Cotignola

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Cotignola
comune
Cotignola – Stemma Cotignola – Bandiera
Cotignola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Ravenna-Stemma.png Ravenna
Amministrazione
Sindaco Luca Piovaccari (PD) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°23′00″N 11°56′00″E / 44.383333°N 11.933333°E44.383333; 11.933333 (Cotignola)Coordinate: 44°23′00″N 11°56′00″E / 44.383333°N 11.933333°E44.383333; 11.933333 (Cotignola)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 34,95 km²
Abitanti 7 414[1] (31-12-2010)
Densità 212,13 ab./km²
Frazioni Barbiano, Budrio, San Severo di Cotignola, Cassanigo, Zagonara
Comuni confinanti Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Faenza, Lugo, Solarolo
Altre informazioni
Cod. postale 48010
Prefisso 0545
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039009
Cod. catastale D121
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti cotignolesi
Patrono Santo Stefano
Giorno festivo 26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cotignola
Posizione del comune di Cotignola nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Cotignola nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Cotignola (Cudgnôla in romagnolo[2]) è un comune italiano di 7.439 abitanti della provincia di Ravenna.

Geografia e clima[modifica | modifica sorgente]

Cotignola si trova nel settore nord-occidentale dell'ampia e fertile pianura alluvionale che circonda Ravenna, sulle sponde del fiume Senio, circa a metà strada tra Faenza e Lugo.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il documento più antico che riporta il nome Cotoniola risale al 1º febbraio 919: si tratta di una pergamena[3] nella quale si legge che l'arcivescovo di Ravenna Costantino (914 – † 920) concedeva le terre poste «nei fondi di Cotoniola e Flumisiana» della Pieve di Santo Stefano in Panigale (il più antico luogo di culto nel territorio cotignolese). «Panigale» è riferito ai terreni in cui si coltivava il panico, una graminacea diffusa nei tempi antichi. Nel documento, Cotoniola non indica un toponimo, ma è il nome di un fondo sito nella giurisdizione di Santo Stefano in Panigale.
Sono state formulate diverse ipotesi per spiegare l'origine del nome. Quella oggi più accreditata lega la provenienza del toponimo alla particolare attitudine del terreno alla coltivazione della mela cotogna. A testimonianza di ciò, il fatto che questa venne assunta come simbolo nel primitivo stemma del Comune.[4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dal Medioevo al Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1300 circa Cotignola era un feudo dei conti di Cunio, i quali successivamente al 1296, quando Cunio fu distrutta, legarono il loro nome soprattutto a Barbiano, oggi frazione della città. Da questa stirpe ebbe origine il celebre condottiero Alberico da Barbiano.

Per quasi due secoli, dal trecento fino alla prima metà del Quattrocento, Cotignola venne conquistata e riconquistata dai signori locali: nel 1411 divenne feudo di Muzio Attendolo, che ottenne per la sua città natale il titolo di contea. Muzio Attendolo fu signore di Cotignola fino alla morte, avvenuta nel 1424. Uno dei suoi discendenti, Ludovico Maria Sforza concesse a Cotignola il titolo di città nel 1494.

Spiega lo storico locale Alfredo Toschi:

« La prerogativa che contraddistingue Cotignola da città anche più grandi ed importanti è quella di aver dato origine ad una delle casate principesche più note e potenti del Rinascimento: gli Sforza.

Il loro capostipite, Muzio Attendolo detto Sforza, scelta la vita militare, partì da Cotignola fino a divenire un celebre capitano di ventura. Sulla sua scia il figlio Francesco Sforza divenne duca di Milano, importantissima città che la dinastia sforzesca governò per oltre un secolo. »

Dopo la fine della dinastia sforzesca, durante la quale la città conobbe il momento di massimo splendore e sviluppo economico, Cotignola passò al dominio degli Este, entrando a far parte, insieme ad altri territori della Bassa Romagna, del Ducato di Ferrara (1502).
Con l'estinzione della dinastia estense, nel 1598, Cotignola passò allo Stato Pontificio (nella Legazione di Ferrara), sotto il quale rimase per quasi tre secoli (a parte gli anni 1796-1814, periodo di dominazione napoleonica). Nella seconda metà del XVIII secolo vivevano in paese circa 1.500 abitanti.

Con l'annessione delle Legazioni pontificie al Regno di Sardegna (1859), il comune di Cotignola fu incluso nella Provincia di Ravenna (annessione sancita con i plebisciti del 1860).

Novecento[modifica | modifica sorgente]

Cotignola subì in modo particolarmente duro le vicende della seconda guerra mondiale: la vicinanza al fiume Senio, dove si arrestò il fronte per sei mesi nell'inverno 1944-1945, fu causa dei ripetuti bombardamenti alleati, che rasero al suolo la città (furono distrutti l'80% degli edifici urbani). Grazie all'"operazione bandiera bianca", nell'aprile 1945 i bombardamenti furono interrotti. Due cittadini, Leno Casadio, capo partigiano, ed il parroco don Stefano Casadio, attraversarono il Senio e si recarono da soli, innalzando una bandiera bianca, al campo degli Alleati. Convinsero gli anglo-americani ad arrestare i bombardamenti perché gli unici tedeschi rimasti erano stati fatti prigionieri dai partigiani.[5]

Dopo la guerra, si contarono 270 vittime civili su una popolazione di circa 7.000 residenti (circa 4.800 furono invece gli sfollati).

Il dopoguerra ha visto Cotignola risorgere dalle terribili distruzioni belliche e diventare un polo attrattivo per rilevanti attività produttive, in svariati settori: agroindustria, metallurgia, chimica, meccanica di precisione e sanità, per citarne alcuni.

Monumenti[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa più antica del territorio è la Pieve di Barbiano, situata nella frazione omonima.
Da ricordare inoltre la chiesa della frazione S. Severo, la cui veste attuale fu progettata dall'architetto Cosimo Morelli nel 1789.

Architetture civili e militari[modifica | modifica sorgente]

  • Mausoleo degli Sforza;
  • Torre d'Acuto, fatta costruire nel 1376 da Giovanni Acuto. Distrutta quasi completamente durante l'ultima guerra è stata ricostruita com'era e dov'era.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Il Parco Pertini è sia un parco cittadino (dotato di percorso vita e servizio di ristorazione), sia un'area naturale. Da evidenziare l'aspetto naturalistico, rappresentato dal lago e dall'avifauna circostante, che viene lasciata crescere spontaneamente. Nel tempo si sono sviluppate una flora caratteristiche ed una fauna ittica e ornitologica di prestigio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Variazione della popolazione residente a Cotignola dal 2006 al 2011.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2006 7.088 6.718 370 (5,2%)
31/12/2011 7.424 + 4,7% 6.825 + 1,6% 599 (8,1%) + 61,9%

Fonte: Servizi Demografici Unione Comuni della Bassa Romagna.

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 585 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 168 2,26%

Romania Romania 100 1,34%

Senegal Senegal 95 1,28%

Religione[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Cotignola sono presenti cinque parrocchie facenti parte di due diocesi diverse:

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Cotignola[modifica | modifica sorgente]

Casa Varoli

Eventi e ricorrenze[modifica | modifica sorgente]

Segavecchia. Si svolge, a metà della Quaresima ed è una delle sagre più antiche della Bassa Romagna: si celebra, infatti, dal lontano 1451. Narra la leggenda della "Segavecchia" che oltre cinque secoli fa, intorno alla metà della Quaresima, Francesco Sforza, duca di Milano e signore di Cotignola, avesse sorpreso una fattucchiera mentre stava perforando con uno spillo un fantoccio che lo raffigurava. Immediatamente la vecchia fu condannata a morte per decapitazione e il suo corpo fu bruciato in piazza, davanti al popolo.
I festeggiamenti tengono il paese occupato da giovedì alla domenica della settimana di metà Quaresima. L'ultimo giorno di festa, la domenica, si tiene il «corso mascherato della Vecchia»: carri allegorici sfilano lungo le vie della città. Alla fine della sfilata, fa il suo ingresso nella piazza centrale del paese un enorme fantoccio di cartapesta, raffigurante la vecchia. Si dà quindi lettura pubblica della sentenza di condanna a morte; il boia sega la testa alla vecchia ed estrae ogni quantità di dolciumi e frutta secca. Tutto è offerto ai presenti. Nel 2011 si è celebrata la 560a edizione.

  • L'improvvisa, manifestazione legata al teatro d'improvvisazione. Gli eventi si svolgono nei locali e nelle piazze della città.
  • Sfujareja, manifestazione nata nel 1971 in cui si rievoca la spannocchiatura eseguita secondo metodi tradizionali.
  • Sagra del vino tipico romagnolo: nata nel 1963, si svolge nell'ultima settimana di settembre, quando la vendemmia volge alla fine. Una delle attrazioni più caratteristiche della sagra è la fontana di cartapesta, collocata in piazza, da cui sgorga vino sangiovese.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Il paese è raggiungibile tramite l'autostrada A14 dir uscendo al casello di Cotignola.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Cotignola.

La stazione ferroviaria di Cotignola è attiva sulla linea Faenza-Lavezzola.

La stazione ferroviaria di Barbiano è attiva sulla linea Castelbolognese-Ravenna.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

I Comuni di Cotignola, Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Conselice, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno formano insieme l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Sindaci precedenti[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
... 14 giugno 2004 Giovanni Ceroni L'Ulivo Sindaco
15 giugno 2004 25 maggio 2014 Antonio Pezzi Partito Democratico Sindaco

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

La città vanta la Medaglia d’argento al valore civile per l’impegno degli abitanti, Vittorio Zanzi su tutti, nel salvare 44 ebrei dalle persecuzioni razziali nel periodo dell'occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale. Nel 1987 il Comune ha inaugurato un «Parco della Memoria» che ricorda i nomi dei salvati e dei salvatori.

In Israele, in uno dei parchi del Kren Kayemet, 500 alberi sono stati piantati a cura delle famiglie salvate in segno di gratitudine. Il 25 marzo 2002, i cotignolesi Vittorio e Serafina Zanzi e Luigi e Anna Varoli sono stati insigniti del riconoscimento di Giusti tra le nazioni dall'Istituto Yad Vashem a Gerusalemme[7].

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Cotignola è gemellata con:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 236.
  3. ^ Oggi il documento è conservato nell'Archivio arcivescovile di Ravenna.
  4. ^ Cenni storici di Cotignola. URL consultato il 30 dicembre 2013.
  5. ^ Commemorazione di Don Stefano Casadio. URL consultato l'11 maggio 2014.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp. 233-35, 260.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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