Alvito

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Panorama del borgo fortificato della frazione Castello e del maniero
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Alvito
Panorama di Alvito
Alvito - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: stemma Frosinone
Coordinate: 41°41′0″N 13°44′0″E / 41.68333, 13.73333Coordinate: 41°41′0″N 13°44′0″E / 41.68333, 13.73333
Altitudine: 475 m s.l.m.
Superficie: 52,04 km²
Abitanti:
2.952 2008
Densità: 56,73 ab./km²
Frazioni: Castello, Peschio, Santa Maria del Campo, Sant'Onofrio, Val di Rio 
Comuni contigui: Atina, Campoli Appennino, Casalvieri, Gallinaro, Pescasseroli (AQ), Posta Fibreno, San Donato Val di Comino, Vicalvi
CAP: 03041
Pref. telefonico: 0776
Codice ISTAT: 060004
Codice catasto: A244 
Nome abitanti: Alvitani 
Santo patrono: San Valerio 
Giorno festivo: martedì successivo alla Pentecoste 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Alvito è un comune di 2.952 abitanti della provincia di Frosinone. Situato nella Valle di Comino, fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise e della XIV Comunità Montana Valle di Comino. Vi ha sede il Gal "Versante laziale del Parco nazionale d'Abruzzo". Ha il titolo di città, in virtù sia del Regio Dispaccio del 1739 di Carlo VI sia del Regio Diploma del 1744 di Carlo III[1], come confermato con decreto del Presidente della Repubblica Italiana del 4 giugno 1987[2].

Indice

[modifica] Storia

[modifica] Età medievale

Per approfondire, vedi le voci Contea di Alvito e Castello Cantelmo (Alvito).

Le prime testimonianze della presenza di un paese (Civitas Sancti Urbani) risalgono al 967, mentre la fondazione del primo nucleo insediativo di "Alvito", il cui nome sembra derivare da mons Albetum (monte degli Ulivi), posto alle sue basi, rimonta all'anno 1096.

Nei secoli successivi lo sviluppo demografico ed economico della zona superiore della città (l'attuale frazione Castello) portò alla nascita di altri centri delle vicinanze, tuttora esistenti. Nel corso del XIII secolo la signoria di Alvito passò sotto il dominio della potente famiglia dei conti d'Aquino, e dalla fine del Trecento venne posta sotto il governo della famiglia Cantelmo, trasformandola all'inizio del XV secolo in Contea. A Rostaino Cantelmo si deve, nel 1350 la ricostruzione del Castello, distrutto nell'anno precedente da un terremoto.

[modifica] Età moderna

Per approfondire, vedi la voce Ducato di Alvito.

Nel corso del Cinquecento, dopo essere passata al condottiero Pietro Navarro, la Contea di Alvito entrò nel dominio della famiglia Folch de Cardona, in particolare di Raimondo, viceré di Napoli, e dei suoi figli Ferrante e Antonio, attraversando con questi ultimi, tuttavia, un generale degrado. Dal 1595 Alvito e buona parte della Valle di Comino diventano feudo della famiglia Gallio, originaria di Cernobbio, che reggerà le sorti del ducato sino alla fine del XVIII secolo. I Gallio abbellisco il paese, ad esempio costruendo il palazzo ducale (Palazzo Gallio), e aprendo, nel 1665, Via Gallia (oggi Corso Gallio), la strada principale, e ne vivacizzano la vita culturale.

[modifica] Età contemporanea

Nel corso del XIX secolo, la cittadina registra, in linea con la storia dell'Italia meridionale, la crescita della borghesia e la modificazione del tessuto urbanistico. Da un lato vede la costruzione di grandi palazzi sul corso principale (come ad esempio Palazzo Graziani sorto nel 1841 e Palazzo Sipari eretto nel 1858), che decretano la spinta economico-sociale nella parte "bassa" del centro, dall'altro vi è l'acquisizione dei segni di una vita civile propri dello spirito borghese, con la costruzione di nuove arterie stradali (in particolare il collegamento Alvito-Castello) e l'istituzione di servizi primari (Ospedale, Pretura, Liceo, Scuola d'agricoltura). Nella seconda metà dell'Ottocento, si registra in Alvito e in tutta la Valle di Comino un'impennata dell'economia, fondata prevalentemente sull'agricoltura, ma anche, accanto allo stagionale migrazione di buona parte della popolazione bracciantile nella campagna romana, i primi fenomeni di emigrazione.

Nel 1919, su iniziativa di Vincenzo Mazzenga, vi fu istituita la prima colonia agricola per gli orfani dei contadini periti nella prima guerra mondiale della provincia di Terra di Lavoro, che rimase attiva sino alla metà degli anni Trenta. Durante la seconda guerra mondiale, nonostante la vicinanza con il fronte di Cassino, Alvito fu risparmiata dagli attacchi aerei. Mentre è stata più volte colpita da eventi sismici, gli ultimi dei quali registratisi nel 1901, nel 1915 e nel 1984, che fortunatamente non ne hanno intaccato il patrimonio storico-artistico. A causa della mai cessata emigrazione, indotta prevalentemente dall'assenza di lavoro, così come avviene in altre piccole realtà meridionali, e nonostante il territorio ricada nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Alvito subisce da tempo un costante spopolamento.

[modifica] Economia

Le principali attività economiche sono legate all'agricoltura, ormai in declino, se si esclude un rinnovato interesse legato alla viticoltura, in particolare con l'introduzione del cabernet, e all'artigianato locale. Alvito è anche nota per la produzione di speciali torroni di pasta di mandorle ricoperti di cioccolato fondente. È una tradizione che risale alla fine del XVIII secolo.

[modifica] Luoghi d'interesse

Palazzo ducale di Alvito, particolare
Monumenti storici e naturali
Chiese
  • Insigne Collegiata di San Simeone Profeta;
  • ex Convento di San Nicola (XVI sec.);
  • Chiesa di Santa Teresa;
  • Chiesa di Santa Maria Assunta (con le spoglie di Santa Mesia Elia martire, matrona del Castello);
  • Chiesa di Santa Maria del Campo.
Ruderi del castello
Palazzi ed edifici storici

[modifica] Personalità legate ad Alvito

Giulio Calvi
Mario Equicola

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Duilio Martini (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0776 510101
Posta elettronica: non_disponibile

[modifica] Stemma e Gonfalone

[modifica] Blasone

« D'argento, al leone d'oro, allumato di rosso, rivoltato, riposante sulla campagna di verde, attraversato dall'olivo di verde, fruttato di nero, fustato al naturale, nodrito nella campagna. Ornamenti esteriori da Città »
(Art. 6, Let. A, Statuto del Comune di Alvito)

[modifica] Gonfalone

« Drappo partito di bianco e di verde riccamente ornato di ricami d'oro e caricato della stemma con la iscrizione centrale in oro recante la denominazione della Città. Le parti di metallo e i cordoni dorati. L'asta verticale ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro »
(Art. 6, Let. B, Statuto del Comune di Alvito)

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Note

  1. ^ Statuto del Comune di Alvito, art. 5, Bollettino Ufficiale della Regione Lazio, parte I, 20 giugno 2000.
  2. ^ Cfr. L. Santoro, Silloge di notizie araldiche della Città di Alvito, Municipio di Alvito, Ivi 1988, pp. 26-29.

[modifica] Bibliografia

  • Il Ducato di Alvito nell'Età dei Gallio, tomo I (Atti), Banca della Ciociaria, Alvito 1997;
  • D. Antonelli, Alvito dalle origini al sec. XIV. Nella ricorrenza del IX Centenario della fondazione della Città (1096-1996), Printhouse, Castelliri 1999;
  • C. Iacobone, Alvito e la sua valle dall'antichità fino ad oggi. Cronache documentali, Centro studi Cominium “P. Michele Jacobelli”, Casalvieri 2003.
  • V. Iacobone, Appunti e…spunti su “Alvito e Valle di Comino”, Centro studi Cominium “P. Michele Jacobelli”, Casalvieri 1984.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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