Guglielmo IX d'Aquitania
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Guglielmo d'Aquitania, Guglielmo di Poitiers o Guglielmo il Giovane (22 ottobre 1071 – 10 febbraio 1126 o 1127), duca di Aquitania e Guascogna, conte di Poitiers dal 1086 alla sua morte. Fu anche conte di Tolosa dal 1097 al 1100 e poi dal 1112 al 1121..
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[modifica] Origine
Figlio di Guglielmo VIII e della sua terza moglie, Ildegarda (1056-1104), figlia di Roberto di Francia (1011-1074), duca di Borgogna.
[modifica] Biografia
Nel 1086, alla morte del padre, gli subentrò nei titoli di duca d'Aquitania e conte di Poitiers
Nel 1089 sposò Ermengarda d'Angiò (1072-1156) figlia di Folco IV d'Angiò; tre anni dopo nel 1092, la ripudiò.
Nel 1094 sposò Filippa di Tolosa, figlia di Guglielmo IV di Tolosa.
Nel 1097, approfittando che il conte di Tolosa, Raimondo di Saint Gilles, era partito per la prima crociata, rivendicando i diritti della moglie, Filippa, nei confronti dello zio, Raimondo, nonostante i possedimenti dei crociati fossero sotto la tutela della chiesa e considerati sacri, invase e occupò[1], per la prima volta, la contea di Tolosa.
Sembra che nello stesso anno, dopo che Roberto II di Normandia (Roberto Cosciacorta), nel 1096, partendo per la prima crociata, aveva affidato la salvaguardia e il governo del ducato di Normandia al fratello, il re d'Inghilterra, Guglielmo II d'Inghilterra (Guglielmo il Rosso), quest'ultimo invase il Vexin e, alleatosi con Guglielmo IX, e, convinti molti baroni del Vexin a seguirli in una coalizione contro il re di Francia, Filippo I, si diressero verso Parigi, che, difesa dai baroni rimasti fedeli al re di Francia, fu raggiunta e assediata diverse volte, ma non cadde e, nel 1099, si ritirarono dall'impresa.
Nel 1099 nacque il primogenito, Guglielmo il Tolosano e, nello stesso anno, dopo la caduta di Gerusalemme, il 15 luglio, decise di partire per la Terra Santa[2]. In cambio del finanziamento della spedizione restituì la contea di Tolosa al cugino, il reggente Bertrando, ed il 6 dicembre partì per la Palestina.
L'armata della contea d'Aquitania si trovò a combattere soprattutto in Anatolia e, il 5 settembre 1101, fu duramente sconfitta e decimata da un esercito di Selgiuchidi sui monti Tauri. Continuò a combattere sempre in Anatolia, sino a che fu nuovamente sconfitta. E, nel 1102, il duca, col suo esercitò, fece ritornò in Aquitania.
Nel 1112, alla morte del conte di Tolosa e conte di Tripoli, Bertrando, assieme alla moglie Filippa, Guglielmo IX organizzò una spedizione per occupare nuovamente la contea di Tolosa e s'insediarono sul trono della contea, spodestando il conte Alfonso Giordano.
Per finanziare la spedizione per compiere l'impresa tolosana, aveva dovuto spogliato diverse comunità ecclesiastiche, per cui, tra il 1113 ed il 1114, venne scomunicato per la prima volta. Si narra che Guglielmo IX chiedesse l'assoluzione al vescovo di Poitiers, Pietro e non avendo ottenuto soddisfazione, brandendo laspada gli urlò: <<Dammi l'assoluzione o ti ucciderò!>> <<Colpisci>> rispose il vescovo, porgendo il collo. Guglielmo replicò <<No, non ti amo abbastanza per mandarti dritto in Paridiso>> e si limitò ad esiliarlo.
Nel 1115, Guglielmo incontrò la Maubergeon (moglie del visconte di Châtellerault), la fece rapire, ne divenne l’amante e la sposò pur essendo vivi sia la legittima consorte, Filippa e lo stesso visconte. Per questo motivo ricevette la seconda scomunica dal papa Pasquale II. Secondo il cronista inglese, Guglielmo di Malmesbury Guglielmo IX rispondeva con scherno e insolenza ai prelati che lo esortavano a mutar vita; e al legato pontificio, il vescovo di Angoulême, Gerardo, che era calvo, disse: <<Ripudierò la viscontessa appena i vostri capelli avranno bisogno di pettine>>.
L'anno dopo Filippa si arrese all'evidenza e si ritirò nell'Abbazia di Fontevrault, dove morì nel 1118, facendo decadere la scomunica.
Nel 1120, la ribellione dei Tolosani prese vigore e Gugliemo IX fu sconfitto dai ribelli all'assedio d'Orange. Poi, nel 1121, la perdita della contea di Tolosa fu definitiva e Alfonso Giordano, il legittimo erede, rientrò in possesso della contea di Tolosa.
Comunque durante il regno di Guglielmo IX, specialmente nella contea di Tolosa, gli eretici godettero di la protezione che era necassaria anzi l'autorità secolare sembrò addirittura incoraggiarli.
Nello stesso anno (1120) raggiunse il re d'Aragona, Alfonso I e partecipò alla vittoriosa battaglia di Cutanda, Calamocha, provincia di Teruel, contro un esercito di Mori almoravidi, e poi alla conquista di Calatayud; rimase nella penisola iberica sino al 1123, partecipando anche alle campagne di Alfonso I per la conquista del territori di Valencia, dove ottenne alcune vittorie.
Nel 1122 era nata la nipotina Eleonora d'Aquitania.
Morì tra il 1126 ed il 1127 lasciando i titoli di duca d'Aquitania e conte di Poitiers al figlio primogenito Guglielmo.
[modifica] Trovatore e letterato
Fu soprattutto un uomo di lettere, che seppe intrattenere una delle corti più raffinate dell’Occidente. Fu un poeta, che fece uso della lingua Occitana per le sue opere; i suoi poemi sovente furono messi in musica. Fu il primo poeta medievale che, tralasciando di parlare di eroi, guerrieri o argomenti sacri, trattò di donne, d’amore e di prodezze sessuali, arrivando ad essere estremamente crudo. Di lui ci sono rimasti 10 componimenti (ed in più uno di dubbia attribuzione) con tematiche molto varie ed elementi che anticipano la lirica cortese. Guglielmo IX, infatti, inaugura la metafora del servizio d'amore, ovvero il legame tra il vincolo di fedeltà amoroso e la società feudale, la quale si sovrappone a quella, comune presso i chierici, del servizio a Sapienza - Filosofia nella sua immagine femminile. In "Farai un vers de dreit nien" introduce il paradosso amoroso, ovvero l'amore irrealizzabile per una dama lontana alimentato dal solo desiderio, attraverso la parodia del medesimo. Nella sua poesia, infatti, l'amore cortese è introdotto o come regola per i membri della corte o al fine di rovesciarlo in nome della realizzazione del desiderio e del materialismo.
Fu amico di altri poeti che accolse a corte, tra cui il Gallese Bledri ap Davidor, che reintrodusse sul continente la storia di Tristano e Isotta.
[modifica] Discendenza
Guglielmo ebbe quattro figli da Filippa:
- Guglielmo X (1099-1137), duca d’Aquitania e conte di Poitiers.
- Agnese di Poitiers, la quale sposò nel 1117, in prime nozze, il visconte Emerico V di Thouars (?-1127) e in seconde nozze (nel 1135) Ramiro II detto il Monaco (1075-1157), re d’Aragona dal 1134 al 1137.
- Enrico, che fu abate di Cluny.
- Raimondo di Poitiers (ca. 1099-1149, morto nella battaglia d'Inab), che fu principe d’Antiochia, per aver sposato, nel 1136, la principessa Costanza, di 10 anni, figlia ed erede di Boemondo II, Principe d'Antiochia e di Alice di Gerusalemme.
[modifica] Note
- ^ Per l'occupazione della contea di Tolosa, il duca Guglielmo IX e la moglie Filippa furono minacciati di scomunica da papa Urbano II
- ^ Probabilmente Guglielmo IX partì per la Palestina, oltre che per ottemperare alle richieste del papa Urbano II, che da quattro anni lo pressava affinché si attivasse per la liberazione del Santo Sepolcro anche per non incorrere nella minacciata scomunica.
[modifica] Voci correlate
- Elenco di conti di Tolosa
- Elenco dei conti di Barcellona
- Elenco di duchi d'Aquitania
- Elenco dei marchesi di Provenza
- Elenco di duchi di Borgogna
- Elenco di duchi, re e conti di Provenza
- Imperatori del Sacro Romano Impero
- Contea di Tripoli
- Prima Crociata
- Seconda Crociata
- Trovatore
- Poesia trobadorica
- Lingua provenzale
| Predecessore: | Duca d'Aquitania e Conte di Poitiers e Duca di Guascogna |
Successore: | |
|---|---|---|---|
| Guglielmo VIII | 1086-1126 | Guglielmo X |
| Predecessore: | Conte di Tolosa | Successore: |
|---|---|---|
| Alfonso Giordano | 1112–1120 | Alfonso Giordano |
[modifica] Bibliografia
- Louis Alphen, La Francia nell’XI secolo, in <<Storia del mondo medievale>>, vol. II, 1999, pp. 770-806
- A. S. Turberville, Le eresie e l'Inquisizione nel medioevo: 1000-1035 ca., in <<Storia del mondo medievale>>, vol. V, 1999, pp. 568-598


