Bagnacavallo

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Bagnacavallo
comune
Bagnacavallo – Stemma
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Emilia-Romagna – stemma Emilia-Romagna
Provincia Ravenna – stemma Ravenna
Sindaco Laura Rossi (PD) dal 16/06/2004
Territorio
Coordinate 44°25′0″N 11°59′0″E / 44.41667°N 11.98333°E / 44.41667; 11.98333 (Bagnacavallo)Coordinate: 44°25′0″N 11°59′0″E / 44.41667°N 11.98333°E / 44.41667; 11.98333 (Bagnacavallo)
Altitudine 11 m s.l.m.
Superficie 79,52 km²
Abitanti 16 665[1] (31-12-2010)
Densità 209,57 ab./km²
Frazioni Boncellino, Glorie, Masiera, Villa Prati, Rossetta, Traversara, Villanova
Comuni confinanti Alfonsine, Cotignola, Faenza, Fusignano, Lugo, Ravenna, Russi
Altre informazioni
Cod. postale 48012
Prefisso 0545
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 039002
Cod. catastale A547
Targa RA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti bagnacavallesi
Patrono san Michele Arcangelo
Giorno festivo 29 settembre
Localizzazione
Bagnacavallo è posizionata in Italia
Bagnacavallo
Posizione del comune di Bagnacavallo nella provincia di Ravenna
Posizione del comune di Bagnacavallo nella provincia di Ravenna
Sito istituzionale

Bagnacavallo (Bàgnacaval in dialetto romagnolo) è un comune italiano di 16.691 abitanti della provincia di Ravenna, a 23 km dal capoluogo, 17 km da Faenza, 30 da Forlì, 55 km da Bologna e circa 30 km dal Mare Adriatico.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Bagnacavallo.

[modifica] Storia

[modifica] Origine del nome

Il toponimo Bagnocavallo apparve per la prima volta nel 995 nella locuzione flumen Bagnocavallo; indicava il paleoalveo del Senio-Santerno nel tratto che corrisponde all'odierna Via Albergone [2][3].
In sostanza, il toponimo ricorda la presenza di un guado del fiume Senio in prossimità del primo agglomerato urbano, per attraversare il quale era necessario bagnare le cavalcature.

[modifica] Alto Medioevo

Confronto tra la centuriazione di Lugo e quella di Bagnacavallo.

Nell'Alto Medioevo il territorio dove oggi sorge Bagnacavallo era in larga parte occupato da terreno incolto, boschivo e paludoso: i pochi documenti scritti del tempo citano infatti una magnum forestum. Tra il VII e l'VIII secolo sorge la Pieve di San Pietro in Sylvis: il nome conferma che l'edificio è costruito al limitare di una selva. Nel 744 il re longobardo Liutprando dona al vescovo di Faenza duecento ettari nella magnum forestum. Bagnacavallo, che ancora oggi si trova nella Diocesi faentina, sorge al centro di quest'area.
A partire dai secoli IX e X si assiste alla riconquista del suolo. Tranne la parte settentrionale, dove permangono aree paludose poco adatte alla coltivazione, tutto il territorio è interessato all'intervento umano:

  • Viene ripristinato il kardo maximus, ovvero la strada perpendicolare che congiunge Bagnacavallo con la Via Emilia (oggi SP "Naviglio"). Il centro abitato è attraversato anche dalla "Via Salaria" (oggi SP "San Vitale"), importante via di collegamento con il mare. Il punto in cui i due assi viari si incrociano diventa un elemento di forte attrazione: attorno ad esso si sviluppa l'abitato di Bagnacavallo;
  • Viene ripristinata l'antica centuriazione romana. Gli agrimensori medievali costruiscono però un reticolato ad orientamento diverso da quello romano: mentre infatti la rete faentina è orientata di 28º verso est, in loco la rete è inclinata di 14º verso est, la metà. Ciò dipende probabilmente dalle trasformazioni subite nei secoli dal territorio, soprattutto per quanto riguarda la conformazione idrografica.

[modifica] Basso Medioevo

Nei secoli XII e XIII inizia la storia di Bagnacavallo come centro politico; in questo periodo la città è sotto il dominio dei conti rurali Malvicini. All'inizio del XIII secolo si ha un periodo di incremento edilizio ed urbanistico. Viene costruito il porto canale (a nord del centro urbano, sull'alveo dismesso del Senio. Inoltre viene eretta una torre interna all'abitato, a protezione dell'accesso principale. Tra le scarse notizie, ancora oggetto di studio e ricerca, del periodo, spicca un sarcastico commento di Dante Alighieri nella Divina commedia: Ben fa Bagnacaval che non rifiglia (Purg., XIV, 115), con cui il sommo poeta saluta l'estinzione della dinastia Malvicini, che dominava la cittadina.

Mappa di Bagnacavallo nel 1771.

Dal 1308 al 1329 Bagnacavallo è nelle mani dei conti di Cunio, che erigono la rocca e fanno circondare la città da un recinto e da un fossato di difesa. In seguito passa allo Stato Pontificio, ma solo formalmente: il potere effettivo è esercitato dalla famiglia Manfredi di Faenza, che ristruttura cinta muraria e rocca. Bagnacavallo viene riannessa allo Stato della Chiesa quando il cardinale Albornoz riconquista tutta la Romagna (1356).

Nel 1375 [4], il capitano di ventura Giovanni Acuto, al servizio dello Stato Pontificio, non essendo stato pagato per i servigi resi, requisisce la città come indennizzo e la vende agli Estensi di Ferrara [5].
La famiglia d’Este cede Bagnacavallo ai ravennati Da Polenta nel 1394. Dopo un breve periodo di riconquista faentina, la cittadina è di nuovo incorporata nei domini papali finché papa Eugenio IV la cede a Niccolò d’Este nel 1440

[modifica] Età moderna

L'abitato di Bagnacavallo non subisce sostanziali modifiche fino all'età napoleonica. Esauritasi la dinastia estense, dal 1598 al 1859 Bagnacavallo fa parte della Legazione di Ferrara nello Stato Pontificio. Tra il 1606 e il 1607 fu governatore cittadino il celebre letterato marchigiano Traiano Boccalini (1556 –1613).

Durante la parentesi napoleonica (1796-1815) fu inserita nel Dipartimento del Rubicone. Con l'annessione delle Legazioni pontificie al Regno di Sardegna (1859), il comune di Bagnacavallo viene incluso nella Provincia di Ravenna (annessione sancita con i plebisciti del 1860).

[modifica] XX secolo

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, a Bagnacavallo trovarono temporaneo rifugio alcune famiglie di profughi ebrei provenienti da Fiume, di passaggio nel tentativo di espatriare quindi in Svizzera. In questo impegno di solidarietà, si distinsero il cantoniere Antonio Dalla Valle e la famiglia Tambini. Il 28 aprile 1974, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni a Antonio Dalla Valle, e ai coniugi Aurelio e Aurelia Tambini e ai loro figli Vincenzo e Rosina.[6]

Torre del comune del XIII secolo, alta 40 metri.

[modifica] Monumenti

Il "Castellaccio" o Palazzo Papini.

Bagnacavallo ha un centro storico ben conservato dal tipico impianto radiale risalente al medioevo, con numerosi palazzi perlopiù seicenteschi e settecenteschi, appartenuti a nobili casate, molti dei quali conservano ancora oggi pregevoli affreschi e pitture a tempera. Oltre ai monumenti, uno degli edifici più caratteristici è una storica piazza, Piazza Nuova.

  • Piazza Nuova - Piazza a forma ellittica circondata da un portico. Fu edificata nel 1758 come luogo per la vendita e la contrattazione delle merci, sede per macellerie, pescherie e botteghe dell’olio. Antesignana dei moderni centri commerciali, è oggi il monumento più caratteristico di Bagnacavallo.
  • Il Castellaccio – Il palazzo fatto costruire da una famiglia di signori locali, i Malvicini. Per la sua caratteristica di essere una costruzione fortificata, porta questo nome. Edificato nel XV secolo, è il palazzo più antico di Bagnacavallo.
  • Piazza della Libertà – La piazza centrale del paese, su cui si affacciano la chiesa arcipretale, il settecentesco palazzo comunale ed il teatro Goldoni, intitolato al famoso commediografo.
  • Sempre nella piazza svetta l’elegante Torre Civica, eretta alla metà del XIII secolo, cui più tardi è stato aggiunto l’orologio. Per diversi secoli il piano inferiore della torre venne utilizzato come prigione; probabilmente il detenuto più famoso è stato il brigante Stefano Pelloni, noto come Il Passatore, qui imprigionato nel 1849.
Facciata della Pieve di San Pietro in Sylvis.
  • Pieve di San Pietro in Sylvis – Fu eretta nel corso del VII secolo ad un paio di chilometri a ovest del paese. È una delle pievi meglio conservate del ravennate. L'interno spicca per l'esaltazione della massa muraria: i pilastri sono spogli, privi di capitello e di pulvino; le pareti piane e semplici. L'esterno inferiore è ritmato da lesene, mentre nel corpo superiore, con ritmo più fitto, si trovano archetti pensili che attorniano sette finestre ad ogni lato. La tradizione è quella basilicale ravennate, ma il linguaggio è più popolare e meno enigmatico di quello dell'architettura imperiale.

[modifica] Aree naturali

  • Podere Pantaleone

È un'area boschiva protetta di circa sei ettari.
Fino agli anni Cinquanta il podere era del tutto simile alle altre aree coltivate, con filari di alberi da frutto inframmezzati da lunghe strisce di terra coltivate a grano, mais, erba medica e barbabietole. Acquistato dal Comune, il podere è stato trasformato nel 1987 in oasi naturalistica, area di riequilibrio ecologico e ambientale.
Nel corso dei decenni la natura, lasciata crescere spontaneamente, ha dato vita ad un habitat di grande interesse paesaggistico, testimonianza della vecchia campagna romagnola.
Al suo interno si possono trovare la fauna (mammiferi, rettili, invertebrati) e la flora (biancospino, prugnolo selvatico, sanguinella, sambuco nero, spino di gatta, rosa canina e corniolo) tipiche della Pianura padana. Il podere, inoltre, è il luogo ideale per la nidificazione di molte specie di uccelli.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti --- Variazione della popolazione residente a Bagnacavallo dal 2007 al 2010.

Data Abitanti Variazione Italiani Variazione Stranieri Variazione
31/12/2007 16.354 15.355 999 (6,1%)
31/12/2008 16.588 +1,4% 15.340 +0% 1.248 (7,5%) +24,9%
31/12/2009 16.676 +0,5% 15.293 -0,3% 1.383 (8,3%) +10,8%
31/12/2010 16.665 -0,1% 15.170 -0,8% 1.495 (9,0%) +8,1%

Fonte: Servizi Demografici Unione Comuni della Bassa Romagna.

[modifica] Etnie e Minoranze Straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.383 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Romania 416 2,49%

bandiera Marocco 323 1,94%

[modifica] Cultura

[modifica] Sagre e Fiere

In ordine cronologico:

  • «Festa del Passatore». Si tiene in due fine settimana di aprile, nella frazione Boncellino, dove nacque Stefano Pelloni, il più noto bandito di Romagna, soprannominato «Il Passatore». La Festa, nata nel 1970, è organizzata dal Circolo Acli Associazione Suburbia, in collaborazione con la Parrocchia di Boncellino, si svolge in campagna, lungo la sponda sinistra del fiume Lamone. È conosciuta anche con il nome di Lòm a Premavìra (luce a primavera in dialetto romagnolo).
  • «Festa della primavera in fiore». Si svolge nella frazione di Traversara nelle prime settimane di primavera e ha la durata di circa 10 giorni.
  • «Sagra delle erbe palustri». Si svolge (dal 1985) il secondo fine settimana di settembre nella frazione di Villanova. Rievoca le tecniche tradizionali della lavorazione delle erbe palustri e del legno. La manifestazione offre la possibilità di vedere all'opera gli artigiani che si dedicano tuttora a realizzare manufatti con le erbe intrecciate.
  • «Festa di San Michele» – Festa del Santo Patrono. È la Festa più importante di Bagnacavallo. L’origine è molto antica, essendo ricordata in alcuni documenti già a partire dall’inizio del XIII secolo. Si celebra nell’ultima settimana di settembre.
  • «Villanova in Corto». Festival di cortometraggi indipendenti. Promosso nel 1996 dal circolo Arci "Casablanca", si svolge nel primo fine settimana di ottobre, nella frazione di Villanova.

[modifica] Personalità legate a Bagnacavallo

[modifica] Economia

L'economia si regge prevalentemente sulla piccola e media impresa e sull'agricoltura. I terreni sono occupati da coltivazioni di grano e granoturco, da frutteti (peschi, prugni, peri e meli) e da vigneti. In città sono presenti anche grossi stabilimenti per la commercializzazione e la conservazione della frutta e per la produzione di vino.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Internet

Il territorio comunale è in gran parte coperto dal servizio Adsl a banda larga. Ciò si è reso possibile grazie a un intervento pubblico-privato realizzato nel corso del 2011 che ha permesso di abilitare a questo servizio oltre 1.200 utenze telefoniche situate nelle frazioni di Villa Prati e Villanova.

[modifica] Amministrazione

I Comuni di Bagnacavallo, Alfonsine, Bagnara di Romagna, Conselice, Cotignola, Fusignano, Lugo, Massa Lombarda e Sant'Agata sul Santerno, formano insieme l'Unione dei Comuni della Bassa Romagna.

Sindaco: Laura Rossi (PD) dal 16/06/2004

[modifica] Gemellaggi

Bagnacavallo è gemellata con:

[modifica] Sport

A Bagnacavallo esistono società sportive in tutti i principali sport, individuali e di squadra.
La città ha una lunga tradizione anche nel tamburello, l'unico sport di squadra nato e cresciuto in Italia.
La «Fulgur Bagnacavallo» è la squadra più blasonata della Bassa Romagna. Nata nel lontano 1906, ha al suo attivo diversi titoli, conquistati nel settore giovanile. La società disputa le partite in casa in un moderno sferisterio all'aperto con fondo in polvere di frantoio.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Via Albergone è il tratto della SP «S. Vitale» che parte da Bagnacavallo verso est; è lungo circa 2 km
  3. ^ Qualche antico testo fa riferimento alla presenza di una sorgente di acque curative per i cavalli, di cui avrebbe usufruito il destriero dell'Imperatore romano Tiberio. Ma oggi questa ipotesi è stata abbandonata.
  4. ^ Secondo altre fonti, nel 1381.
  5. ^ Traccia del passaggio dell'Acuto rimane nella toponomastica: in frazione Villanova si trova infatti la via Aguta.
  6. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.111-12,227-28.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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