Carcassonne

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Carcassonne
comune
Carcassonne – Stemma
(dettagli)
Carcassonne – Veduta
Localizzazione
Stato Francia Francia
Regione Blason région fr Languedoc-Roussillon.svg Linguadoca-Rossiglione
Dipartimento Blason département fr Aude.svg Aude
Arrondissement Carcassonne
Cantone Carcassonne-Centre
Carcassonne-Est
Carcassonne-Nord
Carcassonne-Sud
Territorio
Coordinate 43°13′00″N 2°20′59.95″E / 43.216667°N 2.349987°E43.216667; 2.349987 (Carcassonne)Coordinate: 43°13′00″N 2°20′59.95″E / 43.216667°N 2.349987°E43.216667; 2.349987 (Carcassonne)
Altitudine 111 m s.l.m.
Superficie 65,07 km²
Abitanti 49 368[1] (2009)
Densità 758,69 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 11000
Fuso orario UTC+1
Codice INSEE 11069
Cartografia
Mappa di localizzazione: Francia
Carcassonne
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Storica città fortificata di Carcassonne
(EN) Historic Fortified City of Carcassonne
Carcassone wall.jpg
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1997
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Carcassonne (in catalano e in occitano Carcassona) è una città francese situata nel dipartimento dell'Aude, del quale è capoluogo, nella regione della Linguadoca-Rossiglione.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime tracce di insediamento nella regione di Carcassonne, sono state datate al 3500 a.C. Attorno all'800 a.C., la collina di Carsac divenne un importante luogo di scambi commerciali.

Carcassonne divenne strategicamente importante quando i Romani fortificarono la cima della collina attorno all'anno 100 a.C. e resero il centro capitale della colonia di Julia Carcaso, in seguito Carcasum. La parte principale delle mura settentrionali risale a quell'epoca.

All'inizio del VII secolo, i Visigoti presero il controllo della zona e costruirono ulteriori fortificazioni, tuttora esistenti. Grazie a queste riuscirono a respingere gli attacchi dei Franchi. I Saraceni presero Carcassonne nel 725, ma Pipino il Breve li scacciò nel 759.

Nel 1067 Carcassonne divenne, tramite un matrimonio, proprietà di Raimond Roger Trencavel, Visconte di Albi e Nîmes. Nei secoli successivi la famiglia Trencavel si alleò alternativamente con Barcellona o Tolosa. I Trecanvel fecero costruire il Castello Comitale (Chateau Comtal) e la Basilica di Saint-Nazaire.

Carcassonne divenne famosa per il suo ruolo nella Crociata albigese, quando la città era una roccaforte dei Catari francesi. Nell'agosto 1209, l'esercito crociato di Simone di Montfort costrinse i cittadini alla resa. Monfort fece uccidere Trencavel e divenne il nuovo Visconte. Egli ampliò le fortificazioni. Carcassonne divenne una cittadella di frontiera tra Francia e Aragona.

Nel 1240 il figlio di Trencavel cercò di riconquistare il vecchio dominio ma senza successo. La città si sottomise al potere del Re di Francia nel 1247 e Luigi IX di Francia fondò la parte nuova della città oltre il fiume. Luigi e il suo successore Filippo III costruirono le mura più esterne. Secondo i contemporanei la fortezza era considerata inespugnabile. Nel 1355, durante la Guerra dei cent'anni, Edoardo il Principe Nero non riuscì a prendere la città, anche se le sue truppe distrussero la Città Bassa.

Nel 1659, il Trattato dei Pirenei trasferì la provincia di confine del Rossiglione alla Francia, e l'importanza militare di Carcassonne venne ridotta. Le fortificazioni vennero abbandonate e la città divenne principalmente un centro economico, incentrato sull'industria tessile.

La cittadella fortificata[modifica | modifica sorgente]

Vista della cittadella di Carcassonne dalle colline circostanti.
Cittadella fortificata di Carcassonne con il vecchio ponte (giorno).
Cittadella fortificata di Carcassonne con il vecchio ponte (notte).
Interno della cittadella fortificata.

Alla fine la cittadella fortificata di Carcassonne cadde in rovina; a tal punto che il governo francese considerò seriamente la sua demolizione. Un decreto in tal senso venne reso ufficiale nel 1849, ma causò un tumulto. Lo storico Jean-Pierre Cros-Mayrevielle e lo scrittore Prosper Mérimée, guidarono una campagna per preservare la fortezza come monumento storico. In seguito, nello stesso anno, l'architetto Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc venne incaricato del rinnovamento del luogo.

Il restauro della città fortificata costituisce un caso di studio nell'ambito dei corsi di restauro; Viollet-le-Duc sintetizzo così il suo approccio ai lavori di restauro del castello: "Restaurare un edificio, non è solo mantenerlo, ripararlo, o ricostruirlo, è riportarlo ad una condizione completa che potrebbe non essere mai esistita".

Il pensiero del francese Le-Duc in materia di restauro era all'opposto di quello dell'inglese John Ruskin che negli stessi anni teorizzava un modello romantico di restauro conservativo che alterasse il meno possibile i monumenti e che doveva mostrare, e non nascondere, i segni del tempo. L'architetto francese si attenne rigorosamente ai suoi principi in occasione dei restauri del castello e l'edificio divenne così l'emblema stesso del restauro stilistico e fonte di accese critiche da parte degli architetti e restauratori favorevoli all'approccio conservativo, che lo accusavano di aver inventato di sana pianta parti del castello.

Le fortificazioni consistono di una doppia cerchia di mura e di 53 torri. La fortezza venne aggiunta alla lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1997.

La città fortificata di Carcassonne servì da ispirazione a Klaus-Jürgen Wrede per il suo gioco da tavolo Carcassonne edito in Germania da Hans im Glück e in Italia da Venice Connection.

Economia[modifica | modifica sorgente]

La parte nuova della città (Ville), sulla sponda opposta del fiume Aude è sede di manifatture di scarpe, gomma e tessili. Carcassonne è inoltre al centro di un'importante regione di produzione del vino. Gran parte delle entrate, comunque, derivano dal turismo attratto dalle fortificazioni (Cité). Carcassonne riceve annualmente circa 3 milioni di visitatori.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

La communauté d'agglomération du Carcassonnais raggruppa venti comuni: Berriac, Carcassonne, Caux-et-Sauzens, Cavanac, Cazilhac, Couffoulens, Fontiès-d'Aude, Lavalette, Leuc, Mas-des-Cours, Montirat, Palaja, Pennautier, Pezens, Preixan, Rouffiac-d'Aude, Roullens, Trèbes, Villemoustaussou et Villedubert.

Carcassonne è il capoluogo di quattro cantoni:

  • Il cantone di Carcassonne-Centre è formato dalla parte centrale di Carcassonne (11.030 abitanti).
  • Il cantone di Carcassonne-Est è formato da una parte di Carcassonne e dai comuni di Berriac, Cavanac, Cazilhac, Couffoulens, Leuc, Mas-des-Cours e Palaja (17.970 abitanti);
  • Il cantone di Carcassonne-Nord formato da una parte di Carcassonne e dal comune di Pennautier (13.998 abitanti);
  • Il cantone di Carcassonne-Sud è formato dalla parte sud di Carcassonne (8.930 abitanti);

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Vuole la leggenda che, al tempo in cui la città si trovava nelle mani dei saraceni, l'imperatore Carlo Magno l'avesse fatta assediare per conquistarla, ed avesse ordito l'assassinio di re Balaad (o Balaak), che allora regnava sulla città. La sua vedova, che rispondeva al nome di Dama Carcas, non risolvendosi ad abbandonare la città, decise di prendere lei stessa le redini dell'esercito e di proseguire la battaglia contro Carlo Magno: per cinque lunghi anni, le battaglie si susseguirono sotto le mura cittadine, decimando a poco a poco le truppe saracene, ma Dama Carcas inventò mille stratagemmi per far credere al condottiero avversario che la città traboccasse ancora di soldati e di ricchezze.

Alla fine, quando ormai i viveri erano quasi esauriti, Dama Carcas ebbe l'idea di far ingurgitare ad un maiale quel poco di grano che ancora era rimasto nelle riserve cittadine, e di gettare la povera bestia dalle mura, in mezzo all'esercito nemico. Il trucco ebbe successo, ed i soldati dell'Imperatore, credendo che la città avesse ancora abbastanza opulenza da sprecare cibo persino per i maiali, levarono l'assedio e si ritirarono.

Nel riconoscere la fine della guerra, Dama Carcas esultò talmente da far suonare le trombe della città. E la leggenda narra che i soldati di Carlo Magno, udendo il frastuono, si voltarono e gridarono: "Carcas sonne!" ("Carcas suona!"), battezzando così definitivamente la città.

Lo stemma della città è oggi costituito dalla fusione degli stemmi della città bassa e della città alta.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]