17º Stormo incursori

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17º Stormo incursori
Stemma araldico del 17º Stormo.
Stemma araldico del 17º Stormo.
Descrizione generale
Attivo 1º marzo 2003-oggi
Nazione Italia Italia
Servizio Aeronautica Militare
Tipo Forze speciali
Compiti Combat Controller /Combat SAR
Sede Aeroporto di Furbara
Motto Sufficit Animus
Parte di
Comandanti
Comandante attuale Colonnello Glauco Luigi MORA

[senza fonte]

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Il 17º Stormo incursori, già Reparto incursori dell'Aeronautica Militare (RIAM) fino all'8 aprile 2008, trae le proprie origini dagli Arditi distruttori della Regia Aeronautica (ADRA), reparto operante nella seconda guerra mondiale, soprattutto in Africa settentrionale, da cui ha ereditato anche il "basco color sabbia".

L'attuale denominazione del reparto, e il proprio motto, derivano invece dal disciolto "17º Stormo intercettori teleguidati".

Il 17º Stormo incursori, inquadrato nella 1ª Brigata aerea "operazioni speciali", fa parte delle forze speciali italiane (TIER 1), sotto il comando del Comando interforze per le operazioni delle Forze speciali (COFS).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Stemma del 17ºStormo

Durante la seconda guerra mondiale era necessario disporre di unità altamente specializzate addirittura per una sola operazione per volta. Gli ADRA (Arditi distruttori della Regia Aeronautica), precursori dell'odierno 17º Stormo, rispondevano all'ultima necessità e pertanto il reparto fu dispiegato in Nord Africa. Quando il colonnello pilota paracadutista Giuseppe Baudoin era diventato il padre spirituale di tutti i paracadutisti italiani, dalla scuola militare di Tarquinia uscivano, pronti alle prime operazioni, i paracadutisti della Folgore, del "Battaglione P" e del Battaglione ADRA. Il primo obiettivo dell'ADRA doveva essere:

« Agire su determinati campi d’aviazione nemici, in concomitanza con le truppe terrestri, per l’occupazione dei campi stessi e per il loro riattamento, necessario per l’atterraggio dei reparti aerei destinati al trasporto delle truppe aviotrasportabili; »
(Trasmesso dallo Stato Maggiore della R.A.)

Nel 1942 nacque il 1º Reggimento d’assalto della R.A "Amedeo d'Aosta", destinato a rendere famosi i reparti d'assalto dell'Aeronautica. Prima dell'armistizio presso Gebel Abiod, infatti, questo gruppo combatté a lungo contro le forze alleate, senza abbandonare mai la posizione. Dopo essersi paracadutati presso Philippeville (Algeria) e dopo una marcia forzata, il ponte di Beni Mansur, dal quale dovevano passare alcune truppe anglo-americane, è fatto saltare e distruggere da altri parà AM. Successivamente si infiltrarono nel vicino campo d'aviazione ed innescarono cariche esplosive italiane e tedesche. Dovevano recarsi nei pressi di El Carruba, ma nessuno arrivò per imbarcarsi e tornare in Italia. Così riportò allora il comando, che li imprigionò, allo stato maggiore della Royal Air Force:

« Air Force: on November 1942 the Air Force grouped its 1st Parachutist Unit (renamed "Battalion") with the "Loreto" Battalion (an air-transportable ground-crews and engineers unit expecialy trained to operate captured enemy airfield) in the 1st Air Force Assault Regiment "Amedeo d'Aosta". A 3rd Battalion of Parachutist Demolition Engineers was planned but never formed. At the moment of the Armistice (September 8th 1943) the 2nd Battalion ADRA had just begun the training of its first elements. »
(Trasmesso dal Comando-Philippeville della R.A.F.)

Inoltre due pattuglie di arditi distruttori, che avevano come obiettivo l'aeroporto di Bengasi, riuscirono, con forti perdite, a distruggere 25 quadrimotori B-24 Liberator il 18 giugno 1943.[1]

Il 1º marzo 2003 viene costituito il Reparto incursori A.M., che nel 2008 assume l'odierna denominazione, con sede all'aeroporto di Furbara.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Gli incursori alla parata militare del 2 giugno.

Gli incursori del 17º Stormo dell’AMI operano in un contesto interforze nazionale o, secondo le specifiche direttive politico-militari, in ambito NATO, UE o di coalizioni multinazionali, per il raggiungimento di obiettivi di carattere strategico ed operativo, mediante l’esecuzione di operazioni speciali a forte connotazione aeronautica.

In particolare la loro azione risulta particolarmente opportuna nei moderni conflitti asimmetrici, per la loro capacità di intervenire, in tempi ridottissimi e con procedure non convenzionali, a tutela degli interessi nazionali e per il contenimento dei rischi di natura politica generati dal terrorismo internazionale. Le missioni principali affidate agli incursori del 17º Stormo comprendono il Combat Controller ed il Combat SAR.

La funzione di Combat Controller rappresenta il cuore della specialità, che ne esalta la specificità e colma una lacuna nelle professionalità esistenti tra le Forze speciali italiane. Scaturisce dalla necessità, già avvertita in passato, di disporre di elementi in grado di conquistare, preparare, attrezzare e difendere piste di atterraggio o comunque superfici idonee ad operazioni aeree, in aree remote ed in ambiente non permissivo, quindi di dirigere da terra (da queste piste improvvisate) il traffico aereo nelle fasi di atterraggio e partenza, nonché di assistenza. A tale scopo gli incursori necessitano di una completa abilitazione al combattimento, dell’idoneità al maneggio di esplosivi ed al loro disinnesco, della capacità di posizionare ed attivare sistemi di comunicazione, sistemi meteo e di ausilio alla navigazione aerea per fornire assistenza terminale, diurna e notturna, al traffico aereo militare nell’area di interesse. Questa specialità Combat Controller è ben apprezzata dagli americani: i loro Combat Controllers CCTs (da cui l'A.M.I. ha preso spunto per la creazione dell'incursore del 17º Stormo), infatti, vengono impiegati in quasi tutte le operazioni primarie delle Forze Speciali; inoltre alcuni membri vengono affiancati alla Delta Force o al DEVGRU in operazioni antiterrorismo; il loro motto è infatti "First There" (i primi). È inutile dire che gli incursori dell'A.M. conseguono le stesse abilitazioni dei CCTs americani.

I Combat Controller sono inoltre in grado si effettuare ricognizioni speciali, da attuarsi in profondità in territorio ostile, per la raccolta di informazioni su obiettivi ed installazioni aeronautiche di particolare interesse e di procedere alla loro distruzione, anche mediante la guida terminale sul bersaglio di armamento a guida laser. Quest’ultima capacità, resa di interesse strategico dall’assoluta necessità politico/militare di ridurre al minimo i danni collaterali, si affianca, potenziandola, a quella da poco posta in essere dagli incursori di Esercito e Marina e dagli operatori FOS del 185º RAO.

Il Combat SAR include la ricerca, individuazione e recupero di personale isolato in area ostile; esso non rientra di norma nel novero delle operazioni speciali, ricadendo tra le attribuzioni degli aerosoccorritori più qualificati del 15º Stormo. In molte situazioni, tuttavia, ed in particolare nel caso di operazioni che ricadano nella vasta zona grigia compresa tra le missioni propriamente di interposizione e quelle di imposizione della pace, la valenza strategica del recupero di personale abbattuto oltre le linee risulta innegabile, così come l’opportunità di affidare tali missioni al personale più qualificato, specie in assenza di complete informazioni operative ed in presenza di una esfiltrazione suscettibile di richiedere uno scontro a fuoco, se non addirittura un’irruzione in ambienti ristretti. L’esperienza quotidiana delle operazioni speciali condotte dai reparti statunitensi in Medio Oriente dimostra che, al di là delle opportune specificità tecnico-operative dei singoli reparti di Forze speciali, risulta opportuno prevedere e sfruttare un’ampia zona di sovrapposizione di capacità, per fronteggiare le inevitabili carenze numeriche degli operatori rispetto alle crescenti richieste di intervento e per garantire una maggiore rapidità di risposta a situazioni di crisi improvvise, che non sempre consentono l’arrivo e l’impiego del reparto ritenuto più idoneo all’assolvimento del compito specifico.

Gli incursori dell’Aeronautica sono pertanto in grado di operare, insieme con le altre Forze Speciali nazionali, nelle abituali missioni:

- azioni dirette, ossia operazioni offensive contro obiettivi di rilevanza strategica o eventualmente operativa, con incursioni, colpi di mano e guida terminale di munizionamento di precisione;

- ricognizioni speciali per l’acquisizione di informazioni di interesse strategico ed operativo su di un nemico effettivo o potenziale, al fine di valutarne capacità, intenzioni ed attività, integrando con l’osservazione visiva diretta (humint) e con supporti tecnologici i dati raccolti dagli altri assetti ricognitivi e di intelligence nazionali;

- operazioni di assistenza militare nei confronti di forze amiche, che richiedano appoggio tecnico ed affiancamento in addestramento o in operazioni; esse sono tipiche delle missioni multinazionali, che raccolgono contingenti talvolta eterogenei i quali richiedono l’assistenza dei Paesi militarmente più evoluti; la cooperazione che si instaura ed i legami personali che si consolidano permetteranno comunque di meglio operare in aree di potenziale interesse;

- concorso alle operazioni di controterrorismo, limitatamente agli atti che si verifichino all’estero; ciò può comportare azioni di liberazione di ostaggi, cattura ed estradizione di terroristi e attacchi alle loro basi, recupero di materiali sensibili caduti nelle mani di gruppi eversivi, liberazione o ripristino delle condizioni di sicurezza di ambasciate nazionali o altre infrastrutture soggette alla nostra sovranità, inclusi navi ed aeromobili.

Organigramma e struttura[modifica | modifica sorgente]

Lo Stormo è organizzato secondo la seguente struttura:

Organigramma 17º Stormo Incursori.png
Distintivo del Gruppo addestramento.


Le principali articolazioni del 17º Stormo incursori sono:

  • gruppo operativo (50-60 elementi; si presume che, a regime, il numero di operativi sarà di circa 100 incursori)
  • gruppo addestramento
  • gruppo servizio di supporto
  • compagnia protezione delle forze
  • servizio amministrativo

Sono organi di staff del 17º Stormo incursori:

  • ufficio operazioni
  • ufficio comando
  • infermeria di reparto

Formazione degli operatori[modifica | modifica sorgente]

Selezione e tirocinio[modifica | modifica sorgente]

L'accesso alla specialità incursori avviene per concorso interno all'Aeronautica Militare e, per concorrere, bisogna essere in servizio permanente in uno dei seguenti ruoli:

Un incursore in tenuta da combattimento.
  • Ruolo delle armi normale o speciale (A.A.r.a.n/A.A.r.a.s) per gli ufficiali
  • Ruolo marescialli con qualsiasi categoria/specialità
  • Ruolo sergenti con qualsiasi categoria/specialità
  • Ruolo della truppa in servizio permanente con qualsiasi categoria/specialità

Per superare il concorso è necessario superare, oltre le prove psicoattitudinali, le seguenti prove fisiche:

  • Corsa piana 400 m in 1 min 15 s
  • Salita alla fune di 5 m di altezza
  • Discesa in corda doppia da 10–15 m di altezza
  • Prova di acquaticità per 50 m ininterrotti a stile libero
  • Salto in acqua da trampolino di 3–5 m di altezza
  • Percorso di 200 m trasportando "alla pompieristica" presunto infortunato (peso minimo 75–80 kg)
  • Corsa piana di 3000 m in 15 min
  • Minimo 8 trazioni alla sbarra
  • Minimo 30 piegamenti sulle braccia
  • Minimo 15 esercizi alle parallele
  • Minimo 40 flessioni addominali
  • Marcia con zavorra di 10 km con zaino completo di 20 kg in 76 min
  • Marcia con zavorra di 15 km con zaino completo di 20 kg in 120 min

Successivamente si accede alla seconda fase del concorso: i candidati parteciperanno al tirocinio di selezione.

Il tirocinio di selezione svolto dagli aspiranti incursori dell'A.I., della durata di due settimane, mira ad accertare, non solo le caratteristiche psicofisiche e la resistenza fisica e mentale allo sforzo prolungato del candidato, ma anche le sue qualità morali e caratteriali, le motivazioni profonde che lo spingono ad affrontare pericoli e disagi e la sua capacità di reagire con calma e lucidità alle difficoltà, anche in presenza di forti fattori di stress, e di dare comunque il massimo di sé. Per effettuare questi accertamenti i candidati sono mantenuti, sin dai primi giorni, sotto costante pressione fisica e mentale, dormono poco, accumulano progressivamente stanchezza ed un forte stress, che dovranno imparare a sopportare e a gestire nel corso della selezione, senza avere reali possibilità di recupero, e subiscono una costante alterazione dei cicli naturali di attività e riposo.

Per tutto il periodo, i candidati sono mantenuti all’interno delle strutture militari, non possono fruire della libera uscita, né raggiungere familiari ed amici. Sono isolati con se stessi ed ogni attività è regolata dagli istruttori, che alternano gradualmente gli orari e la durata dei periodi di riposo, in modo da provocare vere e proprie crisi di sonno. Tutte le prove fisiche, come le marce zavorrate, sono alternate a periodi d’addestramento al combattimento, lavori tattici, test fisici e di cultura generale e tecnico-professionale, durante i quali si deve dimostrare lucidità, capacità operative, resistenza mentale e ferrea volontà di non cedere alla stanchezza. Sono frequenti le esercitazione continue, che coprono, almeno parzialmente, l’arco notturno, ed ai candidati sono date poche possibilità di recuperare il sonno perduto.

Il tirocinio, come detto, della durata di due settimane (una terza può però essere eventualmente dedicata al recupero d’attività, che non si siano potute svolgere per motivi di forza maggiore), include, dopo aver ripetuto le prove della preselezione, altre prove:

- 5 marce zavorrate a tempo, in uniforme da combattimento e zaino di 20 kg senza arma, su itinerari di difficoltà, dislivello e distanza variabile da 10 e 30 km: 10 km in piano, da concludersi nel tempo massimo di un'ora e 16 minuti, 15 km su terreno vario e dislivello di 300 metri in due ore e 10 minuti, 21 km con forte dislivello di 900 metri in tre ore e 15 minuti, marcia di resistenza di 30 km in quattro ore e 28 minuti, marcia notturna in terreno accidentato, molto impegnativo, di 12 km.

- prove d'ardimento, presso il complesso “Lustrissimi” di Livorno, le quali prevedono il superamento di percorsi di guerra, ostacoli aerei e ponti di corda, per accertare le doti di coraggio, coordinazione e velocità.

- test d’acquaticità ed Anfibia, alla Base a Mare, nuoto di superficie e voga. Inoltre altri test di varia natura, che includono, tra l’altro, il completamento di percorsi sotterranei per l’accertamento delle proprie capacità d’autocontrollo in situazioni ed ambienti claustrofobici.

Molti di questi esercizi vengono variati ad ogni corso, per evitare di far conoscere in anticipo ai candidati i particolari della selezione ed impedire che possano prevedere ciò che li attende. Non sono, pertanto, mai noti con esattezza i tempi entro i quali terminare una prova, o il punteggio minimo da conseguire in un determinato test. Questa insicurezza costringe i candidati a produrre comunque lo sforzo massimo in ogni circostanza, impedisce loro di limitarsi al risultato minimo, anche se sufficiente, e permette agli istruttori di valutare meglio le reali doti caratteriali dei candidati.

Questa selezione iniziale determina una prima sostanziale “scrematura” dei partecipanti. Il personale ritenuto non idoneo ritorna ai reparti d’appartenenza, senza che alcuna annotazione negativa accompagni il loro curriculum individuale. Solo chi supera con successo entrambe le fasi della selezione, cioè la preselezione all’idoneità fisica ed il tirocinio, viene invece ammesso alla frequenza del corso Operatore Basico Incursori Aeronautica Militare BIAM (dal 2010 l'addestramento basico degli incursori è interamente curato dal 17º Stormo incursori).

Corso Operatore Basico Incursori Aeronautica Militare BIAM[modifica | modifica sorgente]

Nato nel 2010 e svolto con cadenza annuale al 17º Stormo con i mezzi e uomini di reparto, il corso BIAM cura oggi la formazione basica degli incursori dell'Aeronautica Militare (in passato gli allievi incursori venivano inviati presso il RAFOS del Col Moschin) ha una durata di circa un anno. Il corso ricalca la formazione degli incursori dell'E.I. Gli istruttori che curano tale fase, in servizio al GA (Gruppo Addestramento) provengono:

  • da personale Soccorritore, impiegato per le attività legate all’addestramento alla sopravvivenza nei vari ambienti (marino, montano, desertico ed ostile);
  • da personale Incursore con qualifica di Istruttore (brevettato al 9° Col Moschin), volto ad addestrare e preparare i giovani allievi;
  • da personale specializzato nel settore EOR (riconoscimento di ordigni esplosivi), EOD (disinnesco di ordigni esplosivi) e IEDD (disinnesco di dispositivi esplosivi improvvisati).

Al momento non ci sono notizie ufficiali sulla durata dei vari moduli dei corso BIAM, essendo però tale corso nato dall'esperienza maturata al RAFOS sicuramente comprenderà i seguenti moduli:

  • 4 settimane dedicate al conseguimento del brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non ne risulta titolare, presso il CAPAR di Pisa.
  • 5 settimane dedicate alla formazione teorico pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all'apprendimento delle tecniche di orientamento e di navigazione terrestre.
  • 3 settimane di addestramenti tecnici specifici: sulle trasmissioni, sulle procedure di pronto soccorso e medicina tattica con la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic Life Support) statunitense, su come intervenire tempestivamente in caso di ferite d'arma da fuoco, sulle manovre salvavita e sulle procedure di rianimazione cardio-polmonare, approfondimenti su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni militari.
  • Sopravvivenza, evasione e fuga, resistenza agli interrogatori, della durata di 3 settimane, che insegna su come sopravvivere in qualsiasi ambiente, le tecniche di evasione e fuga, e di resistenza agli interrogatori. Sono tre settimane molto impegnative, che determinano spesso l’eliminazione di chi aveva superato senza problemi il corso OBOS. Gli allievi sono proiettati in un ambiente sconosciuto, in assoluta solitudine, per affrontare prove di sopravvivenza che inducono un profondo senso di insicurezza e di isolamento. Si svolge sia nel Lazio, in Toscana e in Sardegna e prevede anche una fase di sopravvivenza in mare. Un ulteriore periodo, in genere affrontato successivamente al reparto, riguarda la sopravvivenza in ambiente montano innevato ed in zone di clima rigido. La fase di sopravvivenza è affidata a istruttori con qualifica di Soccorritore.
  • Corso Operatore Radio e Trasmissioni per Forze Speciali, della durata di 3 settimane, che abilita all'uso dei vari e sofisticati apparati per le comunicazioni in dotazione, impiegati dal Reggimento, diversi da quelle in dotazione ai corpi convenzionali.
  • Corso maneggio esplosivi, della durata di 8 settimane, che insegna le tecniche e le procedure di maneggio degli esplosivi, sulle tecniche di sabotaggio e di demolizione speditiva. La completa formazione di tutti gli operatori in questo specifico settore viene visto dagli ufficiali del Reggimento come un fattore di flessibilità ed un motivo di vanto nella comunità internazionale delle forze speciali.
  • Procedure tecnico tattiche per Forze speciali, tale fase è destinata all'addestramento individuale e di nucleo al combattimento e all'apprendimento delle tattiche e procedure operative standard delle minori unità FOS. Vengono curati nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all'uso appropriato dell'equipaggiamento, le tecniche di mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli e mobilità verticale. Sono acquisiti i necessari automatismi nella predisposizione delle soste, dei bivacchi, nelle procedure di riordinamento e di reazione automatica immediata in caso di compromissione. Tre settimane sono dedicate alla ricerca, acquisizione e sorveglianza degli obiettivi, due invece alle azioni dirette su obiettivi tattici. Si prosegue con tattiche di combattimento e pattugliamento in ambiente urbano, predisposizione di zone di atterraggio elicotteri e tecniche di ricerca ed inganno. Terminata tale parte del modulo si accede all'approfondimento delle procedure del distaccamento operativo incursori nelle situazioni tipiche d’impiego. Il corso include una serie di addestramenti specialistici della durata di una o due settimane. Due sono dedicate alla mobilità per FS, per l’apprendimento delle tattiche d’impiego e di sicurezza della pattuglia motorizzata, il cui utilizzo è divenuto preminente nelle missioni più recenti, e le predisposizioni da attuarsi in caso di contatto (RIA sui mezzi). Due ulteriori settimane approfondiscono le modalità di aerocooperazione per FS, con particolare riguardo all’impiego degli elicotteri; due riguardano le azioni dirette e gli interventi di antiterrorismo; due le procedure di scorta e protezione ravvicinata di personalità (close protection e tiro istintivo); due infine le tecniche di mobilità e combattimento in montagna per forze speciali.
  • Addestramenti specifici di una settimana che toccano i temi delle operazioni in ambiente NBC (Nuclear Biological Chemical – Nucleare Biologico Chimico), della medicina tattica avanzata per FS, della ricognizione speciale e delle procedure Humint (Human Intelligence) di raccolta informativa per forze speciali. Nelle restanti viene approfondita la conoscenza di tutte le armi leggere in dotazione al reparto e gli allievi frequentano un ciclo di lezioni sulla fotointerpretazione delle riprese aeree.

Un’ultima settimana è dedicata agli esami conclusivi del corso.

Abilitazione incursore A.M.[modifica | modifica sorgente]

I candidati, che hanno terminato con successo il corso BIAM, iniziano quella di Perfezionamento per Incursore Paracadutista, della durata di 40 settimane dal 2011, che ha lo scopo di completare la formazione degli allievi e specializzare il personale e renderlo in grado di operare nei diversi ambienti e scenari di impiego peculiari delle forze speciali. Il perfezionamento include una serie di corsi di durata variabile svolti presso istituti dell'Aeronautica Militare ed altri centri didattico-addestrativi esterni. Sono i seguenti:

  • 5 settimane: Corso Combattimento Avanzato per Forze Speciali CCAFS (al RAFOS del 9° Col Moschin) che permette di approfondire le tecniche di tiro istintivo e ravvicinato, di irruzione ed intervento nei più disparati scenari, contro obiettivi posti all’interno di varie tipologie di edifici. Tale fase, svolta insieme agli allievi incursori del 9° Colmoschin è sbarrante; rappresenta il primo momento nel quale gli allievi vengono messi alla prova e valutati dal Nono.
  • 4 settimane: Addestramento Anfibio. Persegue l’apprendimento delle tecniche delle operazioni anfibie ed include esercitazioni di navigazione diurna e notturna con gommoni con motore fuoribordo, pratica del nuoto operativo di superficie, messa a mare e recupero veloce da imbarcazioni (si svolge presso la base di Furbara del 17º Stormo).
  • 6 settimane: Paracadutismo con la tecnica della Caduta Libera (TCL): si svolge presso il C.A.PAR. di Pisa, durante il quale si effettuano lanci ad apertura comandata da un’altezza massima di 3-4000 metri, senza l’impiego dell’ossigeno.
  • 6 settimane (dal 2011): Basico di Addestramento Alpinistico (CA1), presso il Centro Addestramento Alpino di Aosta, sulle tecniche di arrampicata e movimento in montagna. che conferiscono la capacità di operate in sicurezza in ambienti montani.
  • 6 settimane (dal 2011): Basico di Addestramento Sciistico (CS1), sempre presso il CEALP e dedicate all’apprendimento delle tecniche di movimento in montagna in ambiente innevato: sci alpinismo, prevenzione valanghe e sopravvivenza in climi rigidi.
  • 12 settimane: Corso Combat Controller, che differenzia in modo peculiare gli Incursori dell’Aeronautica dagli altri reparti di Forze Speciali. Benché tendenzialmente destinato a tutti gli operatori, la sua frequenza è subordinata al possesso di un buon livello di conoscenza della lingua inglese, la cui padronanza risulta essenziale in molte sue fasi. Il corso include tre fasi distinte: un modulo traffico aereo di circa un mese a Pratica di Mare, che abilita all’assistenza terminale al traffico aereo militare su strisce improvvisate o scarsamente preparate, un modulo FAC per il controllo aereo avanzato in missioni di attacco al suolo (un mese a Guidonia) ed una fase GLD per l’illuminazione terminale dell’armamento aereo a guida laser, comprensiva di una settimana di formazione teorica ed una di tiri pratici (in Italia o all’estero, secondo la disponibilità di aerei e poligoni).

Al termine di questo lungo processo formativo, i pochi candidati sopravvissuti ricevono l’agognato brevetto d’incursore paracadutista, indossano il basco color sabbia e transitano nel Gruppo Operativo dove, affiancati da colleghi esperti, apprenderanno “sul campo” i mille segreti del loro difficile mestiere.

Corsi ulteriori di perfezionamento e specializzazione individuale[modifica | modifica sorgente]

La formazione degli incursori, che non si può mai definire conclusa, prosegue anche durante l'impiego presso il gruppo operativo. Con la frequenza di ulteriori corsi di specializzazione, sia in Italia che all’estero, i singoli operatori potranno incrementare il loro bagaglio di conoscenze, compatibilmente con le loro attitudini specifiche e con le necessità organiche del reparto, ed ampliare le loro possibilità d’intervento e di approfondire specifiche professionalità. Quelli che si svolgono in Italia sono:

Corsi di perfezionamento[modifica | modifica sorgente]

  • Corso subacqueo, della durata di 12 settimane, presso il COMSUBIN di Varignano (La Spezia), per apprendere ad operare con sicurezza nell’ambiente marino, con un approfondimento delle tecniche di nuoto operativo di superficie e subacqueo, e per conseguire l’abilitazione all’uso degli apparati subacquei A.R.O. (Auto Respiratore ad Ossigeno) e A.R.A. (Auto Respiratore ad Aria).
  • Corso di perfezionamento alpinistico e sciistico, presso il Centro addestramento Alpino di Aosta, per l’approfondimento delle tecniche alpinistiche e per l’apprendimento della capacità d’agire in ambienti artici e d’alta montagna, ed elevare il grado di mobilità operativa in condizioni particolarmente impegnative e in presenza di un avversario addestrato ad operare in montagna. Il succedersi dei corsi può portare all’ottenimento delle qualifiche di istruttore o istruttore militare scelto di sci e di combattimento in montagna.
  • Corso avanzato di paracadutismo, della durata di 3-4 settimane, per l’apprendimento delle tecniche per lanci ad alta quota (di 7.000-11.000 metri) con ossigeno ad apertura a quote basse – HALO (High Altitude Low Opening) o con apertura ad alta quota e navigazione sotto vela – HAHO (High Altitude High Opening).

Corsi per specialità[modifica | modifica sorgente]

(un Distaccamento Operativo ha al suo interno: un Incursore con specializzazione Combat Medic, un Breacher: disattivatore EOD-IEDD, un SFJTAC – Special Forces Joint Teminal Attack Controller, ed uno o due Sniper)

  • Controllore del Fuoco per Operazioni Speciali (CF/OS) di tre settimane, che porta alla definitiva qualifica di SFJTAC. l’Incursore specialista si potrà trovare a gestire l’integrazione dei differenti mezzi aerei che possono intervenire in un’Operazione Speciale, dai jet che impiegano ordigni guidati agli elicotteri da trasporto e attacco, fino agli UAV incaricati di compiti ISTAR e che permettono agli operatori sul campo di ricevere in tempo reale informazioni ed aggiornamenti sulla situazione tattica. Va ricordato inoltre che tale personale si esercita anche nella guida del fuoco terrestre e di quello navale, allo scopo di poter gestire il Joint Fire nel modo più versatile ed efficace.
  • Corso tiratore scelto, tenuto presso il 9º Reggimento "Col Moschin", per l’abilitazione al corretto utilizzo dei numerosi fucili di precisione in dotazione, derivato dal S.O.T.I.C. (Special Operations Target Interdiction Course) statunitense, studiato per il calibro.308.
  • Corso Combat Medic. A livello nazionale gli Incursori destinati a questo settore conseguono la qualifica di “Soccorritore Militare” presso la Scuola di Sanità di Roma, dopo un corso di tre settimane che garantisce, tra l’altro, una sorta di veste legale per operare nell’ambito del primo soccorso, anche se con significative limitazioni. Special Operations Combat Medics (SOCM) Course”, svolto presso l’ISTC di Pfullendorf e che insegna le procedure fondamentali di pronto soccorso, come fermare le emorragie e garantire una corretta terapia infusionale ed anti shock, e soprattutto il prestigioso corso “18D – Special Operations Combat Medic” dei Berretti Verdi americani. Della durata complessiva di circa un anno, quest’ultimo è tenuto presso il JFKSWTSC di Fort Bragg ed è dedicato esclusivamente alle Forze Speciali (per l’Italia lo frequentano anche operatori del GOI, del GIS e del 17º Stormo).
  • Corso EOD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi) e Corso IEDD (Operatore Bonifica Ordigni Esplosivi Improvvisati),da frequentare presso il Centro Addestramento EOD della Scuola del Genio dell'Esercito.

Altri corsi[modifica | modifica sorgente]

  • Corso scorte e protezione ravvicinata di personalità, tenuto presso il GIS, sulle tecniche di protezione e scorta di V.I.P, della durata di cinque settimane. Tre dedicate alla tematiche della protezione ravvicinata, e del tiro istintivo con armi corte e due all’apprendimento delle tecniche di guida veloce con modalità anti-sequestro.
  • Corso avanzato di lingua inglese, di approfondimento del corso base, per un completa conoscenza della lingua inglese, presso la SLE di Loreto.

Altri corsi di perfezionamento vengono svolti all’estero, preceduti da un opportuno corso avanzato di lingua inglese tenuto presso la Scuola Lingue Estere dell’Aeronautica Militare di Loreto. La maggior parte di questi corsi si tengono presso l’International Special Traning Center – ISTC di Pfullendorf, Germania, centro internazionale preposto all'addestramento per le operazioni speciali, presso la quale gli incursori frequentano vari tipi di corsi, talvolta per coprire obiettive carenze dell’addestramento impartito in Patria, in altri casi per ricevere un’istruzione specialistica, che non risulterebbe economica organizzare e gestire autonomamente, perché rivolta a numero assai esiguo di operatori.

Armamento individuale[modifica | modifica sorgente]

Nome Calibro Tipo Nazionalità
Glock 17 9 × 19 mm Parabellum pistola semiautomatica Austria Austria
Beretta 92 9 × 19 mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia
Beretta 8000 Cougar 9 × 19 mm Parabellum pistola semiautomatica Italia Italia
Heckler & Koch MP5 9 × 19 mm Parabellum pistola mitragliatrice Germania Germania
Heckler & Koch MP7 4,6 × 30 mm pistola mitragliatrice/PDW Germania Germania
FN P90 5,7 × 28 mm pistola mitragliatrice/PDW Belgio Belgio
Colt M4 5,56 × 45 mm NATO fucile d'assalto Stati Uniti Stati Uniti
FN SCAR-L 5,56 × 45 mm NATO fucile d'assalto Belgio Belgio
FN SCAR-H 7,62 × 51 mm NATO fucile da battaglia Belgio Belgio
Heckler & Koch G36 5,56 × 45 mm NATO fucile d'assalto Germania Germania
Beretta SCP 70/90 5,56 × 45 mm NATO fucile d'assalto Italia Italia
Steyr AUG 5,56 × 45 mm NATO fucile d'assalto Austria Austria
Benelli M4 Super 90 12 fucile a canna liscia semiautomatico Italia Italia
Beretta RS202 12 fucile a pompa Italia Italia
Heckler & Koch MSG-90 7,62 × 51 mm NATO fucile di precisione Germania Germania
Accuracy International L96-1 0,338 Lapua Magnum fucile di precisione Regno Unito Regno Unito
Sako TRG-42 0,338 Lapua Magnum fucile di precisione Finlandia Finlandia
BCM Extreme MAAR 0,408 Cheyenne Tactical fucile di precisione Italia Italia
Barrett M82A1 12,7 × 99 mm NATO fucile di precisione Stati Uniti Stati Uniti
Coltello ADRA coltello da combattimento Italia Italia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Arditi Distruttori in Libia nel giugno 1943

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]