Caltagirone

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Caltagirone
comune
Caltagirone – Stemma Caltagirone – Bandiera
Caltagirone – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Sicily.svg Sicilia
Provincia Provincia di Catania-Stemma.png Catania
Amministrazione
Sindaco Nicola Bonanno (Progetto Caltagirone) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 37°14′00″N 14°31′00″E / 37.233333°N 14.516667°E37.233333; 14.516667 (Caltagirone)Coordinate: 37°14′00″N 14°31′00″E / 37.233333°N 14.516667°E37.233333; 14.516667 (Caltagirone)
Altitudine 608 m s.l.m.
Superficie 382 km²
Abitanti 38 799[2] (30-12-2013)
Densità 101,57 ab./km²
Frazioni Albanazzo, Colleggiata (Collegiata), Favarella, Granieri, Mulino Buongiovanni, Piano Carbone, Piano San Paolo, Rangasia, San Basilio - Casa Prete, San Mauro, Santo Pietro Serra Fornazzo, Signore del Soccorso, Villa Gravina, Villa Grazia
Comuni confinanti Acate (RG), Gela (CL), Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarino (CL), Mazzarrone, Mineo, Mirabella Imbaccari, Niscemi (CL), Piazza Armerina (EN), San Michele di Ganzaria
Altre informazioni
Lingue siciliano[1]
Cod. postale 95041
Prefisso 0933
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 087011
Cod. catastale B428
Targa CT
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti calatini (o caltagironesi)
Patrono san Giacomo il Maggiore, Maria ss del Ponte (compatrona)
Giorno festivo 25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caltagirone
Posizione del comune di Caltagirone nella provincia di Catania
Posizione del comune di Caltagirone nella provincia di Catania
Sito istituzionale

Caltagirone (Cartaggiruni, Caltagiruni o Cattaggiruni in siciliano) è un comune italiano di 38.799 abitanti[3] della provincia di Catania in Sicilia.

Situata nella Sicilia centrale, al centro del territorio Calatino, è famosa per la produzione della ceramica, attività sviluppatasi nei secoli a partire dai tempi degli antichi Greci. Dopo un passato glorioso che la vide per oltre due millenni roccaforte privilegiata per bizantini, arabi, genovesi e normanni, che controllavano le due piane (quella di Catania e quella di Gela), oggi Caltagirone vive un periodo di rinnovato sviluppo, grazie principalmente a due grandi risorse: la tradizionale produzione della ceramica e il turismo.

Ricca di chiese, pregevoli palazzi e ville settecentesche, per l'eccezionale valore del suo patrimonio monumentale il suo centro storico è stato insignito del titolo di Patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO nel 2002, insieme con il Val di Noto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

La città è ubicata sulla sella di collegamento tra i monti Erei e gli Iblei, ed è attraversata dalla Strada statale 417, che la collega a Catania e a Gela.

Caltagirone si trova circa 50 km a sud-ovest del capoluogo, a 60 km da Ragusa e da Enna e a 37 km da Gela, che rappresenta il suo sbocco al mare. La città (608 metri s.l.m. nella parte alta) si sviluppa su tre colli adiacenti alla catena dei monti Erei e presenta un assetto urbanistico in cui la parte del centro storico, collocata più in alto, è nettamente distinta dalla zona di nuova espansione, più a sud-est.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

La città sorge al margine occidentale della provincia, a 608 m di altitudine, adagiata sulle tre colline che, formando un anfiteatro naturale, costituiscono lo spartiacque tra le valli del fiume Maroglio, che sfocia nel golfo di Gela, e quella del Caltagirone che scende verso la piana di Catania.

Nella parte meridionale si trova un piccolo altopiano sabbioso dove sorge il piccolo borgo di Santo Pietro con la sua riserva naturale. Dall'altopiano si può godere il panorama del golfo di Gela.

Sempre nella parte meridionale sorge la frazione di Granieri, a 351 m di altitudine, entrato a far parte del territorio di Caltagirone nei primi anni del Novecento.

Facevano parte del territorio le borgate di Mazzarrone, Botteghelle, Cucchi, Leva e Grassura, elevate a comune autonomo nel 1976 e costituenti l'attuale comune di Mazzarrone. Già nel 1937 era stato ceduto al comune di Chiaramonte Gulfi l'esteso territorio dell'ex feudo Mazzarronello, a sud di Mazzarrone.

Riserve naturali[modifica | modifica sorgente]

La campagna siciliana, Caltagirone.

Nel territorio di Caltagirone sono presenti la Riserva Naturale Orientata Bosco di Santo Pietro[4] e il Parco Monte San Giorgio, situato nella parte nord della città.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Caltagirone.

Data l'altitudine di poco superiore ai 608 m s.l.m., il clima è generalmente umido, anche per il fatto di trovarsi sullo spartiacque tra la piana di Gela e la piana di Catania.

L'inverno è piuttosto rigido, con temperature comunque quasi sempre sopra lo zero, ed è caratterizzato da precipitazioni abbastanza copiose, soprattutto piovose. Qualche volta è possibile osservare fenomeni nevosi di bassa o media intensità.

La nebbia caratterizza l'autunno in quasi tutte le zone della città, tanto da essere definita dagli abitanti stessi "la paesana". La primavera è abbastanza fresca, con temperature superiori ai 10-15 °C, mentre l'estate si manifesta con alte temperature (sopra i 30-35 °C), che degenerano a volte in afa tra luglio e agosto.

In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +8,2 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +25,4 °C.[5]

CALTAGIRONE Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,1 12,1 14,4 16,7 21,8 27,3 30,4 30,4 26,6 21,1 16,5 12,9 12,0 17,6 29,4 21,4 20,1
T. min. mediaC) 5,3 5,3 6,7 8,8 12,7 17,2 20,0 20,4 17,6 13,8 10,3 7,0 5,9 9,4 19,2 13,9 12,1

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Sin dall'antichità la località fu scelta per la sua posizione privilegiata che essendo sullo spartiacque che divide le due più vaste pianure della Sicilia, la Piana di Gela e la Piana di Catania, le consentiva di controllare e difendere un vasto territorio.

I primi insediamenti stabili nel territorio dell'odierna Caltagirone risalgono alla preistoria. Il più antico insediamento del territorio finora noto è il Riparo Cafici, nella valle di Terrana, risalente al Paleolitico superiore o al primo Mesolitico. Gli scavi archeologici effettuati in contrada Sant'Ippolito – alle sorgenti del fiume Caltagirone – hanno portato alla luce i resti di un villaggio neolitico abitato ininterrottamente sino all'arrivo dei Greci.

Poco distante, in contrada Montagna, vi è una vasta necropoli risalente alla tarda età del bronzo. Meritano particolare attenzione le tombe a tholos.

Sulle colline che dominano la vallata del fiume Maroglio si trova il grande centro prima indigeno e poi greco di Monte San Mauro con resti di edifici tra i quali un anaktoron.

Altri insediamenti preistorici si trovano nelle contrade Moschitta, Paradiso, Piano dell'Angelo e nella stessa Caltagirone.

Dai Romani al Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lombardi di Sicilia e Comunità ebraica di Caltagirone.

Scavi archeologici hanno dimostrato la presenza dei Romani nel territorio, scelta avvenuta per la sua posizione privilegiata che le consentiva di controllare un vasto territorio.

Il nome Caltagirone è menzionato per la prima volta nel 1143 in un documento col quale re Ruggero II concede ai Caltagironesi i feudi di Judica e Santo Pietro. In questo documento è citata col nome di "Calatageron", termine sicuramente di origine araba. In riferimento alla locale lavorazione dell'argilla, l'interpretazione più plausibile sembra essere che derivi dall'arabo Qal' at al Gharùn (rocca delle giare).[6]

In diversi periodi si sono succedute molte dominazioni: dai Bizantini ai Normanni ai Saraceni sino ad arrivare agli Arabi. Questi ultimi furono cacciati nel 1076, quando i calatini riuscirono ad espugnare la rocca di Judica portando a Caltagirone come trofeo la campana d'Altavilla, che venne collocata nella chiesa Madre: Santa Maria del Monte.[7]. Nell'estate del 1091, dopo aver sconfitto i saraceni nei pressi di Caltagirone, nella piana che da allora fu detta del "Conte", il conte Ruggero dei normanni entrò trionfante il 25 luglio, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra il martirio di San Giacomo Maggiore, al cui intervento soprannaturale il conte attribuì la vittoria per averne invocato l'aiuto. Per questa ragione Caltagirone prescelse l'apostolo a proprio patrono, in sostituzione di San Nicolò di Mira e così fu proclamata libera e indipendente dall'autorità centrale.

Gli Arabi sembra introducessero nuove tecniche nella lavorazione dell'argilla, dando quindi un importante impulso all'artigianato della ceramica. L'espansione vera e propria dell'abitato e il fiorire della sua economia avvennero comunque durante il periodo normanno. Nel 1154 Edrisi, il celebre geografo arabo alla corte di Ruggero il Normanno, descrive così Hisn al-Genūn (Castello dei Genovesi): Il castello di Caltagirone sorge imponente sulla vetta di un monte inaccessibile; nel suo territorio si estendono campi coltivati a perdita d'occhio. Questo nome deriva probabilmente dalla presenza di una nutrita colonia di Genovesi giunti intorno al 1040.

Scalinata di S. Maria del Monte

La fiorente comunità ligure diede manforte al conte Ruggero contro i musulmani durante l'assedio della Rocca di Judica. Quest'aiuto valse alla città di Caltagirone i possedimenti dei territori di Judica, Fetanasimo, Regalsemi e Camopietro ed è all'origine della ricchezza feudale della città.

Nel XIII secolo Caltagirone partecipò alla rivolta contro gli Angioini nei cosiddetti Vespri Siciliani.

Fu il nobile Gualtiero di Caltagirone a sollecitare l'avvento di re Pietro d'Aragona nel corso dell'assedio di Messina. Deluso nelle sue aspettative dal nuovo monarca, Gualtiero cospirò contro di lui e fu per questo decapitato in Piazza San Giuliano nel 1283.

In seguito allo sviluppo dell'artigianato e del commercio, legati alla produzione della ceramica, nacque una classe di ricchi commercianti che si stabilirono qui provenendo anche da altre parti d'Italia.

Il benessere di cui godette la città è facilmente ravvisabile anche nel centro storico di Caltagirone che presenta edifici sacri e pubblici di pregevole fattura, la cui costruzione e il cui rifacimento fu affidato, com'era in uso, ad abili e famosi architetti ed artisti dell'epoca.

Nel XIV secolo a Caltagirone viveva una piccola comunità ebraica (הקהילה היהודית ב Caltagirone) stabilitasi in una zona vicino al quartiere San Giuliano che oggi prende il nome di "Via Iudeca" (דרך Iudeca) o "zona miracoli". Gli ebrei si dedicavano all'artigianato (in particolare nel settore tessile, infatti molte famiglie della comunità ebraica finirono con l'assumere alcuni cognomi come per esempio "Alba") ed alle attività creditizie.

Nel 1492 la dominazione spagnola decretò la scomparsa degli ebrei in Sicilia e la città fu duramente colpita nella sua vita economica e culturale.

Nel 1458 sorgeva in cima alla collina maggiore un castello dove si incoronò re di Sicilia Giovanni II di Aragona che, per gratitudine dei soccorsi ricevuti nelle varie imprese da lui compiute, tornò a dichiarare Caltagirone città demaniale. Anche Giovanni di Trastamara e Ferdinando il Cattolico le concedettero e confermarono altri privilegi, tra cui quello del "mero e misto imperio".

Secoli XV-XVII[modifica | modifica sorgente]

I secoli XV-XVII furono l'epoca aurea della "Città della ceramica", che allora si arricchì di chiese, istituti, collegi e conventi. Nacque pure l'università nella quale si insegnavano giurisprudenza, filosofia e medicina, nonché un ospedale che era tra i migliori della Sicilia.

In quei secoli la popolazione della città si aggirò sempre attorno ai 20.000 abitanti, di cui un migliaio erano ceramisti.

Nel 1671 a causa della carestia morirono circa 2000 persone, per fame e per stenti.

Il 1693 è l'anno che segna una drammatica, radicale svolta per Caltagirone come del resto per l'intera Sicilia orientale. Un catastrofico terremoto la rade al suolo insieme ad altre dieci città: un immane disastro che costò la vita a circa 100 mila persone.

La città nell'arco di circa dieci anni risorge con un volto barocco, quello che ancora oggi sostanzialmente conserva.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Terremoto del Val di Noto.

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1900 Caltagirone fu città simbolo del popolarismo italiano di Don Luigi Sturzo. Caltagirone fu anche il simbolo del movimento anti-fascista infatti Don Luigi Sturzo si oppose al fascismo e dovette per tale motivo rifugiarsi prima a Londra e poi a New York.

Nella seconda guerra mondiale Caltagirone soffrì dei pesanti bombardamenti da parte degli angloamericani che distrussero alcuni monumenti significativi per la città.

Dagli anni sessanta agli anni settanta, a causa dell'insufficiente sviluppo economico, Caltagirone subì un massiccio esodo di popolazione verso le regioni del nord, finché nel decennio successivo si ebbe una nuova crescita dell'economia, dovuta allo sviluppo dell'attività artigianale e dell'edilizia con l'espansione della città nuova.

Oggi Caltagirone è una delle più importanti destinazioni turistiche della Sicilia, grazie al suo patrimonio artistico, a tradizioni uniche, alla bellezza dei suoi belvederi.

Tra le sue risorse più cospicue vanno ricordati i musei (museo regionale della ceramica, Mostra dei pupi siciliani, Galleria Civica d'Arte Contemporanea e molti altri), le chiese (se ne contano più di 50) e le ville (Villa Patti, Villa Milazzo e molte altre).

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Il simbolo di Caltagirone risale al 1030, anno della liberazione della città da parte dei genovesi dal dominio saraceno.

I calatini, per riconoscenza, avrebbero adottato nel loro stemma, nel petto dell'aquila che tiene tra gli artigli un osso, lo scudo crociato rosso sostenuto da due grifoni, per ricordare l'antica origine, quella della Repubblica marinara. Con D.P.R. del 6 aprile 1987 Caltagirone è stato insignito del titolo di città.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro storico di Caltagirone.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Città tardo barocche del Val di Noto (Sicilia sud orientale)
(EN) Late Baroque Towns of the Val di Noto (South-Eastern Sicily)
Santa Maria del Monte (Caltagirone).jpg
Tipo architettonico
Criterio C (i) (ii) (iv) (v)
Pericolo no
Riconosciuto dal 2002
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa del Signore del Soccorso, ad ovest della città, sull'antica strada per Gela, sorgeva, prima del terremoto del 1693, una chiesetta dedicata alla Madonna del Soccorso, sotto le sue macerie venne ritrovato un crocifisso dipinto su pietra. Sul luogo del ritrovamento, alla fine del Settecento, fu costruita una chiesa progettata dal Bonajuto, in cui si venera la sacra immagine. In seguito il Santuario del SS. Crocifisso s'arricchì di nuove strutture, anche per poter accogliere i numerosi devoti che vi si recano, lungo la strada che porta al Santuario si notano i misteri del Santo Rosario e le stazioni della Via Crucis su pannelli in maiolica.
  • Abbazia di Terrana, a pochi chilometri da Santo Pietro, nel vicino feudo di Terrana, sorgeva un tempo l'importante Abbazia cistercense di Santa Maria di Terrana di cui oggi rimane parte di una chiesetta, edificata nel XIII secolo, con resti d'affreschi quattrocenteschi. Sulla facciata si mette in chiara evidenza il bel portale principale con i due mascheroni. All'interno, a fianco dell'abside, una porticina, sormontata da un arco ogivale, permette l'accesso al campanile.
  • Cimitero monumentale di Caltagirone, sulla via Nicastro, ad appena tre chilometri dal centro abitato, si trova il cimitero monumentale, preceduto da un viale alberato. Detto cimitero del Paradiso, dal nome della contrada in cui sorse, fu progettato dal celebre architetto Giovan Battista Nicastro nel 1866[8], con pianta a croce bizantina iscritta dentro un muro perimetrale che in parte lascia intravedere l'interno attraverso alcune aperture. Il progetto non fu mai portato a compimento dal Nicastro che morì nel 1903. Notevoli i loggiati, con arcate ogivali sostenute da snelle colonne, che donano al luogo luminosità e ariosità. Da ammirare alcune cappelle gentilizie degli inizi del Novecento sia per lo stile architettonico sia per le pregevoli decorazioni in ceramica, alcune delle quali in cattivo stato di conservazione. Dal 1931 è stato dichiarato monumento nazionale.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Conduzione della campana d'Altavilla a Caltagirone, mosaico in maiolica policroma nella piazza della chiesa di Santa Maria del Monte.
Barocco a Caltagirone
  • Basilica Cattedrale di San Giuliano;
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi (Immacolata);
  • Chiesa di Sant'Agata;
  • Chiesa di Sant'Andrea;
  • Chiesa di Santa Lucia;
  • Chiesa di Maria SS. dei Miracoli;
  • Chiesa del SS. Crocifisso del Soccorso;
  • Chiesa di San Biagio;
  • Chiesa di Maria SS. delle Stelle;
  • Chiesa di Sant'Orsola;
  • Chiesa di Gesù e Maria;
  • Chiesa di Sant'Isidoro;
  • Chiesa di Maria SS. degli Angeli;
  • Chiesa di Santa Caterina;
  • Chiesa di Santa Sofia;
  • Chiesa del Rosario;
  • Chiesa del Collegio;
  • Chiesa di San Nicola;
  • Chiesa Santa Maria del Monte (ex Matrice);
  • Chiesa di Maria SS. del Ponte;
  • Chiesa di San Domenico;
  • Chiesa San Bonaventura;
  • Chiesa di San Giorgio;
  • Chiesa di Santo Stefano;
  • Chiesa di Santa Chiara;
  • Chiesa di San Francesco di Paola;
  • Chiesa di Santa Rita;
  • Chiesa Santa Maria di Gesù;
  • Chiesa di San Pietro;
  • Duomo di San Giuliano (Cattedrale);
  • Chiesa dei Cappuccini;
  • Chiesa del SS. Salvatore;
  • Chiesa di San Giovanni Bosco;
  • Chiesa di Maria SS. della Neve;
  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa della Sacra Famiglia;
  • Chiesa di Sant'Anna;
  • Chiesa della Madonna della Via;
  • Chiesa di San Giovanni Bosco;
  • Chiesa San Vincenzo de Paoli;
  • Chiesa di San Paolo Apostolo; (frazione Piano San Paolo)
  • Chiesa dei SS. Pietro e Paolo; (frazione Santo Pietro)
  • Chiesa di San Giovanni Battista; (frazione Granieri)

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

L'evoluzione demografica registratasi a partire dal 1861, denota il dato della popolazione a circa 22.000 abitanti: Un centro importante per quel periodo. La tendenza positiva culminò nei 41.879 abitanti del 1901, anche durante il primo decennio fascista si ebbe un notevole crollo demografico che ricondusse la popolazione alla soglia dei 36.118 abitanti.

Dagli anni sessanta agli anni settanta, a causa dell'insufficiente sviluppo economico, Caltagirone subì un forte decremento demografico, finché nel decennio successivo non si ebbe una nuova crescita, da associarsi anche all'espansione della città nuova e con la crescita dei servizi ed attività commerciali.

Abitanti censiti[9]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti a Caltagirone con regolare permesso di soggiorno sono 1052 (31/12/2013), corrispondenti all'3% dei residenti totali. Le nazionalità più rappresentate sono (31/12/2010):

  1. Sri Lanka – 269
  2. Romania – 284
  3. Tunisia – 66
  4. Albania – 70
  5. Marocco – 41

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

La parlata di Caltagirone dal punto di vista fonetico deriva dall'arabo, dallo spagnolo con qualche ceppo gallico e sassone.

La fonetica “araba” la si può riscontrare innanzitutto dalle consonanti: in principio di frase hanno un suono deciso, come in siciliano "standard", ma precedute da una vocale diventano più rilassate e mai occlusive.

In fine ad una parola si pronunciano deboli, tranne che siano doppie o precedute da consonante. es: sett / sit (sette / sete).

Le vocali hanno dei suoni diversi: A (aperta, simile alla a italiana); E (può essere aperta o chiusa); I (chiusa, come le ee inglese); O (può essere aperta o chiusa); U (simile Alla u spagnola).

  • Dialetto antico:

1392. Estratto dalla richiesta, avanzata da Caltagirone, di non essere data in governo a nessun "barone", ma di dipendere direttamente dalla Corona spagnola, e di avere riconfermati i privilegi alla sua Università, dopo un breve periodo di instabilità.

"... per beni hi la dicta terra sia stata cum gracia justitia et optimu regimentu gubernata per li magnifichi don Manfré et Artali sou figlu, di li quali tutta la bona genti di la terra di Calatagiruni si ponnu troppu laudari, nichilominus ad zo ki la dicta terra riturni a lu antiqu statu in lu quali sempri fu subiecta a li signuri reali addimandamu ki la dicta terra no sia data in gubernationi a nullu baruni... hi tuti li privilegij, immunitati et gracij facti et concessi a la dicta Universitati per li serenissimi principi predecessuri... siano confirmati a la dicta Universitati".

  • Dialetto moderno:

Salvatore Maria Aprile Chiarandà, Cancelliere dell'Arcadia Calatina.

16/11/1862. Sonetto satirico scritto in occasione del crollo della parte superiore del Teatrino del Giardino Pubblico.

"Cadi lu jornu dillo Sammartinu

mentri c'eranu mastri a manu a manu

tuttu a na vota l'autu teatrinu,

ristannu 'mpedi lu sfunnu marranu.

Cussì lu regnu Italicu malandrinu

cadrà lassannu un beddu deretanu

pri darci culla facci tunnu 'chinu

lu Carbunaru populu sovranu".

Verbi[modifica | modifica sorgente]

  • Prima coniugazione (-ar) del verbo cantar (cantare)

Indicativo

Presente: Cantu, Canti, Canta, Cantammu, cantati, càntunu;

Imperfetto: cantava, cantàviti, cantava, cantàvumu, cantàvuvu, cantàvunu;

Passato Remoto: cantai, cantasti, cantau, cantammu, cantàstuvu, cantanu;

Passato Prossimo: he cantatu, ha cantatu, ha cantatu, ammu cantatu, atu cantatu, hannu cantatu;

Trapassato Prossimo: ava cantatu, àviti cantatu, ava cantatu, àvumu cantatu, àvutu cantatu, àvunu cantatu;

Condizionale e Congiuntivo coincidono

Presente: cantassi, cantàssiti, cantassi, cantàssimu, cantàssuvu, cantàssunu;

Passato: assu cantatu, àssutu cantatu, assu cantatu, àssimu cantatu, àssuvu cantatu, àssunu cantatu.

Imperativo

canta, cantass (forma di cortesia), cantammu, cantat, cantàssinu

  • Seconda coniugazione (-ri o -ir) del verbo durmir (dormire)

Presente: dormu, dormi, dormi, durmimmu, durmiti, dòrmunu;

Imperfetto: durmiva, durmìviti, durmiva, durmìvumu, durmìvuvu, durmìvunu;

Passato Remoto: durmii, durmisti, durmiu, durmimmu, durmìstuvu, durminu;

Passato Prossimo: he durmutu, ha durmutu, ha durmutu, ammu durmutu, atu durmutu, hannu durmutu;

Trapassato Prossimo: ava durmutu, àviti durmutu, ava durmutu, àvumu durmutu, àvutu durmutu, àvunu durmutu;

Condizionale e Congiuntivo coincidono

Presente: durmissi, durmìssiti, durmissi, durmìssimu, durmìssuvu, durmìssunu;

Passato: assu durmutu, àssutu durmutu, assu durmutu, àssimu durmutu, àssuvu durmutu, àssunu durmutu.

Imperativo

dormi, durmissi, durmimmu, durmiti, durmìssinu[10]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il 95% della popolazione risulta battezzato secondo la fede cattolica; il restante 5% è costituito da Testimoni di Geova, Avventisti, altri culti Evangelici e non cristiani.

Altre comunità religiose sono cresciute di numero grazie alla recente immigrazionee non solo.

Tra queste, i buddisti 200 ca.(cingalesi e cinesi), 50 ca. buddisti appartenenti alla soka gakkai (italiani), ortodossi 300 ca. (rumeni ed ucraini) e musulmani 160 ca. (marocchini, tunisini e albanesi).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

I principali musei di Caltagirone sono:

  • Museo della Ceramica di Caltagirone
  • Museo della Ceramica Contemporanea – Palazzo Ceramico (presso il Palazzo Reburdone)
  • Museo Diocesano Caltagirone - Palazzo Vescovile
  • Museo tecnologico Hoffmann
  • Museo Civico al Carcere Borbonico
  • Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane
  • Museo d'Arte Contemporanea
  • Museo Internazionale del Presepe
  • Mostra dei Pupi Siciliani
  • Museo delle Espressioni Ceramiche Contemporanee (presso l'Istituto d'Arte)
  • Museo Naturalistico (frazione Santo Pietro)
  • Pinacoteca Museo dei PP. Cappuccini

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Biblioteca PIO XI[modifica | modifica sorgente]

La Biblioteca si trova nell'antico Convento dei Frati Minori che risale alla fine del XIV secolo, oggi sede vescovile.

Con i suoi 28.000 volumi circa, ha una valenza culturale e storica per Caltagirone; opere di notevole rilevanza storica e pregevoli tavole descrittive illustrate con delle caratteristiche tipografiche. È vasta la gamma delle discipline rappresentate come la Letteratura, Storia, Geografia, Filosofia, Pedagogia, Scienze Naturali, Medicina, Matematica, Diritto Civile ed Ecclesiastico, Teologia, Musica e numerosi Dizionari ed Enciclopedie.

In questa biblioteca sono presenti delle opere di Luigi e Mario Sturzo che, permettono di tracciare per intero la loro vita di questi uomini illustri con significativi interessi storici, sociali e religiosi sia per la storia della città e dell'Italia.

Biblioteca Comunale Emanuele Taranto[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca fu arricchita di opere alla fine del XVI secolo, con ingenti investimenti da parte del Senato cittadino. Quando i gesuiti lasciarono la città, le opere che arricchirono la biblioteca, furono trasferite presso l'Università degli Studi di Catania.

Nel 1785 una nuova biblioteca fu ricostituita dal patriziato cittadino su un nucleo di 8.000 volumi donati dal principe Niccolò Interlandi. Nel 1870 i fondi bibliografici giunti dalle corporazioni religiose soppresse valorizzarono la biblioteca di circa 15.000 volumi che furono ordinati da Emanuele Taranto Rosso al quale è oggi intitolata. Nel 1901 un violento incendio distrusse l'edificio nel quale era collocata la biblioteca e furono salvate solo 2.000 opere. Nel 1902 la Giunta comunale affidò al bibliotecario Baroncelli il progetto di ricostruzione delle opere. Grazie alle donazioni dei cittadini si incrementò il fondo antico e con i nuovi acquisti prosperò il patrimonio librario della città.

Oggi la biblioteca conserva oltre 115.000 volumi dei quali circa 2.400 datano ai secc. XVI, XVII e XVIII, possiede una ricca collezione di 2867 fotografie e 1095 cartoline illustrate che risalgono ai primi anni del Novecento. Si conservano, inoltre, i volumi dei privilegi nobiliari che appartengono all'Archivio Storico Comunale.

Biblioteca di quartiere Alessio Narbone[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca possiede oltre 8.000 volumi, sono testi moderni ed aggiornati che coprono i vari settori della conoscenza. Questa biblioteca è nata con gli stanziamenti del Ministero della Pubblica Istruzione ed inaugurata il 16 maggio 2002, successivamente divenuta Biblioteca di Quartiere con lo scopo di servire l'utenza del Centro storico di Caltagirone.

Biblioteca della frazione Granieri[modifica | modifica sorgente]

La biblioteca nella frazione Granieri fu istituita nel 1996. Dispone di circa 3000 volumi che spaziano dalla letteratura italiana e straniera, alla storia, a testi scientifici, enciclopedie, viticoltura.

Università[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Istituto di Sociologia "Luigi Sturzo".

Caltagirone è sede di alcuni corsi di laurea decentrati soprattutto quelle triennali. Sono presenti degli istituti come quello di Sociologia, teologia e musicale.

  • Istituto Tecnico Superiore per le tecnologie innovative per i beni e le attività culturali (Fondazione Steve Jobs)

Gli atenei con rispettivi corsi decentrati a Caltagirone sono i seguenti:

  • Università degli studi di Messina
    • Infermieristica (primo livello)
    • Fisioterapia (primo livello)
  • Istituto di Sociologia "Luigi Sturzo"
    • Sociologia (primo livello)
    • Scienze del servizio sociale (laurea specialistica)
    • Master sulla Consulenza e Mediazione Familiare (primo livello)
    • Master sulla Programmazione e organizzazione di servizi alle persone nel pubblico e nel privato (primo livello)
    • Corso di aggiornamento di informatica e sistemi informativi applicativi al servizio sociale
  • Istituto di Teologia Padre Innocenzo Marcinnò
    • Teologia
  • Istituto Musicale Pietro Vinci

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Galleria Luigi Sturzo

Il Teatro Politeama Ingrassia fu costruito nel primo decennio del Novecento ad opera di Saverio Fragapane e venne inserito nel Piano Regolatore presentato dal pro-sindaco Don Luigi Sturzo nel 1907. Il teatro si trova in corrispondenza con l'ingresso monumentale del Giardino Pubblico “Vittorio Emanuele”, il quale costituisce la vita culturale e artistica della città. Oggi il teatro è stato riconvertito in sala cinematografica.

Informazione[modifica | modifica sorgente]

A Caltagirone è edito il quotidiano:

  • L'urlo del popolo
  • Sicilia News

periodici locali:

  • Gazzetta di Sicilia
  • La gazzetta del calatino

Hanno inoltre sede le emittenti televisive:

  • CANALE 66
  • Tele Vita

e le radio:

  • Radio Rete Centrale
  • Studio Tre Radio

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Sono stati girati a Caltagirone i film:

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Festa di San Giacomo a Caltagirone e Madonna di Conadomini.
A'Giunta
San Giacomo, santo patrono della città
  • Ricordo del terremoto, 11 gennaio
  • La passione di Cristo, domenica delle palme
  • Giovedì Santo, (giovedì santo, visita nelle chiese al sepolcro di Cristo)
  • Venerdì Santo, (venerdì santo, processione del Cristo Morto e dell'Addolorata)
  • A' Giunta, (Pasqua)
  • Festa di San Francesco di Paola, 25 aprile
  • Scala infiorata, maggio
  • A Rusedda, (maggio)
  • Festa di Maria Santissima Di Conadomini, 31 maggio
  • Spettacolo di fuochi e suoni, 23 luglio
  • Scala illuminata, 24-25 luglio e 14-15 agosto
  • festa di San Giacomo il Maggiore patrono della città, 25 luglio
  • solennità di Maria SS. del Ponte, 14 e 15 agosto
  • Sagra dell'uva da tavola fraz. Granieri, 26 agosto
  • solennità di Santa Lucia, 13 dicembre
  • Presepi di Caltagirone, dal 1º dicembre al 31 gennaio
  • biennale della ceramica, dal 20 dicembre al 24 febbraio

Persone legate a Caltagirone[modifica | modifica sorgente]

Fangotto in Ceramica di Caltagirone

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico[modifica | modifica sorgente]

Duomo di San Giuliano

Il centro storico sorge a 608 metri d'altitudine; fino al primo dopoguerra era l'unico insediamento urbano, ed ha origini millenarie.

Nel settore orientale vi è il quartiere San Giorgio che prende nome dall'omonima chiesa, la più importante della città.

Il centro storico è ricca di numerose chiese e diversi monumenti, oltreché le principali istituzioni ed enti (comune, teatro, banche e assicurazioni).

A sud vi sono le aree urbane più basse rispetto al centro storico, vale a dire Il quartiere Acquanuova, San Pietro e San Francesco di Paola, quest'ultimo quartiere si trova il giardino pubblico che è considerato il polmone verde della città.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Centro storico di Caltagirone.

La città moderna[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Sant'Elia e Ponte San Francesco

La moderna Caltagirone è disposta ad anfiteatro e si presenta agli occhi dei visitatori in tutto il suo splendore con le grandi chiese, i campanili, le torri ed una distesa di tetti dalle caratteristiche tegole in cotto; All'imbrunire sembra proprio un presepe.

Le nebbie invernali la rendono misteriosa, alta ed inespugnabile fra i monti che la circondano. È infatti una delle poche città di questa parte della Sicilia ad aver conservato, dopo il terremoto del 1693, parte delle testimonianze dell'arte e dell'architettura medievali e, soprattutto, la tipologia dell'abitato.

Ma la vera attrazione di Caltagirone è rappresentata dalla millenaria tradizione della ceramica risalente al V secolo a.C.: le sue fornaci non hanno mai smesso di ardere.

Oltre alla visita del Museo della ceramica, per conoscere la storia e l'evoluzione di quest'arte attraverso i suoi manufatti, ogni angolo della città, museo all'aperto, sorprende il visitatore: qui con un inserimento colorato ed originale, lì con un vaso, per non parlare di quel capolavoro indiscusso che è la scalinata di Santa Maria del Monte.

Alle spalle del Museo della Ceramica si trovano il Giardino pubblico e la Villa Vittorio Emanuele, risalente al XIX secolo.

La città nuova[modifica | modifica sorgente]

Villa Patti

A concreta testimonianza del fatto che la ceramica artistica non è solo una realtà del passato, basta osservare qua e là con occhio vigile cercando le tracce più recenti di un'arte sempre attuale.

Anche per la moderna Stazione ferroviaria, in Piazza della Repubblica, non si è rinunciato all'opera del ceramista Andrea Parini, che ha realizzato un grande e variopinto pannello che valorizza il salone principale.

Piazza della Repubblica è ornata da una fontana monumentale, posta su di una bella gradinata, costruita a metà del XIX secolo.

Nella vicina via Principe Umberto si trova la chiesa di Sant'Anna alla quale, pur essendo di recente costruzione, vale la pena di volgere lo sguardo per lo scenografico portico ad arcate che si sviluppa su tre lati.

Interessanti sono anche la chiesa della Sacra Famiglia – di costruzione moderna, ma interessante dal punto di vista architettonico per la pianta ottagonale – e il grande e funzionale Stadio polisportivo, entrambi in via Madonna della Via.

Cuore della nuova zona è il Viale Europa, pullulante di negozi e d'attività commerciali. Proseguendo da via principe Umberto per la via Santa Maria del Gesù, s'incontra, preceduta da una scalinata, la chiesa di Santa Maria del Gesù con l'attiguo convento, oggi inserito in un contesto urbanistico moderno.

La chiesa, cui s'accede tramite un delizioso chiostro verdeggiante, fu edificata nel Quattrocento e ricostruita dal Bonajuto, presenta una semplice facciata dal campanile seicentesco terminante con una guglia decorata in ceramica.

È custodita all'interno la preziosa statua raffigurante la Madonna della Catena realizzata da Antonello Gagini.

Il convento, nonostante i numerosi ed evidenti rifacimenti, presenta ancora un bel portale gotico che porta la data 1422.

Nei pressi della chiesa si trova la compatta costruzione dell'Educandato San Luigi, costruito nel 1861 oggi sede della Biblioteca comunale e dell'Archivio di Stato, che si fa notare più che per il suo esterno, dal semplice prospetto lineare, per l'atrio interno da cui, attraverso le arcate, s'accede al giardino posteriore.

Lungo la stessa via, e sul suo prolungamento, si possono osservare numerosi esempi di dimore nobiliari del XVIII e XIX secolo, tra le quali meritano d'essere menzionate Villa Patti, dal prospetto in stile gotico veneziano con piccolo portico ad arcate, dotata di un grande parco visitabile, Villa Motta, Villa Divisa, Villa Spataro e Villa Gravina.

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

Caltagirone è divisa nei seguenti quartieri:

Caltagirone Nord - Centro Storico

  • Santa Maria del Monte - Sant'Agostino;
  • San Giacomo - Sant'Orsola;
  • San Giuliano;
  • Miracoli - Iudeca;
  • San Giorgio;
  • Cappuccini;
  • Ponte - Acquanuova;
  • San Francesco di Paola;
  • San Pietro;
  • Immacolata.

Caltagiorne Sud - Centro Nuovo

  • Semini;
  • Sant'Anna;
  • Sacra Famiglia;
  • Madonna della Via;
  • Balatazze;
  • San Giovanni Bosco - Bungavillea;
  • Romana.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Granieri: panorama e chiesa parrocchiale
  • Favarella, località contigua alla città di Grammichele, sviluppatasi lungo la strada che conduce a Granieri, è abitata sin dai primi anni settanta da cittadini del vicino comune. Negli anni ottanta era stata avanzata richiesta per accorpare questo territorio al comune di Grammichele, ma l'iter naufragò presso i competenti uffici regionali. Sono presenti diverse insediamenti produttivi e commerciali. Nel territorio vi sono stati rinvenuti resti di insediamenti ellenestici.
  • Granieri
  • Piano San Paolo, piccolo nucleo che nasce intorno ad una parrocchia al margine del Bosco di Santo Pietro, è conosciuto per la sagra delle pesca insacchettata che si svolge in settembre.
  • Santo Pietro

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Museo della Ceramica di Caltagirone.

Caltagirone è un centro agricolo, per la vastitità del suo territorio (si annoverano coltivazioni di uva, olive, mandorle, pesche, querce da sughero) (Quercus suber).

È nota soprattutto per la produzione di ceramica. Oltre al vasellame, elementi di spicco nella produzione locale sono le figure in terracotta ed i fischietti.

A questo proposito, la città è dotata di un proprio museo specializzato, il Museo della ceramica, sito all'ingresso del giardino pubblico, che raccoglie oggetti che documentano l'evoluzione dei manufatti del settore a partire dalla preistoria e dal periodo greco.

Degni di nota i presepi artistici: nei locali della ex biblioteca comunale è stato istituito il Museo internazionale del presepe, che vanta una collezione di oltre mille pezzi dal Settecento ad oggi.

La città festeggia come patrono San Giacomo ed in occasione della festività, la scala monumentale viene illuminata con un sistema tradizionale di coppi colorati disposti in modo da riprodurre un disegno stilizzato dal notevole effetto scenico.

I principali punti di interesse turistico del centro storico sono la lunga Scalinata di Santa Maria del Monte o comunemente detta "La Matrice", in cui ognuna delle 142 alzate è decorata con un differente motivo di piastrelle in ceramica che riprendono gli stili del passato, e il ponte di S.Francesco che collega i due colli su cui si sviluppa il centro storico.

Industria[modifica | modifica sorgente]

All'interno della zona industriale di Caltagirone, posta nella parte del territorio comunale della piana di Catania, operano circa 20 imprese industriali e artigianali con un migliaio di addetti, riunite nell'Area di Sviluppo Industriale (ASI).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Caltagirone è collegata a Gela e Catania mediante la Strada Statale 417 detta, anche se non molto a sproposito, a scorrimento veloce e a Catania per mezzo della Strada statale 385 di Palagonia che dopo il Bivio Iazzotto si innesta sulla costiera SS114.

La città è collegata anche a Siracusa per mezzo della Strada Statale 124 che prosegue oltre San Michele di Ganzaria innestandosi sulla SS117 Bis.

La Strada statale 683 attraversa anche il territorio di Caltagirone per mettere in collegamento la SS 514 Catania – Ragusa con l'autostrada A19 Palermo Catania. Inaugurata nel 1990, si sviluppa per 13 km dalla SS 514 fino alla SP 34 in contrada Regalsemi di Caltagirone. Il tratto rimenente fino alla SS117 Bis in località Bivio Gigliotto, dopo vicende controverse, dovrebbe essere appaltato nel corso del 2011.

Su queste direttrici operano varie autolinee extraurbane come la Sais Autolinee, l'Etna Trasporti e l'Azienda Siciliana Trasporti che gestisce anche il trasporto urbano della città.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Caltagirone.

Caltagirone è collegata a Catania ed a Gela mediante una linea ferroviaria a semplice binario non elettrificata di RFI. La stazione ferroviaria si trova nella parte nuova della città. La precedente stazione venne disattivata alla fine degli anni settanta in concomitanza con l'attivazione della nuova linea per Gela e la costruzione della nuova grande stazione.

Fino alla fine degli anni sessanta una ferrovia a scartamento ridotto collegava il centro con Piazza Armerina e la stazione di Dittaino da cui ci si immetteva sulla ferrovia Palermo-Catania.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Palazzo dell'Aquila

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio a 11 e Calcio a 5[modifica | modifica sorgente]

A Caltagirone sono presenti diverse squadre che si occupano di calcio e di calcio a 5. La principale squadra, per la stagione 2012-2013 è la Polisportiva Dilettantistica Aquila Caltagirone Calcio che milita nel girone D di Promozione, per quanto riguarda il calcio a 11. Mentre nel calcio a 5, per la stagione sportiva 2012-2013 troviamo l'A.S.D. I Calatini C5, che milita nel campionato di Serie C2, girone D, per il secondo anno consecutivo, e l'Audax Poerio C5 che gioca in Serie D.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il comune di Caltagirone riconosce ufficialmente nel proprio statuto la lingua siciliana, che assume "come valore storico e cultura inalienabile"; cfr. Statuto del Comune di Caltagirone. URL consultato il 21 agosto 2012. (PDF)
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 dicembre 2013.
  3. ^ Dato Istat 30/12/2013.
  4. ^ Foto della riserva di Bosco di Santo Pietro
  5. ^ Tabella climatica.
  6. ^ Caltagirone: cenni storici
  7. ^ L'episodio è raffigurato in un mosaico di maiolica policroma posto recentemente nella piazza antistante la chiesa di Santa Maria del Monte
  8. ^ Informazioni dal sito del comune
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Paragrafo liberamente tratto da un saggio linguistico di Filippo Pappalardo

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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