Raimondo Berengario I di Barcellona

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Raimondo Berengario I
Raimondo Berengario I; (Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Raimondo Berengario I;
(Monastero di Santa Maria di Poblet, 1400);
Conte di Barcellona
In carica 1035 - 1076
Predecessore Berengario Raimondo I
Successore Berengario Raimondo II e Raimondo Berengario II
Nome completo Raimondo Berengario
Altri titoli conte di Girona e d'Osona
Nascita 1023
Morte 1076
Luogo di sepoltura Cattedrale di Sant'Eulalia di Barcellona
Casa reale casato di Barcellona
Padre Berengario Raimondo I
Madre Sancha di Castiglia
Consorte Elisabetta d'Albi
Bianca di Provenza
Almodis de La Marche
Figli Arnau di Barcellona
Berengario di Barcellona
Pietro Raimondo, di primo letto
Raimondo Berengario II
Berengario Raimondo II
Inès o Agnese di Barcellona
Sancha, di terzo letto

Raimondo Berengario, detto il Vecchio (el Viejo). Raimond Bérenger in francese, Ramon Berenguer in catalano, Ramón Berenguer in spagnolo, Remón Berenguer in aragonese e Raimundo Berenguer in portoghese e in galiziano. Raimundus Berengarius in latino (1023Barcellona, 26 maggio 1076), fu conte di Barcellona e Girona (1035-1076) e di Osona dal 1054 e conte di Carcassonne dal 1069, alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Come ci conferma l'Ex Gestis Comitum Barcinonensium, era il figlio maschio primogenito del conte di Barcellona, Girona, Osona, Berengario Raimondo I[1] e della sua prima moglie[2]., Sancha Sánchez di Castiglia[3], che, secondo lo storico medievalista spagnolo, Fray Justo Pérez de Urbel y Santiago (Justo Pérez de Urbel), era figlia del conte di Castiglia, Sancho Garces e della moglie, Urraca Gomez[4].
Berengario Raimondo I di Barcellona, come ci conferma a Crónica de San Juan de la Peña, era il figlio maschio primogenito del conte di Barcellona, Girona, Osona, Borrell II[5] e della moglie[6], Ermesinda di Carcassonne, che secondo il documento XIV della España sagrada. Tomo XXIX. Appendice era la figlia ultimogenita del conte di Carcassonne, Ruggero I di Comminges il Vecchio[7] (930/40-dopo l'aprile 1011) e di Adelaide di Gevaudan, identificata con Adelaide di Melgueil (953-ca. 1011) figlia di Bernardo Conte di Melgueil e della moglie Sénégonde di Rouergue[8][9] o Adelaide di Rouergue (949-dopo il 1011), figlia di Baldovino di Pons e di una contessa di Rouergue[10][11][12].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La penisola iberica alla morte di Berengario Raimondo I. Al-Andalus è diviso in sedici o diciassette emirati (regni di Taifa), mentre la contea di Barcellona non più vassallo del regno di Francia, è sotto la protezione del re di Navarra, Sancho III Garcés il Grande.

Succedette al padre, come era stato previsto dal testamento redatto da Berengario Raimondo I nel febbraio 1035[2] e, col quale, divise il suo dominio in tre parti:

  • a Raimondo Berengario andarono le contee di Barcellona e di Gerona fino al fiume Llobregat;
  • a Sancho, detto Sancho d'Olèrdola una parte delle contee di Barcellona e di Gerona tra il fiume Llobregat ed il confine con al-Andalus, denominata contea di Penedès, con capitale la cittadina di Olèrdola;
  • a Guglielmo, unitamente alla madre, Guisla de Lluça (seconda moglie di Berengario Raimondo I), la contea di Osona.

Dopo la morte di suo padre, avvenuta nel mese di maggio del 1035, come ci confermano gli Annales Barcinonenses[13], Raimondo Berengario I gli successe, sotto la reggenza della nonna Ermesinda, che continuò la politica paterna di buon vicinato con tutti, inclusi i Mori. Raggiunta la maggiore età continuò a governare sotto tutela della nonna, almeno sino al 1041, quando la nonna fu relegata nella contea di Girona[3].

Lo storico catalano Pròsper de Bofarull i Mascaró, facendo riferimento ad un documento, datato 14 novembre 1039, scrive, che Raimondo Berengario, a Barcellona, sposò Elisabetta (Isabella, prima del matrimonio) (ca. 1025-29 giugno 1050 confermata da un necrologio del monastero di Santa Maria di Ripoll, citato dal Bofarull[14]), che sempre, secondo Bofarull, poteva essere figlia del visconte d'Albi e di Nîmes, Raimondo Bernardo Trencavel, oppure di un nobile Catalano, Guglielmo Bernardo di Odena, ambedue con una moglie di nome Ermengarda[14].

Nel 1040, iniziò una ribellione di Mir Geribert, figlio di Geriberto, visconte di Barcellona e di Ermengarda di Barcellona (figlia del conte di Barcellona, Borrell II di Barcellona|Borrell) che si autoproclamò principe d'Olèrdola, che Raimondo Berengario riuscì a stroncare solo nel 1059[14], costringendo Mir Geribert a rifugiarsi a Tortosa dove, nel 1060, morì.

Dall'anno in cui cominciò a governare da solo, secondo Bofarull, iniziò una politica di espansione, sia a sud, conquistando territori di al-Andalus, sino alla città di Barbastro, approfittando della debolezza dei Regni di Taifa, in seguito alla dissoluzione del califfato di al-Andalus[15], sia a nerd dei Pirenei, conquistando le contee di Carcassonne e Razès[14] e nel 1044 attaccò Raimondo Goffredo conte di Cerdagna[14], che portò la contea di Barcellona ad essere considerata la contea più influente di tutta la Catalogna[14].

Nel 1049 entrò in possesso dei territori che il padre aveva lasciato al fratello Sancho, che in quell'anno rinunciò alla contea e, nel 1050, si fece monaco a Saint-Pons-de-Thomières, nel Conflent[2].

Essendo morta (1050), probabilmente di parto, la moglie Elisabetta (il Bofarull cita un documento di donazione fatta, in suffragio dell'anima della moglie, al monastero di Santa Maria di Ripoll da Raimondo Berengario I, il 28 settembre 1050[2]), all'inizio del 1051 (prima del 26 marzo, data in cui Raimondo e Bianca risultavano già sposati[14]), Raimondo Berengario si sposò, in seconde nozze, con Bianca (?-dopo il 12 novembre 1076, perché ricordata nel testamento di Raimondo Berengario[14][16]).
Raimondo Berengario I ripudiò Bianca l'anno seguente (1052)[14], dopo aver incontrato la contessa di Tolosa.

Contea di Barcellona
Casato di Barcellona
Aragon Arms.svg

Goffredo
Figli
Goffredo II Borrell I
Figli
  • Riquilda
Sunyer I
Figli
Mirò I
Borrell II
Figli
Raimondo Borrell III
Figli
Berengario Raimondo I
Figli
  • Raimondo Berengario
  • Sancho di Barcellona e di Castiglia detto d'Olèrdola
  • Guglielmo I d'Osona
  • Bernardo Berengario di Barcellona;
  • Sibilla di Barcellona
Raimondo Berengario I
Figli
  • Arnau di Barcellona
  • Berengario di Barcellona
  • Pietro Raimondo di Barcellona
  • Raimondo Berengario II el Cap d'Estopes ("Testa di Stoppia")
  • Berengario Raimondo II el Fratricida ("il Fratricida")
  • Inès o Agnese di Barcellona
  • Sancha di Barcellona
Raimondo Berengario II
Figli
Berengario Raimondo II
Raimondo Berengario III
Figli
Raimondo Berengario IV
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Nell'estate del 1053 (dopo il 29 giugno; in quella data, secondo il documento nº 235 del volume V delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, Almodis suggerì al marito, il conte di Tolosa, Ponzio, di codificare l'unione delle abbazie di Cluny, che avrebbe avuto la preminenza, e di Moissac[17]. Tale avvenimento viene ricordato anche dal documento nº 3344 delle Chartes de l'abbaye de Cluny del 29 giugno 1053[18]), Raimondo Berengario I fece rapire, dal suo alleato, l'emiro musulmano di Tortosa, la moglie di Ponzio, conte di Tolosa, Almodis de La Marche[19], figlia di Bernardo I de la Marche (ca. 991- 16 giugno 1047) conte de la Marche e di Amelia de Rasés[20] (? - † 1053). Il nome della madre, è ripreso da un documento del 1053 ("Almodis comitissa, filia que es Amelie comitisse") è citato dallo storico José Enrique Ruiz Domenec nel suo libro Quan els vescomtes de Barcelona eren (Barcelona, 2006) a pag. 320[14]; l'emiro di Tortosa, con una flotta musulmana assalì Narbona e rapì la contessa di Tolosa, che fu portata a Barcellona, dove Raimondo Berengario la convinse a diventare la sua amante e quindi, tra il 1053 ed il 1054, a sposarlo[19], pur essendo ancora in vita i rispettivi consorti, il secondo marito di Almodis, Ponzio, che, nel 1053, aveva ripudiato Almodis de La Marche[21], il primo marito di Almodis, Ugo V di Lusignano[19] e la moglie di Raimondo Berengario, Bianca, che si appellò al papa Vittore II che, su suggerimento della nonna di Raimondo, Ermesinda, nel 1056, scomunicò entrambi, Raimondo Berengario ed Almodis[14].

La penisola iberica nel 1050 circa. Al-Andalus è diviso in circa venticinque emirati (regni di Taifa)

Nel 1054, Raimondo Berengario entrò in possesso della contea di Osona, quando la matrigna, Guisla, che, unitamente al figlio Guglielmo, aveva ereditato la contea alla morte di Berengario Raimondo, si sposò, in seconde nozze, col visconte di Barcellona, Udalardo II, e dovette rinunciare alla contea a favore del figlio Guglielmo, il quale a sua volta rinunciò a favore del fratellastro, Raimondo Berengario I.

Tra il 1064 ed il 1069, impose la Pace di Dio[14] e fece pubblicare, in catalano, gli Usatges, il più antico codice feudale che si conosca, che codificava il processo di feudalizzazione iniziato da suo padre. Questi codici poi furono modificati ed integrati con la giuresprudenza romana dai sovrani successivi[22].
Inoltre riuscì ad imporre tributi ai (regni di Taifa) di Lérida, Tortosa e Saragozza[14].

Verso il 1069, secondo l'Inquisitio circa comitatum Carcassonæ quomodo pervenerit ad comites Barcinonenses, Raimondo Berengario I acquistò il titolo e i diritti della contea di Carcassonne da Guglielmo I di Cerdagna[23], dopo che era morta la moglie, la contessa di Carcassonne, Adelaide.

Assieme ad Almodis, per sostituire la vecchia basilica di Barcellona, distrutta, molto probabilmente, da Almanzor, continuò la costruzione della Cattedrale romanica di Barcellona di cui alcuni particolari sono presenti nella attuale cattedrale gotica.
Almodis compare citata in due documenti di donazione, assieme al terzo marito, Raimondo: una prima volta, nel 1054, nella Colleció Diplomática de la casa de Temple de Barberà[24]; una seconda volta nel documento n° CCLXXIV, del Cartulaire de l´abbaye de Lérins, 1ère partie, del 1068[25].

Nel 1071, secondo il documenti n° 301 del Preuves delle Histoire générale de Languedoc, Tomus V, fu risolto il contenzioso sorto, tra Raimondo Berengario I ed il conte di Tolosa, Guglielmo IV, che era figlio di sua moglie Almodis, circa il castello di Laurago[26].
In quello stesso anno, Pietro Raimondo (1050-1073), figlio e legittimo erede di Raimondo Berengario e della prima moglie, Isabella, che era molto affezionato ad Almodis, la quale gli aveva fatto da madre, quando si rese conto che la matrigna si adoperava affinché il titolo passasse ai suoi due figli, i gemelli Raimondo Berengario e Berengario Raimondo, l'assassinò[27], strangolandola. L'avvenimento è confermato dal Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II, che cita il necrologio del monastero di San Cucufate il giorno 17 novembre[28]
Pietro Raimondo per il suo crimine fu diseredato ed esiliato, ed anche papa Gregorio VII, appena eletto, nel 1073 gli inflisse una penitenza per l'uccisione della matrigna[29].

Raimondo Berengario I morì il 26 maggio 1076, come ci confermano gli Annales Barcinonenses[13] e il Necrologium Gerundensem[30], lasciando il titolo di conte di Barcellona ai due figli gemelli Raimondo Berengario e Berengario Raimondo, come conferma il testamento pubblicato il 12 novembre 1076[14].
Il sepolcro di Raimondo Berengario si trova nella Cattedrale di Sant'Eulalia di Barcellona, accanto a quello della terza moglie, Almodis de La Marche.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Raimondo Berengario I ebbe da Isabella tre figli, da Bianca nessuno e da Almodis cinque figli.[3][14].

Da Isabella ebbe:

  • Berengario di Barcellona[31], (? -ca.1045)
  • Arnau di Barcellonaref <name=Hispanica/> (? -ca.1045)
  • Pietro Raimondo di Barcellona (1050- dopo il 1073), che controfirmò una donazione nel 1068[25], poi, nel 1071, uccise la matrigna, Almodis[27] e, nel 1073, per l'omicidio gli fu inflitta una penitenza da papa Gregorio VII[29]. Morì esule in Castiglia (in Hispania), senza discendenza[27].

Da Almodis ebbe:

  • Raimondo Berengario II el Cap d'Estopes ("Testa di Stoppia")[32] (1054-1082, assassinato, sembra da un uomo della sua scorta in un bosco nei pressi di Barcellona), conte di Barcellona
  • Berengario Raimondo II el Fratricida ("il Fratricida")[32] (1054-1097, a cui la voce popolare addebitò l'omicidio del fratello), conte di Barcellona e crociato in Terra Santa
  • Arnaldo Pietro (ca. 1054-tra il 2 gennaio 1068 e il 12 novembre 1076), citata in due documenti di donazione, assieme ai genitori: una prima volta, nel 1054, nella Colleció Diplomática de la casa de Temple de Barberà[24]; una seconda volta nel documento n° CCLXXIV, del Cartulaire de l´abbaye de Lérins, 1ère partie, del 1068[25], ma non citato nel testamento del padre
  • Inès o Agnese di Barcellona (ca. 1056-prima del 12 novembre 1076), che sposò, il 10 maggio 1070, il conte Ghigo II d'Albon, figlio di Ghigo I d'Albon e di Gotelene. Entrambi i coniugi non furono citati nel testamento di Raimondo Berengario I[14]
  • Sancha di Barcellona (ca. 1058- dopo il 13 aprile 1102 in questa data è ricordata nel testamento del figlio, Guglielmo Giordano di Cerdanya[33]), che, secondo le Europäische Stammtafeln[34], vol III, 137 (non consultate), sposò, dopo il 12 novembre 1076, il conte di Cerdagna, Guglielmo Raimondo (?-ca. 1095) figlio del conte Raimondo Goffredo e di Adelaide[14].

Raimondo Berengario I nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Raimondo Berengario I è il protagonista del romanzo Il signore di Barcellona (Te daré la tierra) di Chufo Lloréns.

Immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XI, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, par. 9, pag 289
  2. ^ a b c d (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali catalane-BERENGUER RAMON
  3. ^ a b c (EN) #ES Ramon Berenguer I of Barcelona[The Elder]
  4. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali castigliane-SANCHO García
  5. ^ (ES) #ES Crónica de San Juan de la Peña, cap. XXVII, riga 25
  6. ^ (ES) #ES Crónica de San Juan de la Peña, cap. XXVIII, righe 23 e 24
  7. ^ (LA) España Sagrada, Tome XXIX, Appendice, Documento XIV pagina 461
  8. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : nobiltà tolosana-ROGER de Comminges
  9. ^ (EN) #ES Adelaide de MELGUEIL- PEDIGREE
  10. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali catalane-ERMESINDE de Carcassonne (RAMON BORRELL I)
  11. ^ (EN) #ES Genealogy : Casa di Foix-Ermesinde
  12. ^ (EN) #ES Adelaide de ROUERGUE- PEDIGREE
  13. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Annales Barcinonenses 993, pag 2
  14. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Dinastie comitali catalane-RAMON BERENGUER I "el Viejo" de Barcelona
  15. ^ Rafael Altamira, Il califfato occidentale, pag. 499
  16. ^ Questo fa supporre allo storico catalano Pròsper de Bofarull i Mascaró che Raimondo Berengario abbia sposato, per la seconda volta, Bianca, prima di morire.
  17. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 235 colonne 470 e 471
  18. ^ (LA) Chartes de l'abbaye de Cluny, Tome IV, documento n° 3344, pagg. 825 - 827
  19. ^ a b c (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou pag 401
  20. ^ Secondo altre fonti la madre di Almodis potrebbe essere anche Amelia di Montignac (ca. 989 -† ca. 1072) oppure Amelia d'Aulnay (ca. 990 -† ca. 1072)
  21. ^ (EN) Dinastie comitali tolosane
  22. ^ Harold Dexter Hazeltine, Il diritto romano e il diritto canonico nel medioevo, pag. 329, nota 1
  23. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII,Inquisitio circa comitatum Carcassonæ quomodo pervenerit ad comites Barcinonenses, par. B, pag 374
  24. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : ANGOULEME- AlmodislaMarche
  25. ^ a b c (LA) Cartulaire de l´abbaye de Lérins, 1ère partie, documento n° CCLXXIV, pagg. 280 e 281
  26. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Tomus V Preuves, Documento 301, colonne 588-590
  27. ^ a b c (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XI, Gesta Comitum Barcinonensium, pag. 290
  28. ^ (ES) Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II, pag. 46
  29. ^ a b (ES) Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II, pagg. 48 e 49
  30. ^ (LA) España Sagrada Tomo XLIII, doc. LIV, Necrologium Gerundensem, pag. 494
  31. ^ (LA) Marca Hispanica Appendix, doc. CCXXVII, colonna 1086
  32. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XI, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, par. 11, pag 290
  33. ^ (LA) Marca Hispanica Appendix, doc. CCCXXX, colonna 1224
  34. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, Il califfato occidentale, in "Storia del mondo medievale", vol. II, 1999, pp. 477–515
  • Harold Dexter Hazeltine, Il diritto romano e il diritto canonico nel medioevo, in "Storia del mondo medievale", vol. V, 1999, pp. 295–369
  • Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), in "Storia del mondo medievale", vol. V, 1999, pp. 865–896
  • (ES) Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II.
  • (LA) Marca Hispanica.
  • (CA) Crónica de San Juan de la Peña.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Conte di Barcellona Successore Aragon.png
Berengario Raimondo I 10351076 Raimondo Berengario II e
Berengario Raimondo II