41º Stormo

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41º Stormo
Ensign of the 41º Stormo Antisom of the Italian Air Force.svg
Descrizione generale
Attivo 1939-1943
1º ottobre 1965 - oggi
Nazione bandiera Regno d'Italia
Italia Italia
Servizio Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svgRegia Aeronautica
Coat of arms of the Italian Air Force.svgAeronautica Militare
Tipo Stormo
Compiti Contrasto della minaccia subacquea e navale
concorrere al servizio di ricerca e soccorso
Sede Base aerea di Sigonella
Velivoli Breguet Br 1150 Atlantic
ATR 72 ASW
Decorazioni Valor militare silver medal BAR.svg MAVM
Reparti dipendenti
86º Gruppo C.A.E.
Comandanti
Comandante attuale Col. Vincenzo Sicuso[1]

i dati sono estratti dal portale dell'Aeronautica Militare[2]

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Il 41º Stormo, precedentemente denominato 41º Stormo Bombardamento Terrestre, è uno Stormo dell'Aeronautica Militare che svolge il compito primario di contrastare le potenziali minacce derivate da unità navali subacquee e di superficie e quello secondario di coordinamento aereo nel servizio di ricerca e soccorso (SAR) in mare aperto concorrendo all'individuazione di navi in difficoltà e di eventuali naufraghi alla deriva.[2]

Lo stormo ha come reparti di volo dipendenti l'86º Gruppo C.A.E. (Centro Addestramento Equipaggi) e l'88º Gruppo. Lo Stormo è equipaggiato con aerei da pattugliamento marittimo, con il biturboelica Breguet Br 1150 Atlantic, velivolo che ha sostituito, nel 1972, il Grumman S2F, di cui era stato dotato il Reparto all'atto della sua ricostituzione nel 1965. Dal 2014, il Br-1150 Atlantic inizierà la fase di sostituzione con il più recente ATR 72 ASW.[2]

Storia[modifica | modifica sorgente]

41º Stormo Bombardamento Terrestre[modifica | modifica sorgente]

Il 41º Stormo viene costituito il 1º luglio 1939, affidato al comando del colonnello pilota Enrico Pezzi, nella specialità del bombardamento terrestre tattico, equipaggiato con i bombardieri bimotori Fiat B.R.20 "Cicogna" e schierato presso l'aeroporto di Reggio Emilia. Lo stormo era costituito da due gruppi volo, il 59º Gruppo a sua volta costituito dalla 232ª e 233ª Squadriglia con sede a Reggio Emilia presso l'aeroporto, e il 60º Gruppo a sua volta costituito dalla 234ª e 235ª Squadriglia con sede a Iesi.[2]

L'11 settembre, solo dopo circa due mesi della sua costituzione, viene avviata la progressiva sostituzione dei bimotori Fiat con i più efficienti trimotori Savoia-Marchetti S.M.79 "Sparviero" ed ordinato al 60º Gruppo di riunirsi al 59º all'aeroporto di Reggio Emilia per permettere al 41º Stormo di rischierarsi a Gela.[2]

Il 6 giugno 1940 il Comando di Stormo viene inquadrato nella 3ª Divisione Aerea "Centauro", con quartier generale a Catania, in previsione del suo impiego nel teatro dell' Italia meridionale e della Libia italiana.[2]

In data 21 ottobre ne viene disposto il trasferimento: dall'aeroporto di Gela si alzano in volo 10 velivoli del 59º ed undici del 60º con destinazione Benina, località della Cirenaica, per poi spostarsi sul campo di volo di Sidi Ahmad al-Magrum, nella Municipalità di Bengasi.[2]

Dal 28 ottobre il 41º Stormo, assieme al 15º Stormo, vengono posti sotto il comando del colonnello pilota Attilio Biseo della 9ª Brigata "Leone", quindi, il successivo 8 novembre viene trasferito con entrambi i Gruppi a Castel Benito per poi rischierarsi a Tmini.[2]

Resterà dislocato in Libia fino al febbraio 1941, data in cui ricevette l'ordine di rimpatriare.[2]

Araldica[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze alla bandiera[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«per le azioni belliche svolte dall'11 giugno al 30 settembre 1940»
— 9 gennaio 1941.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 91° Anniversario Aeronautica: i Reparti
  2. ^ a b c d e f g h i 41º Stormo, portale dell'Aeronautica Militare, op. cit.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]