MUOS
Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad altissima frequenza (UHF) e a banda stretta (da 64 kbit/s a meno) composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è in fase di realizzazione in Sicilia, nei pressi di Niscemi, sebbene il 29 Marzo 2013 l'amministrazione regionale ne abbia revocato l'autorizzazione alla costruzione[1]. Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti tra il 2010 ed il 2013. Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l’obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare UFO (Ultra High Frequency Follow-On).
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Panoramica [modifica]
Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema ad altissima frequenza (UHF, Ultra High Frequency) (da 300 MHz a 3 GHz di frequenza) del sistema SATCOM, in primo luogo al servizio del DoD (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Il MUOS sostituirà il sistema UHF Follow-On (UFO) prima che questo sia dismesso per fornire agli utenti nuove funzionalità e maggiore mobilità, accesso, capacità e qualità del servizio. Destinato principalmente ad utenti mobili (ad esempio, piattaforme aeree e marittime, veicoli di terra e soldati appiedati), il MUOS trasmetterà la voce degli utenti, i dati e le comunicazioni video. Il MUOS opera come fornitore globale di servizi cellulari per sostenere ogni militare con le moderne funzionalità della tecnologia cellulare, come ad esempio la condivisione di file multimediali. Converte un sistema telefonico con connessione commerciale di terza generazione (3G) Wideband Code Division Multiple Access (W-CDMA), in uno militare radio UHF del sistema SATCOM utilizzando satelliti geostazionari al posto di torri cellulari. Operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS permette ai militari di comunicare in ambienti svantaggiati, come le regioni boscose in cui i segnali di frequenza più elevati sarebbero eccessivamente attenuati dalla volta della foresta. La costellazione MUOS sarà composta da quattro satelliti operativi e uno di riserva in orbita. Il MUOS fornirà utenti con accessi militari point-to-point e con comunicazione compensata con l'accesso basata su un sistema di precedenza e preventivo per voce, dati, video o una miscela di servizi voce e dati che coprano l'intero globo. Le Connessioni possono essere instaurate su richiesta dagli utenti nel campo, in pochi secondi, e poi rilasciate con la stessa facilità, liberando risorse per altri utenti. In linea con i metodi militari di comunicazione più tradizionali, reti pre-programmati possono anche essere stabilite in modo permanente o per programma specifico usando, con base a terra, i centri di gestione della rete MUOS. L'“Ufficio per il Programma delle Comunicazioni Satellitari” della Marina Militare degli Stati Uniti d'America (PMW 146)[2] del comitato esecutivo del programma (PEO) per i sistemi spaziali a San Diego è lo sviluppatore a capo del programma MUOS. Lockheed Martin è il Prime Contractor del sistema e progettista del satellite del MUOS sotto US Navy Contract N00039-04-C-2009, che è stato annunciato il 24 settembre 2004[3]. Il costo più incentivi più premi di aggiudicazione per il MUOS definiti una periodo-base di esecuzione dei sette anni del valore di $ 2'110'886'703[4]. Il contratto base prevede una capacità operativa iniziale composto da due satelliti con gli elementi associati di controllo a terra MUOS[5]. Il contratto definisce anche le opzioni del contratto [ 6 ] che, se esercitata, dovrebbe aggiungere quattro anni e 1154948927 $ alla base. Subappaltatori chiave includono General Dynamics (Architettura di trasporto terrestre), Boeing (Legacy UFO e porzioni del WCDMA payload ) e Harris (riflettori maglia schierabili). Il lancio in orbita del primo satellite era stato previsto per la fine del 2009 con il raggiungimento della capacità in orbita nel 2010. Dopo molti ritardi, il primo satellite MUOS, MUOS-1, è stato lanciato nello spazio il 24 febbraio 2012.
Carichi Legacy [modifica]
Oltre al carico cellulare MUOS WCDMA, un carico legacy completamente separato e capace UFO viene incorporato in ciascun satellite. Il carico utile "Legacy" estende la vita utile di terminali legacy SATCOM UHF e permette una transizione graduale verso MUOS. Il sistema Joint Tactical Radio System (JTRS) è il programma di registrazione che fornirà i terminali DoD che possono comunicare con il MUOS a forma d'onda WCDMA. MUOS consente anche ad utenti in movimento di accedere alla base, a DoD esclusivi reti telefoniche e ad INTERNET della Defense Information Systems Network (DISN), a servizi via Teleport DoD e alle infrastrutture a terra MUOS.
Stazioni di terra MUOS [modifica]
Il MUOS comprenderà quattro impianti di stazione a terra[6]. Le selezioni dei siti sono state completate nel 2007 con la firma di un “Memorandum of Agreement” (MOA) tra la marina degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa australiano. Le quattro stazioni a terra, ognuna delle quali serve uno dei quattro satelliti attivi, saranno ubicate presso: l’Australian Defence Satellite Communications Station a Kojarena[7] a circa 30 km a est di Geraldton, Australia dell’ovest; Naval Radio Transmitter Facility (NRTF) a Niscemi[8], a circa 60 km dalla Naval Air Station di Sigonella, in Sicilia; nel Sud-Est della Virginia; il Naval Computer and Telecommunications Area Master Station Pacific nelle isole Hawaii.
Controversie [modifica]
L'installazione del Naval Radio Transmitter Facility nell'area di Niscemi, nella provincia regionale di Caltanissetta, è stata oggetto di proteste della popolazione e dei rappresentanti locali.[9] A poche ore dalla manifestazione nazionale di protesta organizzata dal movimento "NoMUOS" la Procura di Caltagirone ha disposto in data 6 ottobre 2012 il sequestro della stazione radio MUOS di Niscemi in quanto l'installazione avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta.[10] Sequestro che è stato poi annullato in data 28 ottobre 2012 dal Tribunale della Libertà di Catania dando così il via libera alla ripresa dei lavori; il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta attende le motivazioni del Tribunale di Catania per valutare la possibiltà di un ricorso in Cassazione.[11] Nel gennaio 2013 sulla questione interviene il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, che avanza la richiesta di sospensione dei lavori di installazione delle quattro antenne del MUOS. Il dibattito si accende in tutta la Sicilia, coinvolgendo il mondo politico[12], sociale, culturale e addirittura dello spettacolo[13]. L'11 marzo 2013 la Regione Siciliana ha raggiunto un'intesa con il Governo per chiedere agli Stati Uniti di non installare le parabole fino all'ottenimento di risultati sull'impatto ambientale e sulla salute dei dispositivi attivati anche alla massima potenza.[14] Il 29 marzo 2013, la Regione Siciliana revoca in via definitiva l'autorizzazione alla costruzione della stazione MUOS a Niscemi.[15] Il 20 aprile 2013 il Ministero della difesa ha presentato ricorso al Tar Sicilia chiedendo l'annullamento della revoca e la condanna della Regione al risarcimento dei danni.[16]
Analisi dei rischi [modifica]
Nel 2011 il prof. Massimo Zucchetti (professore Ordinario di Impianti Nucleari al Politecnico di Torino) e il dott. Careddu hanno stilato una relazione[17] per conto del comune di Niscemi[18]. La relazione conclude che:
- le misurazioni svolte dall'ARPA mostrano che i limiti di sicurezza previsti dalla legislazione italiana saranno sicuramente superati
- sebbene le caratteristiche del sistema siano poco note si possono comunque avanzare alcune ipotesi circa i rischi associati al MUOS[17]. Segue quindi l'analisi dei potenziali rischi cui può andare incontro la popolazione abitante le zone adiacenti l'impianto.
Per Zucchetti e Careddu per un principio di salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente, non dovrebbe essere permessa alcuna installazione di ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici e [...] occorre approfondire lo studio delle emissioni già esistenti e pianificarne una rapida riduzione[17]
Note [modifica]
- ^ Crocetta, revocata autorizzazione Muos Niscemi. ANSA, 29 marzo 2013. URL consultato in data 2 aprile 2013.
- ^ Fact Sheet, Navy Communications Satellite Programs
- ^ SPAWAR N0003904C2009 Contract Award Announcement
- ^ Lockheed Martin MUOS Overview
- ^ DoD Contract Awards for September 24, 2004.
- ^ Military Communications Satellite System Multiplies UHF Channel Capacity for Mobile Users, a Mobile User Objective System (MUOS) design study.
- ^ Google.com
- ^ Google.com
- ^ Servizio tg10 NO MUOS (Niscemi)
- ^ CataniaToday notizia sul sequestro del MUOS
- ^ [1]
- ^ francantoniogenovese.it, Francantonio Genovese: "sul MUOS voce ai siciliani", Francantonio Genovese, 28 gennaio 2013.
- ^ Claudio Porcasi, Muos, Fiorello lancia un appello ai media nazionali: “Parlatene”=Fiorello, 21 gennaio 2013.
- ^ liberautopia.it, Muos, Governo e Regione: niente parabole fino a risultati sulla salute - Liberautopia, 11 marzo 2013.
- ^ Crocetta, revocata autorizzazione Muos Niscemi. ANSA, 29 marzo 2013. URL consultato in data 2 aprile 2013.
- ^ Muos: ricorso ministero,udienza Tar 10/5. ANSA, 25 aprile 2013. URL consultato in data 27 aprile 2013.
- ^ a b c Analisi dei Rischi MUOS Dr. Prof. Zucchetti e Dott. Careddu Politecnico di Torino
- ^ Omissioni e ritardi