Borgia

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Borgia
Escudo de la familia Borja.svg
In campo giallo e verde, con bordatura rossa o oro con fiammelle d'oro o verdi, vi è un toro colore rosso: «l'animale, simbolo delle loro origini pastorali, era l'immagine della temibile arditezza del loro clan guerriero».[1]
Stato
Casata di derivazione Borgia
Titoli
  • principe di Teano, Carinola, Tricarico, Andria, Venafro, Squillace
  • Grande di Spagna
  • duca di Gandia, Sessa, Valentinois, Romagna, Nepi, Camerino, Palestrina
  • marchese di Llombai, Navarrès
  • conte di Dyois, Alvito
Fondatore Alfonso de Borja (papa Callisto III)
Data di fondazione 1455
Data di estinzione 1740
con Luis Ignazio Borgia II, duca di Gandia (ramo italiano)
Etnia aragonese-valenciana
Rami cadetti
Papa Alessandro VI, ovvero Rodrigo Borgia, in un affresco del Pinturicchio nell'Appartamento Borgia (1492-1494)
Lo stemma di Papa Callisto III Borgia

I Borgia furono una delle famiglie più influenti d'Italia nel XV e XVI secolo.

« Pochi nomi nella storia sono stati più esecrati di quello dei Borgia. Contemporanei e posteri ne hanno fatto dei mostri capaci d'ogni frode e scelleratezza. Su di loro sono stati versati fiumi non d'inchiostro, ma di fiele.[2] »
(Roberto Gervaso)

Il cognome della famiglia, sia in catalano che in castigliano era Borja, dal paese d'origine della casata, anche se attualmente in spagnolo è molto più utilizzata la forma italiana di Borgia.

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

La stirpe valenciana era di antiche origini aragonesi, risalenti al XII secolo. A Xàtiva, dove nacque il futuro papa Alessandro VI, poi a Gandia, entrambe nella zona catalanofona del regno di Valencia, la famiglia Borgia acquistò, a partire dal XIV secolo, un crescente potere e prestigio. In quell'epoca il regno di Valencia faceva parte della Corona d'Aragona.

Verso la metà del XV secolo, i Borgia si trasferirono a Roma al seguito del cardinale Alonso Borgia (il cui nome fu italianizzato in "Alfonso"), eletto papa nel 1455 con il nome di Callisto III.

In seguito anche Roderic Borgia (il cui nome fu italianizzato in "Rodrigo"), nipote di Alonso, fu elevato al soglio pontificio nel 1492 con il nome di Alessandro VI. Rodrigo, in Aragona aveva avuto un figlio da madre sconosciuta: Pedro Luis de Borgia, poi duca di Gandia.

Da cardinale, ebbe quattro figli da Vannozza Cattanei, nobildonna di origine mantovana, che a Roma svolgeva l'attività di locandiera:

Ebbe anche una figlia da Giulia Farnese:

  • Laura Orsini (1492-1530)

I Borgia, con i loro intrighi spesso definiti torbidi, dominarono la scena italiana a cavallo tra il XV e il XVI secolo, grazie anche allo sfrenato nepotismo di papa Alessandro VI, che cercò di favorire con ogni mezzo i propri figli. Numerosi episodi oscuri, spesso ingigantiti dagli oppositori del loro arrivismo, caratterizzarono il pontificato di Alessandro, fornendo materiale per una sterminata letteratura nei secoli a venire: dal libertinaggio nel Palazzo Apostolico ai presunti amori incestuosi, dai delitti verso gli oppositori o i più ricchi cardinali della Curia romana (per incamerarne gli averi), fino anche al supposto fratricidio di Giovanni da parte di Cesare. Ombre che si addensarono anche nelle campagne militari del Valentino, temuto per la sua ferocia, o nella turbolenta vita matrimoniale di Lucrezia.

Parlando di quel periodo Voltaire scrisse:

« Lucrezia, figlia del santo padre, stava per partorire, e a Roma non si sapeva se il bambino fosse del Papa, o di suo figlio, il duca di Valentinois, o del marito di Lucrezia, Alfonso d'Aragona, che passava per impotente»
(Voltaire, articolo Fede del Dizionario filosofico, a cura di Mario Bonfantini, Einaudi Editore)

Epilogo della saga dei Borgia, peraltro mecenati e amanti dell'arte, fu la misteriosa morte del pontefice, a pranzo con altri commensali tra cui lo stesso Cesare che finirono intossicati, che si disse provocata dal suo stesso veleno. Dopo la morte di Alessandro VI, iniziò la decadenza della famiglia e molti dei suoi membri tornarono in Spagna. Gli scandali del papato ai tempi di Alessandro VI e dei suoi successori fecero maturare il malcontento e il desiderio di riforma negli ambienti più conservatori dell'Europa del nord, sfocianti di lì a poco nelle tesi luterane. Del ramo spagnolo dei Borgia furono i cardinali Juan Borgia e Pedro Luis Borgia.

In seguito un pronipote di Alessandro VI, Francesco Borgia (1510-1572), divenne Generale dei Gesuiti e fu poi proclamato santo.

Il ramo italiano dei Borgia si estinse nel 1740 con la morte dell'ultimo discendente maschio, Don Luis Ignacio Borgia II Duca di Gandia. Attualmente, l'unica famiglia patrilineare Borja o Borgia si trova in Ecuador e Cile. Uno dei suoi più importanti discendenti è Rodrigo Borja Cevallos, ex presidente dell'Ecuador.

I Borgia nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Cinema e televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 2011 è stata prodotta la serie televisiva I Borgia (The Borgias) mandata in onda su Showtime.
  • Sempre nel 2011, su Canal+, è stato mandato in onda la serie televisiva di produzione franco tedesca I Borgia[3], programma proposto in Italia a settembre su Sky Cinema 1.

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • Inoltre sono apparsi anche in Predator: Concrete Jungle dove vengono trasferiti nel 1930 nei panni di una grossa e potente famiglia mafiosa Americana, e successivamente nel 2030 sempre in una potente famiglia mafiosa ma ultratecnologica.

Altri Borgia[modifica | modifica sorgente]

A Perugia prosperò il ramo collaterale Borgia-Sulpizi, proprietari di un grande castello presso il lago Trasimeno.
Il cognome Borgia si riscontra anche in alcune delle comunità etniche e linguistiche Albanesi d'Italia (Arbëreshë)[4], ed è diffuso in varianti che poco si diversificano. Originariamente il cognome era in albanese Borgjasë[5], della famiglia Borgjasë/Borshia del sud di Valona, dalle parti del Bilishti e di Borshi, ma successivamente in Italia, per diversi motivi e situazioni è mutato nella forma attuale. Probabilmente ha inciso la fonetica, in quanto il suono del cognome era molto similare a quello più popolare Borgia, così questo avrà portato alla sua radicale "italianizzazione", avvenuta per molti dei cognomi degli esuli albanesi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cloulas, 1989, op. cit., p. 14
  2. ^ Gervaso, 1977, op. cit., p. 7
  3. ^ I Borgia di Tom Fontana, Quart Movie.
  4. ^ In modo particolare nelle colonie albanesi di Sicilia (es. Piana degli Albanesi) e per le colonie albanesi di Calabria (es. Marcedusa)
  5. ^ Studi Alba., op. cit., 65-68.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Corrado Augias, I segreti di Roma, Milano, Mondadori, 2007, ISBN 978-88-04-56641-0.
  • Maria Bellonci, Lucrezia Borgia, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51658-5.
  • Sarah Bradford, Lucrezia Borgia. La storia vera, Milano, Mondadori, 2005. ISBN non esistente
  • Geneviève Chastenet, Lucrezia Borgia. La perfida innocente, Milano, Mondadori, 1996, ISBN 978-88-04-42107-8.
  • Ivan Cloulas, I Borgia, Roma, Salerno Editrice, 1989, ISBN 88-8402-009-3.
  • Alexandre Dumas, I Borgia, Palermo, Sellerio editore Palermo, 2007, ISBN 88-389-1979-8.
  • Roberto Gervaso, I Borgia, Milano, Rizzoli, 1977. ISBN non esistente
  • Ferdinand Gregorovius, Lucrezia Borgia. La leggenda e la storia, Milano, Messaggerie Pontremolesi, 1990, ISBN 88-7116-814-3.
  • Mariangela Melotti, Lucrezia Borgia, Torino, Liberamente Editore, 2008, ISBN 978-88-6311-044-9.
  • Indro Montanelli, Storia d'Italia (1250-1600), Milano, edizione edita con Il Corriere della Sera, 2003. ISBN non esistente
  • AA. VV., Studi Albanesi, Istituto per l'Europa Orientale, 65-68, Roma, 1930.ISBN non esistente
  • Antonio Spinosa, La saga dei Borgia. Delitti e santità, Milano, Mondadori, 1999, ISBN 978-88-04-48662-6.
  • Marcello Vannucci, I Borgia: Storia e segreti. Dalla Spagna a Roma: una famiglia che del potere e della richezza fece il proprio il Dio, Roma, Newton Compton, 2011, ISBN 978-88-541-2971-9.
  • Salvatore Di Stefano, I Borgia del casale, storia e Vicende di una famiglia dell’Aristocrazia Siciliana, Bonfirraro Editore, 2013, ISBN 978-88-6272-070-0.

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