Lentini

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Lentini
comune
Lentini – Stemma Lentini – Bandiera
"Città delle arance"
"Città delle arance"
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Siracusa-Stemma.png Siracusa
Amministrazione
Sindaco Alfio Mangiameli (PD - FLI - UdC - MpA) dal 13/06/2011
Territorio
Coordinate 37°17′00″N 15°00′00″E / 37.283333°N 15°E37.283333; 15 (Lentini)Coordinate: 37°17′00″N 15°00′00″E / 37.283333°N 15°E37.283333; 15 (Lentini)
Altitudine 53 m s.l.m.
Superficie 216,78 km²
Abitanti 23 994[1] (31-03-2013)
Densità 110,68 ab./km²
Comuni confinanti Belpasso (CT), Carlentini, Catania, Francofonte, Militello in Val di Catania (CT), Palagonia (CT), Ramacca (CT), Scordia (CT)
Altre informazioni
Cod. postale 96016
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 089011
Cod. catastale E532
Targa SR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 915 GG[2]
Nome abitanti lentinesi
Patrono sant'Alfio Martire
Giorno festivo 10 maggio, 2 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lentini
Posizione del comune di Lentini all'interno della provincia di Siracusa
Posizione del comune di Lentini all'interno della provincia di Siracusa
Sito istituzionale

Lentini (Lintini in siciliano) è un comune italiano di 23.994 abitanti[3] della provincia di Siracusa in Sicilia.

Pregevole città barocca dalle fondazioni greche (l'antica Leontinoi) e di cui conserva ingenti resti archeologici, fu un importantissimo centro culturale e agricolo durante il dominio romano e una delle più influenti città dell'isola nel periodo bizantino, arabo e svevo.

Situata nella Piana di Catania, alle pendici dei Monti Iblei e in vicinanza del Lago di Lentini, è rinomata per la produzione dell'Arancia Rossa di Sicilia (IGP), insieme con le città di Carlentini e Francofonte, nonché per il Pane di Lentini.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Lentini è un comune di 215,84 km², situato a 52 km a Nord-Ovest del capoluogo di provincia, Siracusa, e a 53 m s.l.m., sulle prime propaggini collinari al margine meridionale della piana di Catania.

È l'antica Leontinoi, una delle prime colonie greche in Sicilia, ed ha notevoli resti archeologici. Poco lontano dall'abitato, a Nord-Ovest, si estende la conca dell'antico lago di Lentini (Biviere), un tempo interamente prosciugato e oggi ricostruito nel vecchio sito. Il mare (golfo di Agnone Bagni) dista 12 km dal centro abitato.

L'ambiente del territorio di Lentini è caratterizzato principalmente dai numerosi agrumeti che la circondano, difatti è denominata la "Città delle arance", per l'elevata produzione di Arancia Rossa di Sicilia (IGP).

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Lentini.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Lentini.

Lentini ha una storia che risale all'VIII secolo a.C., quando venne fondato il nucleo abitato di Leontinoi ad opera di alcuni coloni calcidesi provenienti dalla Grecia.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Lentini
  • Chiesa madre Santa Maria la Cava e Sant'Alfio: la chiesa madre, in stile barocco, edificata nel 1693, attribuita all'architetto Vella da Malta, ha un impianto basilicale a tre navate, con facciata settecentesca a tre ordini. La porta centrale in legno con i simboli della passione dei santi martiri Alfio, Filadelfo e Cirino e gli stemmi del papa, del viceré, del vescovo Trigona e della città di Lentini. All'interno sono di particolare interesse: l'icona bizantina della Madonna Odigitria, rappresentante la Madonna della Catena in lacrime d'argento, del XII secolo, nell'abside di sinistra; il fercolo in argento di Sant'Alfio del XIX secolo e tre arcosoli paleocristiani, sepolcri dei martiri Alfio, Filadelfo e Cirino nella navata di destra; tele del XVII e XVIII secolo lungo le navate. In sagrestia si trova un armadio ligneo intarsiato di considerevole valore.
  • Chiesa Santissima Trinità e San Marziano: monumento nazionale, fu costruita sulle rovine del cinquecentesco palazzo La Palumba. Conserva all'interno il pavimento in ceramica di Caltagirone del XVIII sec., gli affreschi della volta di Sebastiano Lo Monaco, un polittico della scuola di Antonello da Messina ed il tabernacolo dell'altare maggiore in lapislazzuli.
  • Chiesa della Fontana: fu ricostruita nel 1808 sopra un pozzo in cui, secondo la leggenda, fu gettata la lingua del martire sant'Alfio.
  • Chiesa dell'Immacolata: costruita nel XVIII secolo, conserva all'interno un leone crinito di epoca romanica, un Cristo alla colonna e la lapide sepolcrale della regina Maria del 1402.
  • Chiesa di San Luca: fu edificata nel XVIII secolo. Di un certo valore, sono conservati all'interno: una Crocifissione della scuola del Tintoretto, un San Francesco orante di scuola del Bassano, la Nascita della Vergine del Gramignani del 1760. Nelle vicinanze della Chiesa vi sono i ruderi del Castellaccio, fatto costruire da Federico II, l'oratorio ipogeico di Santa Lucia con affreschi del XIV secolo, le Grotte del Crocifisso con affreschi creati dal XII al XVII secolo ed i resti dell'ex parrocchia di San Pietro del XVI secolo.
  • Chiesa di San Francesco da Paola: edificata nel XVIII secolo, di architettura settecentesca, conserva un antico e raro organo a mantice alla sommità di una scala ed opere raccolte da chiese distrutte dal terremoto del 1693.
  • Chiesa di Cristo Re: è la più recente fra le chiese di Lentini. Costruita con uno stile moderno, sorge in via Termini, nella zona vicino al campo sportivo comunale.
  • Chiesa di Sant'Antonio
  • Chiesa ex cattedrale ( chiesa della campana)
  • Chiesa di San Giovanni dei Bagni
  • Chiesa del Carmine
  • Chiesa di San Giuseppe
  • Chiesa di Gesù e Maria (Santa Lucia)
  • Chiesa della Grotta dei Tre Santi
  • Chiesa di Santa Maria degli Archi
  • Chiesa di San Giovanni della Commenda di Malta
  • Chiesa di San Giuseppe il Giusto

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Lentini[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

9-10-11 maggio: festa patronale di Sant'Alfio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa di Sant'Alfio a Lentini.

La festa di San Giuseppe[modifica | modifica wikitesto]

Il primo appuntamento è con la festa di San Giuseppe, che viene celebrata la domenica più vicina al 19 marzo.

La festa mantiene vive alcune usanze, a partire dalla processione della Sacra Famiglia, impersonata da volontari, al passaggio della quale la gente fa offerte in denaro evolute in beneficenza; dopo si effettua il tragitto dalla chiesa dell'immacolata al palco posto in piazza Umberto I, dove avviene la vendita all'asta dei doni, anche questi offerti. Lì il tradizionale pane casereccio lentinese, asparagi selvatici, cacciagione, e dolci tipici sono "vanniati" prima di essere aggiudicati con l'esclamazione "San Giuseppe!".

Venerdì santo[modifica | modifica wikitesto]

Il Venerdì santo, la processione del Cristo Morto e di Maria Addolorata, preceduta in Chiesa Madre dalla "scisa a cruci", mobilita i cittadini al seguito del baldacchino in cui è riposta la statua del Cristo crocifisso.

Festa della Madonna delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente, l'ultima domenica di aprile, la parrocchia del Cristo Re festeggia la sua Madonna delle Grazie con manifestazioni esterne. Il simulacro della Madonna viene portato in processione due volte, la domenica mattina e la domenica sera per le vie del quartiere periferico della cittadina. Nei pressi della chiesa viene allestita una fiera e le luminarie.

La traslazione delle reliquie[modifica | modifica wikitesto]

La memoria della traslazione delle reliquie dei santi martiri, il 2 settembre, fa rivivere in piena estate i giorni della festa patronale di maggio, nel ricordo del rientro delle reliquie avvenuto nel 1517 dal monastero di Fragalà, in provincia di Messina.

San Valentino in poesia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 10 al 14 febbraio ha luogo il "San Valentino in poesia". In piazza Taormina vengono collocate delle bacheche su cui chiunque può apporre proprie poesie d'amore, lettere, messaggi, graffiti o racconti brevi. Ogni sera si improvvisano letture pubbliche. Il materiale esposto viene raccolto in un volume che l'anno successivo viene donato gratuitamente a chi lo richiede.[6]

La festa di Sant'Antonio di Padova[modifica | modifica wikitesto]

Annualmente si celebrano i festeggiamenti nel giorno a lui dedicato, ovvero il 13 giugno. I festeggiamenti si annunciano il 1º giugno, quando vengono sparati 13 mortaretti, tanti quanti sono i giorni antecedenti alla festa. La messa viene celebrata dall'arcivescovo di Siracusa, a seguito della quale inizia la processione per le vie dei quartieri 167, Porrazzeto, Scala fino a raggiungere piazza Duomo. Terminato il percorso il santo ritorna in chiesa, sostando sul sagrato fino a mezzanotte quando uno spettacolo pirotecnico annuncerà la fine dei festeggiamenti.

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Il museo illustra la storia di Leontinoi e del suo territorio a partire dalla preistoria fino all'età medievale, attraverso l'esposizione di materiali provenienti dall'antica città e dai principali siti archeologici del comprensorio.

Il primo nucleo della collezione proviene dall'antico museo civico, integralmente confluito nell'attuale museo, ed è costituito da un complesso di materiali di varia origine, per lo più di incerta contestualizzazione. Una gran parte proviene dagli scavi effettuati negli anni Cinquanta nella valle San Mauro, in corrispondenza della porta urbica meridionale, di una delle necropoli e sul colle della Metapiccola, nell'ambito dell'insediamento indigeno dell'età del ferro; l'ultima parte, infine, è relativa alle indagini ed alle scoperte effettuate, negli anni più recenti dalla Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa nel territorio e nel sito urbano della città odierna.

L'ordinamento è insieme cronologico e topografico; dalle più antiche attestazioni di frequentazione umana nel territorio durante la preistoria, si passa alla colonizzazione ed alla successiva illustrazione della città greca (abitato, fortificazioni, necropoli, architettura templare); infine, si espongono i dati finora acquisiti in ordine alla storia del centro urbano e del territorio durante l'età tardo romana, bizantina, araba e medioevale.

Quartieri storici e toponimi[modifica | modifica wikitesto]

Lentini conta 46 quartieri storici e toponimi.[7] Questi sono legati alcuni a luoghi d'interesse ed altri ad elementi caratteristici del luogo, ove sono stati attribuiti nomi dai cittadini. Ovviamente ne esistono di nuovi, ma molti hanno sostituito il loro vecchio nome modificandolo con pseudonimi recenti.

Il centro urbano visto da Francofonte.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia del territorio dipende in buona parte dalla coltivazione degli agrumi, soprattutto dell'arancia rossa che, con la varietà '"moro" e "tarocco", raggiunge in questa zona livelli d'eccellenza. Sono anche presenti piccole realtà manifatturiere legate alla produzione di calzature e abbigliamento sportivo. In anni recenti lo sviluppo di attività ricettive e della ristorazione ha mostrato una propensione a sviluppare un sistema d'accoglienza legato alle risorse archeologiche, paesaggistiche e alle tradizioni gastronomiche. In questo senso è esemplare lo sforzo di salvaguardare e promuovere il pane di Lentini, fra i pochi in Sicilia a essere cotto nei forni a legna secondo la tradizione.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

I collegamenti stradali principali sono rappresentati da:

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita da due stazioni ferroviarie, la stazione di Lentini (la principale) e la stazione di Lentini Diramazione, poste sulla linea Messina-Siracusa della rete ferroviaria della Sicilia.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Data la sua posizione strategica, da Lentini sono facilmente raggiungibili il porto di Catania e quello di porto di Augusta, rispettivamente a 30 km e 35 km.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio locale è la Leonzio, che in passato ha preso parte a cinque campionati di C2 (1988-1989, 1989-1990, 1990-1991, 1991-1992 e 1992-1993) ed uno di C1 (1993-1994). La Leonzio gioca le sue partite interne nello stadio comunale della città intitolato ad Angelino Nobile, uno dei fondatori della squadra.

Nel 2009 è nata l'A.S.D.Trinacria 2009, società calcistica che si dedica esclusivamente del settore giovanile.

Nel 2012 è nata la Sicilia Nostra Calcio che si è iscritta al campionato di Terza Categoria e gioca le sue partite interne allo stadio comunale della città Angelino Nobile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/03/2013
  4. ^ Clima Sicilia, Confedelizia.it. URL consultato il 13 luglio 2011.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ L'iniziativa, sanvalentinolentini.it.
  7. ^ I quartieri storici e i toponimi di Lentini, lentinionline.it. URL consultato il 21-10-2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sebastiano Pisano Baudo, Storia di Lentini antica e moderna, 1969.
  • Giuseppe Di Pietro, Itinerari siciliani. Lentini, Parisi, 2005. ISBN 88-88602-50-X
  • Antonella Battaglia, Siracusa e provincia. Augusta, Brucoli, Lentini, Carlentini, APED - Angelo Parisi Editore, Carlentini, 2004. ISBN 88-88602-20-8
  • Melinda Miceli, Itinerari siciliani. Il Lago di Lentini, APED - Angelo Parisi Editore, Carlentini, 2007. ISBN 88-88602-95-X
  • Melinda Miceli, Attraversando la nostra storia, APED - Angelo Parisi Editore, Carlentini, 2007. ISBN 88-88602-96-8
  • Francesco Valenti, La città dimenticata. Lentini (1693-1696), CUECM, 1993.
  • Francesco Valenti, Leontinoi. Storia della città dalla preistoria alla fine dell'impero romano, Publisicula, 2007. ISBN 978-88-89783-10-8
  • Francesco Valenti, Et Nomine Et Armis, Leontini dai bizantini al terremoto del 1963, Publisicula, Palermo, 2008.
  • Matteo Gaudioso, Per la storia del territorio di Lentini nel secondo Medioevo. Le baronie di Chadra e Francofonte, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 1992. ISBN 88-7751-059-5
  • Massimo Frasca, Leontinoi. Archeologia di una colonia greca, Bretschneider Giorgio, 2009. ISBN 88-7689-239-7
  • Lorenzo Daniele, "Leontinoi, memorie da una città dimenticata", Documentario in DVD, Fine Art Produzioni e Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell'Università di Catania, 2009, SIAE 0000528060

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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