Almodis de La Marche

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Almodis de La Marche, o Adalmode de la Marche, Almodis, anche in spagnolo, in catalano in francese, in aragonese, in portoghese e in galiziano, Almodis anche in latino e in occitano (1020 circa – 16 ottobre 1071), signora di Lusignano dal 1038 a poco dopo il 1040, contessa consorte di Tolosa dal 1045 al 1053 e contessa consorte di Barcellona dal 1053 al 1071.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

La contea de la Marche, nel cuore della Francia.

Per quanto riguarda la sua origine[1][2], essa era figlia di Bernardo I de la Marche (ca. 991- 16 giugno 1047) conte de la Marche e di Périgord e di Amelia de Rasés[3] (? - † 1053). Il nome della madre, ripreso da un documento del 1053 ("Almodis comitissa, filia que es Amelie comitisse") è citato dallo storico José Enrique Ruiz Domenec nel suo libro Quan els vescomtes de Barcelona eren (Barcelona, 2006) a pag. 320[4].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1038 circa Almodis sposò il signore di Lusignano, Ugo V detto il Pio[5] († 1060), figlio del signore di Lusignano, Ugo IV e di sua moglie, Aliarda di Thouliars[6].

Raimondo Berengario I di Barcellona e sua moglie, Almodis de la Marche, pagano 2,000 once in monete d'oro a Raimondo di Cerdagna e Adelaide, conte e contessa di Cerdagna, per i loro diritti su Carcassonne, nel 1067.
Sepolcri di Raimondo Berengario I e Almodis de la Marche. Cattedrale di Barcellona.

Dopo il 1040 il matrimonio fu annullato per motivi di consanguineità[6], e Almodis, nel 1045, si risposò in seconde nozze con Ponzio[5], conte di Tolosa, che era vedovo, dal 1044 circa, della sua prima moglie, Mayor[7], che, secondo lo storico Justo Pérez de Urbel, era Mayor Sánchez di Navarra[8] (ca. 1015- prima del 1044)[9], che i cronisti francesi chiamavano "Majorie"[10], figlia del re di Pamplona, Sancho III Garcés di Navarra.

Nel giugno del 1053, secondo il documento n° 235 del volume V delle Preuves de l'Histoire Générale de Languedoc, Almodis suggerì al marito, Ponzio di codificare l'unione delle abbazie di Cluny, che avrebbe avuto la preminenza, e di Moissac[11]. Tale avvenimento viene ricordato anche dal documento n° 3344 delle Chartes de l'abbaye de Cluny del 29 giugno 1053[12].

Nell'estate del 1053, Raimondo Berengario I detto el Vell ("il Vecchio") (1024-1076), conte di Barcellona, fece rapire Almodis dal suo alleato[4], l'emiro musulmano di Tortosa, che con una flotta musulmana assalì Narbona e rapì la contessa, che fu portata a Barcellona, dove il conte Raimondo Berengario la convinse a sposarlo[5], pur essendo ancora in vita i rispettivi consorti[13], il suo secondo marito, Ponzio, e Bianca di Narbona, la moglie di Raimondo. Mentre Ponzio, tenuto in considerazione il documento del 29 giugno 1053, succitato, ripudiò Almodis, nella seconda metà del 1053[9], Bianca, sostenuta dalla nonna di Raimondo Berengario, Ermesinda di Carcassonne, si appellò al papa Vittore II che, qualche tempo dopo il matrimonio tra Raimondo e Almodis, avvenuto poco dopo il giugno 1053, li scomunicò.
Almodis compare citata in due documenti di donazione, assieme al terzo marito, Raimondo: una prima volta, verso la metà degli anni cinquanta, nella Colleció Diplomática de la casa de Temple de Barberà[1]; una seconda volta nel documento n° CCLXXIV, del Cartulaire de l´abbaye de Lérins, 1ère partie[14].

Nonostante le vicissitudini matrimoniali Almodis conservò un buon rapporto con tutti i figli ed anche i mariti:

Il conte Raimondo Berengario dalla prima moglie, Isabella di Carcassonne, aveva avuto un figlio (altri due erano morti in tenera età), l'erede designato alla successione paterna, Pietro Raimondo (1050- dopo il 1073), che era molto affezionato ad Almodis, che l'aveva cresciuto come un figlio proprio; ma quando raggiunse la maggiore età ebbe la sensazione, forse a ragione, che la matrigna si adoperasse per rimpiazzarlo con i suoi due figli maschi, gemelli, nella successione alla contea di Barcellona; così l'assassinò[15], strangolandola, nel 1071. L'avvenimento è confermato dal Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II, che cita il necrologio del monastero di San Cucufate il giorno 17 novembre[16]
Pietro Raimondo per il suo crimine fu diseredato ed esiliato, ed anche papa Gregorio VII, appena eletto, nel 1073 gli inflisse una penitenza per l'uccisione della matrigna[17].

Quando nel 1076 Raimondo Berengario morì, gli successero i figli gemelli Raimondo Berengario el Cap d'Estopes ("Testa di Stoppia") e Berengario Raimondo el Fratricida ("il Fratricida").

Figli[modifica | modifica wikitesto]

Almodis ebbe, dai vari mariti, numerosi figli:[2][18]:

  • ad Ugo diede tre figli[6]:
    • Ugo, detto il Diavolo (ca. 1039 - † tra il 1106 e il 1110), signore di Lusignano, che partecipò alla prima crociata in Terra Santa e rientrò in Francia, dove morì.
    • Giordano, molto probabilmente gemello di Ugo, morto tra il 1060 e il 1078.
    • Melissenda (ca. 1040 - 1075), sposò Simone I di Parthenay, figlio di Guglielmo di Parthenay.
  • a Raimondo Berengario ne diede cinque[4][18]:
    • Raimondo Berengario II el Cap d'Estopes ("Testa di Stoppia")[27] (1054-1082, assassinato, sembra da un uomo della sua scorta in un bosco nei pressi di Barcellona), conte di Barcellona
    • Berengario Raimondo II el Fratricida ("il Fratricida")[27] (1054-1097, a cui la voce popolare addebitò l'omicidio del fratello), conte di Barcellona e crociato in Terra Santa
    • Arnaldo Pietro (ca. 1054-tra il 2 gennaio 1068 e il 12 novembre 1076), citata in due documenti di donazione, assieme ai genitori: una prima volta, nel 1054, nella Colleció Diplomática de la casa de Temple de Barberà[1]; una seconda volta nel documento n° CCLXXIV, del Cartulaire de l´abbaye de Lérins, 1ère partie, del 1068[14], ma non citato nel testamento del padre
    • Inès o Agnese di Barcellona (ca. 1056-prima del 12 novembre 1076), che sposò, il 10 maggio 1070, il conte Ghigo II d'Albon, figlio di Ghigo I d'Albon e di Gotelene. Entrambi i coniugi non furono citati nel testamento di Raimondo Berengario I[4]
    • Sancha di Barcellona (ca. 1058- dopo il 13 aprile 1102 in questa data è ricordata nel testamento del figlio, Guglielmo Giordano di Cerdanya[28]), che, secondo le Europäische Stammtafeln[29], vol III, 137 (non consultate), sposò, dopo il 12 novembre 1076, il conte di Cerdagna, Guglielmo Raimondo (?-ca. 1095) figlio del conte Raimondo Goffredo e di Adelaide[4].

Almodis de La Marche nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Almodis de La Marche è un personaggio del romanzo Il signore di Barcellona (Te daré la tierra, 2008) di Chufo Lloréns.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : ANGOULEME- AlmodislaMarche
  2. ^ a b (EN) Almodis de La Marche- PEDIGREE
  3. ^ Secondo altre fonti la madre di Almodis potrebbe essere anche Amelia di Montignac (ca. 989 -† ca. 1072) oppure Amelia d'Aulnay (ca. 990 -† ca. 1072)
  4. ^ a b c d e (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Catalogna - AlmodislaMarche (RAMON BERENGUER [I "el Viejo")]
  5. ^ a b c d e (LA) Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou pag 401
  6. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Nobiltà Aquitana- AlmodislaMarche (Ugo V)
  7. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 211 colonne 428 e 429
  8. ^ Non confermata da tutte le genealogie
  9. ^ a b c (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti di Tolosa - AlmodislaMarche (PONS GUILLAUME)
  10. ^ (EN) #ES Dinastie reali di Navarra
  11. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 235 colonne 470 e 471
  12. ^ (LA) Chartes de l'abbaye de Cluny, Tome IV, documento n° 3344, pagg. 825 - 827
  13. ^ In quella data era vivo anche il primo marito di Almodis, Ugo V di Lusignano
  14. ^ a b (LA) Cartulaire de l´abbaye de Lérins, 1ère partie, documento n° CCLXXIV, pagg. 280 e 281
  15. ^ (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, tomus XI, Gesta Comitum Barcinonensium, pag. 290
  16. ^ (ES) Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II, pag. 46
  17. ^ (ES) Los Condes de Barcelona Vindicados, Tomos II, pagg. 48 e 49
  18. ^ a b (EN) Barcellona
  19. ^ a b (LA) Documenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXIII, Chronica Albrici Monachi Trium Fontium 1100, pag. 813
  20. ^ Tripoli si arrese solo il 12 luglio 1109.
  21. ^ (LA) Chartes de l'abbaye de Cluny, Tome IV, documento n° 3392, pagg. 495 e 496
  22. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy : Conti di Tolosa - PONS GUILLAUME
  23. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 334 colonne 644 - 646
  24. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 353 I colonne 677 e 678
  25. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 353 II colonne 678 e 679
  26. ^ (LA) Histoire générale de Languedoc, Preuves, tomus V, Documento 365 colonne 695 e 696
  27. ^ a b (LA) Rerum Gallicarum et Francicarum Scriptores, Tomus XI, Ex Gestis Comitum Barcinonensium, par. 11, pag 290
  28. ^ (LA) Marca Hispanica Appendix, doc. CCCXXX, colonna 1224
  29. ^ Le Europäische Stammtafeln sono una raccolta di tavole genealogiche delle (più influenti) famiglie europee.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]