Lamone (fiume)
| Lamone | |
|---|---|
| Stato | |
| Regione | |
| Lunghezza | 88 km |
| Bacino idrografico | 500 km² |
| Altitudine sorgente | 1100 m s.l.m. |
| Nasce | Colla di Casaglia |
| Sfocia | Mar Adriatico |
Il Lamone è un fiume che scorre in Toscana e in Romagna. Nasce dalla Colla di Casaglia (1.190 m) nel comune di Borgo San Lorenzo (in provincia di Firenze), attraversa Marradi, Brisighella e Faenza. Dopo la via Emilia comincia il suo percorso in pianura. Passa nelle campagne tra Russi e Bagnacavallo e sfocia nel mare Adriatico presso Marina Romea (15 km a nord-est di Ravenna, nella Pineta di San Vitale; il suo percorso totale è di circa 88 km.
Confina a nord con il bacino idrografico del Reno e a sud con quello dei Fiumi Uniti.
Indice |
[modifica] Torrenti affluenti del Lamone
Fosso del Lago, fosso Bedetta, torrente Spedena, torrente Campigno, rio Salto, rio Bagno, torrente Visano, torrente Ebola, rio Chiè, torrente Marzeno (il principale).
[modifica] Cenni storici
Presso i romani era noto come Anemo/Amone. Anticamente scorreva a lato della strada Faentina fino a raggiungere Ravenna, costeggiava le mura della città per poi sfociare in mare. Agli inizi del X secolo il letto del fiume nel suo tratto pianeggiante si spense, lasciando spazio ad un nuovo alveo che passava ad ovest di Russi, sempre in direzione Ravenna (Lamone Teguriense).
Tra XII e XIII secolo il fiume modificò il suo corso: dopo l'abitato di Russi si diresse nettamente verso nord immettendosi nel letto del Santerno dismesso; il fiume non lambì più Ravenna [1].
A partire dal XV secolo il Lamone è stato interessato da diversi interventi dell'uomo che ne hanno modificato più volte il corso:
- 1416: il "Fiumazzo di Russi" venne riattivato per incanalarvi il Lamone
- 1504: dopo Glorie, il fiume viene fatto prolungare verso Sant'Alberto di Ravenna, dove confluisce nel Po di Primaro.
- Secolo XVII: viene immesso nelle valli di Savarna, dalle quali viene fatto sfociare in mare per mezzo di un collatore.
- Secolo XVIII: sfocia in mare a sud di Sant'Alberto, attraverso il passo Cortelazzo e la foce di Mele. Nonostante ciò, le piene e le rotte del fiume continuarono a rappresentare un incubo per le popolazioni circostanti. Nel tratto finale, ad est di Sant'Alberto, il fiume ruppe ventidue volte nel corso di 60 anni. Nel 1764 un'altra alluvione travolse le terre di Savarna e Alfonsine, sommergendole per mesi.
- 7 dicembre 1839: "rotta delle Ammonite". In località Ammonite (fra Villanova di Bagnacavallo e Mezzano di Ravenna) il fiume in piena ruppe l'argine lungo un fronte di 250 metri, allagando il territorio circostante. Si comprese che il solo ripristino dell'argine non sarebbe stato sufficiente. Il Lamone scorreva a 4 metri di altezza rispetto al piano di campagna: avrebbe potuto allagare le terre un'altra volta. Fu deciso di far colmare al Lamone stesso le acque in cui aveva spagliato. Si realizzò un'ampia cassa di colmata, cioè un lago artificiale, protetto da argini. Il Lamone confluiva nella cassa; dal lago artificiale le acque sarebbero defluite in mare tramite una serie di canali artificiali.
- Per realizzare la bonifica era necessario riempire una cassa di colmata di circa 7.500 ettari. Il bacino realizzato nelle valli di Ravenna, raggiunse una superficie di 6.000 ettari [2]. Il fiume spagliava circa 15 km a nord-ovest, nelle valli di Savarna. Tale situazione si protrasse fino agli anni fra il 1880 e il 1890.
- Nei primi due decenni del XX secolo le acque del fiume vengono condotte a spagliare nell'estrema parte settentrionale delle valli di Savarna, per continuare la colmata. L'operazione però non viene portata a termine poiché il Lamone scaricava nelle "pialasse" una quantità eccessiva di torbide, rischiando il loro progressivo interramento. L'argine originario del fiume fu ripristinato e il Lamone tornò nell'alveo settecentesco, terminando il suo corso sempre nelle valli di Savarna.
- 1962: tutto il corso pianeggiante del fiume venne definitivamente imbrigliato negli argini. Da allora il Lamone sfocia direttamente nel mare Adriatico. La foce è situata tra Marina Romea e Casal Borsetti.
[modifica] Note
- ^ Sul letto dell'antico Teguriense fu inalveato il Montone.
- ^ Oggi ne sopravvive una parte divisa in due bacini da circa 250 ettari l'uno, in mezzo ai quali scorre il fiume.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- WWF Ravenna, La foce del Lamone attraverso i secoli