Goffredo Borgia

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Goffredo Borgia

Goffredo Borgia, in catalano Jofré (14811516), fu un nobiluomo spagnolo, Principe di Squillace e Conte di Alvito.

Stemma della famiglia Borgia

Blason famille it Borgia01.svg

Blasonatura
In campo giallo e verde, con bordatura rossa o oro con fiammelle d'oro o verdi, vi è un toro colore rosso: «l'animale, simbolo delle loro origini pastorali, era l'immagine della temibile arditezza del loro clan guerriero».

Il rapporto col padre[modifica | modifica sorgente]

Era il quarto ed ultimo figlio di Papa Alessandro VI e della sua amante, Vannozza Cattanei; era quindi fratello minore di Cesare Borgia, duca di Valentinos e Romagna, e di Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara

Rodrigo, tuttavia, sospettava che Goffredo, chiamato anche Jofr, fosse in realtà figlio di Giorgio della Croce, secondo marito di Vannozza. Anche da adulto, Goffredo non riuscì mai ad attirare su di sé le simpatie del padre, che invece stravedeva per Cesare, Lucrezia e Giovanni, che aveva ricoperto di ricchezze e di titoli. In particolare, Alessandro si adirò molto con il figlio quando, una volta, rimase ferito in una rissa: preso dall'ira fece infatti rinchiudere il figlio a Castel Sant'Angelo. Lucrezia invece era molto affezionata al fratello, che dei Borgia non aveva ereditato che il nome.

L'8 agosto 1499 Jofr fu costretto a seguire la sorella Lucrezia Borgia a Spoleto, essendo Lucrezia nominata governatrice di Spoleto e di Foligno. Fu accompagnato da sei paggi che avevano tutti giurato di tenergli gli occhi addosso. Il papa, infatti, temeva che i suoi figli potessero essere "sviati o rubati". Jofr era dunque prigioniero, il che voleva dire che anche la sorella governatrice lo era, quantunque in quel modo onorevole.[1]

Di fatto, fu il figlio meno favorito dal padre, sebbene lo avesse utilizzato al pari degli altri per i suoi scopi politici.

Primo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Fu così fatto sposare nel 1494 a Sancia d'Aragona, figlia illegittima di Alfonso duca di Calabria, erede al trono di Ferrante re di Napoli. Goffredo aveva solo tredici anni, la bella Sancia almeno tre anni più di lui.

Sancia tenne sempre sottomesso il debole marito di cui ben presto si annoiò, ricercando la compagnia di altri uomini.

Nell'estate del 1496 la coppia da Napoli venne ad abitare a Roma. Lucrezia e la cognata divennero molto amiche, mentre Cesare e la cognata divennero amanti.

Dopo la morte del padre e la successiva caduta di Cesare, di cui era sempre stato l'ombra, si ritirò con il resto della fazione dei Borgia a Napoli, dove la moglie era diventata l'amante di Gonsalvo da Cordoba, l'uomo che aveva catturato Cesare.

Secondo matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1506 Sancia morì e Goffredo si risposò con una certa Maria de Mila da cui ebbe quattro figli: Francesco, che gli succedette come secondo principe di Squillace, sposò prima Isabella Piccolomini, poi Isabella d' Aragona; Lucrezia, che sposò il marchese di Castelvetere; Antonia, che sposò il marchese di Delicete e Maria, che sposò il conte di Simari.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Dopo che Lucrezia fu partita per Ferrara, sposa di Alfonso d'Este, Goffredo non la rivide mai più e probabilmente i due fratelli non mantennero una assidua corrispondenza. Lucrezia infatti ebbe conferma della sua morte solo nel gennaio del 1517. Fu quindi Lucrezia l'ultima sopravvissuta dei figli di Alessandro VI e Vannozza.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lucrezia Borgia di Maria Bellonci; Mondatori, 1998; Pag. 98

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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