Goffredo il Villoso

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Statua di Goffredo a Madrid (L.S. Carmona.
Statua di Goffredo a Madrid (L.S. Carmona.

Goffredo il Villoso (840 – Barcellona897) , conosciuto anche come Goffredo l'Irsuto (in catalano Guifré el Pilós) fu conte d'Urgell, della Cerdanya, di Girona, di Conflent (parte del Rossiglione), d'Osona, e fu il primo conte indipendente (l'indipendenza formale si ebbe nel 988 col conte Borrell II) di Barcellona ed è considerato il fondatore della Catalogna.

Indice

[modifica] Origini familiari

La leggenda lo vuole figlio di un nobile visigoto, Bellone (o Bellò), con importanti incarichi nelle contee di Urgell, Cerdanya, Conflent e Barcellona oppure del conte Guifré d'Arria, cavaliere del Conflent (all'incirca l'attuale Cantone di Prades, sui Pirenei francesi) che fu ucciso da Salomò e vendicato da Goffredo stesso. Invece secondo lo storico Ramon d'Abadal era figlio di Sunifredo I, nominato conte di Urgell e della Cerdanya. In seguito alle lotte dinastiche all'interno dell'Impero Carolingio dopo la morte di Ludovico il Pio e del Trattato di Verdun nel 843, Bernardo di Settimania, allora Conte di Tolosa e Conte di Barcellona e Conte di Girona nonché di numerose altre contee, si alleò con Pipino II di Aquitania contro Carlo il Calvo, ma alla sconfitta di Pipino venne condannato a morte e le sue terre vennero concesse a Sunifredo I, padre di Goffredo. Tuttavia nel 848 Guglielmo di Settimania, figlio di Bernardo di Settimania, dopo la rivincita di Pipino II di Aquitania, si impossessa nuovamente di questi territori e della comarca di Empúries.

[modifica] Le investiture

Alla fine però ebbe la meglio Carlo il Calvo che, morto il conte Salomó d’Urgell (personaggio semi-sconosciuto) nominò nel 870 Goffredo Conte di Urgell e Cerdanya e il suo fratello Mirò Conte di Conflent durante l'Assemblea di Attigny. Infine Goffredo conquistò il titolo di Conte di Barcellona, Osona, Rossiglione, Narbona, Agde, Magalona, Béziers e Nîmes, dopo aver sedato la ribellione (marzo-aprile 878) di Bernardo di Gotia, che ricopriva questa carica. Venne investito di questa onorificenza l'11 settembre del 878,data ricorrente nella storia della Catalogna.

[modifica] L'intervento a Osona

Dopo l'investitura dell’878, il dominio di Goffredo si estendeva dai Pirenei al mare, unificando per la prima volta, dalla morte di suo padre (848), territori che andavano da Urgell e Cerdanya a Barcelona e Girona. I territori compresi tra queste regioni che prima erano politicamente divisi ed erano spopolati da tempo (dalla rivolta di Aissó dell’826-827). Goffredo organizzò, in quegli anni una forte ondata migratoria di gente proveniente dalle regioni pirenaiche di Pallars, Urgell, e Cerdanya ove si erano rifugiati nel secolo precedente, dopo il collasso del regno visigoto, in cerca di protezione dall'instabilità della zona pianeggiante.
In questa occasione Goffredo si dimostrò capace anche di amministrare, oltre che di guerreggiare, e definì una serie di misure per canalizzare questi flussi e delimitare nuclei di popolamento integrati con i centri già esistenti, rispettando tradizioni etniche radicate presenti all'interno del territori, come nel caso di Osona (in cui, nell’885 designò un visconte che in sua assenza difendesse la frontiera meridionale con al-Andalus), oppure creando zone-cuscinetto come nel caso di Manresa, che era la prima linea della frontiera con l'emirato islamico di al-Andalus. Riorganizzò inoltre a fondo la struttura ecclesiastica, premiando i prelati che lo avevano appoggiato o destituendo quelli che lo avevano contrastato, ma comunque promuovendo la costruzione di una rete fitta di parrocchie e monasteri sia come difesa contro l'Islam che come controllo sul territorio. Va ricordato a questo proposito l'impegno nella fondazione del Monastero di Ripoll e del Monastero di Sant Joan de les Abadesses, a capo del quale mise la propria figlia Emma, mentre il figlio Rodolfo studiò all'interno di quello di Ripoll, di cui divenne abate..

[modifica] La crisi della monarchia carolingia

Morto Luigi il Balbo, il regno dei Franchi occidentali, nell’879, fu diviso tra i suoi due figli, entrambi minorenni: a Luigi III toccarono la Neustria e la parte occidentale dell’Austrasia, inclusa la Lorena; a Carlomanno, toccarono la Borgogna, l’Aquitania, inclusa la Settimania ed i contadi sud-pirenaici.

Il vuoto di potere causato da questa successione fu aggravato dalle morti successive di Luigi III (882) e di Carlomanno (884); a causa del difficile momento che viveva il regno di Francia, anche a causa dei continui attacchi dei Normanni, la nobiltà scartò l’ipotesi di mettere sul trono il figlio postumo di Luigi il Balbo, Carlo il Semplice, ancora in tenera età, ma offrirono la corona a Carlo III il Grosso, re di Germania, incoronato imperatore dal papa Giovanni VIII nell’881, riunendo così, per l’ultima volta, tutti i domini carolingi sotto un unico sovrano.
Carlo però non aveva la tempra del nonno, Ludovico il Pio, né del bisnonno, Carlo Magno, per cui invece di difendere con le armi, Parigi, sotto assedio dei Normanni, tra l’885 e l’886, pagò loro un tributo purché togliessero l’assedio: i Normanni si diressero in Burgundia.
Inoltre non riuscì a domare le rivolte scoppiate in Sassonia, Franconia, Turingia, Baviera e Svevia.
A seguito di questi avvenimenti Carlo il grosso fu esautorato.

Alla morte di Carlo il Grosso (888), il regno di Germania andò al nipote di Carlo, Arnolfo di Carinzia, figlio illegittimo di Carlomanno di Baviera, il regno d’Italia a Berengario del Friuli, carolingio da parte di madre, mentre il regno di Francia, scavalcando ancora una volta il legittimo erede, Carlo il Semplice, a Oddone, Conte di Parigi (888-898), che carolingio non era, intaccando così il principio di legittimità; pertanto le contee più periferiche (come la Catalogna) non si sentirono più legate al trono e cominciarono ad auto-governarsi.

[modifica] I conti catalani e la crisi carolingia

I conti catalani, Goffredo, Miró del Conflent (parte del Rossiglione), e Dela e Sunyer II di Empúries furono leali coi monarchi carolingi (lo dimostra la visita fatta da Carlo il Grosso al vescovo di Girona); in realtà, dopo la morte di Luigi il Balbo, fu solo nominale.
Infatti quando nell’880 Carlomanno attaccò Bosone I di Provenza, che era stato proclamato re di Burgundia (Provenza e parte della Borgogna), il 15 ottobre 879, dai nobili e dall'alto clero del regno riuniti in assemblea in Provenza, i conti catalani gli diedero il loro appoggio, ma né si unirono alla spedizione, né inviarono truppe, giustificandosi che erano ancora impegnati contro i seguaci di Bernardo di Gotia, in Settimania.
Infine non parteciparono all’assemblea di Ponthion (885) in quanto non ritenevano che il problema degli attacchi dei Normanni riguardasse la Catalogna.

Alla morte di Carlo il Grosso, non riconobbero come re il conte di Parigi, Oddone, ma non si batterono nemmeno per i diritti dell’erede carolingio, Carlo il Semplice.
Nei suoi dieci anni di regno Oddone, assorbito totalmente dal problema Normanno, non ebbe tempo di rivolgersi contro le contee catalane che non lo riconoscevano.

Nell’886, si era venuta a creare una difficile situazione legata alle nomine ecclesiastiche: un certo Esclua, prete guascone, in assenza dell’arcivescovo Teotardo di Narbona, con l’appoggio del conte di Pallars e Ribagorza e l’approvazione di Goffredo, si fece nominare, destituendo il titolare Ingoberto, vescovo di Urgell; ma quando Esclua, nominandosi metropolita della Tarraconense, si staccò dalla diocesi di Narbona e riportò la sede vescovile ad Empúries.
Goffredo, che era alleato di Testardo, non poté seguirlo e si oppose.
Allora i conti di Empúries si avvicinarono ad Oddone ed il conte Sunyer II si recò ad Orléans, alla corte del re (889), per perorare la sua causa.
Allora anche Testardo si riavvicinò ad Oddone ed ottenne il permesso di convocare, a Nimes (890), un concilio di tutti I vescovi della diocesi (Settimania e Catalogna) in cui vengono condannate tutte le usurpazioni ed Esclua ottenne il perdono con l’incarico di comunicare le risoluzioni sinodali al conte Sunyer II d’Empúries.
La crisi ecclesiastica si concluse col sinodo di Urgell (892), che confermò le decisioni di Nimes. In conclusione, questa vicenda, mostrò che i monarchi sia carolingi, Carlo il Grosso (885-888), sia intrusi, Oddone (888-898), furono passivi, in modo inconcepibile per Luigi il Balbo ed i suoi predecessori, da Carlo il Calvo a Carlomagno.

[modifica] La morte di Goffredo

Sepolcro del Conte Goffredo al monastero di Ripoll
Sepolcro del Conte Goffredo al monastero di Ripoll

Tra l’883 e l’884 gli arabi cominciano a reagire all’espansione di Goffredo, che ha guadagnato posizioni nella contea di Osona a Cardona, a Berguedà ed a sud del fiume Llobregat; a nord di Solsona, Manresa e Montserrat.
I Banu Qasi fortificarono la città di Lleida, governata dal wali, Ismail bin Musa. Goffredo attaccò la città, senza risultato, anzi pagando grandi perdite.
L’anno dopo, il successore di Ismail, Lupo Ibn Muhammad, attaccò Barcellona e nella battaglia dell’11 agosto 897 Goffredo perse la vita.
Fu sepolto nel monastero di Ripoll.

[modifica] La successione

La successione non fu più determinata dal re dei Franchi, Oddone, ma fu ereditaria. Questo era già avvenuto nell’895, alla morte di Mirò, fratello di Goffredo, la contea di Rossiglione passò a Sunyer II d'Empúries, mentre la contea di Conflent passò a Goffredo il Villoso, senza l’approvazione reale.
Alla morte di Goffredo, vi fu una successione congiunta di quattro figli: - Goffredo Borrell, Miró II di Cerdanya, Sunifredo II d'Urgell e Sunyer- sotto la guida del primogenito Goffredo Borrell.
In un secondo tempo si divisero le contee:

  • a Goffredo Borrell e Sunyer andarono le contee di Barcellona, Girona ed Osona,
  • a Sunifredo la contea d'Urgell, ed
  • a Miró le contee di Cerdanya, Conflent e Berga

[modifica] La discendenza

Nell’877 sposò Guinidilda figlia de Mirò I conte di Rossiglione ed ebbero nove figli:

[modifica] La visione storica di Goffredo

La visione attuale Goffredo il Villoso è stata creata dagli storici del XIX secolo come l’artefice dell’indipendenza catalana, idea resa popolare durante la Renaixença, specialmente dal drammaturgo Serafí Pitarra, con la frase Fills de Guifré el Pilós, això vol dir catalans (Figli di Goffredo il Villoso, questo vuol dire Catalani). Si sostiene che la bandiera a quattro barre sia stata creata da lui che morente, ferito dai Mori, passò quattro dita insanguinate sullo scudo.
In ultima analisi Goffredo fu un nobile dell’impero carolingio che approfittando del collasso del potere reale si creò un potere personale che poi trasmise ai propri figli, creando così la casa comitale barcellonese e poi casa reale catalana, che fu trasformato in un eroe che combatté sia i musulmani che i Franchi conseguendo l’indipendenza della Catalogna.


Predecessore: Conte di Barcellona Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
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[modifica] Voci correlate

Elenco di conti di Tolosa

Elenco dei conti di Barcellona

Elenco di duchi, re e conti di Provenza

Imperatori del Sacro Romano Impero

Tabella cronologica dei regni della Penisola iberica

[modifica] Bibliografia

Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in <<Storia del mondo medievale>>, vol. II, 1999, pp. 477-515

René Poupardin, I regni carolingi (840-918), in <<Storia del mondo medievale>>, vol. II, 1999, pp. 583-635


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