Bagnacavallo

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Bagnacavallo
Bagnacavallo - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Ravenna
Coordinate: 44°25′0″N 11°59′0″E / 44.41667, 11.98333Coordinate: 44°25′0″N 11°59′0″E / 44.41667, 11.98333
Altitudine: 11 m s.l.m.
Superficie: 79,52 km²
Abitanti:
16.354 2008
Densità: 205,65 ab./km²
Frazioni: Boncellino, Glorie, Masiera, Rossetta, Traversara, Villanova, Villa Prati 
Comuni contigui: Alfonsine, Cotignola, Faenza, Fusignano, Lugo, Ravenna, Russi
CAP: 48012
Pref. telefonico: 0545
Codice ISTAT: 039002
Codice catasto: A547 
Nome abitanti: bagnacavallesi 
Santo patrono: San Michele Arcangelo 
Giorno festivo: 29 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Bagnacavallo (Bagnacavall in romagnolo) è un comune di 16.354 abitanti della provincia di Ravenna, a 23 Km dal capoluogo, 17 km da Faenza, 55 km da Bologna e circa 30 km dal mare Adriatico.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Clima

Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Bagnacavallo.

[modifica] Il toponimo

Diverse sono le ipotesi sull'origine del singolare toponimo, ricordato dalle fonti scritte solo a partire da X secolo. Qualche antico testo fa riferimento alla presenza di una sorgente di acque curative per i cavalli, di cui avrebbe usufruito l'amato destriero dell'Imperatore romano Tiberio. A confermare l'ipotesi starebbe il motto che compare sullo stemma del Comune: Ingredior rhoebus, cyllaros egredior ("Entro malato, esco sano").
Più verosimilmente, il toponimo Bagnacavallo ricorda la presenza di un guado del fiume Senio in prossimità del primo agglomerato urbano, per attraversare il quale era necessario bagnare le cavalcature.

[modifica] Comunicazioni

In gran parte del territorio comunale non è possibile accedere ad internet con la banda larga.

[modifica] Economia

La piccola e media industria nelle frazioni è fortemente limitata nella sua espansione a causa della mancanza di collegamento alle nuove tecnologie.

[modifica] Storia

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, a Bagnacavallo trovarono temporaneo rifugio alcune famiglie di profughi ebrei provenienti da Fiume, di passaggio nel tentativo di espatriare quindi in Svizzera. In questo impegno di solidarietà, si distinsero il cantoniere Antonio Dalla Valle e la famiglia Tambini. Il 28 aprile 1974, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni a Antonio Dalla Valle, e ai coniugi Aurelio e Aurelia Tambini e ai loro figli Vincenzo e Rosina .[1]

[modifica] Monumenti

Bagnacavallo conserva un fascino da grande decaduta, con i suoi numerosi palazzi perlopiù seicenteschi e settecenteschi, appartenuti a nobili casate, molti dei quali conservano ancora oggi pregevoli affreschi e pitture a tempera. Oltre ai monumenti, uno degli edifici più caratteristici è una storica piazza, Piazza Nuova.

  • Piazza Nuova - Piazza a forma ovale circondata da un portico. Fu edificata nel 1758 come luogo per la vendita e la contrattazione delle merci, sede per macellerie, pescherie e botteghe dell’olio. Antesignana dei moderni centri commerciali, è oggi il monumento più caratteristico di Bagnacavallo.
  • Il Castellaccio – Il palazzo fatto costruire da una famiglia di signori locali, i Malvicini. Per la sua caratteristica di essere una costruzione fortificata, porta questo nome. Edificato nel XV secolo, è il palazzo più antico di Bagnacavallo.
  • Piazza della Libertà – La piazza centrale del paese, su cui si affacciano la chiesa arcipretale, il settecentesco palazzo comunale ed il teatro Goldoni, intitolato al famoso commediografo.
  • Sempre nella piazza svetta l’elegante Torre Civica, eretta alla metà del XIII secolo, cui più tardi è stato aggiunto l’orologio. Per diversi secoli il piano inferiore della torre venne utilizzato come prigione; probabilmente il detenuto più famoso è stato il brigante Stefano Pelloni, noto come ‘’Il Passatore’’, qui imprigionato nel 1849.
  • Pieve di San Pietro in Sylvis – Fu eretta nel corso del VII secolo ad un paio di chilometri a ovest del paese. È una delle pievi meglio conservate del ravennate. L'interno spicca per l'esaltazione della massa muraria: i pilastri sono spogli, privi di capitello e di pulvino; le pareti piane e semplici. L'esterno inferiore è ritmato da lesene, mentre nel corpo superiore, con ritmo più fitto, si trovano archetti pensili che attorniano sette finestre ad ogni lato. La tradizione è quella basilicale ravennate, ma il linguaggio è più popolare e meno enigmatico di quello dell'architettura imperiale.

[modifica] Sagre e Fiere

  • Festa di San Michele – Festa del Santo Patrono. L’origine è molto antica, essendo ricordata in alcuni documenti già a partire dall’inizio del XIII secolo. Si celebra nell’ultima settimana di settembre.
  • Sagra delle Erbe palustri – Si svolge il secondo fine settimana di settembre nella frazione di Villanova. Rievoca le originali tecniche ottocentesche della lavorazione delle erbe palustri e del legno.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Da visitare

[modifica] Podere Pantaleone

È un'area boschiva protetta di circa sei ettari.
Fino agli anni Cinquanta il podere era del tutto simile alle altre aree coltivate, con filari di alberi da frutto inframmezzati da lunghe strisce di terra coltivate a grano, mais, erba medica e barbabietole.
Acquistato dal Comune, il podere è stato trasformato nel 1987 in oasi naturalistica, area di riequilibrio ecologico e ambientale Da decenni la natura è lasciata crescere spontaneamente e ha dato vita ad un habitat di grande interesse paesaggistico, testimonianza della vecchia campagna romagnola.
Al suo interno si trovano la fauna e la flora tipiche della Pianura padana:

[modifica] Personalità legate a Bagnacavallo

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Laura Rossi (DS) dal 16/06/2004
Centralino del comune: 0545 280811
Posta elettronica: urp@comune.bagnacavallo.ra.it

[modifica] Gemellaggi

Bagnacavallo è gemellata con:

[modifica] Note

  1. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.111-12,227-28.

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali