Faenza

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Faenza
comune
Faenza – Stemma Faenza – Bandiera
Faenza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Giovanni Malpezzi (PD, iscritto dal gennaio 2014) dal 30/03/2010
Territorio
Coordinate 44°17′00″N 11°53′00″E / 44.283333°N 11.883333°E44.283333; 11.883333 (Faenza)Coordinate: 44°17′00″N 11°53′00″E / 44.283333°N 11.883333°E44.283333; 11.883333 (Faenza)
Altitudine 35 m s.l.m.
Superficie 215,72 km²
Abitanti 58 815[1] (16-08-2014)
Densità 272,65 ab./km²
Frazioni Albereto, Borgo Tuliero, Cassanigo, Castel Raniero, Celle, Còsina, Granarolo, Errano, Fossolo, Merlaschio, Mezzeno, Pieve Cesato, Pieve Corleto, Pieve Ponte, Prada, Reda, Sarna, Sant'Andrea, Santa Lucia, Tebano.
Comuni confinanti Bagnacavallo, Brisighella, Castel Bolognese, Cotignola, Riolo Terme, Russi, Solarolo, Forlì (FC)
Altre informazioni
Cod. postale 48018
Prefisso 0546
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039010
Cod. catastale D458
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti faentini
Patrono principale: Madonna delle Grazie;
secondari: Pier Damiani, santa Umiltà, Beato Nevolone
Giorno festivo sabato precedente la seconda domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Faenza
Posizione del comune di Faenza nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Faenza nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Faenza (Fênza in romagnolo) è un comune italiano di 58.815 abitanti[2] della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna.

Posta sulla via Emilia fra Imola e Forlì, poco ad ovest del centro della Romagna, si trova ai piedi dei primi rilievi dell'Appennino faentino ed è sede vescovile della diocesi di Faenza-Modigliana nonché storicamente nota per la produzione di ceramica.

Oltre che faentini, un nome classico con il quale sono raggruppati gli abitanti di Faenza è "manfredi", dal nome della famiglia che governò la città.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Classificazioni ambientali[modifica | modifica sorgente]

Per approfondimenti sul clima, visitare il Clima della Romagna. Una particolarità. La zona est della località di San Biagio, proprio al confine con il comune di Forlì, presenta minime tra le più fredde in Italia in pianura. Qui il link alla stazione meteorologica di San Biagio (RA).

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'antichità[modifica | modifica sorgente]

Le origini della città si perdono nella mitologia. Pare, infatti che i coloni attici che, risalendo l'Adriatico, fondarono Ravenna, si fossero spinti nell'entroterra fondando l'insediamento di Foentia. La città crebbe come centro commerciale sotto etruschi e celti grazie alla posizione favorevole offertale dall'incrocio fra il fiume Lamone, la Via Salaria che attraverso gli Appennini portava il sale in Etruria e Campania e la strada che poi i romani avrebbero lastricato e chiamato Aemilia. In seguito alla conquista romana nel II secolo a.C. fu colonia d'insediamento (Faventia, che significa "la favorita degli dei") e si sviluppò grazie alla produzione agricola, tessile e ceramica. Qui, nell'82 a.C. il sillano Quinto Cecilio Metello Pio sconfisse l'esercito del populares Gneo Papirio Carbone, durante le guerre civili della tarda repubblica romana. Decaduta a partire dal II secolo d.C.[3], è ricordata dalle cronache per la battaglia combattutasi nel 542, nella quale Totila e l'esercito ostrogoto sconfissero i Bizantini. Al VII secolo risale la prima cinta muraria, costruita per difendere la città dai Longobardi.

Il Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Manfredi (famiglia).

Fu nuovamente prospera a partire dall'VIII secolo. Dominata in epoca alto-medioevale dai vescovi, divenne nel XII secolo libero comune. Nel 1141 vennero eletti i primi consoli, nel 1155 il podestà. Il Comune inizialmente fu fedele all'imperatore, e questo trova conferma anche dalla visita di Federico Barbarossa che qui si fermò per diverso tempo con tutta la sua corte. Le cronache riportano che nel gennaio 1164 si tenne una quintana in onore del Barbarossa.

Nel 1226 Faenza cambiò completamente bandiera, aderendo alla seconda Lega Lombarda (unica tra le città romagnole). La reazione imperiale fu dura: Federico II la cinse d'assedio, ma senza esito. Nel periodo guelfo la città fu spesso contrastata dalla ghibellina Forlì. Nel 1237 Federico II sconfisse la Lega Lombarda. Faenza fu ceduta alla famiglia ghibellina degli Accarisi, che cacciarono i Manfredi. Ma questi ultimi ripresero il potere. Nel 1239 Faenza era l'unica città guelfa di Romagna[4].

Nel 1241 la città manfreda tornò nelle mire dell'imperatore. Federico II la pose di nuovo sotto assedio e la prese, dopo un'inattesa resistenza di sette mesi. Risultò decisivo l'aiuto dei ghibellini forlivesi e del loro capitano, Teobaldo Ordelaffi. In questa occasione, Federico, trovatosi a corto di risorse, fece coniare dalla zecca di Forlì degli augustali in cuoio, che rimborsò poi in oro, dopo la vittoria su Faenza. Le benemerenze acquisite dai forlivesi presso l'Imperatore furono comunque d'aiuto agli stessi faentini: infatti, Federico aveva già emanato l'ordine di distruggerne la città, quando l'intercessione dei forlivesi, dispiaciuti di una simile sorte, lo convinse a ritornare sulla sua decisione ed a risparmiare Faenza.

Ma, dopo la sconfitta di Federico II, nel 1248, la città passò sotto l'egemonia di Bologna, principale potenza guelfa della regione. Nello stesso anno entrò in città il primo capitano del popolo nominato da Bologna: Rainerius Laçari. Con la fine del dominio bolognese sulla Romagna negli anni settanta, Faenza, che era stata fino ad allora una città guelfa, effettuò un improvviso cambio di campo. Nel 1274, infatti, il podestà, della famiglia Accarisi, si alleò con Guido da Montefeltro, comandante dei ghibellini di Romagna, e cacciò i Manfredi in esilio. Nel 1282 Papa Martino IV diede incarico a Giovanni d'Appia (Jean d'Eppes), uomo d'armi francese, di riportare la città sotto il dominio pontificio. Entrato in Romagna scendendo dalla valle del Tevere, si diresse verso Faenza. Nottetempo, gli aprì le porte della città Tebaldello dei Zambrasi, famiglia ghibellina. Dante Alighieri, suo contemporaneo, nella Divina Commedia collocò Tebaldello nel nono cerchio dell'Inferno come "traditore della patria". Di lui rimane famoso il verso:

« Tebaldello, ch’aprì Faenza quando si dormia »
(Inf. XXXII, 122)

Oltre a Tebaldello, altri personaggi di Faenza furono menzionati nella Divina commedia. Faentino è, infatti, Frate Alberigo dei Manfredi, collocato nella terza zona dell'ultimo cerchio dell'inferno, quello dei traditori degli ospiti, al canto XXXIII, ed è l'ultimo peccatore (quindi il peggiore) a dialogare con Dante. Frate Alberigo è condannato da Dante al supplizio infernale in seguito ad un tradimento perpetrato nei confronti di suoi stessi consanguinei, durante una cena di riconciliazione, la famosa cena delle Frutta del Malo Orto. L'onore della città è riscattato nel XXI canto del Paradiso dove compare Pier Damiani.

La cinquecentesca Porta delle Chiavi, unica superstite delle porte urbane, denominata così dal dono delle chiavi della città a Papa Pio IX nel 1857

Nel 1290 Faenza passò sotto il potere di Maghinardo Pagani, signore di Susinana, che approfittò della divisione fra guelfi e ghibellini. Maghinardo si ritagliò un ruolo molto importante nella storia della città e si dimostrò un ottimo politico ed un astuto stratega.
Faenza raggiunse la massima fioritura sotto la signoria dei Manfredi (dal 1313, e in particolare di Carlo II Manfredi, sotto il quale venne rinnovato il centro urbano con la costruzione della cattedrale e del palazzo del popolo). In epoca rinascimentale divenne celebre per la produzione di oggetti in ceramica, esportati in tutta Europa. Per questo motivo il toponimo stesso è diventato sinonimo di maiolica in molte lingue, tra cui il francese (faïance) e l'inglese (faience). Galeotto Manfredi, fratello di Carlo II Manfredi, che a lui succedette, armi alla mano, alla guida della città, rimane famoso per la congiura ordita nei suoi confronti, ad opera della stessa moglie Francesca Bentivoglio; la tradizione vuole che la moglie fosse accecata dall'invidia nei confronti del vero amore di Galeotto, Cassandra Pavoni. Più realisticamente è facile pensare che il vero motivo dell'assassinio sia da cercare nei rapporti fra il signore di Faenza e Bologna. Nel 1500 la città fu assediata dalle truppe mercenarie di Cesare Borgia, alle quali resistette per 6 mesi guidata dal sedicenne Astorgio Manfredi, poi catturato a tradimento e imprigionato a Roma dal Valentino. Pochi anni dopo il corpo del giovane signore fu ritrovato nelle acque del Tevere. All'assedio di Faenza il Guicciardini, che non esalta certo il Valentino come l'amico Machiavelli, dedica un passo della sua Storia d'Italia:

« Il Valentino era pieno di sommo dolore che, avendo oltre alle forze Franzesi uno esercito molto fiorito di capitani e soldati Italiani (...), e avendosi promesso, co' suoi concetti smisurati, che né mari né monti gli avessino a resistere, gli fusse oscurata la fama de' principii della sua milizia da uno popolo vivuto in lunga pace, e che in quel tempo non aveva altro capo che un fanciullo »
(Francesco Guicciardini, "Storia d'Italia",1540)

Nel 1502 giunse a Faenza, su invito del Borgia, Leonardo da Vinci. Il genio toscano realizzò il progetto di una rete di gallerie sotterranee da usare in caso di emergenza. Non è noto se la rete fu effettivamente realizzata[5] poiché nel 1503, con la morte del padre papa Alessandro VI, crollò l'effimero regno del Borgia.
Faenza fu brevemente occupata dai veneziani (1509/1510); successivamente entrò a far parte dello Stato della Chiesa.

Il dominio pontificio e l'età napoleonica[modifica | modifica sorgente]

Durante il governo di Guicciardini della Romagna pontificia, la città gode di particolare favore, tanto che lo storico vi soggiornò per quasi tutto il 1525. È in questa fase che Faenza attrae tanti perseguitati religiosi dell'Europa del nord e dell'est tanto da essere definita città protestante.

La Chiesa non tardò a prendere le necessarie contromisure. Infatti dopo il concilio di Trento, è sede del Tribunale della Santa Inquisizione per la Romagna, che porta via dalla città gli immigrati e gli artisti stranieri immigrati negli anni precedenti.

Nel 1608, la città diede i natali al noto fisico e matematico Evangelista Torricelli discepolo di Galileo e inventore del barometro.

Nella seconda metà del XVIII secolo Faenza divenne un importante centro del neoclassicismo italiano. Nel 1797 vicino a Faenza, sul fiume Senio, si combatté la battaglia decisiva (ma dall'esito scontato) fra le milizie pontificie e l'esercito di Napoleone. Abbiamo un piacevole resoconto della battaglia nelle memorie di Monaldo Leopardi, il padre di Giacomo:

« "Tutte le milizie pontificie ascendevano a circa diecimila uomini [racconta Leopardi senior], e un quarto di questa gente si era adunata a poco a poco in Faenza. Imola, perché troppo vicina a Bologna, erasi abbandonata, e la resistenza doveva farsi sul fiume [Senio] che corre fra le due città suddette. (...) Il giorno 2 di febbraio del 1797, alla mattina, i Francesi attaccarono, forti di circa diecimila uomini. I cannoni del ponte spararono, e qualche Francese morì. Ben presto però l'inimico si accinse a guadare il fiume; e vistosi dai popolani che i Francesi non temevano di bagnarsi i piedi: "Addio", si gridò nel campo. "Si salvi chi può" e tutti fuggirono per duecento miglia, né si fermarono sino a Fuligno. Non esagero, ma racconto nudamente quei fatti che accaddero in tempo mio, e dei quali vidi alcuna parte. Un tal Bianchi, maggiore di artiglieria, venne imputato di avere caricati i cannoni con li fagiuoli. Ho letto la sua difesa stampata, e sembra scolpato bastantemente; ma il fatto dei fagiuoli fu vero, e questa mitraglia figurò nella guerra fra il Papa e la Francia" »
(Monaldo Leopardi, "Autobiografie",1833)

Nel 1767 Faenza diede i natali al conte Filippo Severoli, che partecipò alle guerre napoleoniche come generale della divisione italiana nella Grande Armée. Si distinse particolarmente tanto da essere onorato dallo stesso Bonaparte con il titolo di conte di Hanover e dalla presenza del suo nome scolpito sull'Arco dell'Étoile, unico italiano presente.

Scrive Antonio Paolucci in occasione della mostra sull'età neoclassica tenuta a Palazzo Milzetti nel 2009: "Il momento più alto nella storia artistica di Faenza si colloca negli anni che stanno fra il 1780 e il 1815. In quegli anni la città romagnola dialogava con il mondo, era uno snodo di avanguardia lungo l'asse europeo delle arti che aveva i suoi estremi cronologici da una parte nella Roma del "Goethezeit" e quindi della Kauffmann, di Füssli, di Flaxman, di Piranesi, dall'altra nella Parigi della Rivoluzione e dell'Impero e nella Milano del Regno Italico. In quegli anni la piccola città moltiplica palazzi che portano i nomi della nobiltà locale (Laderchi, Gessi, Conti, Cavina, Milzetti); palazzi che sono quanto di più squisito la civiltà neoclassica abbia prodotto in Europa."

Sotto l'occupazione napoleonica Faenza fu sede, tra il 1803 e il 1815, dell'unico liceo del dipartimento del Rubicone, che comprendeva l'intera Romagna, grazie all'impegno dell'intellettuale faentino Dionigi Strocchi (che diresse dal 1806 al 1809) e dell'amico Vincenzo Monti.

Luigi Ricciardelli, disegno del Ponte sul Lamone a Faenza. Anni 1830.

Dall'Unità nazionale ad oggi[modifica | modifica sorgente]

Nenni con il Guardaportone di Montecitorio

Nel 1881, su 36.042 abitanti vi erano cinque ragionieri, otto medici e sei avvocati residenti a Faenza.
Nel 1891 nacque a Faenza Pietro Nenni, leader storico del socialismo italiano, considerato tra i padri della repubblica.

Nel 1895 il Conte Carlo Zucchini, anima instancabile per molti anni delle associazioni cattoliche faentine, condusse le forze politiche cattoliche e liberali alla guida della città, stabilendo un tale preponderanza che per Faenza venne coniata l’espressione di "isola bianca", per distinguerla dal resto della "rossa" Romagna dove prevalevano le forze socialiste e repubblicane.

Il punto di maggior splendore della Faenza post unitaria fu raggiunto nel 1908 con l'Esposizione Torricelliana, una manifestazione imponente che fu visitata ed inaugurata dal Re in persona portando Faenza alla ribalta nazionale. L'esposizione raccoglieva nelle sale dell'ex convento di San Maglorio i prodotti ceramici contemporanei (provenienti da tutta Europa). Insieme ad esse sono stati esposti tanti esemplari prodotti da antiche fornaci italiane. Conclusasi l'Esposizione grazie ai doni degli espositori nacque il Museo che è oggi famoso in tutto il mondo, con tanti visitatori e uno dei vanti della città.

Durante la seconda guerra mondiale Faenza fu bombardata più volte: il primo attacco si verificò il 2 maggio 1944. Il 13 maggio fu effettuato un secondo attacco. Nel corso di quel durissimo anno, la città fu colpita circa cento volte. I due terzi dell'abitato furono distrutti. Morì sotto i bombardamenti il vescovo, mons. Antonio Scarante. La città fu liberata dalle truppe neozelandesi il 16 dicembre 1944. Nella lotta partigiana si distinsero particolarmente:

Per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana, Faenza è stata decorata al valor militare ed è stata insignita della croce di guerra al valor militare.

A prova dell'influenza dell'arte Faentina, il 18 agosto 2006 il Premier del Québec Jean Charest annunciò il ritrovamento della prima colonia francese in Canada, quella di Charlesbourg-Royal[6], e che vi fu ritrovato un frammento di un piatto istoriato realizzato a Faenza tra il 1540 e il 1550, certamente di proprietà del comandante aristocratico della colonia.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Duomo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Faenza.

La chiesa della Commenda[modifica | modifica sorgente]

La chiesa "della Commenda" venne fondata nel XII secolo nel borgo Durbecco, in direzione di Forlì.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa della Commenda.

La chiesetta di San Lazzaro[modifica | modifica sorgente]

La duecentesca chiesetta di San Lazzaro, a 4 km da Faenza, attualmente adibita a tempio ai caduti sulla strada.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesetta di San Lazzaro (Faenza).

chiesa del santissimo crocifisso

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo del podestà di Notte

Piazza del Popolo[modifica | modifica sorgente]

Piazza del Popolo di notte
« Appoggiato con la schiena ad una colonna egli guardava il Duomo. L'enorme portone di mezzo era socchiuso, e sull'arco del suo vano si agitava lievemente un drappo rosso, segnacolo di qualche festa religiosa in quel giorno; la scalinata di granito pareva più bianca nel sole, la fontana gorgogliava da tutti i propri zampilli. avvolta in un pulviscolo d'acqua tenue come un vapore. Tutto quel largo dinanzi al Duomo e sino in fondo alla piazza rimaneva deserto, nessun fiacchero stazionava ancora presso il caffè, l'omnibus del grande albergo era già ritornato dalla stazione; solo qualche bicicletta passava tratto tratto nel vuoto, silenziosamente. »
(Alfredo Oriani, "Vortice", 1899)

I maggiori monumenti della città sono raccolti nelle due piazze contigue cittadine, sistemate a partire dal 1313: "Piazza del Popolo" e "Piazza della Libertà". La prima accoglie gli edifici medioevali del "Palazzo del Podestà" e di "Palazzo Manfredi" (oggi sede del Municipio), mentre nella seconda sorge la cattedrale, di fronte ad essa il loggiato del "Portico degli Orefici", e a lato una fontana monumentale, con sculture in bronzo del XVII secolo.

All'ingresso della Piazza del Popolo sorge la Torre dell'Orologio, fedele ricostruzione post-bellica della torre seicentesca posta nell'incrocio tra il cardo e il decumano della Faventia romana.

Il Voltone della Molinella[modifica | modifica sorgente]

Il voltone della Molinella

Il Voltone della Molinella conduce dalla piazza principale, piazza del Popolo al teatro comunale Masini. La volta ad ombrello è decorata a grottesche da Marco Marchetti nel 1566.

Il teatro Masini[modifica | modifica sorgente]

Il teatro Angelo Masini

Il Teatro Masini, in piazza Nenni (già "della Molinella"), fu progettato e costruito tra il 1780 e il 1787 dall'architetto Giuseppe Pistocchi, su richiesta dell'Accademia dei Remoti, un cenacolo di intellettuali ed artisti faentini che si era costituito nel 1673. Esso conserva una struttura con pianta di ferro di cavallo, fornita di quattro ordini di palchi, separati da colonne di vario stile. La fascia superiore è arricchita da decorazioni plastiche e venti statue raffiguranti divinità dell'Olimpo.

Vista di platea e palchi del Teatro Masini

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Mazzolani, in corso Mazzini 93, enorme e severa mole incompiuta, il palazzo fu iniziato alla fine del XVII sec., dotato di un atrio monumentale, è stato completato nella parte destra del fronte nel 1933-34, demolendo edifici preesistenti. Nel palazzo sono ospitati i depositi del materiale archeologico di proprietà dello Stato. Il complesso dei materiali conservati a Palazzo Mazzolani è estremamente interessante e copre un arco cronologico vastissimo, che va dalla preistoria alla tarda antichità.
  • Palazzo Zauli Naldi, in corso Matteotti 2, nel XVII secolo venne acquistato da un ramo della famiglia Naldi, dai quali passò, all'estinzione della casata, ai Conti Zauli, da allora Zauli Naldi. Esternamente è caratterizzato da un ampio porticato, detto "loggia della Pagnocca", perché vi veniva distribuito il pane offerto dalla famiglia ai poveri. La parte destra è stata edificata nel 1835 su progetto dell'ingegnere Filippo Antolini.
  • Palazzo Ferniani, in via Campidori all'angolo con via Naviglio, fu costruito verso la metà del XVIII secolo dai Conti Ferniani su progetto del faentino Gian Battista Boschi, coadiuvato dal bolognese Alfonso Torregiani. Nell'angolo del palazzo è posta la bella statua marmorea dell'Immacolata Concezione, opera dei bolognesi Ottavio e Nicola Toselli.
  • Palazzo Severoli, sito nella via omonima, costruito dai Conti Severoli, ospita affreschi di Felice Giani.
  • Palazzo Cavina, in via Castellani 22, fu costruito intorno al 1740 su progetto di Raffaele Campidori per la famiglia Naldi, acquistato agli inizi del XIX secolo dai Conti Cavina che chiamarono Felice Giani a decorarlo.
  • Palazzo Zanelli (poi Pasolini Zanelli), in Corso Mazzini 52, edificato intorno al 1750.
  • Palazzo Laderchi, in corso Garibaldi 2, fu commissionato nel 1780 dal Conte Ludovico Laderchi all'architetto bolognese Francesco Tadolini, è sede del Museo del Risorgimento e dell'Età contemporanea. Splendidi sono i decori di Felice Giani della "Galleria di Psiche" (1794) e dello "Studiolo d'astronomia" (1797).
  • Palazzo Gessi, in corso Mazzini 54, costruito nel 1786 su progetto dell’architetto Giuseppe Pistocchi.
  • Palazzo Conti-Sinibaldi, in corso Mazzini 47, progettato da Giuseppe Pistocchi nel 1786 e con la galleria decorata da Felice Giani.
  • Palazzo Milzetti, in via Tonducci 15, il più importante palazzo neoclassico della regione, museo nazionale, con i decori di Felice Giani e l'architettura di Giuseppe Pistocchi.
Loggia di Palazzo Ricciardelli
  • Fondale di Palazzo Ricciardelli si trova in piazza II giugno. Piazza II giugno venne ottenuta con l'eliminazione di palazzo Ricciardelli dopo che venne bombardato nel 1944. L'antico palazzo venne ristrutturato nel 1840 da Pietro Tomba per i conti Ricciardelli. Fu acquistato nel 1842 dai fratelli Rossi di Castel Bolognese. L'unica cosa che resta del palazzo è l'interessante attergato con il fondale a due ordini di logge. Quella superiore presenta l'archeggiatura a "serliana" diffuso da Sebastiano Serlio nel Cinquecento che fu ripreso poi da Pietro Tomba.
  • Palazzo Cattani, in via Severoli 33, venne ristrutturato nel 1855 dal Marchese Giuseppe Cattani su progetto dell'architetto d'origine ticinese Costantino Galli.
  • Palazzo Zucchini, in corso Mazzini 85, commissionato nel 1865 dal Conte Luigi Zucchini, viene realizzato su progetto dell’architetto ingegnere Antonio Zannoni, che rielabora ecletticamente i modelli dell'architettura neoclassica faentina. Il piano terreno è scandito da sei arcate, ai piani superiori sono presenti grandi lesene con capitelli corinzi che inquadrano le finestre e sorreggono un elaborato cornicione che riporta gli stemmi di famiglia.
  • Palazzo Gucci Boschi, in corso Matteotti 8-10, la cui elegante facciata eclettica, che celebra le battaglie del risorgimento di Solferino e del Volturno, fu realizzata per i conti Gucci Boschi dall'ing. Achille Ubaldini nel 1867.
Casa Valenti
  • Casa Valenti palazzo (del XIX secolo) fu progettato dall'ingegner Luigi Biffi con un'insolita forma neogotica ed è arricchito con pregevoli terrecotte.

Ville[modifica | modifica sorgente]

Sulle colline e nelle campagne attorno a Faenza sorgono alcune delle dimore storiche edificate tra il XVIII e XIX secolo dalla nobiltà faentina. Di seguito sono riportate le principali ville ubicate nel territorio comunale di Faenza.

Il Borgo Durbecco[modifica | modifica sorgente]

Dopo il fiume Lamone si trova il Borgo Durbecco i cui primi insediamenti risalgono al XI secolo e dove vi sono la chiesa della Ss. Annunziata, la chiesa di Sant'Antonino, la chiesa della Commenda e la porta delle Chiavi.

Architettura militare[modifica | modifica sorgente]

La Torre di Oriolo[modifica | modifica sorgente]

La Torre di Oriolo

Presso il borgo collinare di Oriolo dei Fichi, in direzione sud-ovest, si trova un mastio manfrediano del XV secolo, a pianta esagonale e della tipologia architettonica detta "a doppio puntone".

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Faenza presenta un ambiente agricolo, suddiviso tra i vigneti dei pendii collinari e i coltivati, con tracce dell'antica centuriazione romana in pianura.
Nella zona sono presenti il "Parco carsico della grotta Tanaccia" e il "Parco naturale Carné", vasta area verde dotata di centro visite e ristoro. Un percorso, tra boschi e ruderi di fortificazioni medievali, si svolge da Croce San Daniele a Ca’ Malanca, nell'alta Valle del Sintria. E proprio a Cà Malanca si trova il Museo della Resistenza, nel luogo dove si svolse un'importante battaglia, quando, nell'ottobre del '44, la 36° Brigata Garibaldi riuscì a rompere l'accerchiamento tedesco e a ricongiungersi con gli inglesi, pagando un prezzo di sangue altissimo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Variazione della popolazione residente a Faenza.

Anno Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 55.504 +0,65% 51.942 +0,04% 3.562 (6,4%) +10,5%
31/12/2007 56.131 +1,13% 51.904 -0,07% 4.227 (7,5%) +18,67%
31/12/2008 56.922 +1,41% 51.906 +0% 5.016 (8,8%) +18,66%
31/12/2009 57.644 +1,25% 51.940 +0,07% 5.704 (9,9%) +13,72%
31/12/2010 58.150 +1,25% 51.902 -0,07% 6.248 (10,7%) +9,54%
31/12/2011 57.719 -0,99% 51.601 -0,99% 6.118 (10,60%) -0,97%
31/12/2012 57.973 +1,00% 51.804 +1,00% 6.169 (10,64%) +1,00%
31/07/2013 58.204 +1,00% 51.678 -0.99 6.526 (11,21%) +1,05%

Fonte, Dati Istat al 31 dicembre 2010.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 6.526, ovvero l'11,21% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[8]:

  1. Albania Albania, 1.012
  2. Romania Romania, 998
  3. Marocco Marocco, 969
  4. Moldavia Moldavia, 826
  5. Senegal Senegal, 508
  6. Ucraina Ucraina, 346
  7. Cina Cina, 222
  8. Polonia Polonia, 208
  9. Nigeria Nigeria, 160
  10. Tunisia Tunisia, 129

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei e biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Museo internazionale delle ceramiche[modifica | modifica sorgente]

Sala del Rinascimento italiano

Il Museo internazionale delle ceramiche in Faenza(MIC), venne fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, che 8 anni più tardi fonderà l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica G. Ballardini ora a lui dedicato. Fra le personalità che fecero parte del comitato istituito dal Ballardini a sostegno della nascita del museo vi fu anche Tito Pasqui.[9] Il museo è diventato un importante centro culturale di ricerca e di documentazione per la ceramica di tutto il mondo e può proporre al pubblico un'ampia campionatura di quanto è stato prodotto dall'antichità classica fino ai giorni nostri. Il Museo è attualmente interessato da un ampio processo di trasformazione che, grazie all'aumento degli spazi espositivi, permetterà (ed in parte ciò è già visibile) una più razionale e comprensibile presentazione delle opere al pubblico. Il percorso prende avvio con le ceramiche precolombiane, proposte con il supporto di una raffinata didattica, cui seguono quelle dell'antichità classica dalla preistoria all'epoca romana - e quindi i manufatti provenienti dall'Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea) e dal Medio Oriente. Al piano superiore del vecchio quadrilatero è presentata l'evoluzione delle ceramiche di Faenza dal Basso Medioevo al Rinascimento, che può essere messa a confronto con la produzione del Rinascimento italiano, ripartita per le varie regioni.

Piatto fine sec. XV "Giulia Bella"

Una sezione illustra i successivi sviluppi della ceramica italiana dal Seicento all'Ottocento, dove è possibile ammirare le settecentesche ceramiche faentine della manifattura dei Conti Ferniani, mentre nella Sala Europa si può ammirare una selezione dei prodotti delle principali manifatture europee. Di notevole interesse è il presepe Zucchini, esposto in una sala apposita, raro esempio di presepe monumentale faentino ottocentesco realizzato per la famiglia dei Conti Zucchini dallo scenografo Romolo Liverani. Il Museo non si rivolge solo alle ceramiche del passato, ma è attento a quanto ancora oggi si produce nel settore. Ecco allora i vasti spazi dedicati al contemporaneo che prende le mosse dalle opere dei Premi Faenza, un concorso internazionale che si celebra dal 1938. La sezione accoglie, oltre ad una selezione di designer, anche capolavori di artisti universalmente riconosciuti come Picasso, Matisse, Rouault, Léger, Chagall, Fancello, Fontana, Leoncillo, Burri, Martini, Melotti, Nespolo, Baj, Arman, Matta. Infine, nella nuova sala conferenze, il visitatore può accedere a una multivisione sulla genesi del Museo.

Dal 2011 il museo si fregia del riconoscimento di "Monumento testimone di una cultura di pace", assegnato dall'UNESCO. Il MIC è il primo museo dell'Emilia-Romagna a ricevere l'ambito titolo.

Museo Nazionale dell'Età Neoclassica in Romagna[modifica | modifica sorgente]

Ingresso di Palazzo Milzetti

In età neoclassica, architetti come Giuseppe Pistocchi, Giovanni Antonio Antolini, Pietro Tomba e artisti come Felice Giani e i suoi seguaci, lo scultore Antonio Trentanove, Giovan Battista Ballanti Graziani, furono artefici di una profonda trasformazione culturale della città. Palazzo Milzetti (poi Rondinini) rappresenta l’esito senza dubbio più alto del neoclassismo faentino, per la straordinaria integrazione tra l'architettura, la decorazione e l'arredo, permettendo di restituire ai visitatori l’esperienza della vita della nobiltà faentina dell'inizio del XIX secolo. Il palazzo fu acquistato nel 1973 dallo Stato italiano, ed è stato aperto al pubblico nel 1979, dopo un lungo e accurato restauro.

La Pinacoteca e gli altri musei[modifica | modifica sorgente]

Crocifisso ligneo del maestro dei Crocifissi Francescani (sec. XIII) conservato nella pinacoteca comunale

La Pinacoteca Comunale di Faenza ha origine nel 1797, quando l'amministrazione comunale acquistò un'importante collezione di stampe, disegni, gessi e dipinti dall'artista Giuseppe Zauli, cui ben presto si aggiungessero altre opere d'arte, provenienti dai conventi e dalle chiese soppressi in forza delle leggi napoleoniche. Essa venne aperta al pubblico nel 1879, nell'ex convento dei Gesuiti, attualmente chiamato Palazzo degli Studi e sede del Liceo ginnasio statale Evangelista Torricelli. Da allora, e fino ai nostri giorni, il patrimonio artistico è stato notevolmente aumentato da ricche donazioni di privati, da depositi di Enti pubblici, dai reperti archeologici emersi a seguito delle attività edilizie. Tra le opere più importanti esposte: Madonna con bambino e S. Giovanni in terracotta di Alfonso Lombardi; Madonna col bambino e i santi Michele e Andrea del Palmezzano; S. Girolamo, di Donatello (una delle poche statue in legno dell'artista), San Giovannino di Benedetto da Maiano, Madonna col bambino, Angeli e i Santi Domenico, Andrea, Giovanni Evangelista e Tommaso d'Aquino di Biagio d'Antonio, Madonna con il Bambino, putti musicanti, San Giovanni Evangelista e il Beato Giacomo Filippo Bertoni del Maestro della Pala Bertoni; Fiori, uva e due Uccelli di Francesco Guardi; Cane e sporta di Arcangelo Resani; Le Rive della Tessaglia di Giorgio de Chirico (1926); Natura morta di Giorgio Morandi (1953).[10]

Altri musei sono il Museo civico di Scienze naturali di Faenza. Il Museo Carlo Zauli, fondato dopo la sua morte nel 2002 nel laboratorio dell'artista, scultore e ceramista, raccoglie le sue opere in una collezione permanente.

La Biblioteca Manfrediana[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca Comunale di Faenza ha sede nell'ex Convento dei Servi di Maria, adiacente l'omonima chiesa sconsacrata nel 1954.
Il primo nucleo librario risale al tempo delle soppressioni napoleoniche delle Corporazioni religiose (1797). Nel 1804 l'Abate Zannoni, divenuto bibliotecario a vita, arricchì la biblioteca del suo fondo personale: edizioni di classici greci e latini, opere d'antiquariato e di pregio. Superato il dominio napoleonico, la biblioteca venne aperta ufficialmente al pubblico il 25 novembre 1818.
L'Aula Magna si trova al primo piano. Allo stesso piano è l'aula di maggior pregio architettonico: la "Sala settecentesca", dotata di scansie laccate, eseguite nel 1784. Ebbe la funzione di archivio notarile cittadino, fino al 1923, quando gli atti furono trasferiti in altra sede.
Nella biblioteca sono conservate numerosi fondi, tra i quali sono da annoverare: il fondo dei conti Zauli Naldi, originato da Mons. Domenico Zauli, il fondo filosofico donato da Mons. Vincenzo Poletti, le raccolte dei disegni di Romolo Liverani e di Domenico Rambelli, il fondo dei disegni di Giuseppe Pistocchi, la più ricca collezione di scatole di fiammiferi di epoca Liberty presente in Italia (circa 35.000 esemplari), il Codice 117 (Bonadies), manoscritto musicale del '400. Secondo una leggenda nata nel medioevo, all'interno del pozzo presente nel piazzale, si celerebbe un basilisco.

Mezzi d'informazione[modifica | modifica sorgente]

Stampa
  • (dal 1899) "Il Piccolo", settimanale
  • (dal 1996) "Sette Sere", settimanale
  • (dal 1966) "FAENZA è mi paés", bimestrale gratuito distribuito a tutti gli abitanti.
Televisione
  • Tele 1 (diffonde un canale generalista e due canali tematici: "Tele 1 Sport" e "Tele 1 News")
Internet
  • FaenzaWebTv
  • Faenzanotizie.it
  • Faenza24ore.it

Persone legate a Faenza[modifica | modifica sorgente]

Età romana

Medio Evo

Epoca moderna

XIX secolo

XX secolo

Faentini noti viventi

Il dialetto romagnolo[modifica | modifica sorgente]

Faenza è legata alle sue radici culturali romagnole, ed in particolare al suo dialetto. Assieme a Forlì condivide la fama di sede del dialetto romagnolo tipico, anche se fra i due centri vi sono significative differenze. Difatti in questo territorio perfino fra due frazioni separate da pochi chilometri di strada possono riscontrarsi differenze di termini e accenti. La lingua tende a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che ci si allontana dal nucleo centrale. A Faenza ha sede la Filodrammatica "A.P. Berton", una delle prime filodrammatiche d'Italia, fondata nel 1883. È un’associazione estremamente attiva dal punto di vista teatrale, rinomata in particolare per le commedie in dialetto romagnolo. Dal 1994 ha una sede stabile: il Teatro dei Filodrammatici.

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Palio del Niballo[modifica | modifica sorgente]

Il Palio del Niballo
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palio del Niballo.

La quarta domenica di giugno si disputa invece il ‘"Palio del Niballo’": una rievocazione storica fra i 5 rioni della città, nata nel 1959. Questo avvenimento è accompagnato nelle settimane prima dalla Bigorda,dalle gare delle bandiere e dei musicanti. La settimana che precede il palio del Niballo nei vari rioni della città si fanno cene propiziatorie e altre attività collaterali. I 5 Rioni della città sono: il rione Bianco, il rione Rosso, il rione Giallo, il rione Verde e il rione Nero. La manifestazione manfreda, fa parte della FIGS (Federazione Italiana Giochi Storici). La piazza faentina ha sfornato molti campioni, sia sbandieratori sia cavalieri, che hanno gareggiato a livello nazionale.

Nott de bisò[modifica | modifica sorgente]

Nella sera del 5 gennaio si celebra la "Nott de bisò", altro avvenimento legato al Palio che ogni anno attira centinaia di visitatori, in cui si beve il tradizionale "Bisò" (nome dialettale del Vin Brulè), che dà anche il nome alla festa. Alle 19.00 della sera nel centro della piazza viene allestito un grande pupazzo raffigurante un saraceno (che per tradizione raffigura la sventura del nuovo anno) vestito coi colori del rione che ha vinto il Palio del Niballo dell'anno precedente e a mezzanotte in punto gli si dà fuoco.

100 km del Passatore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 100 km del Passatore.

Nell'ultimo sabato di maggio si svolge la "100 km del Passatore". È una ultramaratona, considerata da molti folcloristica ma molto impegnativa, che richiama ogni anno più di 1000 partecipanti da tutto il mondo. La difficoltà non è solo nella distanza (100 km certificati IAU/IAFF) ma anche nel dislivello: la partenza è a Firenze (128 metri s.l.m.) e si devono attraversare gli Appennini giungendo alla quota massima sul Passo della Colla di Casaglia (913 m s.l.m.) per poi scendere verso Faenza (34 m s.l.m.). L'importanza di tale gara nel panorama delle ultramaratone è data dal fatto che più volte è stata campionato europeo e nel 1991 anche campionato del mondo.
Altre importanti manifestazioni sportive sono la Coppi-Bartali, ed in generale le molte corse ciclistiche presenti nella zona.

Meeting Etichette Indipendenti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Meeting delle Etichette Indipendenti.

Fino al 2011, durante il mese di novembre, si svolgeva la manifestazione che in assoluto ha portato in città il maggior numero di visitatori: il Meeting Etichette Indipendenti (MEI), evento in cui si radunano case discografiche e musicisti che si definiscono indipendenti dalle major discografiche. Partecipano musicisti di caratura nazionale con concerti nelle 3 serate di durata della manifestazione. La manifestazione, dalla sua sedicesima edizione (2012) si è trasferita a Bari presso il Medimex.

Altre manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Importanti sono le manifestazioni internazionali della ceramica d'arte contemporanea e antica che si svolgono nella cittadina nei mesi di settembre e ottobre richiamando artisti, collezionisti e amanti della maiolica da tutto il mondo;
  • Fiera si San Rocco: è la Fiera più antica della città. Si svolge nel centro storico la prima domenica di novembre;
  • Tratti'n Festival: (rassegna culturale di musica e architettura. Festival di carattere itinerante, gli eventi si svolgono nelle strade e nelle corti del centro storico di Faenza. La prima edizione risale al 1989. Il festival inizia sempre il giorno del solstizio d'estate e termina alla metà di luglio.
  • Supersound. Festival della musica indipendente e degli artisti emergenti. La manifestazione, nata nel 2011, è organizzata dal Mei. I musicisti suonano nei luoghi storici della città. La prima edizione si è svolta nell'ultima fine settimana di settembre.
  • '"La Musica nelle Aie - Castel Raniero Folk Festival"'. Concorso musicale di gruppi Folk, provenienti da ogni parte d'Italia, che si tiene ogni anno il secondo fine settimana di maggio, nella suggestiva località faentina di Castel Raniero nelle prime colline faentine.

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

SCUOLE DELL'INFANZIA STATALI In base alla nuova riorganizzazione della rete scolastica faentina, a partire dall'a.s. 2009-2010 la gestione delle scuole dell'infanzia statali è la seguente:

  • Scuola dell'Infanzia "Charlot"
  • Scuola dell'Infanzia "G.Rodari" - Cosina
  • Scuola dell'Infanzia "Il Panda"
  • Scuola dell'Infanzia "Arcobaleno" - Borgo Tuliero
  • Scuola dell'Infanzia "Il Girasole"
  • Scuola dell'Infanzia "Giardino dei Sogni"
  • Scuola dell'Infanzia "Stella Polare" (ex zona Bentini)

SCUOLE DELL'INFANZIA PRIVATE PARITARIE

  • Scuola dell'Infanzia "Giovanni XXIII" (Ghidieri)
  • Scuola dell'Infanzia S. Maria - Prada
  • Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" - (ex Formellino)
  • Scuola dell'Infanzia "Don Bosco" - Pieve Cesato
  • Scuola dell'Infanzia "Sorriso di Maria" - Reda
  • Scuola dell'Infanzia "A. Berti" - Granarolo
  • Scuola dell'Infanzia "Beata Margherita" (S. Umiltà)
  • Scuola dell'Infanzia "Giovanni XXIII" (Marri)
  • Scuola dell'Infanzia "Sacro Cuore" - Borgo

Scuola Primaria e Scuola Secondaria Primo grado:

ISTITUTO COMPRENSIVO " CARCHIDIO - STROCCHI"

  • Scuola dell'infanzia "Charlot"
  • Scuola dell'infanzia "G.Rodari"
  • Scuola primaria "F.Carchidio"
  • Scuola primaria "N. Alberghi" (Reda)
  • Scuola secondaria di primo grado "D. Strocchi"
  • Scuola secondaria di primo grado suc.le "Strocchi" (Reda)

ISTITUTO COMPRENSIVO "EUROPA"

  • Scuola dell'infanzia "Il Panda"
  • Scuola dell'infanzia "Arcobaleno"
  • Scuola primaria "Don Milani"
  • Scuola primaria "T. Gulli"
  • Scuola secondaria di primo grado "Europa"

ISTITUTO COMPRENSIVO "DOMENICO MATTEUCCI"

  • Scuola dell'infanzia "Il Girasole"
  • Scuola dell'infanzia "Giardino dei Sogni"
  • Scuola primaria "A. Tolosano"
  • Scuola primaria "A. Pirazzini"
  • Scuola secondaria di primo grado "Cova - Lanzoni"

ISTITUTO COMPRENSIVO "FAENZA SAN ROCCO"

  • Scuola dell'infanzia "Stella Polare" (ex Zona Bentini)
  • Scuola primaria "Martiri di Cefalonia"
  • Scuola primaria "E. De Amicis" (Granarolo)
  • Scuola secondaria di primo grado "R. Bendandi"
  • Scuola secondaria di primo grado succ.le "R. Bendandi" (Granarolo)

SCUOLE PARITARIE

ISTITUTO COMPRENSIVO "FONDAZIONE MARRI- S. UMILTA'"

  • Scuola dell'Infanzia paritaria "Sacro Cuore" - Borgo
  • Sscuola dell'Infanzia paritaria "Giovanni XXIII" (Marri)
  • Scuola dell'Infanzia paritaria "Beata Margherita" (S. Umiltà)
  • Scuola primaria paritaria "S.Umiltà "
  • Scuola secondaria di primo grado paritaria "S.Umiltà "

'Scuola Secondaria Secondo grado:

  • Liceo "E.Torricelli"
  • Istituto Tecnico e Professionale "L. Bucci"
  • Istituto Tecnico statale "A.Oriani"
  • Liceo Artistico "G. Ballardini"
  • Istituto Professionale Statale "Strocchi - Persolino"
  • Liceo paritario "S. Umiltà"
  • Liceo Linguistico
  • Liceo delle Scienze umane con Opzione economico-sociale
  • Istituto paritario Professionale "U. Foscolo"

Livello Universitario

ISIA

L'Istituto superiore per le industrie artistiche di Faenza è un istituto statale di alta formazione nel campo del design. È uno dei quattro ISIA che in Italia da più di trent'anni si occupano di ricerca e sperimentazione nel settore del design, e che costituiscono una nicchia di eccellenza nel sistema universitario. Gli ISIA fanno parte del comparto AFAM, sotto l'egida del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Faenza è una città industrializzata. La zona industriale si sviluppa a nord dell'abitato, tra la strada provinciale n. 7 "Felisio" e la n. 8 "Naviglio", che scorrono parallele verso l'Autostrada A14.

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

  • Trasporto urbano: Faenza ha un servizio di autobus composto da due linee gestite da Start Romagna, denominate linea 1 (Rossa) e linea 2 (Blu). La linea 1 ha come capolinea Piazza Bologna, nel Borgo, e via Orto Bertoni. La linea 2 ha come capolinea la stazione ferroviaria e l'IperCoop "Le Maioliche". D'inverno l'autobus circola ogni mezz'ora su ambedue le linee. D'estate la linea 1 esegue una fermata ogni ora, mentre la linea 2 si basa sulle ore di punta dello shopping, ovvero la tarda mattinata e il pomeriggio, con orari non sempre fissi.
  • Trasporto extraurbano stradale: la stazione delle corriere si trova in viale delle Ceramiche. Questa stazione è capolinea di molte linee e può collegare molte località grazie alle coincidenze.
  • Trasporto extraurbano ferroviario: a Faenza è situata una delle stazioni più importanti dell'Emilia-Romagna, tuttora in via di modernizzazione. Secondo i livelli delle Ferrovie dello Stato è al secondo livello, ovvero Gold ("oro"), uno dei più importanti. Ha sette binari tutti ancora in uso, si trova sulla linea Bologna-Ancona, ed è capolinea della Firenze-Faenza e della Faenza-Ravenna. Oltre due milioni di passeggeri all'anno[senza fonte] sostano nella stazione cittadina.
  • Via Emilia: Faenza è attraversata da sud-est verso nord-ovest dalla strada statale 9 via Emilia tra Castelbolognese e Forlì.
  • Strada Brisighellese-Ravennate: Faenza è attraversata da nord-est verso sud-ovest dalla Strada statale 302 Brisighellese Ravennate, che collega Ravenna con Firenze. Faenza, sulla SS302 è compresa tra Brisighella e Russi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Attuale amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Attualmente nella città manfreda il sindaco è Giovanni Malpezzi (centrosinistra), votato alle elezioni comunali del 2010 dal 54,11% degli elettori.

Candidati Voti  % Partiti Voti  % Seggi
Giovanni Malpezzi 18.403 54,11 Partito Democratico, Lista Civica Insieme per Cambiare, Italia dei Valori, Sinistra per Faenza, Pri 12.733, 2.298, 1.336, 680, 297 40,78, 7,33, 4,26, 2,17, 0,94 15, 2, 1, 0, 0
Gian Carlo Minardi 10.739 31,58 Popolo della libertà, Lega Nord, Lista Civica Faenza è futuro 4.769, 4.026, 360 15,22, 12,85, 1,14 4, 4, 0
Maurizio Montanari 1.999 5,87 Lista Civica Fatti Sentire 1.994 6,36 1
Gilberto Bucci 975 2,86 Unione di Centro 959 3,06 0
Pierpaolo Casalini 747 2,19 Lista Civica Faenza che Vuoi 717 2,28 0
Palmiro Di Maria 649 1,90 Federazione della sinistra (Prc + Pdci + Sin. Europ.) 672 2,14 0
Vincenzo Fanelli 493 1,44 Forza Nuova 439 1,40 0
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2 aprile 1946 22 giugno 1951 Alfredo Morini PSI Sindaco Maggioranza: DC, PSI, PRI
22 giugno 1951 10 agosto 1956 Pietro Baldi DC Sindaco
10 agosto 1956 6 marzo 1972 Elio Assirelli DC Sindaco
24 marzo 1972 16 dicembre 1974 Angelo Gallegati DC Sindaco
16 dicembre 1974 1º settembre 1975 Pietro Baccarini DC Sindaco
1º settembre 1975 30 settembre 1981 Venerio Lombardi PCI Sindaco Maggioranza: PCI, PSI
1º settembre 1981 30 settembre 1993 Giorgio Boscherini PSI Sindaco Maggioranza: DC, PSI, PRI
30 maggio 1993 17 gennaio 1994 Nerio Tura DC Sindaco
12 giugno 1994 30 aprile 1999 Enrico De Giovanni PPI, poi Margherita Sindaco
1º maggio 1999 15 aprile 2000 Claudio Casadio DS Sindaco reggente
16 aprile 2000 30 marzo 2010 Claudio Casadio DS, poi PD Sindaco Maggioranza primo mandato: Lista Civica, Rifondazione Comunista

Maggioranza secondo mandato: Uniti nell'Ulivo, Rifondazione Comunista, Verdi

Città gemellate[modifica | modifica sorgente]

Faenza è gemellata[11] con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Associazioni sportive[modifica | modifica sorgente]

è stato poi acquistato nel 2005 dalla austriaca Red Bull e ribattezzato Scuderia Toro Rosso. Minardi è attualmente presente in Formula 3000 con il Minardi Team by GP Racing.

  • Molto importante era per lo sport agonistico faentino anche la presenza della squadra di pallacanestro femminile, il Club Atletico Faenza, rimasta quasi ininterrottamente ai vertici della pallacanestro femminile italiana di A1 dalla stagione 1951-52 ad oggi, vincendo nel 2007 e nel 2009 la Coppa Italia. Oggi la società è attività solo nel settore giovanile.
  • Faenza vanta anche una squadra di pallacanestro maschile, la Basket Raggisolaris Faenza, che oggi milita nel campionato di Serie C regionale. Società giovane, costituitasi nel 2006, nelle stagioni 2011/12 e 2012/13 ha conquistato due promozioni consecutive passando dal campionato di Promozione alla C Regionale.
  • S.C. Faentina, storico sodalizio ciclistico fondato nel 1907, ex squadra professionistica oggi attiva nel settore giovanile.
  • A.S.D. Atletica 85 Faenza, nata nel 1957 e che nel 1985 fu oggetto della fusione tra l'Atletica Faenza e la Libertas. Numerosi i faentini tesserati per l'Atletica 85 che hanno vestito la maglia azzurra e ricoperto incarichi di rilievo nel corso degli anni.[senza fonte]
  • È presente anche la squadra di pallanuoto, che milita nel campionato Promozione dell'Emilia-Romagna, il Nuoto Club 2000 Pallanuoto Faenza.
  • Faenza vanta anche una squadra nel campionato di serie C1 di rugby a 15, il Faenza Rugby.
  • È presente anche una società di baseball, che milita nel campionato di serie C Federale.
  • Nella città ha sede la squadra motociclistica Gresini Racing.
  • Per la scherma è presente la Sala d'Arme «Achille Marozzo», una delle principali associazioni per la pratica e la diffusione della scherma storica in Italia.
  • A.S.D. Faenza Triathlon F3 che, con oltre 80 atleti, è tra le società di triathlon più numerose e attive d'Italia.[senza fonte]
  • A Faenza c'è anche una squadra di calcio a 5, la Faventia calcio a 5, che milita in serie B.
  • Nella città manfreda non manca la pallamano con la squadra Handball Faenza militante in serie A2.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • PalaCattani, già PalaMokador per via di una sponsorizzazione, è l'impianto sportivo più grande di Faenza, con i suoi 5.000 posti. Attualmente ospita le partite di basket maschile della Raggisolaris (Serie C2) e del calcio a 5 del Faventia. Ha ospitato gli incontri casalinghi di Andrea Costa Imola (Legadue di pallacanestro), Club Atletico Faenza (Serie A1 di basket femminile) fino al dicembre 2011 e la squadra Handball Faenza (Serie A1 di pallamano maschile);
  • Stadio Bruno Neri, è il secondo impianto cittadino con i suoi 2.800 posti, ed è situato in Piazzale Pancrazi. Attualmente ospita le partite del Faenza calcio (Eccellenza) e le manifestazioni del Palio del Niballo e della Bigorda d'oro.
  • PalaCofra (ex PalaBubani), è situato in Piazzale Pancrazi, vicino allo Stadio Bruno Neri e alla piscina comunale. Ospita le partite di pallavolo del Faenza volley (serie C).

Personalità sportive legate a Faenza[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2014.
  2. ^ Dato Istat.
  3. ^ Senza fonte
  4. ^ L'anno seguente anche i Traversari di Ravenna si volsero alla parte guelfa.
  5. ^ Una serie di sondaggi con il georadar è stata avviata nel 2009.
  6. ^ canada.com
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  9. ^ "Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è stato fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini. [...] A sorreggere tale programma fu istituito da Gaetano Ballardini un Comitato italiano e un Comitato internazionale con corrispondenti. Il Comitato italiano era composto da personalità quali: Felice Barnabei, Leonardo Bistolfi, Giacomo Boni, Galileo Chini, Vincenzo Giustiniani, Francesco Malaguzzi Valeri, Aurelio Minghetti, Paolo Orsi, Tito Pasqui, Giovanni Piancastelli, Vittorio Pica, Corrado Ricci e Giulio Aristide Sartorio." in Origine e sviluppo del Museo. URL consultato il 02-09-2009.
  10. ^ Sito ufficiale della "Pinacoteca comunale di Faenza". URL consultato il 2014-01-26.
  11. ^ Sito ufficiale dell'Associazione Gemellaggi del Comune di Faenza

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bartolomeo Righi, Annali della città di Faenza, Tip. Montanari e Marabini, Faenza, 1840-1841.
  • Montanari Antonio, Guida storica di Faenza, Tip. Marabini, Faenza 1882.
  • Antonio Messeri, Achille Calzi, Faenza nella storia e nell'arte, Tipografia sociale faentina, Faenza 1909.
  • Antonio Archi, M. Teresa Piccinini, Faenza come era: architettura e vicende urbanistiche, chiese e conventi, famiglie e palazzi, Tip. Lega, Faenza 1973.
  • Ennio Golfieri, Guida della città di Faenza, Faenza, Comune, 1979.
  • Antonio Saltini, M. Teresa Salomoni, Stefano Rossi Cescati, Via Emilia. Percorsi inconsueti fra i comuni dell'antica strada consolare, Edagricole, Bologna 2003, ISBN 88-506-4958-4.
  • AA. VV. (a cura di Alessandro Montevecchi), Faenza nel Novecento, Edit Faenza, Faenza 2003, ISBN 88-8152-111-3.
  • Fausto Renzi, I Manfredi. Signori di Faenza e Imola, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2010.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • La bella Giulia, di Matteo Tondini, 2007

Immagini della ceramica faentina[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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