Guglielmo V di Aquitania

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Guglielmo d'Aquitania, detto anche Guglielmo III di Poitiers o Guglielmo il Grande (969Maillezais, 30 gennaio 1030) fu duca d'Aquitania e conte di Poitiers.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Guglielmo Braccio di Ferro e di Emma di Champagne, figlia del conte Tibaldo I di Blois.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio del 993, quando il padre si ritirò in monastero, gli successe nel titolo di conte di Poitiers e nella conduzione del ducato d'Aquitania.

Alla morte del padre, nel 996, gli subentrò nel titolo di duca d'Aquitania.

Nel 997 sposò Almodia, figlia del visconte Gerardo di Limoges.

Dal 1004, alla morte della madre, che aveva ben governato per lui, che invece si era dedicato ad opere di pietà (col suo amico vescovo, Fulberto di Chartres fondò la scuola della cattedrale di Poitiers) ed alla cultura (collezionava libri e teneva una corte molto attiva e brillante), dovette assumersi l'onere di governare.

Si riconobbe vassallo del re di Francia Roberto II per farsi aiutare contro il conte Bosone II de la Marche; ma la loro spedizione risultò un fallimento.

Venne sconfitto dal conte d'Angiò Folco III d'Angiò (972-1040), a cui dovette cedere un vasto territorio che includeva le città di Loudun e Mirebeau.

Nel 1006 subì una pesante sconfitta da parte dei Normanni.

Infine dovette cedere al suo vassallo, il conte d'Angoulême, Guglielmo III Tagliaferro, i territori dei comuni di Confolens, Ruffec e Chabanais.

Nel 1011 sposò Brisca (o Priscilla) figlia del duca Guglielmo I di Guascogna.

Nel 1019 sposò Agnese di Borgogna (995-1067), figlia del conte Ottone I Guglielmo di Borgogna.

Nel 1020 riuscì a far applicare "la pace di Dio"[1] (iniziativa partita per il volere della Chiesa ed esposta a Guglielmo dal vescovo di Chartres, Fulberto di Chartres, che avrebbe voluto estenderla a tutto il regno di Francia), che prevedeva di risolvere i problemi tra vassalli con consigli e aiuto reciproco, in Aquitania.

Tra il 1024 ed il 1025, dopo che la corona d'Italia è stata rifiutata da Ugo, figlio del re di Francia, nobili italiani, inviati dal marchese di Torino e di Susa, Olderico Manfredi II, la vennero a proporre a Guglielmo, che si recò in Italia per discutere la proposta, che però rifiutò, anche a nome del figlio, per la difficile situazione italiana[2].

Gli ultimi anni di regno li passò in pace per cui viaggiò, fece pellegrinaggi e sviluppò una rete di relazioni, con scambio di ambascerie, con l'imperatore Enrico II, col re Alfonso V di Leon, col re d'Inghilterra Canuto e col re di Francia Roberto II.

Morì a Maillezais il 31 gennaio 1030 lasciando i titoli al figlio di primo letto Guglielmo il Grosso.

Il cronista Ademaro di Chabannes (989-1034, monaco e storico (fu anche compositore musicale e letterato di successo), che per primo, nel medioevo scrisse degli annali riguardanti l'Aquitania, compose un panegirico della vita di Guglielmo, da cui sono tratte quasi tutte le informazioni sulla sua vita e da cui risulta che, pur essendo un principe pacifico, amante delle lettere e degli studi, seppe agire da vero capo di stato, con intelligenza, per estendere e conservare la propria autorità.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo ebbe da Almodie un unico figlio:

da Brisca o Priscilla ebbe tre figli:

  • Oddone o Eudes (ca. 1011-1039), duca di Guascogna e conte di Bordeaux d'Agen e di Bazas, duca d'Aquitania e conte di Poitiers. Assassinato.
  • Tibaldo, morto giovane.
  • Adalaïs, viscontessa di Lomagne e di Auvillars, che sposò, in prime nozze, il conte d'Armagnac, Gerardo I Trancaleone, ed in seconde il visconte Arnoldo II di Guascogna.

da Agnese ebbe tre figli:

  • Guglielmo l'Ardito, battezzato Pietro, (1023-1058), conte di Bordeaux, d'Agen, duca d'Aquitania e conte di Poitiers.
  • Agnese (1024-14/12/1077), duchessa di Baviera, imperatrice e regina d'Italia, sposò il 01/11/1043 Enrico il Nero di Baviera duca di Baviera e futuro imperatore. Agnese sarà reggente dell'impero dal 1056 al 1062.
  • Guido Goffredo o Guglielmo VIII (1025-1086), duca di Guascogna, conte di Bordeaux, d'Agen, duca d'Aquitania e conte di Poitiers.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La Tregua Dei aveva iniziato a diffondersi in Aquitania, a partire da un sinodo del 989, dove si gettò la scomunica sui predatori della chiesa e sui saccheggiatori dei poveri. Il movimento si diffuse e chi vi aderiva giurava di non usare violenza nei confronti dei non combattenti, contrariamente a quanto si era usi fare. Pur non essendo sempre rispettato questo giuramento migliorò le condizioni della popolazione inerme.
  2. ^ Guglielmo V d'Aquitania avrebbe dovuto contendere la corona d'Italia all'imperatore, Corrado II il Salico.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]


Predecessore Duca d'Aquitania e Conte di Poitiers Successore Blason de l'Aquitaine et de la Guyenne.svg
Guglielmo Braccio di Ferro 993–1030 Guglielmo il Grosso

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Louis Halphen, La Francia nell'XI secolo, in «Storia del mondo medievale», vol. II, 1999, pp. 770-806
  • Louis Halphen, La chiesa da Calomagno a Silvestro II, in «Storia del mondo medievale», vol. IV, 1999, pp. 5-20
  • Austin Lane Poole, L'imperatore Corrado II, in «Storia del mondo medievale», vol. IV, 1999, pp. 170-192
  • Caroline M. Ryley, L'imperatore Enrico III, in «Storia del mondo medievale», vol. IV, 1999, pp. 193-236

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