Aeroporto di Forlì

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Aeroporto di Forlì
Logo dell'Aeroporto di Forlì
Logo dell'Aeroporto di Forlì
IATA: FRL – ICAO: LIPK
Descrizione
Nome impianto Aeroporto di Forlì "Luigi Ridolfi"
Tipo civile
Esercente Società Esercizio Aeroporto di Forlì S.p.A.
Stato Flag of Italy.svg Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Città Forlì-Stemma.png Forlì
Posizione 5 km dalla città di Forlì
78 km dalla città di Bologna
Costruzione 1934
Altitudine AMSL 29 m
Coordinate 44°11′42″N 12°04′11″E / 44.195°N 12.069722°E44.195; 12.069722Coordinate: 44°11′42″N 12°04′11″E / 44.195°N 12.069722°E44.195; 12.069722
Sito web www.forliairport.com
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
12/30 2.540
PAPI - ILS CAT II pista in conglomerato bituminoso
Statistiche
Passeggeri in transito 346.325 (2011)[1]

[senza fonte]

Aeroporto di Forlì.

L'Aeroporto di Forlì (IATA: FRL - ICAO: LIPK), intitolato all'aviatore forlivese Luigi Ridolfi, è ubicato nella prima periferia della città, tra i quartieri Ronco, Bussecchio e la frazione di Carpena. Era considerato il terzo scalo aereo, per numero di passeggeri in transito, della regione Emilia-Romagna.

In seguito alla mancata presentazione di offerte al bando di privatizzazione dello scalo indetto dall'ENAC e all'avviamento della procedura fallimentare della società di gestione, dal 30 marzo 2013 l'aeroporto mantiene la propria operatività ma senza voli commerciali programmati.[2]

Qui ha sede dal 1992 il 13° Nucleo elicotteri carabinieri.

Insieme all'Istituto tecnico tecnologico Aeronautico "F.Baracca", alla Facoltà di Ingegneria aerospaziale dell'Università di Bologna, all'ENAV Accademy e alle diverse scuole di volo presenti, costituisce il Polo Tecnologico Aeronautico di Forlì.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Le prime attività di volo presso l'aeroporto risalgono al 1935, quando la Reale Unione Nazionale Aeronautica (RUNA) diede inizio ai propri corsi di pilotaggio. L'inaugurazione ufficiale dell'Aeroporto di Forlì avvenne il 19 settembre 1936, tre mesi dopo il trasferimento in città del 30º Stormo B.T., equipaggiato di SM.81 prima e di SM.79 poi. Venne utilizzato come aeroporto di varo e valutazione di numerosi aerei militari costruiti nei vicini stabilimenti di Predappio dell'allora Aeroplani Caproni S.A., come il Ca.164 e il Ca.603. In quegli anni il Ridolfi era il più grande aeroporto militare costruito in Italia, primato che pagò a caro prezzo qualche anno più tardi.

In seguito allo scoppio del secondo conflitto mondiale e all'entrata in guerra dell'Italia, l'aeroporto fu interessato da un'intensa attività militare. Venne utilizzato come scalo dai reparti della Luftwaffe (Wehrmacht) diretti nel Mediterraneo e dai bombardieri BR.20 del 7º Stormo B.T. diretti in Jugoslavia. In seguito al riequipaggiamento del 30º Stormo B.T. e al suo trasferimento a Rodi, divenne sede del 105º Gruppo Aerosiluranti, sciolto poco dopo. Fu poi la volta del Nucleo Speciale d'Addestramento dell'Aeronautica Militare su Ju.88 e Cant Z.1007. Il 9 settembre 1943 le truppe tedesche presero il controllo dell'aviosuperficie e la resero base per gli StukaD3-5 del 2/NSGr.9. Dopo la liberazione di Forlì nel novembre 1944, all'aeroporto si insediò la Royal Air Force schierando gli Spitfire del 318th Squadron, i Boston IV e V del 232nd Wing e i Mosquito IX del 256th Squadron. Terminato il conflitto, nel giugno 1945 i reparti alleati abbandonarono il presidio aeroportuale che si trasformò in deposito di mezzi militari in disuso.

L'epoca dell'Aero Club[modifica | modifica sorgente]

Il 22 luglio 1950 la scuola di volo dell'Aero Club Luigi Ridolfi di Forlì, nato sulle ceneri della RUNA, riprese le attività di volo ma solo sette anni dopo lo scalo fu aperto al traffico commerciale. Nel frattempo il Ridolfi ospitò numerose manifestazioni aeree, come le dimostrazioni acrobatiche delle pattuglie del Cavallino Rampante(1957) e dei Diavoli Rossi(1958), e fu teatro di eventi aeronautici di rilievo come la partenza del raid Forlì-Kivo con i piloti Bellini e Torelli a bordo del loro Piper PA-20 I-EDEN (1962). Il 28 aprile 1961 viene costituita la Società Esercizio Aeroporti di Forlì S.p.A. (SEAF). Il 5 maggio 1963 il primo dei due incidenti aerei della storia dell'aeroporto: due Frecce Tricolori della Pattuglia Acrobatica Nazionale si scontrarono in volo durante un'esibizione, uno dei due piloti non riuscì ad eiettarsi prima dello schianto a terra. A perdere la vita fu il Serg.Magg. Colucci. Il 10 dicembre 1979 la seconda tragedia: il LearJet dell'industriale Serafino Ferruzzi, in fase di atterraggio con scarsa visibilità, urtò a bassa quota un edificio e poi impattò contro una casa. Questa volta le vittime furono cinque. Dal 1986 al 1990 si tennero cinque magnifiche edizioni del Salone Internazionale dell'Aviazione; sempre nel '90 su questa pista atterrò il più grande aereo mai visto al Ridolfi, il cargo Antonov An-124 Ruslan. Nel 1996 l'Aero Club di Forlì, dopo la sesta ed ultima edizione del Salone dell'Aviazione, cessò le sue attività.

La modernizzazione[modifica | modifica sorgente]

Il "decollo" della SEAF S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Nel 2000 entra in funzione la rinnovata aerostazione dello scalo, supporto indispensabile all'incremento del traffico commerciale e passeggeri del primo decennio del ventunesimo secolo; nel maggio 2001 riceve il suo "battesimo" con il primo atterraggio a Forlì di un Boeing 747.

I sostanziali cambiamenti effettuati (principalmente strutturali) contribuiscono ad un vertiginoso aumento del traffico passeggeri, dalle 72.100 persone del 2001 alle 708.681 del 2007[3].

Nel 2008 il numero dei passeggeri continua a crescere, raggiungendo quota 770.856, con un aumento del 9,3% rispetto all'anno precedente.[4] In crescita anche il traffico commerciale aereo, che registra un +5,5% dei movimenti, rispetto al 2007.[5]

Composizione societaria della SEAF S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Composizione azionaria della società di Gestione dell'Aeroporto (quote definitive al 31/01/09):[6]

Soci Partecipazione
Comune di Forlì 48,0947%
Regione Emilia-Romagna 25,0262%
Provincia Forlì-Cesena 14,4510%
CCIAA 9,5778%
Comune di Cesena 2,0000%
Confindustria FC 0,8485%
Altri soci 0,0018%

Consiglio di Amministrazione

Presidente: Dr. Franco Rusticali

Direttore Generale: Dr. Angelo Lo Bianco

Consiglieri: Dr. G. Giorgio Rubini, Dr. Paolo Ferrecchi, Sig.r Ettore Sansavini, Prof. Franco Persiani.

Collegio sindacale

Presidente: Dr. ssa Paola Ferroni.

Sindaci effettivi: Dr. Alessandro Neri, Dr. Gian Luca Nanni Costa

Il declino del traffico commerciale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 la SEAF si trova a gestire una trattativa cruciale della sua decennale attività. La compagnia irlandese low cost Ryanair, che già opera al Ridolfi con alcune rotte internazionali, progetta di fare dello scalo forlivese la propria base logistica nazionale: portare in porto il progetto significherebbe decuplicare il numero di passeggeri in transito e creare centinaia di nuovi posti di lavoro. La problematica situazione economica della società di gestione[7] e la concorrenza spregiudicata dell'Aeroporto di Bologna-Borgo Panigale, sostenuto politicamente dalla Regione Emilia-Romagna secondo alcuni, mettono in crisi la realizzazione del progetto. Tuttavia, nel mese di luglio, dopo una lunga serie di trattative, una conferenza stampa annuncia la creazione della base nel marzo 2009, limitata ai soli voli nazionali. Tutti i collegamenti internazionali in partenza ed arrivo dal Ridolfi saranno infatti spostati su quello bolognese.[8]. L'annuncio delle nuove tratte crea però nuove problematiche a SEAF: alcune delle rotte previste dalla compagnia irlandese coincidono con quelle già effettuate dalla compagnia italiana Wind Jet, che minaccia di abbandonare lo scalo.[9]. La società di gestione bolognese incalza e le trattative con Ryanair deteriorano progressivamente fino alla definitiva rottura: il progetto della base non sarà realizzato e tutte le tratte verranno spostate su Bologna o Rimini[10]. Dalla primavera 2009 il vuoto di voli viene colmato con una serie di nuovi collegamenti gestiti dalla stessa WindJet,[11], presentati ufficialmente il 5 marzo a Riccione[12]. La compagnia aerea stabilisce inoltre a Forlì la propria terza base, dove mantiene in aeroporto un Airbus in stazionamento. Tuttavia, la temporanea mancanza di voli sullo scalo dovuta all'avvicendamento fra Ryanair e WindJet, causa una forte discesa del numero di passeggeri trasportati nel relativo periodo.

In base al piano di sviluppo dell'aeroporto, nuove rotte vengono attivate sempre nella primavera 2009.[13]. La compagnia ungherese Wizz Air abbandona lo scalo bolognese per trasferirsi a Forlì, portando 3 nuove destinazioni: Varsavia e Katowice in Polonia e Cluj-Napoca in Romania[14]. A queste si aggiungeranno, nella primavera del 2010, Breslavia (Polonia), Sofia (Bulgaria) e Budapest (Ungheria). Si sommano ai collegamenti nazionali con Roma, Cagliari, Catania e Palermo e a quelli internazionali con Amsterdam, Berlino, Parigi, Londra, Bucarest, Copenhagen, Mosca(Domodedovo) e Praga. La società di gestione dell'aeroporto pensa inoltre di puntare sullo sviluppo del trasporto merci, con il progetto di costruire una "Cargo City".[14]

Il 22 novembre 2010 la compagnia siciliana Wind Jet dichiara di voler spostare la base di Forlì a Rimini e con essa anche i voli per Amsterdam, Berlino, Bucarest, Copenhagen, Mosca-Domodedovo, Parigi, Praga, Catania e Palermo. Tale decisione diventa operativa nel mese di marzo 2011, inginocchiando definitivamente lo scalo forlivese.

Il 29 marzo 2013, ormai costretto alla chiusura, dallo scalo romagnolo decolla l'ultimo aereo, in partenza per Cluj Napoca. Wizz Air si trasferirà nello scalo bolognese.

La liquidazione della SEAF S.p.A.[modifica | modifica sorgente]

Il 14 maggio 2012 la storica società di gestione dell'aeroporto viene messa in liquidazione ed ENAC, l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile, emette un bando per la gestione dell'aeroporto. Data la mancanza di offerte alla scadenza del bando, l'ENAC posticipa la scadenza per ben due volte, senza esito positivo. Da qui la decisione di chiudere l'aeroporto. Il giorno 29 marzo alle ore 14:30 è partito l'ultimo volo commerciale dalla pista del Ridolfi. Nei primi giorni di aprile 2013, il liquidatore della società ha consegnato in tribunale i libri per avviare la procedura falimentare.

Dati tecnici[modifica | modifica sorgente]

Air-Side[modifica | modifica sorgente]

La pista è unica, in conglomerato bituminoso, lunga 2.560 metri e larga 45 metri.

La classificazione ICAO è di categoria 4D.

È orientata 116°-296°(12-30) e dotata dei sistemi ILS (Instrument landing system) cat. II e PAPI (Precision Approach Path Indicator).

Dotata di quattro raccordi principali che la collegano con il piazzale di sosta e di uno più piccolo per un piazzale di servizo (Taxiway A-B-C-D-E).

Aeroporto omologato con Fire Category 7, Landing Rate/hour 7 ed è aperto 18h (24h su richiesta).

Ha un'area di stazionamento di 63.000 m², omologata con 7 parcheggi per velivoli commerciali (self manoeuvring).

Land-Side[modifica | modifica sorgente]

Il terminal partenze ha una zona check-in con 11 sportelli, 2 aree d'imbarco e otto gates, disposti su un'area di 6.000 m².

Il terminal arrivi di 430 m² è munito di tre nastri trasportatori bagagli. All'uscita del terminal risiedono gli sportelli delle agenzie di noleggio auto.

La zona parcheggio per auto conta 720 posti su una superficie di 19.000 m².

Compagnie aeree e destinazioni[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto di Forlì ha terminato la propria attività con voli commerciali programmati il giorno 29 marzo 2013.

Continua ad essere operativo per le attività di scuola di volo e per i voli privati. Con ogni probabilità, come già accaduto in passato, verrà utilizzato anche per dirottarvi i voli in arrivo o partenza dall'Aeroporto di Bologna-Borgo Panigale, nei casi di chiusura scalo per manutenzione o avverse condizioni meteo.

Collegamenti da e per l'aeroporto[modifica | modifica sorgente]

L'aeroporto è servito da autolinee:

L'aeroporto è raggiungibile da:

L'aeroporto dista:

Altri aeroporti in Emilia-Romagna[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.assaeroporti.it/ViewPasseggeriProg.asp?mese=12&anno=2011&lingua=it
  2. ^ Aeroporto di Forlì Airport
  3. ^ Traffico passeggeri - Aeroporto di Forlì. URL consultato il 24 gennaio 2009.
  4. ^ Trend positivo al Ridolfi. 770mila passeggeri l'anno in Il Resto Del Carlino - Forlì, 29 gennaio 2009.
  5. ^ Forlì, aeroporto: +10% di passeggeri nel 2008 in Romagna Oggi, 13 gennaio 2009.
  6. ^ Composizione azionaria - Aeroporto di Forlì. URL consultato il 24 marzo 2009.
  7. ^ Voragine da 3,8 milioni di euro per l'aeroporto di Forlì in Romagna Oggi, 26 marzo 2008.
  8. ^ Forlì, accordo con Ryanair: quarta base in Italia in Romagna Oggi, 31 luglio 2008.
  9. ^ Forlì, aeroporto senza pace: Wind Jet minaccia l'addio in Romagna Oggi, 24 settembre 2008.
  10. ^ Notizie apparse sul sito di Ryanair in Comunicato stampa Aeroporto di Forlì, 4 novembre 2008.
  11. ^ Al Ridolfi è rottura con Ryanair Rusticali stringe il patto con Wind Jet in Il Resto Del Carlino - Forlì, 26 novembre 2008.
  12. ^ Presentati ieri i voli Wind Jet a Riccione in Comunicato stampa Aeroporto di Forlì, 06 marzo 2009.
  13. ^ Il Ridolfi apre le porte dell'est. Nuovi voli per lo scalo forlivese in Il FO' Romagna, 24 dicembre 2008.
  14. ^ Al Ridolfi tocca la Wizz Air. Voli in Europa orientale in Il Resto Del Carlino - Forlì, 22 gennaio 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]