MUOS

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Satellite MUOS

Il MUOS (Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari (SATCOM) ad alta frequenza (UHF) e a banda stretta (non superiore a 64 kbit/s) composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra, una delle quali è stata terminata a fine Gennaio del 2014 in Sicilia, nei pressi di Niscemi. Il programma MUOS, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è ancora nella sua fase di sviluppo e si prevede la messa in orbita dei quattro satelliti tra il 2010 ed il 2014. Il sistema MUOS integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo e ha l’obiettivo di rimpiazzare l'attuale sistema satellitare UFO (Ultra High Frequency Follow-On).

Panoramica[modifica | modifica wikitesto]

Installazione di un'antenna MUOS nelle Hawaii

Il Mobile User Objective System (MUOS) è un sistema ad alta frequenza (UHF-Ultra High Frequency, cioè nello spettro da 300 MHz a 3 GHz) del sistema SATCOM, in primo luogo al servizio del DoD (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti). Il MUOS sostituirà il sistema UHF Follow-on (UFO), prima che questo sia dismesso, per fornire agli utenti nuove funzionalità e maggiori mobilità, accesso, capacità e qualità del servizio. Destinato principalmente ad utenti mobili (ad esempio, piattaforme aeree e marittime, veicoli di terra e soldati appiedati), il MUOS trasmetterà la voce degli utenti, i dati e le comunicazioni video.

Il MUOS opera come fornitore globale di servizi cellulari per sostenere ogni militare con le funzionalità della tecnologia cellulare, tra le quali la condivisione di file multimediali. Converte un sistema telefonico con connessione commerciale di terza generazione (3G) Wideband Code Division Multiple Access (W-CDMA) in uno militare radio UHF del sistema SATCOM, utilizzando satelliti geostazionari al posto di torri cellulari. Operando nella banda di frequenza UHF, una banda di frequenza inferiore a quella utilizzata dalle tradizionali reti cellulari terrestri, il MUOS permette ai militari di comunicare in ambienti svantaggiati, come regioni boscose nelle quali i segnali di frequenza più elevata sarebbero eccessivamente attenuati dalla volta della foresta.

La costellazione MUOS sarà composta da quattro satelliti operativi e uno di riserva in orbita. Il MUOS fornirà utenti con accessi militari point-to-point e con comunicazione compensata con l'accesso basata su un sistema di precedenza e preventivo per voce, dati, video o una miscela di servizi voce e dati che coprano l'intero globo. Le connessioni possono essere instaurate su richiesta dagli utenti nel campo, in pochi secondi, e poi rilasciate con la stessa facilità, liberando risorse per altri utenti. In linea con i metodi militari di comunicazione più tradizionali, reti pre-programmate possono anche essere stabilite in modo permanente o per programma specifico, usando, con base a terra, i centri di gestione della rete MUOS.

L'“Ufficio per il Programma delle Comunicazioni Satellitari” della Marina Militare degli Stati Uniti d'America (PMW 146)[1] del comitato esecutivo del programma (PEO) per i sistemi spaziali a San Diego è lo sviluppatore a capo del programma MUOS. Lockheed Martin è il Prime Contractor del sistema e progettista del satellite del MUOS sotto US Navy Contract N00039-04-C-2009, che è stato annunciato il 24 settembre 2004[2]. Il costo più incentivi più premi di aggiudicazione per il MUOS definiti una periodo-base di esecuzione dei sette anni del valore di 2 110 886 703 $[3]. Il contratto base prevede una capacità operativa iniziale composto da due satelliti con gli elementi associati di controllo a terra MUOS[4]. Il contratto definisce anche le opzioni del contratto [ 6 ] che, se esercitata, dovrebbe aggiungere quattro anni e 1 154 948 927 $ alla base. Tra i subappaltatori chiave vi sono General Dynamics (Architettura di trasporto terrestre), Boeing (Legacy UFO e porzioni del WCDMA payload) e Harris (riflettori maglia schierabili). Il lancio in orbita del primo satellite era stato previsto per la fine del 2009 con il raggiungimento della capacità in orbita nel 2010. Dopo molti ritardi, il primo satellite MUOS, MUOS-1, è stato lanciato nello spazio il 24 febbraio 2012.

Carichi Legacy[modifica | modifica wikitesto]

Oltre al carico cellulare MUOS WCDMA, un carico legacy completamente separato e capace UFO viene incorporato in ciascun satellite. Il carico utile "Legacy" estende la vita utile di terminali legacy SATCOM UHF e permette una transizione graduale verso MUOS. Il sistema Joint Tactical Radio System (JTRS) è il programma di registrazione che fornirà i terminali DoD, i quali possono comunicare con il MUOS a forma d'onda WCDMA. MUOS consente anche ad utenti in movimento di accedere alla base, a DoD esclusivi reti telefoniche e ad INTERNET della Defense Information Systems Network (DISN), a servizi via Teleport DoD e alle infrastrutture a terra MUOS.

Stazioni di terra MUOS[modifica | modifica wikitesto]

Stazione di terra MUOS a Wahiawa

Il MUOS comprenderà quattro impianti di stazione a terra[5]. Le selezioni dei siti sono state completate nel 2007 con la firma di un “Memorandum of Agreement” (MOA) tra la marina degli Stati Uniti e il Dipartimento della Difesa australiano. Le quattro stazioni a terra, ognuna delle quali serve uno dei quattro satelliti attivi, saranno ubicate presso:

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

L'installazione del Naval Radio Transmitter Facility nell'area di Niscemi, nella provincia regionale di Caltanissetta, è oggetto di proteste della popolazione e dei rappresentanti locali.[8] A poche ore dalla manifestazione nazionale di protesta organizzata dal movimento "NoMUOS" la Procura di Caltagirone ha disposto in data 6 ottobre 2012 il sequestro della stazione radio MUOS di Niscemi in quanto l'installazione avrebbe violato le prescrizioni fissate dal decreto istitutivo dell'area protetta.[9] Sequestro che è stato poi annullato in data 28 ottobre 2012 dal Tribunale della Libertà di Catania dando così il via libera alla ripresa dei lavori; il Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Caltanissetta attende le motivazioni del Tribunale di Catania per valutare la possibilità di un ricorso in Cassazione.[10] Nel gennaio 2013 sulla questione interviene il Presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, che avanza la richiesta di sospensione dei lavori di installazione delle quattro antenne del MUOS. Il dibattito si accende in tutta la Sicilia, coinvolgendo il mondo politico[11], sociale, culturale e addirittura dello spettacolo[12]. L'11 marzo 2013 la Regione Siciliana ha raggiunto un'intesa con il Governo per chiedere agli Stati Uniti di non installare le parabole fino all'ottenimento di risultati sull'impatto ambientale e sulla salute dei dispositivi attivati anche alla massima potenza.[13] Il 29 marzo 2013, la Regione Siciliana revoca in via definitiva l'autorizzazione alla costruzione della stazione MUOS a Niscemi.[14]. Il 20 aprile 2013 il Ministero della difesa ha presentato ricorso al Tar Sicilia chiedendo l'annullamento della revoca e la condanna della Regione al risarcimento dei danni.[15] Il 9 luglio 2013 il TAR di Palermo ha respinto le richieste di sospensiva presentate dal ministero della Difesa contro la Regione Siciliana che aveva arrestato i lavori per il Muos in applicazione del principio di precauzione circa la salute della popolazione locale. [16] [17]

Il 25 luglio 2013, la Regione Siciliana revoca lo stop autorizzativo al MUOS[18]. Tra il 24 e il 26 gennaio 2014 le tre antenne paraboliche della stazione di terra Muos sono state posizionate sui rispettivi supporti,in linea con i tempi di realizzazione annunciati nel giugno 2013, nel mese di novembre 2014 sarà lanciato in orbita il primo satellite per la messa in funzione del Muos.

Analisi dei rischi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 il prof. Massimo Zucchetti (professore Ordinario di Impianti Nucleari al Politecnico di Torino) e il dott. Coraddu hanno stilato una relazione[19] per conto del comune di Niscemi[20]. La relazione conclude che:

  • le misurazioni svolte dall'ARPA mostrano che i limiti di sicurezza previsti dalla legislazione italiana saranno sicuramente superati;
  • sebbene le caratteristiche del sistema siano poco note, si possono comunque avanzare alcune ipotesi circa i rischi associati al MUOS[19]. Segue quindi l'analisi dei potenziali rischi cui può andare incontro la popolazione abitante le zone adiacenti l'impianto.

Per Zucchetti e Coraddu per un principio di salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente, non dovrebbe essere permessa alcuna installazione di ulteriori sorgenti di campi elettromagnetici e [...] occorre approfondire lo studio delle emissioni già esistenti e pianificarne una rapida riduzione.[19]

Nel luglio del 2013 l'Istituto Superiore di Sanità rileva, invece, che i risultati delle misure sperimentali effettuate dall'ISPRA sulle antenne del sistema MUOS degli USA a Niscemi indicano che tutti i limiti previsti dalla legislazione italiana in materia di protezione della salute umana dai campi elettromagnetici sono attualmente rispettati in larga misura[21].

Tali conclusioni sono state oggetto di contestazione, sia nel merito sia per il modo in cui sono state anticipate alla stampa, da parte di alcuni esperti che hanno partecipato alle stime sui rischi.[22] [collegamento interrotto][23] [collegamento interrotto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fact Sheet, Navy Communications Satellite Programs
  2. ^ SPAWAR N0003904C2009 Contract Award Announcement
  3. ^ Lockheed Martin MUOS Overview
  4. ^ DoD Contract Awards for September 24, 2004.
  5. ^ The Mobile User Objective System
  6. ^ Google.com
  7. ^ Google.com
  8. ^ Servizio tg10 NO MUOS (Niscemi)
  9. ^ CataniaToday notizia sul sequestro del MUOS
  10. ^ Niscemi, annullato il sequestro del Muos | Notizie live di Sicilia - Quotidiano di cronaca politica turismo - Giornale di Sicilia - Blog Sicilia
  11. ^ francantoniogenovese.it, Francantonio Genovese: "sul MUOS voce ai siciliani" in Francantonio Genovese, 28 gennaio 2013.
  12. ^ BlogSicilia, Muos, Fiorello lancia un appello ai media nazionali: “Parlatene”=Fiorello, 21 gennaio 2013.
  13. ^ liberautopia.it, Muos, Governo e Regione: niente parabole fino a risultati sulla salute - Liberautopia, 11 marzo 2013.
  14. ^ Crocetta, revocata autorizzazione Muos Niscemi, ANSA, 29 marzo 2013. URL consultato il 2 aprile 2013.
  15. ^ Muos: ricorso ministero,udienza Tar 10/5, ANSA, 25 aprile 2013. URL consultato il 27 aprile 2013.
  16. ^ Muos, le motivazioni del Tar. Ci vuole certezza sulla non nocività.
  17. ^ MUOS: Relazione Nocività per TAR Sicilia, Prof. M. D'amore, Università La Sapienza.
  18. ^ Muos, Regione revoca stop autorizzazione
  19. ^ a b c Analisi dei Rischi MUOS Dr. Prof. Zucchetti e Dott. Careddu Politecnico di Torino
  20. ^ Omissioni e ritardi
  21. ^ Relazione finale dell'ISS
  22. ^ Muos, Relazione finale del gruppo di lavoro su NRTF e MUOS
  23. ^ Rischi connessi alla realizzazione del MUOS. Relazione finale del gruppo di lavoro.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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