Corona de Logu

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La Corona de Logu era, in età giudicale, la corte di giustizia del Regno e il Consiglio dei maggiorenti (rappresentanti dei distretti amministrativi detti Curatorie) e alti prelati, che nominava il sovrano e gli attribuiva la somma potestà, mantenendo tuttavia il potere di ratificare gli atti e gli accordi che riguardassero l'intero regno (su Logu). L'organo aveva possesso del territorio ed era il depositario della sovranità.

Supremo magistrato della corona era lo stesso Giudice-sovrano (che talvolta poteva essere sostituito da un curatore (una sorta di presidente di Provincia) o dal majore (una sorta di Sindaco), e le assemblee venivano o nella capitale (o dove comunque risiedeva il Giudice) o nei paesi in cui ve n'era bisogno, caratterizzandosi come corte itinerante.

Corona de Logu come organo politico[modifica | modifica sorgente]

Come organo politico la Corona aveva il compito di nominare il giudice e di controllare il suo operato. Durante su Collectu (il collegio) si riunivano nella capitale un rappresentante di ciascuna Curatoria, i membri dell'alto clero, i castellani, due rappresentanti della capitale eletti da jurados delegati dalla Coronas de Curadoria (precedentemente riunita nella principale villa distrettuale), quindi lo Judex sive rex era incoronato con un sistema misto elettivo-ereditario seguendo la linea diretta maschile e, solo in via alternativa, quella femminile.

Come detto il giudice governava sulla base di un patto col popolo (il bannus-consensus), venuto meno il quale il sovrano poteva essere detronizzato ed anche, nei casi di gravi atti di tirannide e di sopruso, legittimamente giustiziato dal popolo medesimo, senza che questo incidesse sulla trasmissione ereditaria del titolo all'interno della dinastia regnante: è storicamente attestato che ciò sia avvenuto nei Giudicati di Arborea e di Torres.

Corona De Logu come organo di giustizia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV.,La Grande enciclopedia della Sardegna, la Nuova Sardegna, Sassari, 2007
  • Alessandro Soddu, "I vandali, Bisanzio e il Medioevo dei Giudici", nella collana "La Sardegna. Tutta la Storia in mille domande", a cura di Manlio Brigaglia, La Nuova Sardegna, Sassari, 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]