Interdetto

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Il termine interdetto (dal latino interdicere, ordinare, vietare, decreto di proibizione), usato in ambito religioso, fa riferimento ad una persona o cosa particolarmente consacrata a Dio, violando il quale si incorre in gravi maledizioni o sanzioni disciplinari. Non va confuso con l'interdetto giudiziale del diritto.

[modifica] Nella Bibbia

Secondo la legge del Levitico l'interdetto, o "voto d'interdetto", era l'atto per il quale si prometteva solennemente che una persona o una cosa era consacrata in modo esclusivo a Dio, destinata a Lui, e non poteva in alcun modo essere alienata, distolta da quell'uso, pena gravi sanzioni. Infatti, "Ogni cosa destinata a Dio è cosa santissima all'Eterno" [1], appartiene a Lui (Levitico Lv 27,28). L'interdetto ha soprattutto a che fare con la pratica della decima, cioè la consacrazione di una parte delle proprie entrate o beni a Dio, per il mantenimento del culto. Utilizzare per sé il denaro destinato a Dio voleva di fatto dire derubare Dio (Malachia Mal 3,8-9).

Il "voto d'interdetto" può anche essere tradotto con "voto di sterminio" [2], da cui "cosa votata allo sterminio", e si riferisce alla prescrizioni ricevute dagli Israeliti nell'atto di occupare la terra promessa: le città e gli abitanti autoctoni conquistati con tutti i loro beni, dovevano essere completamente distrutti. Non potevano né fare accordi con essi, né prendere alcunché in loro possesso come bottino. [3].

Trasgredire questo comandamento voleva dire subire la stessa sorte, cioè essere condannati a morte, diventare essi stessi interdetto (Giosuè Gs 6,18). È quanto avviene ad Acan ed ai suoi, i quali vengono lapidati nella Valle d'Acor per avere trasgredito la proibizione di non fare prigionieri né bottino (Giosuè Gs 7,1.7.12.13.15). La gravità della trasgressione è accentuata dal fatto che esso aveva comportato delle conseguenze, aveva causato sventure e sconfitte su tutta la nazione, non essendo più benedetta da Dio, anzi, attirando su di essa la Sua ira [4].

Nei profeti, però, pur rimanendo saldo il principio della serietà della consacrazione a Dio, il rigore di queste prescrizioni verrà gradualmente ammorbidito. Nonostante tutto, però, la "Valle d'Acor" diventerà "porta di speranza", perché la misericordia e la fedeltà di Dio verso il Suo popolo non cesserà [5].

Gesù stesso privilegerà rispetto all'osservanza rigorosa di queste regole la maggior importanza dell'umana compassione: (Marco Mc 7,11-13).

[modifica] Nel Cattolicesimo

Nella terminologia canonica della Chiesa cattolica, il termine interdetto (o anche interdizione) si riferisce ad una censura ecclesiastica. Nell'uso più comune è una punizione che sospende tutte le manifestazioni pubbliche di culto e ritira i sacramenti della Chiesa da una comunità, a volte da un'intera nazione. Un interdetto emesso contro una comunità è l'equivalente di un atto di scomunica nei confronti di un individuo. Un interdetto faceva sì che tutte le chiese venissero chiuse, e quasi tutti i sacramenti non venissero permessi (impediva matrimonio, penitenza, unzione degli infermi ed eucaristia).

L'interdetto può essere anche una punizione rivolta ad un singolo individuo. È come una scomunica in quanto la persona non può ricevere i sacramenti e partecipare al culto pubblico, ma non vieta alla persona di continuare a detenere ed esercitare l'ufficio ecclesiastico.

[modifica] Note

  1. ^ La versione Nuova Diodati della Bibbia
  2. ^ Così la versione CEI della Bibbia
  3. ^ Levitico Lev 27,22; Giosuè Gs 6,17
  4. ^ Giosuè Gs 7,24-26
  5. ^ Osea Os 2,15; Zaccaria Zac 14,11
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