Comneni

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La famiglia dei Comneni (in greco: Κομνηνός, Κομνηνοί, noti anche come Comnenus o Komnenos) ebbe un ruolo importante nella storia dell'Impero bizantino. Costituì una dinastia che ne resse le sorti fra XI e XII secolo guidandolo a riacquistare vigore e potenza, tanto che gli storici hanno definito il loro periodo la "Rinascita dell'Impero".

I Comneni diedero sei imperatori al trono di Bisanzio, uno al trono di Eraclea e uno a quello di Trebisonda. Tra le famiglie presunte discendenti per linea materna da questa casa imperiale figurano i Romanov e gli Arianiti.

Caratteristiche dei Comneni[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia, quantunque rivendicasse una improbabile discendenza dall'imperatore Costantino I il Grande, proveniva da un villaggio trace nei pressi di Filippopoli: Comne (o Komne), da cui trasse il proprio nome. Nell'XI secolo, comunque, il grosso della famiglia e i suoi possedimenti si trovavano in Paflagonia, nella zona di Kastamonu (toponimo che probabilmente deriva da Castra Comneni, la cittadella all'interno dell'ampia tenuta ricevuta in dono dagli imperatori un secolo prima come premio della loro fedeltà).[1]

Il basileus Giovanni II Comneno
(da un mosaico nella basilica di Santa Sofia a Istanbul).

Caratteristiche comuni a quasi tutti i Comneni furono la forza e la capacità di comando: due dei sei Comneni che divennero imperatori, Isacco I (1005-1061) e suo nipote Alessio I (1048-1118), erano generali dell'esercito ed entrambi presero il trono con un colpo di Stato. Anche Giovanni II (1087-1143) aveva la stoffa del generale: non sopportava il lusso e visse più della metà della sua vita nell'accampamento con i suoi soldati, impegnato nella riconquista dell'Asia Minore. I sudditi di Giovanni dicevano che la sua vita sembrava una campagna militare continua. Giovanni educò nello stesso modo anche i suoi quattro figli, cui infuse la stessa passione per la guerra; l'erede al trono, Manuele I, affrontò una guerra dopo l'altra per aumentare la potenza dell'Impero bizantino.

A Manuele successe il figlio Alessio II, un ragazzino di soli dieci anni che morì dopo soli quattro anni, fatto uccidere da Andronico I. Secondo alcune cronache, Alessio sarebbe sopravvissuto per pietà dei suoi carnefici che lo fecero fuggire. Rifugiatosi presso il sultano selgiuchide, per tutta la vita avrebbe combattuto contro l'impero che gli era stato tolto e che lui reclamava, dimostrando così di che pasta erano fatti i Comneni.

Andronico I, l'ultimo Comneno dell'impero bizantino, fu considerato uno degli imperatori più spregevoli della storia di Bisanzio, ma non si può negare la sua forza nell'impartire ordini: con il suo esercito rovesciò Alessio II Comneno e si proclamò imperatore, ma fu odiato per le abominevoli iniquità da lui compiute. Lasciato il popolo alla fame, venne linciato dalla folla inferocita e i suoi familiari furono costretti a fuggire alla corte del regno di Georgia.

Nel 1204 un discendente di Andronico, Alessio, fondò insieme a suo fratello Davide l'Impero di Trebisonda, che durò per 257 anni. Gli Imperatori di Trebisonda furono tutti Comneni, tranne una Cantacuzena; si fregiarono del titolo di Mega Komnenos. L'ultimo Comneno Imperatore di Trebisonda fu Davide II di Trebisonda, che si arrese ai turchi nel 1461, otto anni dopo la caduta di Costantinopoli. Con Trebisonda cadde l'ultimo lembo di cultura bizantina.

Con la caduta dell'Impero Romano d'Oriente, nel 1453, un ramo della dinastia Comneno, gli Angelo Flavio Comneno, principi di Macedonia e duchi di Durazzo, come altri membri dell'aristocrazia bizantina, si trasferirono in Italia ed in Russia. L'ultimo dei rami cadetti italiani della famiglia fu il principe Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, morto nel 1699, il cui nome è legato alla trasmissione del gran magistero dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio a Francesco Farnese, duca di Parma e Piacenza, un gran magistero che viene tuttora esercitato dai Borbone delle Due Sicilie, discendenti diretti dei Farnese.

I Comneni Imperatori di Bisanzio[modifica | modifica wikitesto]

Affresco rappresentante il basileus Manuele I Comneno

Altri Comneni della famiglia imperiale[modifica | modifica wikitesto]

I Comneni Imperatori di Trebisonda[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alexander P. Kazhdan (a cura di), The Oxford Dictionary of Byzantium, New York, Oxford University Press, 1991, p. 1143. ISBN 978-0-19-504652-6.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael Angold, Church and Society in Bisanzium under the Comneni, 1995, Cambridge university Press

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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