Raimondo Berengario III di Provenza

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Raimondo Berengario III
Conte di Provenza
In carica 1173 - 1181
Predecessore Alfonso il Casto
Successore Sancho I
Nascita 1158
Morte Montpellier, 5 aprile 1181
Luogo di sepoltura Melgueil
Dinastia Casato di Barcellona
Padre Raimondo Berengario il Santo
Madre Petronilla d'Aragona

Raimondo Berengario III di Provenza (1158Montpellier, 5 aprile 1181) fu conte di Cerdagna dal 1162 al 1168 e, conte di Provenza, dal 1173 alla sua morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlio della regina d'Aragona e contessa di Sobrarbe e Ribagorza, Petronilla e del principe d'Aragona e conte di Barcellona, Girona, Osona e Cerdagna, Raimondo Berengario IV[1] che, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlio del conte di Barcellona, Girona, Osona e Cerdagna, Raimondo Berengario III e della contessa di Provenza e Gévaudan, Dolce I[2], figlia primogenita del Visconte di Millau, di Gévaudan, e di Carlat, Gilberto I di Gévaudan e della Contessa di Provenza, Gerberga (come ci viene confermato dalle Note dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome II[3]), figlia secondogenita del conte di Provenza, Goffredo I e della moglie Stefania o Dolce (?- dopo il 1096, anno in cui Stefania fece una donazione per l'anima del figlio Bertrando[4]), come viene riportato a pagina 529 delle Note dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome II[3]; secondo lo storico Szabolcs de Vajay, Stefania era viscontessa di Marsiglia, figlia del visconte di Marsiglia, Guglielmo II.
Petronilla, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium era figlia del re d'Aragona e conte di Sobrarbe e Ribagorza, Ramiro II[2] e della moglie, Matilde (o Agnese) di Poitiers (1103-ca. 1160), figlia legittima del duca d'Aquitania e conte di Poitiers, Guglielmo IX (questa tesi è sostenuta, sia dal Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou[5] che dalla Ex Gestis Comitum Barcinonensium[6], e anche dalla Crónica de San Juan de la Peña[7]. Infine, secondo le Europäische Stammtafeln[8], vol II, 58 e 76 (non consultate)[9] era figlia illegittima di Guglielmo IX) e vedova del visconte Emerico V di Thouars (questo matrimonio è confermato dalla donazione n° CXLVII del Cartulaire de l'abbaye de la Sainte-Trinité de Tiron, Tome I, del 1030 circa, fatta unitamente da Emerico e Agnese[10]), che si era dimostrata fertile col suo primo marito, come ci conferma il documento n° 1159 della Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel, Tome I, dove la sposa e chiamata Matilde[11]; e la Ex Fragmentis Chronicorum Comitum Pictaviæ, Ducum Aquitaniæ dove la sposa è chiamata Matilde (Mahauda), detta Agnese (Agnes dicta)[12], che però sostiene, assieme ad altre fonti non primarie[9]che Agnese era la figlia di Guglielmo, signore di Puy-du-Fou[12].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla nascita, avvenuta il 1158, fu battezzato con lo stesso nome del fratello primogenito, Pietro. Infatti in un passo delle Crónicas navarras (Crónicas navarras)[13], si legge « …el conte don Pedro de Provença,...»[14].
In quello stesso passo viene confermato che Pietro era il terzogenito, in quanto, elencando i figli di Raimondo Berengario IV e Petronilla, viene nominato per terzo (don Pedro…el rey don Alfonso, que ovo nombre Remón Belenguer et el conte don Pedro de Provença et el conte don Sancho)[14]. Sempre le Crónicas navarras confermano che il primogenito (anche lui di nome Pietro) morì giovane e infatti la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium lo citano, col nome Raimondo, come secondogenito, dopo il fratello maggiore Ildefonso (Alfonso)[1].

[Nell'agosto del 1161, secondo la Ex Gestis Comitum Barcinonensium, suo padre, Raimondo Berengario IV accompagnò sino a Torino il nipote, il conte di Provenza Raimondo Berengario II, per richiedere ed ottenere la conferma della contea di Provenza da parte dell'imperatore Federico Barbarossa[15].
Sulla via del ritorno da Torino, a Borgo San Dalmazzo, nel 1162, Raimondo Berengario IV morì[15] (la morte di Raimondo Berengario IV è riportata anche dagli Annales Sancti Victoris Massilienses[16]).

Dopo la morte del padre, Pietro (non aveva ancora assunto il nome di Raimondo Berengario), nel 1162, sotto la tutela della madre, Petronilla, ereditò il titolo di Conte di Cerdagna[14], incluso la signoria su Narbona e Carcassonne.

Nel 1166, alla morte del cugino, il conte di Provenza, Raimondo Berengario II, che, in competizione con Genova, cercava di espandere la contea verso occidente, tentatando di conquistare Nizza (la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, ci conferma che morì a Nizza[1], mentre gli Annales Sancti Victoris Massilienses ci confermano che Raimondo Berengario, nipote del conte di Barcellona, mori nel 1066[17]), suo fratello, Alfonso il Casto, rivendicò la contea, in quanto l'erede legittimo, Dolce II di Provenza, era femmina.

Nel 1167, dato che, secondo la Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium la madre di Dolce, Richenza di Polonia, si stava accordando col conte di Tolosa, Raimondo V[18], Alfonso, con un esercito, entrò in Provenza[18], spodestò Dolce e s'impadronì della contea[18], assumendo il titolo di conte[19]Alfonso I di Provenza, come risulta da un documento di quell'anno « "Ildefonsus…rex Aragonensis, comes Barchinonensis, duc Provinciæ"»[14].

Molto probabilmente, dopo aver occupato la Provenza, suo fratello Alfonso II, pur mantenendo il titolo di duca di Provenza, gli affidò il governo della contea[14], e, nel 1168, Pietro cedette la contea di Cerdagna al fratello Sancho.

Nel 1173, dopo la morte della legittima erede, Dolce II, avvenuta alla fine del 1172 (Dolce morì prima del 12 dicembre 1172, perché, in quella data, secondo il documento CCXXIX, delle Notes de l'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, la nonna, Beatrice confermò nel titolo di contessa di Melgueil, solo sua figlia, Ermessinda[20] e non più Dolce), suo fratello Alfonso II gli cedette il titolo di conte di Provenza[21].

Nel 1176, assieme al fratello Sancho, riuscirono a conquistare Nizza alla repubblica di Genova.
Fu coinvolto nella guerra tra i signori di Linguadoca ed il conte di Tolosa, Raimondo V.

Fu assassinato, nei pressi di Montpellier il 5 aprile 1181 dagli uomini di Ademaro di Murviel, feudatario del conte di Tolosa. Gli Ex Gestis Comitum Barcinonensium, definendolo un glorioso giovane, che governò la contea di Provenza con molta liberalità, finché visse; ma, nell'anno 1181, fu ucciso da alcuni traditori, nel giorno di Pasqua, e fu portato e tumulato, nella città di Melgueil[21], mentre gli Annales Sancti Victoris Massilienses ci confermano che Raimondo Berengario, conte e marchese di Provenza, fratello di Alfonso II, re d'Aragona e conte di Barcellona, uomo nobile e generoso, e amato da tutti, nel giorno della Santa Pasqua fu ucciso a trdimento[17].

La Provenza passò a suo fratello Sancho, già conte di Cerdagna.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1176 ed il 1178, secondo le Europäische Stammtafeln[8], vol II, 177 (non consultate)[14]Raimondo Berengario fu fidanzato con Eudocia Comnena, appartenente alla famiglia imperiale bizantina dei Comneni (Secondo lo storico Sturdza, M. D, nel suo Dictionnaire Historique et Généalogique des Grandes Familles de Grèce, d'Albanie et de Constantinople sostiene che fosse la nipote di Andronico Comneno (Porfirogenito)[14]); però non ci fu alcun matrimonio, in quanto, nel 1178, Eudocia sposò Guglielmo VIII, signore di Montpellier, come ci viene confermato dalla Histoire de la ville de Montpellier Tome I, che racconta che la principessa, figlia dell'imperatore bizantino, Manuele I Comneno (1118-1180), era venuta nella penisola iberica per sposare Alfonso II; siccome aveva ritardato molto, Alfonso si era già sposato. Allora si era recata a Montpellier, in attesa di una decisione dell'imperatore suo padre; nell'attesa, il signore di Montpellier fu con lei molto galante, tanto che riuscì ad ottenerne la mano[22].
Secondo la Historia del rey de Aragón Don Jaime I, una autobiografia del re d'Aragona, Giacomo I, all'inizio del Cap. I, conferma che Eudocia venne nella penisola iberica, a seguito di un accordo tra suo nonno, Alfonso II, ed il padre di Eudocia, l'imperatore bizantino, Manuele I Comneno; quando però arrivò in Aragona, la principessa scoprì che Alfonso si era già sposato con Sancha di Castiglia, e che lo stesso Alfonso II si adoperò per farla sposare con Guglielmo VIII, signore di Montpellier[23].

Comunque di Raimondo Berengario non si conosce alcuna discendenza[14][24].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 363
  2. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pag 361
  3. ^ a b (FR) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus II, pagina 529
  4. ^ (LA) Cartoulaire de l'abbaye de Saint-Victor de Marseille tome I, documento 220, pagg. 242 e 244
  5. ^ (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou, pag 419
  6. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, cap. 20, pag 379
  7. ^ (ES) Crónica de San Juan de la Peña, cap. 20, righe 91 e 92, pag. 468
  8. ^ a b Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.
  9. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Re d'Aragona - IInfante don RAMIRO de Aragón
  10. ^ (LA) Cartulaire de l'abbaye de la Sainte-Trinité de Tiron, Tome I, doc. CXLVII, pag. 171
  11. ^ (LA) Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel, Tome I, doc. 1159, pag 318
  12. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tome XII, Ex Fragmentis Chronicorum Comitum Pictaviæ, Ducum Aquitaniæ, par. A, pag. 409
  13. ^ Le Crónicas navarras (Crónicas navarras) sono un insieme di narrazioni storiche, scritte in parte in latino e in parte in una lingua romanza, aragonese, inerente alla regione navarro-aragonese, a partire dal primo secolo, sino al 1186; la cronache sono divise in 6 parti, la prima riguarda i re di Aragona dal regno di Ramiro I di Aragona a quello di Alfonso II il Casto o il Trovatore, mentre la seconda è dedicata alla dinastia di Rodrigo Diaz (el Cid) (Linage de Rodric Díaz)
  14. ^ a b c d e f g h (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy :Nobiltà di Provenza - Infante don PEDRO de Aragón
  15. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, cap. 17, pag 377
  16. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Annales Sancti Victoris Massilienses, anno 1162, pag 3
  17. ^ a b (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, Tomus XXIII, Annales Sancti Victoris Massilienses, anno 1166, pag. 3
  18. ^ a b c (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Brevi Historia Comitum Provinciæ e familia comitum Barcinonensium, pagg. 363, nota a
  19. ^ Rafael Altamira, La Spagna (1031-1248), pag. 885
  20. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Notes, tomus IV, pagina 527
  21. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XII, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, pag. 379
  22. ^ (FR) Histoire de la ville de Montpellier Tome I, pagg. 67 e 68
  23. ^ (ES) Historia del rey de Aragón Don Jaime I, cap. I, pagg. 15 e 16
  24. ^ (EN) #ES Genealogy : Re d'Aragona - Pedro=Raymund Berenger IV

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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