Fondazione Magnani-Rocca

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Coordinate: 44°40′03.07″N 10°20′56.96″E / 44.667519°N 10.349156°E44.667519; 10.349156

Fondazione Magnani-Rocca
Tipo arte, arredamento
Indirizzo via Fondazione Magnani-Rocca 4 - Mamiano di Traversetolo (Parma)
Sito Sito ufficiale

La Fondazione Magnani-Rocca è una raccolta privata d'arte antica e moderna nata per volontà di Luigi Magnani, critico d'arte e collezionista. Si trova in via Fondazione Magnani-Rocca, 4 a Mamiano, frazione di Traversetolo, vicino Parma.

Il museo espone opere di: Gentile da Fabriano, Albrecht Dürer, Vittore Carpaccio, Tiziano, Rubens, Van Dyck, Francisco Goya, Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Cézanne, Giorgio Morandi (50 opere), Giorgio De Chirico, Filippo De Pisis, Gino Severini, Alberto Burri, Johann Heinrich Füssli, Nicolas de Staël, Lippo di Dalmasio, Filippo Lippi, Domenico Ghirlandaio, Lorenzo Costa, Martin Schongauer e sculture di Antonio Canova e di Lorenzo Bartolini.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1977 Luigi Magnani decise di onorare la memoria del padre Giuseppe e della madre Donna Eugenia Rocca creando, con il supporto dell'allora Cassa di Risparmio di Parma, una fondazione che avesse come finalità lo sviluppo e la promozioni di attività culturali legate al mondo dell'arte, della musica e della letteratura. Il 15 marzo 1978 la fondazione veniva riconosciuta con Decreto del Presidente della Repubblica.

Luigi Magnani destinò allora la villa di Mamiano, che è aperta come museo dal 1990. In essa è esposta la straordinaria collezione d'arte che va dal Medioevo al Novecento, con opere di grandi maestri italiani ed europei.

La villa mantiene anche arredi antichi ed è circondata da un parco storico.

Percorso espositivo[modifica | modifica sorgente]

Famiglia dell'infante don Luis di Goya

Atrio[modifica | modifica sorgente]

L'atrio, col grande scalone, sono esempi tipici del gusto neobarocco lombardo e risalgono al primo nucleo della villa. Vi si trovano due affreschi a monocromo di Giovan Battista Tiepolo e provenienti da Palazzo Sagredo a Venezia. Si tratta del Ritrovamento di Mosè e Apollo e Mida (1750). Qui si trova la grande coppa in malachite, dono dello Zar Alessandro I a Napoleone, opera dello scultore e orafo francese Philippe Thomire, con sfingi alate in bronzo dorato.

Sala Van Dyck[modifica | modifica sorgente]

Questa sala è dedicata ai maestri dell'arte barocca fiamminga, Anton van Dyck, con il grandioso Giovanni Paolo Balbi a cavallo (1627), e Pieter Paul Rubens, con il Ritratto di Ferdinando Gonzaga (1604-1605), dalla Pala della Trinità dei Gesuiti già a Mantova dove tutta la famiglia Gonzaga era raffigurata in adorazione della Trinità. Il mobilio della sala è opera dell'ebanista parigino Jacob Desmalter, considerato il più raffinato mobiliere dello stile Impero.

Sala Goya[modifica | modifica sorgente]

La sala successiva è intitolata a Francisco Goya, del quale è esposto la Famiglia dell'infante don Luis (1783-1784), un dipinto a lungo tempo non visibile poiché conservato in altre collezioni private. Il Ritratto di Maria Luigia duchessa di Parma di George Dawe (1818) è tipico della pittura neoclassica, mentre il dipinto Gertrude, Amleto e il fantasma del padre di Amleto di Johann Heinrich Füssli (1793) ha un'impostazione più visionaria e teatrale. Più accademico è il Combattimento tra Romani e Sabini interrotto dalle Sabine, opera di fine del XVIII secolo di Julien de Parme.

Sala Dürer[modifica | modifica sorgente]

La Madonna col Bambino di Dürer

La sala è dedicata al caposcuola tedesco Albrecht Dürer, del quale sono esposte alcune incisioni a bulino (Adamo ed Eva, San Gerolamo nella cella e la conosciutissima Melencolia I), accanto a una Madonna di Bagnacavallo, suo capolavoro risalente probabilmente al suo primo viaggio in Italia del 1495, dove fonde elementi italiani e nordici.

Qui sono esposte anche alcune opere tra le più antiche della fondazione, come una Madonna della scuola romana del XI-XII secolo di Pietro di Belizio e Belluomo, una Madonna col Bambino e Santi di Mello da Gubbio, testimonianza della scuola umbra del Quattrocento e il trittico con l'Incoronazione della Vergine e Santi, opera senese di fine del Trecento di Giovanni del Biondo.

Sala Tiziano[modifica | modifica sorgente]

Questa grande sala è dedicata alla Sacra Conversazione Balbi di Tiziano Vecellio (1512-1514 circa), una delle prime opere acquistate da Luigi Magnani. Altre opere sono le Stimmate di san Francesco di Gentile da Fabriano (1415 circa), la Madonna col Bambino di Filippo Lippi (1450 circa) e il Cristo morto sorretto da due angeli di Vittore Carpaccio.

Due sono le Adorazioni dei Magi di scuola ferrarese del primo Cinquecento, una di Ludovico Mazzolino e una di Giovan Battista Benvenuti, mentre la scuola fiorentina è testimoniata dal San Pietro martire di Domenico Ghirlandaio. È un'opera del manierismo invece la Madonna di Domenico Beccafumi, databile tra il 1540 e il 1550.

Qui si trova anche la statua di Tersicore di Antonio Canova (1811).

Sala del Novecento italiano[modifica | modifica sorgente]

Al primo piano si trovano le sale di arte moderna e contemporanea, dalla seconda metà del XIX secolo fino agli anni recenti.

La sala ospita opere dei più famosi maestri del Novecento italiano, dalle opere di Filippo De Pisis (tutte della fase di maturità artistica), a quelle di Alberto Burri, di Gino Severini, di Leoncillo, Renato Guttuso, Mario Mafai, Carlo Mattioli (Nudo), Giorgio de Chirico (Enigma della partenza). Tra le sculture esposte si trovano due bassorilievi di Giacomo Manzù: Orfeo e San Giorgio (1972).

Sale Morandi[modifica | modifica sorgente]

La due sale Morandi (una dedicata alla pittura e una alle opere grafiche) espongono la straordinaria raccolta di cinquanta opere di Giorgio Morandi tra oli, acquerelli, disegni e incisioni, e venne allestita quando l'artista era ancora in vita. Luigi Magnani fu amico di Morandi da quando gli venne presentato nel 1940 dal critico Brandi. La collezione, oltre alle celebri nature morte, permette di valutare tutto il percorso artistico del pittore, compreso un autoritratto, due paesaggi (di Grizzana e del cortile di via Fondazza a Bologna) e un raro dipinto metafisico, testimonianza della sua breve adesione al movimento.

Sala Cézanne[modifica | modifica sorgente]

La sala è dedicata a Paul Cézanne, del quale sono conservati un olio e cinque acquarelli, tra il quali spicca Tasse et plat de cerises (1890).

Sala Impressionisti[modifica | modifica sorgente]

Chiude il percorso museale la sala dedicata all'Impressionismo, con nomi di maestri molto rari nelle collezioni museali permanenti italiane. Di Claude Monet si trova una tela della serie delle Scogliere di Pourville, in questo caso dedicata alla luce dell'alba. Di Auguste Renoir sono invece Paysage de Cagnes e Les poissons, opere della tarda maturità del pittore (inizio del XX secolo), caratterizzate da un colore brillante e da una consistenza pastosa della luce.

Completano la sala opere del secondo dopoguerra di Hans Hartung, Jean Fautrier, Wols e Nicolas de Staël.

Il parco[modifica | modifica sorgente]

La villa è circondata da un parco all'inglese di circa 12 ettari, con varie specie vegetali disposte in maniera il più possibile naturale, tra arboreti, alberi monumentali isolati e arbusti. L'impianto attuale risale rispetta quello dell'inizio dell'Ottocento, con alcune implementazioni successive. Predominano le specie arboree ad alto fusto, tra i quali spiccano per pregiatezza i Cedrus atlantica, Cedrus libani, Sequoia sempervirens, Quercus robur e Platanus hybrida.

Due aree sono state destinate a giardino all'italiana di impianto formale con aiuole geometriche ornate di bosso. Alle spalle della villa si trova un vasto prato, attraversato da una prospettiva di sei colonne ioniche in marmo, provenienti da una chiesa del Sud-Italia distrutta durante la seconda guerra mondiale.

Il giardino è stato inoltre ripopolato di animali come pavoni e altre specie.

Elenco delle opere[modifica | modifica sorgente]

Pittura, scultura e miniatura[modifica | modifica sorgente]

Miniatore dell'Italia centrale del secolo XIII

  • Pagina miniata con il Battesimo di Cristo

Miniatore bolognese del secolo XIV

  • Pagina miniata con Santa Cecilia

Miniatore italiano della fine del secolo XIV

  • Pagina miniata con La Trinità

Nicolò di Jacopo (ante 1350 - 1403 o 1404)

  • Pagina miniata con Il Battesimo di Cristo
  • Pagina miniata con la Decollazione

dei santi Cosma e Damiano

Miniatore toscano o umbro del secolo XV

  • Pagina miniata con Davide salmista e il Signore

Pietro di Belizo e Belluomo (sec. XI-XII)

  • Madonna

Giovanni di Bonino (sec. XIV, documentato fino al 1345)

  • San Giovanni Battista

Mello da Gubbio (secolo XIV)

  • Vergine col Bambino e Santi

Giovanni del Biondo (documentato dal 1356 al 1398)

  • L'incoronazione della Vergine e Santi

Lippo di Dalmasio (documentato dal 1377 al 1410)

  • La Pentecoste

Gentile da Fabriano (intorno al 1370 - 1427)

Pietro di Giovanni Ambrosi (1410-1449)

  • Madonna col Bambino

Filippo Lippi (verso il 1406 - 1469)

Domenico Ghirlandaio (1449-1494)

Pietro Orioli (1458-1496)

  • Sacra Famiglia con quattro Angeli

Vittore Carpaccio (verso il 1460 - 1526)

  • Cristo morto sorretto da due angeli

Lorenzo Costa (1460-1533) ?

  • San Sebastiano

Martin Schongauer (verso il 1450/53 - 1491)

  • Cristo flagellato, incisione
  • Sant'Antonio battuto dai demoni, incisione

Albrecht Dürer (1471-1528)

  • Madonna di Bagnacavallo, olio su tavola
  • Il Figliol prodigo guardiano dei porci, incisione
  • La passeggiata, incisione
  • Sant'Eustachio, incisione
  • Adamo ed Eva, incisione
  • Melencolia I, incisione
  • San Gerolamo nella cella, incisione
  • San'Antonio alle porte della città, incisione

Ludovico Mazzolino (1480 circa - verso il 1528-30)

  • Adorazione dei Magi

Giovanni Battista Benvenuti detto L'Ortolano (verso il 1480/85 - dopo il 1530 circa)

  • Adorazione dei Magi

Domenico Beccafumi (intorno al 1486 - 1551)

  • Madonna col Bambino e i santi Giovannino,
  • Elisabetta e Caterina da Siena

Tiziano Vecellio (circa 1488/90 - 1576)

Peter Paul Rubens (1577-1640)

  • Ferdinando Gonzaga infante di Mantova

Anton van Dyck (1599-1641)

  • Gio. Paolo Balbi a cavallo

Rembrandt van Rijn (1606-1669)

  • Il Dottor Faust, incisione

Girolamo Pellegrini (1624 circa - post 1700)

  • Allegoria del Tempo che fugge
  • Amore che bacia Venere

Simone Brentana (1656-1742)

  • Madonna col Bambino

Giovan Battista Pittoni (1687-1767)

  • L'istituzione dell'Ordine delle suore della Visitazione

Giambattista Tiepolo (1696-1770)

  • Capriccio sul ritrovamento di Mosè
  • Apollo e Mida

Julien de Parme (1736-1799)

  • Combattimento tra i Romani e i Sabini interrotto dalle Sabine

Johann Heinrich Füssli (1741-1825)

  • Gertrude, Amleto e il fantasma del padre di Amleto

Francisco de Goya y Lucientes (1746-1828)

  • La famiglia dell'infante don Luis

Antonio Canova (1757-1822)

  • Tersicore

Lorenzo Bartolini (1777-1850)

  • La principessa Scherbatoff
  • La Ninfa del deserto

Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867)

  • Il medico Philippe Petit-Radel, matita su carta

George Dawe (1781-1829)

  • Maria Luigia, duchessa di Parma

Edouard Manet (1832-1883)

  • Profilo di Baudelaire col cappello, incisione

Paul Cézanne (1839-1906)

  • Esquisse de baigneuses
  • Arbres
  • Maison et bosquet
  • Corbeille de fruits
  • Tasse et plat de cerises
  • Paysage provençal

Claude Monet (1840-1926)

  • Falaises à Pourville, soleil levant

Auguste Renoir (1841-1919)

  • Paysage de Cagnes
  • Les poissons
  • Ritratto di Richard Wagner

Henri Matisse (1869-1954)

  • Danseuse

George Braque (1882-1963)

  • Le canard

Gino Severini (1883-1966)

  • Danseuse articulée
  • Natura morta con strumenti musicali

Giorgio de Chirico (1888-1978)

  • Enigma della partenza

Carlo Carrà (1881-1966)

  • Marina

Giorgio Morandi (1890-1964)

  • 17 oli (dalla Natura morta metafisica del 1918

alla Natura morta del 1963)

  • 5 acquerelli, 9 disegni (di cui uno con recto/verso),

20 incisioni

Filippo de Pisis (1896-1956)

  • Tacchino
  • W Mozart
  • Interno dello studio
  • Pan (Figura con flauto)
  • Gli albatri
  • Tromba sulla spiaggia
  • Ritratto
  • Nudo maschile coricato
  • Nudo maschile coricato (rosa)
  • Paesaggio
  • Figura in un interno

Arturo Tosi (1871-1956)

  • Natura morta dalla brocca

Mario Mafai (1902-1956)

  • Natura morta con colonna

Orfeo Tamburi (1910-1994)

  • Piazza del Popolo

Toti Scialoja (1914-1998)

  • Natura morta con i limoni

Piero Sadun (1919-1974)

  • Ombre e figure n.1
  • Natura morta

Renato Guttuso (1912-1987)

  • Natura morta con pianoforte
  • Anna Maria
  • I pescatori
  • Nudo femminile di schiena

Nicolas de Staël (1914-1955)

  • Vue des quais de Paris

Leoncillo (1915-1968)

  • Vasi con fiori e Vassoio e frutta
  • Pannello

Carlo Mattioli (1911-1994)

  • Nudo coricato

Alberto Burri (1915-1997)

  • Sacco
  • Combustione

Gianni Dova (1925-1991)

  • Natura morta con pesci

Wols (1913-1951)

  • Composizione

Jean Fautrier (1898-1964)

  • Composizione

Hans Hartung (1904-1989)

  • Composizione

Giacomo Manzù (1908-1991)

  • Orfeo I - Orfeo II
  • San Giorgio

Arredi[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Battista Piranesi (1720-1778)

  • Console

Pierre-Philippe Thomire (1751-1843)

  • Coppa in malachite sostenuta da un tronco

di palma e tre chimere in bronzo dorato

  • Coppia di candelabri

François Honoré Georges Jacob (1770-1841)

  • Meuble d'appui
  • Secrètaire
  • Arazzo fiammingo del XVII secolo
  • tappeti Aubusson,
  • argenti,
  • mobili e oggetti di epoca Impero,
  • piatti di manifattura ispano-moresca.
  • Ventuno ritratti di personaggi delle famiglie Farnese e Borbone secoli XVI, XVII, XVIII.

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