Raimondo VII di Tolosa

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Immagine di Raimondo il Giovane

Raimondo VII di Tolosa, detto Raimondo il Giovane (Beaucaire, 1197Millau, 1249), fu conte di Tolosa, marchese di Provenza e duca di Narbona.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlio di Raimondo VI e di Giovanna d'Inghilterra (1165-1199), figlia di Enrico II d'Inghilterra (1133-1189) e vedova dal 1189 del re di Sicilia Guglielmo II il Buono.

Sposò nel 1211, in prime nozze, Sancha d'Aragona (1186-ca.1241), figlia del re Alfonso II d'Aragona (1157-1196), da cui divorziò nel 1241.

Nel 1216, durante la Crociata albigese, sbarcò a Marsiglia e pose l'assedio a Beaucaire che prese il 24 agosto. Continuò la guerra contro Simone di Montfort e fu l'artefice della riconquista di Tolosa, che riportò il padre al governo della contea nel 1217.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Catarismo e Crociata albigese.

Dopo la morte di Simone (1218) continuò a combattere il successore, il figlio di Simone, Amaury di Montfort, per riconquistare la contea di Tolosa ed i feudi di famiglia. Il fronte crociato cominciò a sfaldarsi e nel 1221 Fanjeaux e Montréal furono riprese, con molti cattolici costretti all'esilio.

Nel 1222, alla morte del padre, Raimondo VI[1], ereditò i titoli di conte di Tolosa e Marchese di Provenza mentre i Crociati della Crociata albigese furono sconfitti da lui ed dal suo alleato il conte di Foix Ruggero Bernardo il Grande e la guerra praticamente terminò, con sconfitta dei Crociati.

La situazione però era mutata a seguito della disponibilità all'intervento nella crociata, proclamata nel 1223 dal nuovo re di Francia, Luigi VIII. Dopo due anni di relativa pace e dopo i grandi concilii di Parigi e di Bourges, Luigi VIII ottenne la scomunica del nuovo conte, Raimondo VII, e lanciò la crociata nel 1226. Radunando l'esercito a Lione si diresse a Tolosa passando da Avignone (assediata e conquistata), Béziers e Carcassonne e le aree prima perdute dai Crociati vennero riconquistate e tutta la regione fu ai suoi piedi. In ottobre a Pamiers, Luigi VIII dichiarò che tutte le terre conquistate agli eretici appartenevano di diritto alla corona di Francia e organizzò la Linguadoca come un dominio della Francia.
A trarne però i frutti fu Luigi IX, succeduto al padre nel 1226; Luigi VIII morì infatti nel novembre di quell'anno ed i suoi sforzi contro gli albigesi vennero proseguiti dal successivo sovrano, il figlio Luigi IX, che difese gli interessi della Francia nella contesa con la chiesa ed il conte di Tolosa. Nel 1228 vi fu l'ennesimo assedio di Tolosa, che si concluse con la presa della città e la distruzione delle sue fortificazioni.
Nel 1229 i principali antagonisti giunsero ad un compromesso. La contea di Tolosa ed il marchesato di Provenza, privata dei territori del ducato di Narbona e della viscontea di Nimes e dei territori che erano entro i confini dell'impero perduti da Raimondo VI, nel 1215 (questi ultimi, Avignone ed il Contado Venassino, Raimondo VII li dovette cedere definitivamente alla chiesa), rimasero al conte Raimondo VII, però vassallo della Francia, con l'impegno di maritare la sua unica erede, Giovanna, al fratello del re Luigi IX, Alfonso[2].

Nel 1234 l'imperatore Federico II consegnò a Raimondo il diploma imperiale che lo confermava, a dispetto della chiesa che l'aveva privato dei suoi diritti, in seguito al trattato di Parigi del 1229, di tutte le sue proprietà nell'ambito dell'impero.

Nel 1235, partecipò all'assemblea di Haguenau, a fianco dell'imperatore, dove si rafforzò l'alleanza tra i due in chiave antiprovenzale (il conte di Provenza, Raimondo Berengario IV era schierato a favore della chiesa e del papa).

Raimondo VII rimase neutrale quando il figlio di Raimondo Ruggero Trencavel, defunto visconte di Béziers e Carcassonne, Raimondo Trencavel, rifugiato in Aragona e scomunicato dal 1227, passati i Pirenei con una banda di Catalani cercò di sollevare la Linguadoca contro il re di Francia, occupò Carcassonne, ma non conquistò la cittadella, che resistette ai suoi attacchi dal 17 settembre al 10 ottobre del 1240, per poi fuggire alla notizia dell'arrivo dell'esercito reale. La reazione contro gli insorti anche cattolici fu molto dura.
Quando invece, il 12 maggio 1242, Il re d'Inghilterra Enrico III sbarcò a Royan, Raimondo VII, appoggiando la ribellione contro suo genero, Alfonso di Poitiers, di Ugo X di Lusignano, si affrettò ad occupare Narbona e Bèziers, ma dopo la ritirata di Enrico III da Saintes, i rivoltosi si demoralizzarono ed il conte di Foix abbandonò la coalizione antifrancese e Raimondo, minacciato di scomunica, supplicò il re Luigi IX, che gli concesse il perdono in cambio della promessa di combattere l'eresia e attenersi al trattato di Parigi del 1229. Da allora Raimondo divenne molto zelante nell'annientare l'eresia, tanto che nell'anno della sua morte (1249), mandò al rogo, presso Agen, ottanta catari, anche se avevano ritrattato i propri errori.

Nel 1243 sposò Margherita di Lusignano (?-1288) figlia del conte de La Marche Ugo X signore di Lusignano (1195-1249) e della contessa Isabella d'Angouleme (?-1246). Divorziarono nel 1245.

Alla sua morte gli subentrò la figlia Giovanna insieme al genero Alfonso.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Raimondo e Sancha ebbero un'unica figlia:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nel 1223 anche l'antagonista di Raimondo VI di Tolosa, il re di Francia, Filippo II scese nella tomba.
  2. ^ Il matrimonio tra Giovanna e Alfonso fu celebrato nel 1241.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 5-53
  • Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 128-152
  • Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 776-828
  • Charles Petit-Dutaillis, Luigi IX il Santo, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 829-864
  • Paul Fournier, Il regno di Borgogna o di Arles dall'XI al XV secolo, in Storia del mondo medievale, vol. VII, 1999, pp. 383-410

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Conte di Tolosa e Marchese di Provenza Successore Armoiries Languedoc.png
Raimondo VI 1222–1249 Giovanna e Alfonso