Base aerea di Sigonella

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Coordinate: 37°24′06″N 14°55′20″E / 37.401667°N 14.922222°E37.401667; 14.922222

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41º Stormo A.S.
Ensign of the 41º Stormo Antisom of the Italian Air Force.svg Nascsm.gif
Naval Air Station Sigonella
US Navy 060823-N-3013W-003 Aviation Ordnanceman 3rd Class Giancarlo Rosasarias of Los Angeles, Calif., directs the taxi pilot to straighten his direction of movement in order to properly park a P-3C Orion, after returning from.jpg
Descrizione generale
Attiva 15 giugno 1959
Nazione Italia Italia, Stati Uniti Stati Uniti
Alleanza Flag of NATO.svg NATO
Servizio Aeroporto militare della United States Navy e dell'AMI
Tipo Sorveglianza, ASW, Antisom
Ruolo Operazioni nel Mar Mediterraneo
Dimensione 4.000 (circa)
Aeromobili C-130, C-17, C-5, P-3, U-2, KC-135, KC-10, CH-53, C-2 Greyhound, Breguet Br 1150 Atlantic
Soprannome "The Hub of the Med"
Sito internet www.aeronautica.difesa.it
Parte di

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L'aeroporto Cosimo Di Palma di Sigonella è un aeroporto militare italiano, sede del 41º Stormo AntiSom dell'Aeronautica Militare italiana. Ospita, inoltre, la Naval Air Station Sigonella (abbreviata in NAS Sigonella o NASSIG) della Marina Statunitense.

La base è utilizzata per operazioni della NATO[1].

È situata in Sicilia, tra la contrada Sigonella di Lentini, nella provincia di Siracusa, e i comuni di Catania e della provincia, Belpasso e Motta Sant'Anastasia. Dal 5 novembre al 5 dicembre 2012 è stata aperta anche al traffico civile, in seguito alla momentanea chiusura per lavori del vicino Aeroporto di Catania-Fontanarossa.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

La componente statunitense (NAS) si compone di due sezioni denominate NAS I, ricadente nel territorio di Motta Sant'Anastasia, e NAS II ricadente nella zona di confine dei restanti tre comuni, a circa 16 km ad ovest della città di Catania ed a 39 km a sud del vulcano Etna. Nel NAS I ha sede la parte più propriamente amministrativa della NAS, assieme alle scuole, l'ospedale, la stazione radiotelevisiva e le attività ricreative (centro commerciale, cinema-teatro, ristoranti, cappella interreligiosa, campi sportivi). Il NAS II, con i restanti uffici, i grossi magazzini merci, i reparti operativi e altre attività ricreative minori (bar, clinica medica) ha sede nell'aeroporto. Da essa dipendono alcuni distaccamenti, tra i quali il più importante è quello situato vicino a Niscemi, ove ha sede il Niscemi Naval Radio-Transmitter Facility, punto nevralgico per le comunicazioni radio della US Navy con tutte le proprie unità marine, terrestri e aeree nella zona del Mediterraneo.

Il NAS II si trova nella parte ovest della grossa struttura aeroportuale, nella cui parte est ha, invece, sede il 41º Stormo (le sole piste sono in comune). Dal momento che si trova vicino al centro geografico del mar Mediterraneo, l'aeroporto, soprannominato The hub of the Med, si trova in una posizione eccellente per sostenere le operazioni intraprese dalla Sesta Flotta della U.S. Navy, e da altre unità militari degli U.S.A. e della NATO nel Mediterraneo.

Velivoli U.S. operanti[modifica | modifica sorgente]

Tra gli aeromobili che volano da questa base insulare vi sono aerei da trasporto dell'USAF, aerei da rifornimento in volo ed aerei-spia U-2. Più specificamente navali sono i P-3 Orion (anti-sommergibile) e, fino al 2006, erano presenti gli elicotteri navalizzati MH-53E "Sea Dragon" afferenti allo HC-4 (Helicopter Combat Support Squadron 4) "Black Stallion" della U.S. Navy; nel 2006, quest'ultimo reparto venne ridispiegato nella base di Norfolk in Virginia e poi sciolto nel 2007. È uno dei punti di sosta più frequentemente adoperati dagli aerei da trasporto degli Stati Uniti, nella rotta tra il CONtinente degli Stati Uniti (CONUS) - Sudovest dell'Asia e Oceano Indiano.

Attualmente ospita:

  • Mezzo squadron (gruppo nella terminologia italiana) di pattugliamento marittimo a rotazione
  • La Stazione di Computer e Telecomunicazioni Navale[2]: Naval Computer and Telecommunications Station Sicily
  • L'Ospedale Navale americano
  • Un battaglione mobile del Genio Navale (i cosiddetti Seabee, da CBs - Construction Battalions)

È la casa per più di 7000 militari, personale civile e familiari.

Il distintivo del 41º Stormo dell'AMI

La Base dell'AMI[modifica | modifica sorgente]

L'Aeroporto di Sigonella è intitolato al Capitano pilota Cosimo Di Palma, Medaglia d'oro al V.M.

La base dell'Aeronautica Militare italiana, è sede del 41º Stormo AntiSom "Athos Ammannato", con l'88º Gruppo Volo e l'86°C.A.E. (Centro Addestramento Equipaggi) con velivoli Breguet Br 1150 Atlantic e l'11º Reparto Manutenzione Velivoli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La base di Sigonella classificata come United States Naval Air Facility (NAF), Sigonella, venne stabilita il 15 giugno del 1959; avendo come ufficiale in capo il capitano Walter J. Frazier. La stazione venne concepita nei primi anni 1950, quando i piani per dare alloggio agli aerei antisommergibile P-2 Neptune della US Navy, che in precedenza si trovavano a Hal Far, nell'isola di Malta, cominciarono ad evidenziare la necessità di maggiori spazi.

Quando divenne evidente la carenza di spazi a Malta, la U.S. Navy chiese l'appoggio della NATO per utilizzare una base in Sicilia. L'Italia concesse il territorio sotto un accordo temporaneo firmato il 25 giugno del 1957.

La costruzione dell'area amministrativa Stati Uniti della NAF I venne cominciata nel 1958. Verso la fine 1959 (dopo sei mesi di lavori) gli edifici vennero completati. Verso la fine di agosto 1959, l'aeroporto NAF II era disponibile per il volo diurno (sotto le regole del volo a vista) (VFR); e si registrarono 24 voli il 31 agosto.

Uno dei primi edifici di Sigonella era quello che attualmente ospita la sede locale dello American Forces Network[3]. Nel 1958, lo stesso edificio era adibito a luogo di controllo della derattizzazione e del controllo di altri animali e insetti nocivi per la salute umana: all'epoca era ancora diffusa la malaria nella zona, al punto che i dipendenti italiani della base (ad oggi circa 800), ricevevano un'apposita indennità.

A causa della sua particolare posizione compresa tra i fiumi Dittaino a nord e Gornalunga a sud, la base è da sempre soggetta al rischio di inondazioni. La prima inondazione di Sigonella avvenne nel settembre del 1959. Il ponte Dittaino che unisce la NAF I e la NAF II si trovava sotto circa due metri d'acqua il 20 settembre dello stesso anno. Tutto il traffico dovette essere deviato attraverso Catania.

Nel 1980, Sigonella venne riclassificata come Naval Air Station.

Crisi di Sigonella[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crisi di Sigonella.

Nell'ottobre del 1985, durante la presidenza di Ronald Reagan negli Stati Uniti e il governo di Bettino Craxi in Italia, ebbe luogo una grave crisi politico-militare, riguardante un aereo di linea egiziano con a bordo il terrorista palestinese Abu Abbas ed un gruppo di altri quattro terroristi, che avevano sequestrato e poi rilasciato la nave italiana Achille Lauro (dopo aver liberato tutti i passeggeri della nave ad eccezione di Leon Klinghoffer, affetto da paraplegia, di religione ebraica, con passaporto statunitense, che era stato trucidato) e che avevano ottenuto un aereo ed un salvacondotto del governo egiziano, garantendogli il trasferimento a Tunisi, dove allora aveva sede l'OLP.

Tuttavia l'aereo di linea venne dirottato da caccia della U.S. Navy e costretto ad atterrare nella vicina base aerea di Sigonella. Appena atterrato l'aereo egiziano venne circondato da militari della "VAM", la vigilanza dell'Aeronautica Militare Italiana e da vari Carabinieri. Poco dopo, un forte contingente di soldati americani della Delta Force, appena sbarcati da un velivolo atterrato poco dopo senza notifica alle autorità italiane, circondò i militari italiani che presidiavano il velivolo egiziano, esigendo con la minaccia delle armi, su territorio italiano, la consegna immediata dei terroristi alle autorità statunitensi.

Informato della situazione, Bettino Craxi si oppose, ed ordinò ai VAM in forza alla base ed ai Carabinieri presenti ed a quelli appena arrivati a rinforzo di circondare a loro volta il reparto della Delta Force, esigendo la loro partenza immediata, che avvenne poco dopo. Ne seguì una delle più aspre crisi nelle relazioni Italia-Stati Uniti del dopoguerra. I terroristi furono presi in consegna dalle autorità italiane (e vennero rinchiusi in carcere a Siracusa), mentre Abu Abbas fu trasferito a Roma, e successivamente liberato e fatto partire con un volo ad hoc. Abbas fu poi catturato dagli Stati Uniti in Iraq nel 2003 e morì poco dopo, sotto custodia statunitense.

Il principale deposito logistico nel Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

È la più attrezzata base logistica in appoggio alla 6ª Flotta americana nel Mediterraneo. Il 1º aprile del 2004, la Defense Logistics Agency (DLA) istituì il "deposito della Difesa" Sigonella Italy nell'area NAS II per servire come base di rifornimento per il Mediterraneo. La DLA fornisce anche il carburante ed il deposito di proprietà della NAS II.

Nuova alluvione[modifica | modifica sorgente]

Sigonella ha subito una seconda pesante inondazione per via degli straripamenti del Dittaino e del Gornalunga, dopo quella del 1959, nel dicembre del 2005, quando dovettero essere evacuati 200 effettivi con le loro famiglie dalla vicina area residenziale del villaggio I Marinai. La base di NAS II restò non operativa per un paio di giorni, il tempo necessario per riattivare le forniture essenziali e sgombrare gran parte del fango dalle strade interne e dalle piste.

L'alluvione del 2005 - fonte: US Defense Dpt.

Cambio di missione - MUOS e Global Hawk[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla fine della guerra fredda e col presentarsi di nuovi scenari strategici concentrati nel medio-oriente e con differenti tipologie di minacce rispetto al passato, il NAS Sigonella ha conosciuto un inesorabile cambiamento di missione che ha portato, nel corso degli anni, ad un profondo impatto in termini di personale militare presente e mezzi dislocati in loco e utilizzati. In particolare è stato chiuso lo squadrone elicotteri HC-4. Nel contempo si è andata via via potenziando una serie di missioni operative strategiche che hanno visto e vedranno in Sigonella un punto nevralgico. Tra queste spiccano la missione telecomunicazioni (con la controversa installazione di una stazione (Naval research test facility) del sistema di comunicazioni satellitari MUOS a Niscemi), la missione Trasporto e Logistica (con l'ammodernamento degli hangar e dei depositi merci), il pattugliamento e la ricognizione a largo raggio con aerei senza pilota (droni) del tipo Global Hawk, per i quali sono stati approntate le strutture.

La U.S. Naval Computer and Telecommunication Station Sicily controlla, inoltre, la stazione radio di contrada Ulmo nel comune di Niscemi dove si trovano 41 antenne per le comunicazioni radio HF, VLF ed ELF a lunga portata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigonella diventa base strategica ecco le slides riservate della Nato - Palermo - Repubblica.it
  2. ^ https://www.cnic.navy.mil/Sigonella/TenantCommands/NCTS/index.htm NCTS Sicily
  3. ^ https://www.cnic.navy.mil/Sigonella/TenantCommands/AFN/index.htm AFN Sigonella

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