Naval Air Station Sigonella
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La Base Aerea di Sigonella (Naval Air Station Sigonella, abbreviata in NAS Sigonella o NASSIG) è un'installazione militare della Marina Statunitense situata in Italia, nel comune di Lentini e vicino alla città di Catania.
È adiacente e dipendente da una base dell'Aeronautica Militare Italiana (sede del 41º Stormo AntiSom).
La base si compone di due sezioni (NAS I e II) a circa 16 km ad ovest della città di Catania ed a 39 km a sud del vulcano Etna. Nel NAS I ha sede la parte più propriamente amministrativa della base, assieme alle scuole, l'ospedale, la stazione radiotelevisiva e le attività ricreative (centro commerciale, cinema-teatro, ristoranti, cappella interreligiosa, campi sportivi). Nel NAS II, hanno sede l'aeroporto e i restanti uffici, i grossi magazzini merci, i reparti operativi e altre attività ricreative minori (bar, clinica medica).
Il NAS II si trova nella parte ovest della grossa struttura aeroportuale, nella cui parte est ha, invece, sede l'aeroporto militare italiano (le sole piste sono in comune). Dal momento che si trova vicino al centro geografico del mar Mediterraneo, la base, soprannominata The hub of the Med, si trova in una posizione eccellente per sostenere le operazioni intraprese dalla Sesta Flotta U.S. NAVY, e da altre unità militari degli U.S.A. e della NATO nel Mediterraneo.
Tra le aeronavi che volano da questa base insulare vi sono aerei da trasporto dell'USAF, aerei da rifornimento in volo ed aerei-spia U-2. Più specificamente navali sono i P-3 Orion (anti-sommergibile) e gli elicotteri navalizzati CH-53E Super Stallion della U.S. Navy, anche se, dal 2006, quest'ultimi sono stati ridispiegati nella base di Norfolk in Virginia ed il reparto chiuso. È uno dei punti di sosta più frequentemente adoperati dagli airlifters degli USA, nella rotta tra il CONtinente degli Stati Uniti (CONUS) - Sudovest dell'Asia e Oceano Indiano.
Come discesa del 2005 l'HC-4 stava subendo un cambio:
- Uno squadrone di pattugliamento di P-3
- La stazione di Computer Navali e di Telecomunicazioni
- L'Ospedale Navale americano
- Un battaglione mobile del genio navale
È la casa per più di 7000 militari, personale civile e familiari.
Indice |
[modifica] Storia
La base di Sigonella classificata come United States Naval Air Facility (NAF), Sigonella, venne stabilita il 15 giugno del 1959; avendo come ufficiale in capo il capitano Walter J. Frazier. La stazione venne concepita nei primi anni 1950, quando i piani per dare alloggio agli aerei antisommergibile P-2 Neptune della US Navy, che in precedenza si trovavano a Hal Far, nell'isola di Malta, cominciarono ad evidenziare la necessità di maggiori spazi.
Quando divenne evidente la carenza di spazi a Malta, la U.S. Navy chiese l'appoggio della NATO per utilizzare una base in Sicilia. L'Italia concesse il territorio sotto un accordo temporaneo firmato il 25 giugno del 1957.
La construzione dell'area amministrativa USA della NAF I venne cominciata nel 1958. Verso la fine 1959 (dopo sei mesi di lavori) gli edifici vennero completati. Verso la fine di agosto 1959, l'aeroporto NAF II era disponibile per il volo diurno (sotto le regole del volo a vista) (VFR); e si registrarono 24 voli il 31 agosto.
Uno dei primi edifici di Sigonella era quello che attualmente ospita l'en:American Forces Network (AFN). Nel 1958, lo stesso edificio era adibito a luogo di controllo della derattizzazione e del controllo di altre pesti.
La prima inondazione di Sigonella avenne nel settembre del 1959. Il ponte Dittaino che unisce la NAF I e la NAF II si trovava sotto circa due metri d'acqua il 20 settembre dello stesso anno. Tutto il traffico dovette essere deviato attraverso Catania.
Nel 1980, Sigonella venne riclassificata come en:Naval Air Station.
[modifica] Crisi di Sigonella
| Per approfondire, vedi la voce Crisi di Sigonella. |
Nell'ottobre del 1985, durante la presidenza di Ronald Reagan negli USA e il governo di Bettino Craxi in Italia, ebbe luogo una grave crisi politico-militare, riguardante un aereo di linea egiziano con a bordo l'alta personalità palestinese Abu Abbas ed un gruppo di quattro terroristi, che avevano sequestrato e poi rilasciato la nave italiana Achille Lauro (dopo aver liberato tutti i passeggeri della nave ad eccezione di Leon Klinghoffer, affetto da paraplegia, di religione ebraica, con passaporto statunitense, che era stato trucidato) e che avevano ottenuto un aereo ed un salvacondotto del governo egiziano, garantendogli il trasferimento a Tunisi, dove allora aveva sede l'OLP.
Tuttavia l'aereo di linea venne dirottato da caccia della U.S. Navy e costretto ad atterrare nella vicina base aerea di Sigonella. Appena atterrato l'aereo egiziano venne circondato da militari della Vigilanza Aeronautica Militare italiana. Poco dopo, un forte contingente di soldati americani della Delta Force, appena sbarcati da un velivolo atterrato poco dopo senza notifica alle autorità italiane, circondò i militari italiani che presidiavano il velivolo egiziano, esigendo con la minaccia delle armi, su territorio italiano, la consegna immediata dei terroristi alle autorità USA. Informato della situazione, Bettino Craxi si oppose, ed ordinò ai VAM in forza alla base ed a Carabinieri inviati di rinforzo di circondare a loro volta il reparto della Delta Force, esigendo la loro partenza immediata, che avvenne poco dopo. Ne seguì una delle più aspre crisi nelle relazioni Italia-USA del dopoguerra. I terroristi furono presi in consegna dalle autorità italiane (e vennero rinchiusi in carcere a Siracusa), mentre Abu Abbas fu trasferito a Roma, e successivamente liberato e fatto partire con un volo ad hoc. Abbas fu poi catturato dagli USA in Iraq nel 2003 e morì poco dopo, sotto custodia statunitense.
[modifica] Il principale deposito logistico nel Mediterraneo
Il 1 aprile del 2004, la Defense Logistics Agency (DLA) istituì il "deposito difeso" Sigonella Italy nell'area NAS II per servire come base di rifornimento per il Mediterraneo. La DLA fornisce anche il carburante ed il deposito di proprietà della NAS II.
Sigonella ha subito di recente delle inondazioni per via di piogge torrenziali. La seconda alluvione di grossa entità, dopo quella del 1959, è stata quella del dicembre del 2005 ed a causa di quest'ultima sono stati evacuati 200 effettivi e le loro famiglie dalla vicina area residenziale del villaggio I Marinai. La base di NAS II restò non operativa per un paio di giorni, il tempo necessario per riattivare le forniture essenziali e sgombrare gran parte del fango dalle strade interne e dalle piste.

