Propilei

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Coordinate: 37°58′18.2″N 23°43′30.5″E / 37.971722°N 23.725139°E37.971722; 23.725139

Propilei
προπύλαια, propylaea
La scalinata che conduce ai Propilei
La scalinata che conduce ai Propilei
Civiltà Antica Grecia
Utilizzo ingresso monumentale
Stile dorico e ionico
Epoca V secolo a.C. (437 a.C.-432 a.C.)
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Atene
Amministrazione
Patrimonio Acropoli di Atene
sito web
Disegno ottocentesco che ricostruisce l'aspetto che avrebbero potuto avere i Propilei intatti

I Propilei (dal greco προπύλαια, composto di προ e πύλη = "posto davanti alla porta") sono l'ingresso monumentale dell'Acropoli di Atene. La loro costruzione ebbe inizio nel 437 a.C., ma non furono completati. Per estensione sono stati chiamati propilei anche altri monumenti basati sulla stessa tipologia. La struttura dei Propilei in particolare è servita da modello in età neoclassica (XIX secolo).

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola propylaea (propylaeum nella versione latina) è l'unione del prefisso pro (prima o di fronte a) e il plurale del greco pylon o pylaion (cancello), significando letteralmente "ciò che sta davanti al cancello", ma il termine è venuto a indicare semplicemente un edificio d'ingresso.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il tempio di Atena Nike visto attraverso le colonne dei Propilei

Il monumentale accesso all'area sacra dell'Acropoli di Atene fu eretto su progetto dell'architetto Mnesicle tra il 437 a.C. e il 432 a.C. L'anno successivo, allo scoppio della Guerra del Peloponneso i lavori furono interrotti e mai portati a termine. Lo stesso architetto Mnesicle è accreditato da alcune fonti per una partecipazione al cantiere dell'Eretteo.

Il monumento, di marmo pentelico bianco e pietra grigia di Eleusi, rientra nei grandi lavori di rifacimento dell'Acropoli promossi da Pericle. Arpocrazione afferma che i lavori iniziarono durante l'arcontato di Eutimene nel 437 a.C., e secondo Eliodoro durarono cinque anni, per una spesa (elevatissima) di 2012 talenti.

La struttura dei Propilei consiste di un corpo centrale con due ali laterali, una verso nord (detta Pinacoteca) e una verso sud (un semplice portico). All'interno dell'ala sud, i blocchi di marmo presentano ancora le bozze lasciate a rilievo per il sollevamento e la messa in opera, il che mostra come l'edificio non abbia mai ricevuto la politura finale.

La facciata del corpo centrale è ornata di sei colonne doriche simili in proporzione, ma non nelle dimensioni, a quelle del Partenone; la coppia centrale di colonne è più distanziata per lasciare più spazio al carro della processione delle Panatenee, solenne processione che si teneva ogni quattro anni il giorno genetliaco di Atena, il 28 del mese di ecatombeone corrispondente al mese luglio-agosto, in onore della dea Atena Poliàs (o Poliade), protettrice della città, alla quale la struttura faceva da sfondo.

All'esterno la struttura si presenta inequivocabilmente di stile dorico mentre all'interno vi sono colonne ed elementi di stile ionico. L'armonizzazione di questi due stili in un solo edificio necessita di grande abilità, e la perfetta integrazione in questo edificio va a tutto merito dell'architetto. Il progetto dovette superare notevoli difficoltà tecniche, dovute soprattutto al forte dislivello del passaggio. Il corpo centrale costituiva il vero e proprio ingresso, chiuso fra due facciate doriche con sei colonne. Dei quattro ambienti che dovevano occupare le due ali venne realizzato solo quello di nord-ovest, la Pinacoteca, dove erano raccolti quadri di soggetto mitologico.

I Propilei furono parzialmente distrutti nel 1656 da un'esplosione delle munizioni turche che vi erano depositate.

Precedenti[modifica | modifica sorgente]

In ambito ellenico il più antico esempio conservato di propileo monumentale è l'ingresso al temenos del santuario di Afaia (Aφαία) ad Egina, una struttura bifronte in antis, con due colonne doriche su ciascuna faccia. Anche in questo caso come più tardi ad Atene la costruzione serve anche a dissimulare la forte pendenza della via di accesso, attrezzata con scale monumentali. L'opera sarebbe contemporanea alla ricostruzione del recinto sacro da datarsi intorno al 500 a.C. Resti di un precedente ingresso monumentale, evidenziati dagli scavi sono stati datati intorno al 570 a.C.

Influenza culturale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Propileo.

La struttura dei Propilei (in particolare la sezione centrale) è servita da modello in età neoclassica (XIX secolo) come alternativa al modello romano dell'Arco di Trionfo. Ve ne sono numerosi esempi in Germania, come i Propyläen nella Königsplatz di Monaco di Baviera, in Germania, costruita sotto il re Luigi I di Baviera, ma soprattutto alla Porta di Brandeburgo a Berlino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Testi originali usati come fonte
Fonti critiche
  • Schwandner, Ernst-Ludwig. 1985. Der ältere Porostempel der Aphaia auf Aegina. Berlin: W. de Gruyter.
  • Webster, T. B. L. 1931. The Temple of Aphaia at Aegina. Journal of Hellenic Studies, 51, no2 pp. 179–183.
  • C. Tiberi, Mnesicle, l'architetto dei Propilei Roma, Officina edizioni, 1964
  • J. A. Bundgaard, Mnesikles: a Greek architect at work, Copenhagen, 1876.
  • P. Hellström, The planned function of the Mnesiklean Propylaia, Opuscula Atheniensia 17: 107-21, 1988
  • L. B. Holland, Erechtheum papers, I, II, III. American Journal of Archaeology 28: 1-23, 142-69, 402-25, 1924

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]