Lorenzo Bartolini

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Ritratto di Lorenzo Bartolini, opera di Jean Auguste Dominique Ingres

Lorenzo Bartolini (Savignano di Prato, 7 gennaio 1777Firenze, 20 gennaio 1850) è stato uno scultore italiano, a cavallo fra il Sette e l'Ottocento, forse il più importante del periodo dopo Antonio Canova.

La Fiducia in Dio (copia di San Pietroburgo), dettaglio delle mani

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Si formò all'Accademia di Belle Arti di Firenze e fece esperienza anche con la scultura in alabastro. Nel 1799 soggiornò a Parigi ricevendo anche importanti commissioni, come uno dei bassorilievi della Colonna della Grande Armée per Place Vendôme, che celebrava la battaglia di Austerlitz, e un busto di Napoleone, che piacque molto al generale.

Grazie all'interessamento di Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone, venne nominato professore di scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Carrara nel 1807 (nonostante le resistenze dell'ambiente accademico locale) e divenne lo scultore ufficiale della famiglia Bonaparte, per i quali scolpì numerosi ritratti: busti e statue di "Napoleonidi", tra le quali una statua colossale di Napoleone, ormai già imperatore, da collocare a Livorno, ma poi finita a Bastia.

Dal 1815, dopo la caduta di Napoleone, tornò a Firenze: non furono anni facili e venne più volte messo all'Indice per le sue idee politiche (di bonapartista) e artistiche, poco consone con il rigido neoclassicismo più accademico, ancora proteso all'imitazione, anche sterile, dello stile di Canova.

Alcuni facoltosi stranieri però lo sovvenzionarono e gli affidarono commissioni. Verso il 1818 scolpì l'Ammostatore, un fanciullo in atto di pigiare dell'uva, che si rifà a Donatello e a Verrocchio, con un'attenta osservazione della realtà e un modellato di delicata raffinatezza.

Nel 1824 scolpì il gruppo della Carità educatrice, originalmente pensato per una cappella della villa di Poggio Imperiale, ma oggi conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti.

Monument Demidoff

Dal 1830 si dedicò alla prestigiosa richiesta dei figli del principe russo Nicola Demidoff di scolpire un monumento in memoria del padre, che si trova ancora in piazza Demidoff a Firenze dal 1871. L'opera composta da cinque gruppi e figure fu terminata dal suo allievo Romano Romanelli. La figura migliore è la Beneficenza, interamente di Bartolini. Lo scultore usò una qualità di marmo particolarmente pregiata, lo zuccherino, ma molto fragile, per cui fu necessario coprire le sculture con una tettoia sin dall'epoca.

Fu anche docente all'Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1839 e si batté per diffondere uno stile di scultura più legato alla vitalità naturalistica (il cosiddetto purismo) piuttosto che all'idealità accademica. Restò famosa la lezione nella quale presentò agli studenti un modello gobbo, indicandolo, nel suo genere, come un "esemplare". La sua opera più conosciuta ed imitata è La fiducia in Dio (1835), conservata al Museo Poldi Pezzoli di Milano, che si distacca nettamente dalla scultura neoclassica, verso un'ispirazione più naturale. Rappresenta una fanciulla inginocchiata mentre guarda al cielo; si dice che l'idea di una tale posa, oltre che ispirata alla Maddalena penitente del Canova, sia venuta all'artista guardando proprio la modella che si rilassava stancamente dopo ore di posa. La scultura venne richiesta da Rosina Trivulzio Poldi Pezzoli, la cui famiglia aveva già commissionato un busto della Marchesa all'artista, la quale, dopo essere rimasta vedova del marito Giuseppe Poldi Pezzoli nel 1833, vedeva la figura come un'immagine consolatoria del suo abbandono nella fede dopo il lutto. Il marmo ispirò un famoso sonetto al poeta Giuseppe Giusti.

La sua ultima opera importante fu il monumento sepolcrale alla principessa polacca Sofia Zamoyski, per la Basilica di Santa Croce, al quale lavorò, coadiuvato da aiuti, dal 1837 al 1844.

Nel frattempo scolpì anche la figura dell'Inconsolabile per la tomba Mastiani nel Camposanto di Pisa (1840) e la Ninfa dello Scorpione (1845, oggi al Louvre), che fu grandemente elogiata da Baudelaire. Tra i numerosi ritratti si ricorda il marmoreo Busto del comico Luigi Vestri nella Villa Bezzuoli a Fiesole.

Nel 1855 riscosse successo di critica all'Esposizione Universale di Parigi, unico tra gli scultori italiani[1].

L'insieme dei modelli e studi in gesso che erano presenti nel suo studio furono collocati nell'appositamente creata Gipsoteca Bartolini, ad uso degli studenti dell'Accademia di Belle Arti, che oggi fa parte del Museo dell'Accademia altre invece sono custodite nel Museo Civico di Palazzo Pretorio (Prato), sua città natale.

Fu sepolto nella cappella di San Luca nella Basilica della Santissima Annunziata a Firenze, anche se una lapide in suo onore si trova anche nella Basilica di Santa Croce. Una targa ricorda il suo studio fiorentino in Borgo Pinti.

Opere di Lorenzo Bartolini a Prato[modifica | modifica sorgente]

  • presso il Museo Civico (Prato)
    • Leopoldo II granduca di Toscana, marmo, 59 cm (altezza)
    • Busto di Napoleone Bonaparte, marmo, 30 cm (altezza)
    • Modello del monumento funebre a Nicola Demidoff, alabastro marmo bianco e rosato, 73,5 x 51 x51 cm
    • Busto di Teresa Guiccioli Gamba, gesso, 67 cm (altezza)
    • Giuseppe Bonaparte principe di Canino e Musignano, gesso, 38 cm (altezza)
    • Ninfa Oceanina: Arnina, gesso, 151 cm (altezza)
    • Ritratto di Maria Narystina Contessa Gureeva, gesso, 151 cm (altezza)
    • Fiducia in Dio, gesso, 93 cm (altezza)
    • Il Sonno dell’Innocenza, gesso, 42 x 110 x 50 cm
    • Cane con beccaccia, gesso, 39 x 96 x 40 cm
    • Ritratto di Papa Pio IX, gesso, 41 cm (altezza)
    • Giovacchino Murat, gesso, 64 cm (altezza)
    • Ritratto di Gioacchino Rossini, gesso, 70 cm (altezza)
    • archivio di disegni

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Vedi Università degli Studi di Trieste, XXI ciclo di dottorato, Storia dell'arte contemporanea Scultori italiani alle Esposizioni Universali di Parigi (1855-1889): aspettative, successi e delusioni

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