Dialetto andaluso

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Carta della distribuzione del seseo e del ceceo in Andalusia
Dialetti castigliani in Spagna
Area del dominio dello spagnolo che presentano aspirazione della /-s/ postvocálica
Aree fortemente lleiste (Rosa scuro), aree con prenseza di lleismo e yeìsmo (rosa chiaro) e aree quasi totalmente yeìsta (grigio)

L'andaluso ( in andaluso occidentale andalú, in andaluso orientale andalûh, in spagnolo andaluz) è una variante dello spagnolo parlato nella comunità autonoma dell'Andalusia.

Diffusione[modifica | modifica sorgente]

L’andaluso è diffuso nell’intera regione dell'Andalusia, nonché in alcune zone confinanti dell’Estremadura e della regione di Murcia: in tutto copre un’area di quasi 100.000 km². in cui vivono più di 8 milioni di persone, pari a circa il 18% dell’intera popolazione spagnola. L’importanza del dialetto andaluso cresce ulteriormente se ci si limita a considerare l’area in cui lo spagnolo possiede varianti proprie (ossia escludendo le zone di lingua galiziana, asturiana, basca, catalana e aragonese).

L’andaluso, pur essendo un dialetto unitario, si distingue in due zone: quella occidentale e quella orientale. La zona occidentale comprende le province di Huelva, Siviglia, Cadice e la parte occidentale delle provincie di Cordova e Malaga, nonché la parte meridionale di quella di provincia di Badajoz; la zona orientale è composta dalle province di Jaén, Granada, Almería e dalla parte orientale di quelle di Cordova e Malaga, e penetra fino nella regione di Murcia dove si fonde con il dialetto murciano.

Caratteristiche principali[modifica | modifica sorgente]

In generale la pronuncia andalusa è piuttosto rapida e tende a “mangiarsi” alcune consonanti (sostituendole con altre più facili/veloci da pronunciare, o addirittura eliminandole). Pure caratteristica è la grande ricchezza lessicale, dovuta soprattutto a prestiti dall’arabo.

Tra i tratti salienti dell'andaluso figurano:

  • neutralizzazione (venir meno della differenza) di alcuni fonemi:
    • tra la fricativa alveolare sorda ([s]) e la fricativa dentale sorda ([θ]): la [θ] viene pronunciata sempre [s] (fenomeno del seseo). In certe zone dell’Andalusia meridionale l’esito della neutralizzazione è invece opposto, dando luogo al ceceo (pronunciato [θe'θeo]), in cui il suono [s] muta in [θ]. Col seseo, cerveza si pronuncia servesa, mentre col ceceo seguro suona come zeguro. In certi casi, seseo e ceceo possono dar luogo a omofonie tra parole con significati differenti: ad esempio tra caza (caccia) e casa (casa).
    • tra [l] e [r]: arcarde per alcalde, sordado per soldado.
  • yeísmo, ossia pronuncia del fonema [λ] come [j]: casteyano anziché castellano.
  • aspirazione: nel dialetto andaluso (soprattutto occidentale), a differenza dello spagnolo, è presente la fricativa glottale sorda (fonema [h], come in inglese house), che compare in alcune posizioni:
    • al posto della fricativa velare sorda (fonema [x], reso in spagnolo con la "j" oppure con la "g" seguita da e/i): ciò rende più dolce la pronuncia di parole come jamón, caja e coger;
    • in sostituzione della "h" muta iniziale: così huelga non si pronuncia [welga], ma [hwelga];
    • al posto della [s] finale di sillaba: un andaluso pronuncia, a seconda della zona, [loh pjeh] o [lo pje] anziché los pies. L’aspirazione è diffusa in Andalusia occidentale, mentre la perdita della [s], frequente in Andalusia orientale, è spesso compensata con una maggiore apertura della vocale precedente. Per i non nativi, entrambe le pronunce possono rendere difficile la distinzione tra singolare e plurale. In altri casi ancora, l’aspirazione causa un’assimilazione con la consonante successiva: ettá per está.
    • anche, quando l’aspirazione della [c] o della [r] è nel mezzo di una parola, causa un’assimilazione con la consonante successiva che è pronunciata di forma similare al italiano: Ottubre per Octubre (ottobre), vello per verlo (vederlo)
  • scomparsa di alcune consonanti finali, particolarmente:
    • [r]: comé al posto di comer;
    • [l]: comerciá al posto di comercial;
    • [d]: virtú al posto di virtud;
    • [s/θ]: al posto di luz, andalú al posto di andaluz.
  • scomparsa della [d] intervocalica: si nota soprattutto nel caso del participio passato, come cantao (cantado), bebío (bebido), partío (partido).
  • fricativizzazione del fonema [t∫] fino a diventare [∫]:mucho si pronuncia [mu∫o] anziché [mut∫o]. Caratteristico della zona occidentale.
  • uso di ustedes al posto di vosotros, ma senza cambiare la forma verbale: ¿Ustedes queréis comer? (solo nella zona occidentale).
  • presenza di numerose parole di origine araba o gitana, che si usano esclusivamente in Andalusia. I diffusi arabismi nel dialetto andaluso sono dovuti alla plurisecolare presenza islamica nella regione.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]