Ugone III di Arborea

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Ugone III di Arborea
Giudice ugone III.jpg
Giudice di Arborea
In carica 1375-1383
Predecessore Mariano IV d'Arborea
Successore Federico, con Eleonora
Nome completo Ugone III de Serra-Bas
Altri titoli Conte del Goceano e di Marmilla, visconte di Bas
Nascita Molins de Rei, 1337 circa
Morte Oristano, 3 marzo 1383
Dinastia
Albero Eradicato del Giudicato di Arborea.svg
de Serra-Bas
Padre Mariano IV
Madre Timbora di Roccaberti
Consorte una Da Vico
Figli Benedetta
Il giudice d'Arborea Ugone III riceve, nel palazzo giudicale di Oristano, l'ambasciata di Luigi I d'Angiò
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Ugone III de Serra-Bas (Molins de Rei, 1337 circa – Oristano, 3 marzo 1383) è stato giudice di Arborea dal 1375 al 1383.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Giudice d'Arborea[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma d'Arborea

Ugone III era il figlio primogenito di Mariano IV de Bas-Serra e della nobile aragonese Timbora di Roccaberti. Succedette al padre nel maggio 1375 in qualità di giudice di Arborea, conte del Goceano e visconte di Bas. In molti modi continuò e sviluppò le politiche del padre. Fu elogiato come un legislatore (diede il suo buon contributo alla "Carta de Logu", emanata dal padre e completata poi dalla sorella Eleonora), perché seppe realizzare saggio e moderato governo.[1]

Nel 1363, sposò la figlia di Giovanni III di Viterbo, della famiglia dei Da Vico, che morì nel 1369 lasciandogli un'unica figlia che chiamò Benedetta.[2]

Le due ambasciate del duca d'Angiò[modifica | modifica wikitesto]

Timbora di Roccaberti
madre di Ugone III

Ugone partecipò all'ultima campagna militare di Mariano IV contro il Pere de Luna, dirigendo una delle battaglie che portarono alla sconfitta per mezzo di un agguato ad Oristano, nel 1365, del generale catalano. Divenuto giudice, Ugo continuò ad opporsi alle pretese di Pietro IV di Aragona e dei catalani combattendo contro di loro. Nel febbraio 1377, Ugone ricevette nel palazzo giudicale di Oristano la prima ambasciata del duca Luigi I d'Angiò (fratello del re di Francia Carlo V): il resoconto costituisce un prezioso esempio della vita e organizzazione della corte arborense. Nell'agosto 1378 altri inviati del nobile francese giunsero ad Oristano: il motivo era sempre lo stesso e cioè confermare il trattato di alleanza, stipulato l'anno prima, contro il re d'Aragona e proporre un matrimonio tra Benedetta, figlia ed erede del giudice, e il futuro Luigi II d'Angiò, primogenito del duca (che Ugone non accettò).[3]

Si fece nemici fra la nobiltà, la quale tentò di incitare le classi povere ad una ribellione. Il 3 marzo 1383, Ugone e sua figlia tredicenne, erede al trono, furono assassinati ad Oristano durante una rivolta popolare. Il giudice fu pugnalato e, mozzatagli la lingua, gettato in un pozzo forse ancora in vita. Non si conoscono i mandanti dell'efferato omicidio di un sovrano ritenuto tiranno, ma senza dubbio intelligente governante e saggio legislatore. I ribelli proclamarono la "Republica" applicando la legge (che Ugone e suo padre avevano già ampiamente contribuito a codificare, espandere e migliorare) sulla sovranità di Arborea.[4]

Problemi di successione[modifica | modifica wikitesto]

Il successore fu suo nipote Federico, sotto la reggenza della madre Eleonora, sorella di Ugone, la quale seppe riappacificare i ribelli e ripristinò il sistema di governo giudicale. L'altra sorella, Beatrice, aveva sposato il visconte di Narbonne e, in seguito, i suoi discendenti, scomparsi Eleonora e i figli, avanzarono vane pretese sul Giudicato d'Arborea, ormai estinto. Guglielmo III di Narbona, infatti, era nipote di Beatrice d'Arborea e di Aimeric VI de Narbonne: con la morte, nel 1407, di Mariano V, secondogenito di Eleonora e di Brancaleone Doria, il visconte era il suo parente più prossimo e, giunto in Sardegna, fu eletto giudice di Arborea dalla Corona de Logu, ma fu l'ultimo sovrano e l'isola da allora non fu mai più indipendente.[5]

L'unico autentico ritratto di Ugone III (unitamente a quelli di Mariano IV, Eleonora e Brancaleone Doria) è stato rintracciato dallo storico Francesco Cesare Casula (1981) nei peducci pensili dell'abside della chiesa di San Gavino Monreale.[6]

Ugone III, messo in ombra dalla leggendaria figura della sorella Eleonora, solo ora viene riconosciuto, con una più sottile interpretazione delle fasi del suo regno e temperamento, come uno dei più significativi sovrani arborensi. Autoritario, intelligente e capace, fu in grado di continuare l'opera del padre Mariano IV completando, tra l'altro, la Carta de Logu e solo la fine violenta gli impedì di diventare signore dell'intera isola.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nowé, 163.
  2. ^ Cuccu,p.60
  3. ^ Carta Raspi, Ugone III..., p.45
  4. ^ Carta Raspi,Ugone III, p.125
  5. ^ Cioppi, p.67
  6. ^ Spiga,p.7

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Carta Raspi, Storia della Sardegna, Milano 1981.
  • Id., Ugone III d'Arborea e le due ambasciate di Luigi I d'Anjou, Cagliari 1936.
  • F.C. Casula, Eleonora regina del regno d'Arborea, Sassari 2003.
  • A. Cioppi, Battaglie e protagonisti della Sardegna medioevale, Cagliari 2008.
  • F. Cuccu, La città dei Giudici, vol.1, Oristano 1996.
  • G. Sanna, Su Zuighe in cambales, Cagliari, Edizioni Castello, 1992.
  • N. Sannia, Dai "lumi" alla patria italiana, <Cultura letteraria sarda>, Modena 1996.
  • G. Spiga, Guida al "Pantheon" degli Arborea a San Gavino Monreale, Sassari 1992.
  • R. Tanda, La tragica morte di Ugone III d'Arborea, in "Miscellanea di studi medioevali sardo-catalani", Cagliari 1981.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Giudice di Arborea, Conte del Goceano Successore Albero Eradicato del Giudicato di Arborea.svg
Mariano IV 1375 - 1383 Federico, con Eleonora d'Arborea