri. L'ingresso è vietato al palazzo del Khalifa perché oggi è uno dei tanti palazzi reali che il re ha in diverse città del Marocco, ed era all'epoca del protettorato residenza del califfo. Eretto nel XVII secolo e modificato nel 1948 e nel 1960 è un bell'esempio di architettura ispano-moresca.

Caratteristico è il suq el-Fuki, lunga piazzetta dove si trovano i venditori di spezie, di stuoie, delle tipiche gallette "kesra" dei pasti marocchini ed i falegnami. Numerose sono le moschee con i loro minareti.

Tamuda[modifica | modifica sorgente]

A poca distanza da Tetuan si trovano le rovine dell'antica città di Tamuda i cui reperti degli scavi sono conservati nel museo archeologico di Tetuan. È ancora ben visibile il tracciato urbano di questo agglomerato urbano abitato nel III o II secolo da Berberi che intrattenevano rapporti economici con Cartagine. Venne distrutta dai Romani nel I secolo e trasformata nel II secolo in campo militare romano e dopo altri due secoli fu definitivamente abbandonata.

Costa di Ghomara[modifica | modifica sorgente]

Da Tetuan inizia la costa di Ghomara, il cui nome deriva dalla tribù berbera dei Ghomara che si convertì all'islamismo agli inizi dell'VIII secolo, partecipò alla rivolta contro il governatore di Tangeri e aderì al kharigismo, "eterodossia" islamica che per alcuni secoli conobbe una grande diffusione in Nordafrica.

La costa, nonostante sia uno dei più bei tratti del litorale mediterraneo in cui si alternano pareti a strapiombo a piccole calette con villaggi di pescatori, è ancora poco abitata e poco frequentata dai turisti per la scarsità di attrezzature alberghiere e la difficoltà delle vie di accesso.

Tetuan è la base da cui partire per un interessante viaggio nel Rif che, fino alla indipendenza del Marocco era praticamente privo di strade percorribili con mezzi meccanici ed oggi è meglio servito, anche se la guida deve essere prudente a causa delle numerose curve stradali.

Persone legate a Tetuan[modifica | modifica sorgente]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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