Simone IV di Montfort

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Simone di Montfort. Dipinto del 1835.

Simone IV di Montfort, in francese Simon IV de Montfort (1165 circa – Tolosa, 25 giugno 1218), fu signore di Montfort-l'Amaury e quinto conte di Leicester[1], conte di Tolosa, duca di Narbona, visconte di Béziers e visconte di Carcassonne. Fu al comando della crociata albigese, dal 1209 al 1218.

Era figlio di Simone III il Calvo (?-1181), signore di Montfort e conte d'Evreux, e dalla contessa Amicia di Leicester, figlia di Roberto III di Beaumont, conte di Leicester (1124-1190).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1181 subentrò a suo padre nel titolo di Barone di Montfort, mentre la contea d'Évreux passò a suo fratello minore Amaury V.

Nel 1190 sposò Alice de Montmorency (?-1221), figlia di Bucardo V di Montmorency (?-1189) e sorella di Matteo II de Montmorency (?-1230), connestabile (connétable) di Francia, uno dei capi della IV crociata.

Nel 1199 diede l'adesione per partecipare alla Quarta Crociata assieme all'abate Guy de Vaux de Cerney. Nel 1202 si oppose senza successo all'assedio di Zara, per ottemperare alla missiva (smarrita) di Papa Innocenzo III. Lasciati i crociati a Zara recò in Palestina, attraverso Ungheria e Italia partendo poi da Barletta, ritornando in Francia nel 1204.[2]

Nello stesso anno morì, senza eredi, lo zio Roberto di Leicester e Simone, assieme alla madre, chiese il titolo di Conte di Leicester, titolo, che ottenne, con la madre, tra la fine del 1206 e l'inizio del 1207, senza però ricevere anche il possesso dei beni feudali collegati al titolo, in quanto il re d'Inghilterra Giovanni Senza Terra aveva confiscato i possedimenti inglesi della contea di Leicester, sembra per debiti contratti dallo stesso Simone di Monfort[senza fonte].

Nell'agosto 1209, dopo il rifiuto all'impegno nella crociata contro gli albigesi da parte del duca di Borgogna e dei conti di Nevers e Saint-Pol[3], Simone fu nominato capitano generale dell'esercito crociato contro gli albigesi, e si era comportato con inaudita brutalità alla conquista e saccheggio di Béziers. Narbona ed altre città si erano arrese, resisteva solo Carcassonne, che capitolò il 15 agosto e il visconte Raimondo Ruggero fu imprigionato.

Nominato visconte di Béziers e di Carcassonne nel 1210, continuò l'occupazione dei territori degli eretici e nel 1212 aveva raggiunto i territori della contea di Tolosa. Fu convocato un sinodo a Lavaur dove il conte di Tolosa, Raimondo VI, fu invitato a discolparsi della morte del legato del papa, Pietro di Castelnuovo,[4] avvenuta nel 1208, di cui il conte era ritenuto il mandante.
Ritenuto il conte Raimondo colpevole, l'occupazione dei suoi territori continuò, nonostante le proteste del re d'Aragona, Pietro II,[5] contro le usurpazioni commesse ai danni del conte di Tolosa e dei suoi vassalli.

La Battaglia di Muret da una miniatura del XIV secolo.

Nel 1213 la crociata contro l'eresia riprese vigore, specialmente nel tolosano, contro Raimondo VI. Intervenne ancora nella contesa il cognato re d'Aragona, Pietro II,[6] già preoccupato che la crociata stesse interessando i suoi sudditi, i conti di Foix e di Comminges, e che, dopo aver invano rivolto un appello al papa Innocenzo III, decise di scendere in campo contro i Crociati a capo di una coalizione formata dai conti di Tolosa di Foix e di Comminges e dal visconte di Béarn. Pietro dichiarò guerra a Simone di Montfort ed il 12 settembre 1213, nella battaglia di Muret, non solo venne sconfitto, ma perse anche la vita. E Tolosa fu conquistata da Simone.

Nel novembre 1215 Raimondo VI fu a Roma a perorare la propria causa davanti al Concilio Lateranense IV, che condannò l'eresia dei Catari (inerente alla Trinità) ed appoggiò incondizionatamente la crociata. Simone fu riconosciuto conte di Tolosa, mentre le pretese del re di Francia di rendere la contea di Tolosa sua vassalla andarono deluse. Inoltre, al concilio lateranense, a Raimondo furono tolti anche i territori che egli possedeva entro i confini dell'impero e senza consultare l'imperatore, Ottone, che dopo il disastro di Bouvines dell'anno prima, si era ritirato nei suoi feudi, e che furono assegnati a Simone, che aveva guidato la crociata. Quindi, nel 1215, Simone divenne conte di Tolosa e duca di Narbona ed il Re d'Inghilterra, Giovanni Senza Terra, si rappacificò con lui e gli riconsegnò, per il tramite di suo nipote Ranulph de Gernon, le terre che gli aveva confiscato nel 1207.

Nel 1216, il 16 aprile, a Melun, Simone rese omaggio al re di Francia Filippo Augusto.

Dal 1216 Raimondo VI, con l'appoggio del figlio, Raimondo, il futuro Raimondo VII, cominciò la riconquista della contea, sino alla riconquista di Tolosa, avvenuta il 12 settembre 1217, aiutato dalla ribellione dei tolosani, che cacciarono Simone dalla città. Simone allora pose immediatamente l'assedio alla città. Simone morì davanti alle mura di Tolosa nel 1218, colpito da una pietra lanciata da una macchina da getto azionata da donne.[7] Lasciò i titoli in terra di Francia al figlio primogenito Amalrico (1195 – 1241), che prese la guida della crociata e divenne connestabile di Francia come lo zio Matteo, mentre il titolo di conte di Leicester andò al figlio minore Simone (1209 – 1265), che tornò in Inghilterra alla corte del re Enrico III.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Simone di Montfort.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crociata albigese.

Simone ed Alice ebbero sette figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Da non confondere quindi con suo figlio Simone V di Montfort, sesto conte di Leicester.
  2. ^ da Pietro de Vaux de Cernay, suo partigiano
  3. ^ Anche il re di Francia, Filippo Augusto, a cui il papa Innocenzo III, aveva chiesto di guidare la crociata, aveva rifiutato di impegnarsi, in quanto non intendeva interferire con nobili che non erano suoi vassalli. Solo, nel 1222, chiese al figlio, Luigi di intervenire nella crociata.
  4. ^ Pietro di Castelnuovo (o di Castelnau) (?-1208), nel 1203, era stato inviato nella contea di Tolosa ed in altre contee e viscontee del sud della Francia da papa Innocenzo III, a capo di una delegazione di missionari muniti di poteri legatizi, cioè come Legati pontifici.
  5. ^ Pietro II era cognato di Raimondo VI, che, nel 1203 aveva sposato la sorella di Pietro, Eleonora d'Aragona (11821226), figlia del re Alfonso II d'Aragona (11571196), ponendo fine ai dissidi tra la casa d'Aragona e la contea di Tolosa.
  6. ^ Pietro II, il 16 luglio del 1212, era stato uno dei re cristiani vincitori della Battaglia di Las Navas de Tolosa, contro i Mori di al-Andalus.
  7. ^ vedi Z.Oldenbourg - riferendo dalla Chanson de la Croisade

Fonti Primarie[modifica | modifica wikitesto]

Pietro di Vaux de Cernay è testimone diretto di gran parte delle azioni di Simone di Monfort sia durante la Quarta Crociata che durante la Crociata Albigese:

  • (LT) Petri Vallium Sarnaii monachiHystoria Albigensis edita da Pascal Guebin ed Ernest Lyon, Paris 1926
  • (FR) Peter de les Vaux-de-Cernay Historie Albigeaoise Pascal Guebin ed Ernest Lyon traduttori, Paris 1951
  • (EN) Peter of les Vaux-de-Cernay The History og bthe Albigensian Crusade Trad. W.A.Sibly M.D.Sibly Boydell Press Rochester N.Y. isbn 0 85115 80972

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Brenon, Anne. I Catari, storia e destino dei veri credenti (Le vrai visage du Catharisme), Convivio, Firenze, 1990
  • Domenico Dante, Il tempo interrotto. Breve storia dei catari in Occidente, Palomar, Bari 2009.
  • Duvernoy, Jean. Le Catharisme. La religion, 1976.
  • Duvernoy, Jean. Le Catharisme. L'histoire, 1979.
  • Nelli, René. La vie quotidienne des Cathares du Languedoc au XIII siècle, Paris: Hachette, 1969.
  • E. F. Jacob, Innocenzo III, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 5–53
  • Austin Lane Poole, L'interregno in Germania, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 128–152
  • A. G. Little, Gli ordini mendicanti, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 599–640
  • Frederik Maurice Powike, I regni di Filippo Augusto e Luigi VIII di Francia, in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 776–828
  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in Storia del mondo medievale, vol. V, 1999, pp. 865–896
  • Zoè Oldenbourg L'assedio di Montsegur Garzanti 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Predecessore Conte di Leicester Successore
Robert de Beaumont, IV conte di Leicester 12041218 Simone V di Montfort
Predecessore Conte di Tolosa Successore Armoiries Languedoc.png
Raimondo VI 1215–1218 Raimondo VI