Ramiro II di Aragona

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Ramiro II
Ramiro II di Aragona; (Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Ramiro II di Aragona;
(Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Re di Aragona
In carica 1134 - 1137[1]
Predecessore Alfonso I d'Aragona e di Navarra
Successore Petronilla col marito
Raimondo Berengario IV
Nome completo Ramiro Sanchez d'Aragona
Altri titoli conte Sobrarbe e Ribagorza
Nascita ca. 1086
Morte Huesca, 16 agosto 1157
Luogo di sepoltura abbazia di San Pedro el Viejo, Huesca
Casa reale Casa di Navarra
Padre Sancho Ramirez
Madre Felícia di Ramerupt
Consorte Inés (o Agnese) di Poitiers
Figli Petronilla

Ramiro Sanchez detto il Monaco.Ramiro anche in spagnolo, in galiziano, in basco e in portoghese, Ramir, in catalano, Remiro in aragonese e Ramiru in asturiano. Raimirus in latino (24 aprile 1080 circa – Huesca, 16 agosto 1157) fu re di Aragona, conte di Sobrarbe e di Ribagorza, dal 1134 al 1137, mantenendo però il titolo di re sino alla morte[1].

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto di Ramiro II d'Aragona
La leggenda della Campana di Huesca, di José Casado del Alisal

Secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium era figlio del re d'Aragona, re di Pamplona e conte di Sobrarbe e Ribagorza, Sancho Ramírez (Sancho I di Aragona e Sancho V di Navarra)[2] e, secondo la Cronaca piniatense[3], della sua seconda moglie, Felícia di Ramerupt[4] (1060- 3 maggio 1123), figlia d'Ilduíno IV ( † 1063), conte di Montdidier e di Roucy e Signouer de Ramerupt e della moglie, Adelaide di Roucy, figlia di Ebli Conte di Roucy e della moglie, Beatrice di Hainaut (1015/20-1062).
Sancho Ramírez era il figlio maschio primogenito del re d'Aragona e conte di Sobrarbe e Ribagorza, Ramiro I (come ci viene confermato dalla Ex Gestis Comitum Barcinonensium[2] e, secondo la Crónica de San Juan de la Peña, di Ermessinda di Foix[5] (ca. 1015-1049, Gilberga di Foix, dopo il matrimonio, divenuta regina d'Aragona, si fece chiamare, Ermesinda[6]), che secondo le Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome V era figlia del conte di Carcassonne e di Couserans e futuro conte di Foix, Bernardo Ruggero I, e dell'erede della contea e futura contessa di Bigorre, Garsenda[7], figlia del conte di Bigorre, Garcia Arnaud e della moglie, Riccarda[8], di cui non si conoscono gli ascendenti.
Ramiro quindi era rispettivamente fratello e fratellastro dei suoi predecessori Alfonso I e Pietro I[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I suoi primi anni li passò, molto probabilmente, nel monastero di Siresa, in Valle de Hecho, (Huesca), poi ancora in giovane età, secondo un documento del 3 maggio 1093 il padre lo inviò nel monastero occitano di Saint-Pons-de-Thomières[9], come ci conferma anche la Cronaca piniatense[6]>, dove prese i voti. Nel 1112, il fratello Alfonso I, che era anche re di León e Castiglia, lo nominò abate dell'abbazia di Sahagún, da dove dovette fuggire quando le truppe della regina di León e Castiglia, Urraca, occuparono la città[9]. Nel 1114, fu eletto vescovo di Burgos[9].
Dopo, nel 1130, si ritirò nel monastero di San Pedro el Viejo[9], vicino a Huesca, e ne divenne abate ed infine, nel 1134, fu nominato vescovo di Roda de Isabena e di Barbastro[9].

Nel 1134, dopo la morte di suo fratello, Alfonso I il Battagliero, come riportato sia nel Chronicon Burgense[10] che nella Crónica de San Juan de la Peña[11], il testamento di Alfonso I (a Bayonne, redasse un testamento che lasciava tutti i suoi regni all'Ordine del Tempio del Santo Sepolcro[12]) non fu accettato né dalla chiesa né dalla nobiltà aragonese[12] e, dato che Alfonso non aveva eredi, secondo la Crónica de San Juan de la Peña, nominarono alcuni reggenti[13], per poi orientarsi a offrire i due regni a Ramiro, il fratello di Alfonso I,[14], che era monaco del monastero di Saint-Pons-de-Thomières[15], vicino a Narbona. I nobili navarresi però, non avendo fiducia nelle capacità di Ramiro rifiutarono[16], decisero per la separazione dei due regni, eleggendo García, discendente dal re di Navarra, García III Sánchez[17], per cui gli eredi di Alfonso furono:

Regno d'Aragona
Casa di Navarra
Blason Royaume d'Aragon ancien.svg

Ramiro I
Figli
Sancho I
Figli
Pietro I
Figli
  • Pietro
  • Isabella
Alfonso I
Ramiro II
Petronilla con Raimondo Berengario IV di Barcellona
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monastero di San Pedro di Huesca, dove Ramiro è tumulato
Signum Regis di Ramiro II dove si possono notare le lettere alfa e omega

Ramiro, secondo il documento n° 1159 della Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel, Tome I, ottenne la dispensa papale di uscire dal monastero e potersi sposare[18]; fu acclamato re d'Aragona a Jaca[9].
Appena salito al trono, Ramiro II si trovò a dover lottare con le bande di nobili, che, approfittando della sua debolezza, cercavano di prendere il sopravvento per sete di ricchezza e potere, pensando di sostituire il monarca.
Ramiro si trovò quasi subito in difficoltà e, dovette rifugiarsi nella contea di Besalú, anche perché il re di León e Castiglia, Alfonso VII, aveva occupato[19] parte del regno di Aragona[9]. Ramiro non ebbe la forza di opporsi e firmò il patto Vadaluongo, località vicino a Sangüesa, nel gennaio del 1135, in cui si riconosceva vassallo del regno di Castiglia ed accettava il distacco del regno di Navarra[9].

Ramiro allora dimostro di avere doti di comando ordinando che parecchi nobili venissero giustiziati mediante decapitazione (da questo fatto nacque la leggenda popolare della Campana di Huesca), in quanto si erano resi colpevoli di aver assalito, durante una tregua, una carovana di musulmani, riprendendo così il controllo della situazione.
Comunque anche dopo che Alfonso VII si era ritirato dall'Aragona, ma aveva continuato ad occupare Saragozza[20], Ramiro rimaneva vassallo del re di León e Castiglia[9].

Il 13 novembre del 1135, nella cattedrale di Jaca, Ramiro aveva sposato Matilde (o Agnese) di Poitiers (1103-ca. 1160), figlia legittima del duca d'Aquitania e conte di Poitiers, Guglielmo IX (questa tesi è sostenuta, sia dal Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou[21] che dalla Ex Gestis Comitum Barcinonensium[2], e anche dalla Crónica de San Juan de la Peña[22]. Infine, secondo le Europäische Stammtafeln[23], vol II, 58 e 76 (non consultate)[9] era figlia illegittima di Guglielmo IX) e vedova del visconte Emerico V di Thouars (questo matrimonio è confermato dalla donazione n° CXLVII del Cartulaire de l'abbaye de la Sainte-Trinité de Tiron, Tome I, del 1030 circa, fatta unitamente da Emerico e Agnese[24]), che si era dimostrata fertile col suo primo marito, come ci conferma il documento n° 1159 della Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel, Tome I, dove la sposa e chiamata Matilde[18]; e la Ex Fragmentis Chronicorum Comitum Pictaviæ, Ducum Aquitaniæ dove la sposa è chiamata Matilde (Mahauda), detta Agnese (Agnes dicta)[25], che però sostiene, assieme ad altre fonti non primarie[9]che Agnese era la figlia di Guglielmo, signore di Puy-du-Fou[25].

L'erede, Petronilla[26], nacque il 29 luglio 1136 e, nel mese di ottobre, assieme alla moglie, Ramiro fece una donazione[9]; prima della fine di quell'anno Ramiro si separò dalla moglie Agnese che si ritiró nel monastero di Santa María di Fontevrault, dove morì tra la fine del 1159 e il 1160[9].

Ramiro II promise la figlia Petronilla in sposa al conte di Barcellona, Raimondo Berengario IV[20] e l'impegno matrimoniale fu firmato a Barbastro, l'11 agosto 1137; mentre il 27 agosto, nel castello di Ayerbe, Ramiro redasse un documento in cui si impegnava a non prendere importanti decisioni, senza l'approvazione del futuro genero. Il 13 novembre dello stesso anno, infine, pur mantenendo il titolo di re, abdicò[9], in favore della figlia Petronilla, e, per contrastare l'ingombrante re di León e Castiglia, Alfonso VII,, delegò il futuro genero a governare il regno d'Aragona col titolo di principe d'Aragone e conte di Barcellona. Investito di tale titolo, Raimondo Berengario IV, nel 1140, trattò con Alfonso VII, concordando il ritira dei castigliani da Saragozza, riconoscendo loro tutti i territori alla destra del fiume Ebro[20].

Ramiro trascorse l'ultimo periodo della sua vita nel monastero di San Pedro di Huesca e nella sua proprietà di San Úrbez de Sarrablo (Huesca), ma non vi è certezza che tornasse definitivamente alla vita monastica[9]. Morì a Huesca il 16 agosto 1157 (la data della morte è stabilita in un documento del dicembre 1157[9]) e fu tumulato nella cappella di San Bartolomeo di San Pedro el Viejo di Huesca[9].

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Ramiro ed Agnese ebbero un'unica figlia:[9]

Regno di Navarra
Jiménez
Blason Royaume Navarre.svg

Sancho I
Figli
Jimeno II
Figli
  • García
  • Sancho
  • Dadildis
  • Munia
  • García, figlio naturale
García I
Sancho II
Figli
García II
Figli
Sancho III
Figli
García III
Figli
Sancho IV
Figli
  • García
  • Ramón, figlio naturale
  • Urraca, figlia naturale

Sancho V

Figli

Pietro I

Figli
  • Pietro
  • Isabella

Alfonso I

García IV

Figli

Sancho VI

Figli

Sancho VII

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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pur avendo abdicato, Ramiro II il Monaco, mantenne il titolo di re sino alla sua morte (1157).
  2. ^ a b c d (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, cap. 19, pag 378
  3. ^ La Cronaca piniatense è una cronaca storiografica, voluta dal re d'Aragona, Pietro IV, del regno di Aragona, dalle sue origini comitali sino alla Corona d'Aragona (1336, morte di Alfonso IV di Aragona)
  4. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 17, righe 56 e 57, pag. 452
  5. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 16, righe 23 - 26, pag. 449
  6. ^ a b (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 16, righe 24 e 25, pag. 449
  7. ^ (CA) Histoire Générale de Languedoc, Tome V, Preuves, doc. n° 207, par. VI, colonna 422
  8. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Nobiltà di Guascogna - GERSENDE de Bigorre
  9. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re d'Aragona - IInfante don RAMIRO de Aragón
  10. ^ (LA) España Sagrada, tomus XXIII, Chronicon Burgense, pag. 309
  11. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 19, righe 228 - 230, pag. 464
  12. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re d'Aragona - Infante don ALFONSO de Aragón
  13. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 1 - 15, pag. 465
  14. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 17 - 18, pag. 465
  15. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 18 - 20, pag. 465
  16. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 43 - 45, pag. 466
  17. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 59 - 60, pag. 467
  18. ^ a b (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel, Tome I, doc. 1159, pag 318
  19. ^ Nel corso del 1135, il re di León e Castiglia, Alfonso VII, dopo aver occupato il regno di Navarra era entrato in Aragona, imponendole il vassallaggio (assumendo il titolo di Imperatore), e, nel 1136, ne aveva occupato la capitale, Saragozza.
  20. ^ a b c [Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248, pag. 879
  21. ^ (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou, pag 419
  22. ^ (CA) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 91 e 92, pag. 468
  23. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  24. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de la Sainte-Trinité de Tiron, Tome I, doc. CXLVII, pag. 171
  25. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tome XII, Ex Fragmentis Chronicorum Comitum Pictaviæ, Ducum Aquitaniæ, par. A, pag. 409
  26. ^ a b c (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 3361

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore
Armas antigas do reino de Aragão
Re di Aragona
Successore
Alfonso I 1134-1137 Petronilla

Controllo di autorità VIAF: 48216742 LCCN: n85272921